Tesori International 11 – Ducktales & Carl Barks

Con questo undicesimo numero, Tesori International, nella sua veste originaria, finisce qui la sua corsa, testimoniando un periodo complesso per Panini Disney, fatto di chiusure repentine e improvvise (Topostorie e Legendary Collection X-Mickey), e di piccoli maquillage editoriali, che si trasformano nell’azzeramento della numerazione e di un raffazzonato cambio di tematiche, cambiando tutto senza cambiar nulla (si veda la nuova serie dei Grandi Classici o il “nuovo” Paperinik).
Tesori International fa parte di questo cambiamento, in quanto a febbraio riparte da 1, decidendo di focalizzarsi sugli autori italiani che hanno pubblicato all’estero, un campo di gioco non dissimile da quello attuale, e se possibile ancora più ristretto: il primo numero ospiterà Marco Rota, immaginiamo con storie già stampate su Zio Paperone. Inoltre, il prezzo resta invariato, ma diminuisce anche il numero di pagine, a 192. Insomma, non un grande risultato per il lettore, specie per quello fedele, che non vedrà mai pubblicato il secondo volume sul Paperoga di Kinney e Hubbard.
Proprio il ridotto numero di pagine castra questo numero, che sulla carta sarebbe molto valido. L’idea di pubblicare tutte insieme le storie di Barks che hanno ispirato, a vario titolo, episodi delle prime due serie di Ducktales 1988 – 1990, è intrigante, e costituisce di fatto un ideale fratello a quel formidabile volume che è Vita e Dollari di Paperon de’ Paperoni.
Abbiamo infatti storie di Barks pubblicate su Uncle Scrooge, meno note forse, ma non meno brillanti. Una fra tutte la scatenata vicenda del Ratto del ratto, per non parlare dei Terremotari oppure della Cassa di rafano: tutte legate da un senso perfetto dei tempi comici, il giusto pizzico di dramma e il necessario rispetto per il lettore. Spiace dunque non vedere presente il Vello d’oro, dichiarata ispirazione per un episodio di Ducktales, come vediamo dagli articoli, rendendo dunque il volume monco.
Come se non bastasse, i redazionali sono assai poveri e stringati, cinque paginette che dimostrano come anche il team curatoriale ci creda poco. Un numero allo sbando, e che resta formidabile solo in virtù delle storie, ma che per il resto è assai raffazzonato, per la sua incompletezza e generale povertà. Un vero peccato, e che sinceramente non lascia ben sperare per la deriva che la serie sta prendendo.
18 DIC 2017
