Uack! 7

20 SET 2014
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«Chi ha vergato questi strani segni? Con qual diritto, con quali pegni v’ha ceduto il lago e la laguna? Forse il sole? Forse la luna? Forse il vento che fa tremar le foglie? Forse il tuono, forse il lampo v’ha ceduto il nostro antico campo?».
«No! E’ stato Trippa Marciapiede! E posso condurti da lui, se non mi credi!».

E’ tutta qui, in questo breve dialogo, la sintesi perfetta del conflitto socio-culturale messo in scena da Carl Barks in una delle sue opere più poetiche e romantiche. Il settimo numero di Uack! si chiude con la prima parte di Uncle $crooge 18, albo del giugno-agosto 1957, che ospita appunto Paperino nella terra degli indiani pigmei, pungente affresco di un duplice, violento scontro: quello tra un mondo incontaminato (ed intenzionato a rimanere tale secondo le leggi che da sempre ne regolano i naturali equilibri) e la minaccia di una svolta globalizzatrice “ante-litteram” incarnata dall’arrivo di un facoltoso papero bianco di nostra conoscenza; quello interno allo stesso papero di cui sopra, che da una parte anela il ritorno ad una vita lontana dalle logiche del caos generato dalla ricerca spasmodica del profitto, ma dall’altra resta succube della propria natura, che il profitto lo ricerca in ogni forma o sostanza.
Oltre a concludere il quindicesimo fascicolo della collana statunitense dedicata a Paperon De’ Paperoni, l’albo presenta la riproposizione integrale dei numeri 16 e 17, comprese le rispettive novelle domestiche di Mickey, Minnie e nipoti, introdotte da illustrazioni di Tony Strobl e mai ristampate dopo la loro pubblicazione originale.
Compare così in questo numero di Uack! anche la celebre Zio Paperone e il tesoro sottozero, brillante parodia della sfrenata corsa agli armamenti e alle risorse energetiche tra i due blocchi contrapposti in piena Guerra Fredda. Paperone ha la meglio sulla caricatura barksiana del leader sovietico Nikita Chruščëv, impossessandosi di un misterioso elemento dal potenziale sconosciuto e partendo per l’Antartide con il solo scopo di preservarne l’integrità: e non per “trovarne altri esemplari” come erroneamente riportato nell’articolo introduttivo alla storia.
Un portfolio stringato (sicuramente per esigenze di foliazione) dedicato al character delle Silly Symphonies Elmer Elephant chiude un ottimo numero della testata Panini, sicuramente consigliato per le storie citate, certamente tra quelle che più hanno contribuito ad alimentare il mito dell’Uomo dei Paperi.

Autore dell'articolo: Marco Travaglini

Giornalista pubblicista, vivo e lavoro a L'Aquila. Appasionato e collezionista di fumetti, libri, film, audiovisivi e tutto quanto riporti il marchio Disney, incontro per la prima volta all'età di 7 anni sia il Mickey Mouse delle daily strips sui supplementi del quotidiano romano Il Messaggero, sia le storie di Carl Barks sul glorioso mensile Zio Paperone. Nel 2009 ho avuto la fortuna di lavorare per qualche mese presso la Nintendo of Europe a Francoforte. Dal 2006 contribuisco attivamente a tutti i prodotti editoriali e alle iniziative del Papersera.