Tesori Made In Italy – Massimo De Vita (1 di 4)

12 MAR 2018
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Aver scelto di dedicare questa collana, sorta di versione moderna de I Maestri Disney, dopo Cavazzano, a Massimo De Vita, è decisamente azzeccata. L'autore milanese da più di cinquant'anni porta avanti un silenzioso e rispettoso atto d'amore per i personaggi disney, soprattutto per gli abitanti di Topolinia. De Vita si contraddistingue per un felice stile, il cui apice è stato raggiunto a cavallo del millennio per i topi e negli anni '80 per i paperi, e per un solido talento narrativo. Pur non essendo moltissime le sue storie da autore completo, si tratta sempre di vicende segnanti, mentre è noto quanto di personale apporti a sceneggiature altrui.
Questi quattro numeri saranno declinati, intelligentemente, in monografie, a partire dai paperi. E infatti abbiamo qui, in ordine cronologico, storie che vanno dal 1963 al 1989, quasi tutte su testi propri. Questo approccio, non solo mostra fin da subito un'azzeccata regia scrittoria, ma ci permette anche di apprezzare l'evoluzione stilistica. Infatti, nella sagra della frittella è ancora evidente il debito nei confronti del padre, Pier Lorenzo, cui si ispira con affetto. Ma già nel 1981 il tratto evolve, per poi raggiungere pienezza attorno al 1986 per quello che riguarda i paperi. Narrativamente parlando sono tutte storie solide, divertenti, che fanno il loro lavoro.
Nella lotta dietetica abbiamo il Paperinik un po' bolso e poco eroico tipico di Pezzin, alle prese con spunti di leggera satira sociale, ma sempre sul filo della risata. Invece, nel tempo delle mele troviamo Qui Quo Qua ben caratterizzati, in un'affettuosa parodia del celebre teen movie. Anche se sia Marconi che De Vita hanno realizzato un buon lavoro, sinceramente questa storia, ultra ristampata, poteva essere saltata in favore di altro, in primis un certo matrimonio.
Dal punto di vista editoriale, la testata conferma la sua eleganza, anche se i contributi critici e iconografici sono più scarni rispetto a quanto visto con Cavazzano.
In generale, comunque, si tratta di un buon punto di partenza, per una serie che può celebrare in maniera degna Massimo De Vita.

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.