L’Altro Topo 1 – Topolino racconta l Arte – Topi, paperi e pennelli

05 MAR 2017
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Esordisce in edicola e fumetteria il primo numero della nuova testata Panini Disney dall’intestazione certamente evocativa, “L’Altro topo”: se, infatti, il “topo” è l’amichevole appellativo del settimanale Topolino, questo “Altro Topo” trasmette quasi l’idea di assumere una veste parallela, o alternativa, e tale sensazione non si discosta troppo dal vero; in effetti questa nuova testata si propone di ristampare cicli di storie apparse sul settimanale e legate da un unico filo conduttore, vale a dire quei grandi temi che spesso il Topolino affronta proponendo più storie ad essi ispirate.

Si inizia alla grande con Topi, paperi e pennelli, titolo che subito rimanda alla mente il concetto di “arte”, in special modo quella pittorica ma, come vedremo, non solo: la tematica artistica, nelle sue svariate sfaccettature, costituisce, infatti, l’oggetto del ciclo de “La storia dell’arte di Topolino”, ideata e curata da Roberto Gagnor. L’autore, non nuovo a storie in costume, tra fine 2011 ed inizio del 2012 firma una serie di 8 storie apparse su altrettanti numeri consecutivi del settimanale e tutte incentrate sull’Arte e sul suo strettissimo rapporto con la storia umana, fin dai primordi.

Si inizia dal Paleolitico con Il primo fumetto della storia (disegnata da Paolo De Lorenzi), che narra fantasiose teorie sulla nascita delle prime forme di comunicazione dei nostri progenitori; il primo salto temporale copre diverse centinaia di migliaia d’anni fino all’Antico Egitto, dove Il romantico papiro di Paperinubi (disegnata da Paolo De Lorenzi) spiega le difficoltà “pratiche” del sistema di scrittura mediante “geroglifici”. Circa una quindicina di secoli dopo è ambientata la successiva Le tre o quattro fatiche di Paperogate di Creta (disegnata da Vitale Mangiatordi) che, fra improbabili “reality” ante litteram e protagonisti pasticcioni, mostra le particolarità dell’arte “vascolare” della Grecia “classica”.

Si prosegue, dopo un altro salto temporale di poco inferiore al precedente, con il periodo di transizione tra l’Alto ed il Basso Medioevo, dove Mastro Topolinius e il portale rivelatore (disegnata da Vitale Mangiatordi) ci narra di una forma d’Arte di notevole importanza per il periodo, la “scultura Romanica”. In un altro momento di transizione, tra gli sgoccioli del Basso Medioevo e l’inizio del Rinascimento, è ambientata Pippo della Francesca e il ritratto del complotto (disegnata da Paolo De Lorenzi), che ritorna sull’Arte pittorica introducendo il lettore alle grandi innovazioni che quel periodo lascerà in eredità. L’ultimo balzo temporale ancora misurabile in secoli ci porta al XIX° sec., epoca in cui è ambientata Paperin Monet e il salon De’Paperon (disegnata da Vitale Mangiatordi), chiaramente dedicata al “padre dell’Impressionismo”. Ormai siamo quasi in epoca contemporanea e non poteva, dunque, mancare all’appello un accenno a Pablo Picasso con Topolino e i capolavori paradossali (disegnata da Paolo De Lorenzi). Il ciclo si conclude nel presente con Zio Paperone e l’avventura dell’arte futura (disegnata da Vitale Mangiatordi) che, come il titolo lascia intuire, descrive l’Arte contemporanea ma in un’ottica chiaramente aperta alle future ed imprevedibili innovazioni di questa meravigliosa esteriorizzazione del genio umano che è l’Arte, in tutte le sue multiformi manifestazioni.

Delineate sommamente le storie, resta da analizzarne la struttura sottolineando come il carattere comune a tutte, ed il loro indiscutibile e principale punto di forza, sia la capacità di Roberto Gagnor nel costruire trame divertenti, spesso molto comiche, ma che, al contempo, non mancano mai di “centrare l’obiettivo” di carattere divulgativo: al di là della leggerezza della narrazione emerge, infatti, uno scrupoloso lavoro di attenzione ai dettagli storico-artistici, inseriti nel contesto delle storie con un’estrema naturalezza che non può non destare l’attenzione e la curiosità del lettore. Tutto ciò, accompagnato dagli ottimi articoli di approfondimento (gli stessi pubblicati a suo tempo sulle pagine di Topolino), costituisce un unicum solidamente orientato allo scopo divulgativo, pur nella leggerezza e nelle capacità ricreative e di svago tipiche delle storie Disney.

In conclusione, questo primo numero de “L’Altro topo” costituisce un acquisto certamente consigliato, sia per il valore dei contenuti che per l’ottimo rapporto qualità-prezzo costituito da un albo di grandi dimensioni, con rilegatura di buon livello e carta “ruvida”.

Autore dell'articolo: Gancio