Tesori Made In Italy – 50 capolavori Disney di Giorgio Cavazzano (4 di 6)

15 SET 2017
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Andando avanti con i numeri, e avvicinandosi al tempo presente, è innegabile notare, non un calo artistico, ma un calo narrativo sì. E in questo quarto numero è evidente il debito nei confronti di precedenti raccolte dedicate a Cavazzano. Due storie arrivano da qui, e un'altra da questo volume quasi cavazzanocentrico. Capiamo però che l'autore continui a considerarle importanti per lui, e quindi vengano pubblicate.
Il terzo Nilo è una bella occasione per mostrare il talento di Francois Corregiani: talento estroso, aveva nelle sceneggiature disneyane uno stile tutto suo, molto umoristico, al limite dello slapstick, e che spesso non andava a parare da nessuna parte, smontandosi come neve al sole. In questa avventura à la Indiana Jones, invece, c'è il meglio: azione, umorismo, battute calzante e gag catastrofiche. Cavazzano è più che a suo agio in scenari incontaminati, e si vede dalle magnifiche tavole di apertura, in un delicato bianco e nero.
L'Oscar del centenario è una scusa per ospitare svariate caricature delle stelle del cinema. Un'abilità e una fama che a volte si ritroveranno pesanti da gestire, proponendo a Cavazzano molteplici storie di dubbio gusto, di cui questa tavola è un terribilmente efficace esempio. Per fortuna ci sono anche sceneggiatori eccellenti, cone Casty e il suo colosso di Rodi agli inizi della carriera disneyana, ma già eccellente nel creare personaggi secondari riusciti come Eurasia Tost, e trame di ampio respiro con il desiderio di travalicare il teatrino senza memoria tipico del settimanale.
Infine, una delle prime collaborazioni con Tito Faraci, fatta per presentare Rock Sassi e realizzare storie del commissariato di Topolinia, rendendolo autonomo dalla figura, a volte ingombrante, di Topolino. Missione riuscita, in una corsa di equivoci e pagliacciate.
Il portfolio presenta materiale molto interessante, un curioso gioco dell'oca e una bellissima illustrazione realizzata per il meeting annuale dei collaboratori del settimanale. Inoltre, il focus sui quadri del maestro è un vero balsamo per gli occhi. Un altro buon numero insomma, con una copertina simpaticamente affollata ma che non presenta quattro personaggi, al contrario del modus delle precedenti, ma che non stupisce il lettore esperto sul fronte delle storie. Vedremo che cosa succederà nei prossimi due numeri, che si concentreranno sugli ultimi 12 anni di carriera.

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.