Topolino 3417

25 MAG 2021
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Introdotta da una gran bella copertina di Fabio Celoni con i colori di Luca Merli, la prima storia di questo numero segna il ritorno ai testi di Casty, accompagnato alle matite da Enrico Faccini. In Topolino e la micio-minaccia facciamo la conoscenza di zio Euclippo, scienziato temporaneamente ospite da Pippo a causa di un incidente al suo laboratorio. Prenderanno quindi il via una serie di siparietti tra zio e nipote, e tra il gatto del primo e Pluto, mentre sullo sfondo la minaccia di un terribile mostro incombe su Topolinia. Neanche a dirlo, sarà Topolino e sbrogliare l’intricata matassa, portando al lieto fine.

Casty ci regala quindi un’avventura fresca e vivace; i disegni di Faccini sono forse poco adeguati al contesto urbano (di horror c’è ben poco nella storia), ma nel complesso si tratta comunque di una prova molto ben riuscita.

A seguire, la seconda puntata di Zio Paperone e la Ventiquattrore di Paperopoli (Sisti/Ferracina) in cui la competizione prende il via e i concorrenti iniziano ad affrontare le prima difficoltà. Il ritmo è sostenuto e si avverte quindi molto l’atmosfera da gara. La narrazione finisce con un inquietante interrogativo.

Minni prêt-à-porter: Una nuova boutique (Camerini/Mazzarello) ci riporta invece all’interno della Purple Boutique delle amiche di Minni, offrendoci una trama che, come nell’episodio precedente, sembra arrivare direttamente dalle pagine di Minni & Company. La cosa non sarebbe di per sé un male, ovviamente, se solo ci fosse quel minimo di sostanza che vada oltre i soliti cliché femminili a cui siamo abituati da decenni sul fumetto Disney. Tutto l’episodio si basa sulla ricerca di un nuovo negozio, mentre di moda e di prêt-à-porter non si vede chissà quanto, fatti salvi i frequenti cambi d’abito di Minni e delle sue amiche, unico “guizzo” modaiolo presente. Speriamo nelle prossime puntate.

Tutto è bene quel che finisce bene

Prosegue poi con altri due mini episodi Il viaggio del dollaro d’argento (Panini/Gottardo), di cui purtroppo si fa fatica a definire l’obiettivo. Non si capisce se voglia essere una storia comica, avventurosa, o corale. Anche in questo caso, non resta che attendere i prossimi sviluppi.

In chiusura troviamo invece Brigitta e l’affarone del pappamondo (Macchetto/Held), storia che occupa la quota di stampo più classico dell’albo. L’intraprendente Brigitta questa volta invece che far concorrenza a Paperone ne diventa consulente negli affari, suggerendogli come risollevare i ristoranti e combattere la concorrenza. Avvenimenti serrati e finale topico, accompagnati, ahinoi, da un tratto poco convincente soprattutto su alcune espressioni in primo piano dei paperi.

A completare l’albo troviamo due pagine dedicate a Bruno Prosdocimi, storico disegnatore di moltissimo materiale promozionale apparso negli anni su Topolino e sui periodici Mondadori, e un articolo molto interessante sui giochi di società antichi e su un progetto che si occupa di riscoprirli e ricostruirli fedelmente.



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Autore dell'articolo: Valentina Corsi

Ho imparato a leggere a 4 anni con Topolino e non l'ho più abbandonato. È stata anzi la molla che mi ha portato a scoprire l'amore per la lettura, in tutte le sue declinazioni. Dalle strip dei Peanuts ai Bonelli (sono una texiana incallita), ad Asterix, ai romanzi e a molte altre declinazioni, la lettura è sempre stata una mia compagna fissa. Sono sul Papersera dal 2006, oltre che alla moderazione del forum collaboro alla gestione della pagina Facebook, mi occupo delle recensioni settimanali di Topolino e, tempo permettendo, contribuisco a supportare le varie iniziative dell'Associazione, sia attraverso lo schermo, sia dal vivo in occasione di fiere e raduni.