Storia e Gloria delle Carte Disney

17 AGO 2021

Il ritorno delle carte nell’estate 2019 con un raffinato Paolo Mottura

Le carte da gioco hanno ormai una storia millenaria, con l’invenzione cinese nel X secolo e lo sbarco in Europa verso la fine del XIV secolo. Quelle più diffuse, e tuttora più usate, sono le cosiddette francesi con i quattro semi: cuori, quadri, fiori, picche.

In Italia le carte sono spesso associate alla stagione estiva, in cui al mare si scatenano tornei di canasta, scala quaranta, burraco oppure scopone scientifico (di cui vale la pena ricordare il capolavoro del 1972 di Luigi Comencini con Silvana Mangano e Alberto Sordi). Proprio per questo, Topolino decise di creare come gadget svariati mazzi di carte con i personaggi disneyani, soprattutto nelle estati degli anni Novanta. Ma il fenomeno aveva avuto inizio molti anni prima, e ora sta conoscendo una ripresa con le cosiddette Carte d’Autore.

In questo articolo vorremmo dare una panoramica su tutte le uscite di carte Disney, partendo dall’ottimo articolo di Luca Boschi uscito su Maestri Disney 27, e tenendo anche conto delle preziose informazioni del topic sul nostro forum. Qui invece la pagina Inducks con gli indici di tutte le carte da gioco. Inoltre, in concomitanza con le carte d’autore in uscita tra l’11 e il 18 agosto 2021, abbiamo intervistato Fabio Celoni.

Storia

In principio, ci fu il Toporamino. Si trattava di un gioco che combinava l’utilizzo di 40 carte universali con messaggi di buon auspicio (dette “carte divinatorie”) ad un vero e proprio gioco, con le regole pubblicate sull’Albo d’oro 168 del 30 luglio 1949.

Le curate carte di Rota per i 50 anni di Topolino edito da Mondadori nel 1985

Si trattava di un gioco povero, con le 40 carte che andavano ritagliate dall’albo e incollate su cartoncini da trovare in maniera autonoma, in linea con lo stile di vita di quegli anni. Il gioco era disegnato da Michele Rubino, che all’epoca si occupava di svariati disegni Disney, utilizzando molti ricalchi di autori americani. Le carte stesse sono molto semplici, e vennero ristampate su Topolino 17, 18 e 19.

Qualcosa di più organizzato arriva nel dicembre 1964, quando viene pubblicata una collaborazione tra i personaggi Disney e il celebre produttore di carte da gioco Dal Negro.

Si tratta di un mazzo da 52 carte che sul retro pubblicizzava le tre uniche testate edite da Mondadori: Topolino, Almanacco Topolino e Albi della Rosa. Fa sorridere vedere un tale prodotto con gli occhi odierni: l’anonimo autore realizza dei personaggi semplicemente naif, dalle espressioni vacue, i becchi sguaiati e le prospettive bizzarre. Si tratta di un prodotto sicuramente gradevole, ma ben distante dai canoni di qualità che oggi ci aspetteremmo. Nell’eterno dibattito sul fumetto Disney “che ai miei tempi era meglio”, vedere questo mazzo di carte fa sicuramente riflettere.

Dopo questa discutibile parentesi, le carte scompaiono dalle edicole. Mondadori realizza monete, francobolli, banconote e crea parecchi prodotti esclusivi per gli abbonati, ma non mazzi da gioco allegati alle riviste ai fumetti. Vi furono un paio di tentativi ma realizzati per iniziative esterni, e con risultati decisamente discutibili. I lettori del settimanale dovranno aspettare il 1984, quando viene allegato a Topolino una proposta di estrema qualità. Nel 1983, intanto, vi era stata una prova generale con le carte Gò, ma anche in questo caso l’approccio stilistico risulta piuttosto banale e non particolarmente convincente.

La maestria di Marco Rota si diffonde in tutte le 40 carte del Mercante in Fiera del 1984

Il 1984 invece vede un totale nuovo approccio, grazie alla presenza di Marco Rota. All’epoca l’autore milanese faceva l’art director per tutto l’ambito Disney edito da Mondadori, ed è il suo stile a marcare con raffinatezza le nuove carte.

Ben due sono le iniziative pubblicate: con Topolino 1479-1482 vengono allegate le carte Nesquik, in cui Rota ricrea in maniera inventiva lo stilema delle carte francesi, con le figure tagliate a metà e speculari. L’investimento non è elevato – le figure sono tutte uguali per ogni seme – ma l’insieme appare organico, e presenta un bellissimo jolly con Topolino vestito da Apprendista Stregone.

Ma a brillare è sicuramente l’iniziativa del Mercante in Fiera, per il quale Rota realizza 40 diverse illustrazioni con personaggi di tutti i tipi, dai classici a quelli meno noti, passando per alcuni protagonisti dei cartoni come Penna Bianca o Capitano Uncino. I numeri 1516-1521 di Topolino ospitano l’iniziativa, ed è ormai diventata una prassi utilizzare le copertine del settimanale come lancio. Il gioco del mercante in fiera è tipicamente legato al Natale, ed è composto da due mazzi da 40 carte l’uno, nel caso di quello Disney con due astucci uno rosso e uno giallo. Si tratta di un prodotto che non ha paura di gareggiare con quelli professionali, grazie alle abilità di Rota che associa con garbo personaggio e mestiere. Il lavoro fu celebrato anche nel portfolio contenuto su Disney Anni d’Oro 25.

Evidentemente l’iniziativa ha successo, tanto da spingere Mondadori a realizzare un altro mazzo di carte per festeggiare i 50 anni di Topolino edito da Mondadori. La nuova iniziativa è speculare al mazzo di carte Nesquik e, invece di avere le tre figure con i paperi, le abbiamo con i topi. Lo stile è simile, con risultati decisamente migliori, dato che Rota aggiunge parecchi dettagli ai costumi e arricchisce gli sfondi, che prima erano inesistenti. Nonostante un solo tipo di figure (e quattro assi), si tratta di un risultato molto intrigante, arricchito da un astuccio decorato da Rota su ambo i lati.

Carte usate due volte, prima nel 1984 e poi nel 1991

Passano quattro anni e, con il Topolino 1770 dell’ottobre 1989, vengono allegate le carte AZ Junior. Si tratta per la prima volta di carte non Disney, dato che Dal Negro presenta solo le classiche carte francesi, con la mascotte del famoso dentifricio stampata sull’astuccio. Abbiamo quindi una pura operazione promozionale, in cui Topolino fa da base per promuovere un prodotto, senza aggiungere nulla di disneyano.

Negli anni Ottanta Topolino era una grande forza pubblicitaria, per cui le carte servivano solo al brand del cliente. Analogamente nell’estate del 1991, con le carte Colgate, con quattro copertine dedicate dal numero 1855 al 1858. Stavolta la redazione ricicla i soggetti dei paperi usati nel 1984, senza nessuna variazione se non il marchio che sponsorizza l’iniziativa. Probabilmente, dovevano essere operazioni redditizie per Mondadori prima e Disney Italia dopo, dove non serviva neanche commissionare nuove opere.

Gli appassionati di carte, per vedere qualcosa di nuovo, dovranno aspettare il 1992, che da il via a sei anni di iniziative molto interessanti e sempre creative, ricche di suggestioni e di idee.

Le straordinarie carte di Carpi, eccezionali nella loro purezza compositiva

Si inizia con il botto con le Carte d’oro di Topolino (sui numeri 1907-1910 del giugno e luglio 1992), a detta di chi scrive le carte piu belle mai realizzate. I disegni sono realizzati da Giovan Battista Carpi, all’apice della sua qualità.

Il maestro genovese infatti si esercita nella sua specialità – le illustrazioni – con un profluvio di accurati dettagli, di vesti ricamate, di sfondi solari e ricchi di geometrie mai confuse, in linea con la tradizione delle carte ma in maniera rivoluzionaria.

I colori di Silvano Scolari risultano una gioia per gli occhi, per un risultato estremamente raffinato. Le 12 figure, i 4 assi e i 2 jolly risplendono nell’astuccio dorato, che non presenta nessuna immagine promozionale.

Possiamo parlare quasi di un’anticipazione delle future Carte d’Autore, come vedremo successivamente. La casa produttrice è, per la prima volta, la storica Modiano.

Le carte Fiat Cinquecento ricchissime di personaggi meno usati

Nel 1993, un anno dopo, abbiamo il mazzo Fiat Cinquecento, che risulta totalmente inedito rispetto al passato. Ogni carta infatti presenta un disegno, dedicato ad un singolo personaggio, dando fondo agli archivi del cast Disney, con ben pochi character dimenticati.

Uno sforzo considerevole, che vede all’opera una squadra di autori, in cui riconosciamo sicuramente Maurizio Amendola (fiori), Valerio Held (quadri e picche) e Lino Gorlero (cuori), ma risulta piuttosto difficile capire chi abbia fatto cosa.

Le figure dei re ad esempio risultano piuttosto standard, mentre le carte di personaggi minori sembrano dei ricalchi da altre pose usate forse per il merchandising. Il risultato è comunque buono, e vede per la prima volta l’utilizzo della figura intera per le figure (si perdoni il bisticcio di parole) invece di usare la struttura speculare classica.

L’anno successivo, il 1994, vede un dispiegamento di risorse maggiore.

Cavazzano realizza un bellissimo lavoro sospeso tra tradizione e innovazione

Si festeggiano i 60 anni di Paperino e il maestro Giorgio Cavazzano viene incaricato di realizzare le carte, distribuite tra i numeri 2011 e 2014, come aveva fatto Carpi nel 1992. Il modello è lo stesso – 12 figure, 4 assi e un solo jolly – e si torna alle figure speculari.

Il risultato è eccellente, dato che Cavazzano utilizza il suo stile per mischiarlo con la tradizione delle carte per ottenere un effetto estremamente piacevole, dai colori netti ma mai soffocanti e da una linea sintetica perfetta.

Il lavoro è arricchito da una estrema leggibilità che permette di individuare e memorizzare subito i diversi semi. Dalla visione degli originali, alcuni esposti anche a Etna Comics nel 2017, possiamo vedere le ecoline stese con cura e una dimensione ovviamente molto maggiore che arriva a 16x24cm.

Le iniziative per le carte continuarono anche con una storia promozionale, realizzata da Fabio Michelini sempre su disegni di Cavazzano. È buffo vedere come questa avventura mischi palesemente il mazzo con tutti i personaggi Disney dell’anno prima, con alcune grafiche del mazzo dei 60 anni di Paperino in corso, in una piacevole avventura che unisce Paperopoli e Topolinia.

Va notato come Cavazzano, nello stesso anno, abbia dato inizio ad una prolifica collaborazione con Dal Negro, che abbiamo cercato di riassumere in questo topic e di cui approfondiamo gli aspetti legati alle carte da gioco in una tabella alla fine dell’articolo.

Le curate carte sportive di Zuegg: ogni carta con il suo disegno.

Nel 1995 le carte tornano ad avere uno sponsor, in questo caso la marmellata Zuegg. Si tratta, nonostante l’assenza di copertine promozionali, che non torneranno più, di un’iniziativa molto impegnativa perché, dopo le carte Fiat Cinquecento, anche queste presentano una figura per ogni carta (le figure a colori e le altre in bianco e nero).

Il tema è lo sport, declinato in almeno 52 discipline diverse. L’autore potrebbe essere Marco Ghiglione o Roberto Santillo, in una miscela di stili tra il merchandising tradizionale e quello più genuinamente italiano.

Il risultato è davvero ottimo, per un mazzo molto intrigante, valorizzato da una colorazione mai banale. Peraltro, i personaggi usati sono provenienti solo dal mondo dei topi, in una scelta piuttosto coraggiosa, visto che il pubblico in genere predilige i paperi.

Il 1996 è il penultimo anno di carte e abbiamo un’iniziativa sostanzialmente poco convincente. Lo sponsor è Costa Crociere, che impone un logo sull’astuccio di paperi vacanzieri affacciati all’oblò, mentre i soggetti delle figure sono a tema sportivo. Particolari i jolly, divisi tra i terzetti di Qui Quo Qua e Ely Emy Evy. L’artista è Marco Ghiglione con i colori di Stefano Attardi.

Lo smagliante Pk e il mogio compleanno di Paperino del 2014

Con il 1997 le carte Disney hanno l’ultima ribalta, per iniziare una pausa lunga ben diciassette anni.

Risulta decisamente particolare vedere come quest’ultimo mazzo di carte, senza sponsor, sia tutto dedicato ai personaggi di PKNA. Si tratta di un grande onore, sintomo di quanto quella testata avesse successo, tale da avere una corposa iniziativa collaterale.

Corrado Mastantuono ai disegni e Max Monteduro ai colori e alla grafica del mazzo utilizzano Lyla Lay e Xadhoom come regine, il Razziatore e Angus Fangus come re, Camera 9, Zondag e Zoster come fanti, Paperinik agli assi e Uno come jolly. Si tratta di un ottimo lavoro, che mischia bene la tecnologica linfa creativa di PKNA con gli stilemi delle carte francesi, creando un risultato povero negli sfondi ma sicuramente dinamico nelle figure speculari che restano impresse nel giocatore.

La pausa di diciassette anni non fa particolarmente bene al progetto, dato che il nuovo mazzo di carte, uscito nel 2014 per celebrare gli 80 anni di Paperino e realizzato da Ettore Gula, risulta piuttosto anonimo. L’approccio squadrato di Gula, eccessivamente minimale, non rende caratteristiche le figure, che diventano abbastanza simili l’una all’altra. Interessante notare come i mazzi diventino due (rosso e blu), per la prima volta.

Nel dicembre 2016, con Topolino 3185, viene venduta una nuova versione del Mercante in Fiera, in tempo per Natale. Dopo Rota, viene usata l’arte di Andrea Freccero, riciclando le sue copertine dei Classici Disney, in un’iniziativa non inedita ma sicuramente curata e ragionata.

Spot promozionale per le carte di Paperino nell’ottantesimo compleanno nell’estate 2014

Le Carte d’autore

Con il nuovo direttore Alex Bertani le carte da gioco tornano come gadget estivo. Con Topolino 3323 e 3324 nell’estate del 2019, non più in regalo data l’assenza di sponsor, e non più divise in quattro semi, le carte sono vendute in due mazzi opzionali rispetto alla copia del giornale, proprio come l’iniziativa del 2014.

Bertani decide, in maniera intelligente, di focalizzare le carte sui grandi autori italiani, che di conseguenza assumono il nome evocativo di “Carte d’Autore“. Il primo artista a cimentarsi è il vulcanico Paolo Mottura che realizza sicuramente un lavoro raffinato, colorato ad acquarello. Si tratta di un risultato molto interessante, che brilla soprattutto in una Paperina regina dotata di meravigliosi abiti. In generale però, forse per mancanza di tempo, le figure risultano simili tra loro, con pochi cambi, e anche gli assi sono dei ricicli di volti delle figure. È evidente comunque l’accuratezza del lavoro, soprattutto nella colorazione.

Un evidente cambio di passo per le prime carte d’autore firmate da Paolo Mottura nell’estate 2019

Nel 2020 l’operazione si ripete, e viene chiamato un veterano, proprio quel Marco Rota che aveva dato il suo contributo alle carte negli anni Ottanta. Così come nel mazzo di Mottura, le figure non sono speculari ed è totale l’assenza di sfondi. Il lavoro di Rota è decisamente classico ma, rispetto all’anno precedente, le figure sono più varie – non solo paperi, ma anche topi – in una gradevole variazione che risulta piacevole.

Le carte di Rota del 2020 segnano un nostalgico ritorno al passato

Nel 2021 abbiamo invece Fabio Celoni, che realizza un lavoro davvero eccelso. Le figure continuano ad essere intere e non speculari, ma l’artista lombardo crea un raffinato lavoro di particolari gotici, di costumi magniloquenti e di sfondi più ricchi.

Inoltre, per la prima volta, anche la tradizione italiana viene usata come riferimento, disseminando coppe, bastoni, denari e spade (e i loro colori) tra le figure.

I semi vengono utilizzati con intelligenza e presenza, sottolineando come il disegno debba ricollegarsi alla carta da gioco, e non il contrario. Inoltre, anche il cast risulta usato con forma inedita, dividendo tra buoni (Paperone, Topolino, Paperino, Pippo…) e cattivi (Rockerduck, Famedoro, Nocciola, Gambadilegno…) con gusto nuovo. La tecnica di Celoni prevede colore a tempera e quelli digitali per i semi italiani, per un risultato decisamente elevato.

Il 2021 presenta anche una gradita sopresa. A novembre 2021, sui numeri di Topolino 3441 e 3442 viene proposto, per la prima volta in assoluto, un mazzo di carte napoletane con i personaggi Disney. Dopo 80 anni di carte francesi, si tratta di una gradevole rivoluzione. Per illustrarle viene chiamato Blasco Pisapia, classico e moderno autore disneyano, con un passato in architettura che, forte anche del suo essere nato a Napoli, si rivela una scelta perfetta per questo elegante mazzo.

Una panoramica delle carte napoletane con la tabella segnapunti.

40 carte totali in cui Pisapia rende onore alla tradizione delle carte napoletane con un approccio fedele e ricco di dettagli che rendono le carte uniche. Partiamo subito dai colori, che sono gli stessi delle carte classiche e che quindi rendono il giocatore subito a suo agio con le figure. Poi la scelta dei personaggi. Per i denari ovviamente abbiamo Paperone, e il tocco di stile di Pisapia è inserire il logo di Topolino al posto del classico sole giallo. Molto ben riuscito anche l’asso con una seducente Amelia, la numero Uno e un doppio Gennarino che fa il verso ai rapaci della carta originale. Nelle coppe abbiamo ancora i paperi, in cui brilla di nuovo l’asso, con Nonna Papera e una coppa ricolma di spaghetti al sugo. Nelle spade abbiamo i cattivi, in cui spiccano le sagome dei bassotti nel cinque di spade, con un chiaro omaggio alla tradizione. Infine, nei bastoni Topolino e i suoi amici ricoprono le varie figure, con una menzione per la testa di Eta Beta presente nel tre di bastoni. In definitiva un lavoro elegante, rigoroso e decisamente capace di onorare la storia tradizione delle carte napoletane, molto amate lungo tutto lo stivale.

Conclusioni

Questa lunga cavalcata nella storia ci ha mostrato come la lunga tradizione delle carte da gioco possa essere piegata e fusa, con risultati brillanti, insieme all’arte Disney, donandoci dei piccoli gioielli cartotecnici. Tutto questo insieme di mazzi, astucci, figure e assi fa da perfetta molla per scatenare il giocatore che è in noi e passare un’allegra serata tra amici, ridendo e scherzando al tavolo verde.

Si ringrazia l’utente Cornelius Coot per il formidabile aiuto fotografico.

L’efficace teaser e lo spot per le carte di Fabio Celoni nell’estate 2021

Tabelle

  • Abbiamo provato a schematizzare le carte da gioco Disney fino ad oggi, raccogliendo tutti gli elementi utili per una catalogazione. Chi avesse informazioni sui dati mancanti, ci scriva.
    AnnoAlbi allegati ProduttoreSponsor/RicorrenzaAutoreSpecifiche tecniche
    1964Non chiaro Dal NegroNon presenteIgnoto54 carte, 13 disegni inediti in totale (12 figure + 1 jolly)
    1972Manuale di Paperinik AssenteNon presenteIgnoto54 carte, 13 disegni inediti in totale (12 figure + 1 jolly)
    1983Topolino 1427-1430, aprile 1983 IgnotoFruit Juice GòMarco Rota54 carte, 13 disegni inediti in totale (12 figure + 1 jolly)
    1984 Topolino 1479-1482, aprile 1984 AssenteNesquikMarco Rota54 carte, 8 disegni inediti in totale (3 figure, 4 assi + 1 jolly); l’astuccio non è previsto
    1985 Topolino 1560-1563, ottobre 1985 AssenteRealizzate per il 50˚ anniversario di Topolino edito da MondadoriMarco Rota54 carte, 8 disegni inedita in totale (3 figure, 4 assi e 1 jolly); l’astuccio presenta un disegno su ambo i lati
    1989 Topolino 1770-1773, ottobre 1989 Dal Negro AZ Junior”Assente54 carte, nessun disegno Disney
    1991 Topolino 1855-1858, giugno 1991 IgnotoColgateMarco RotaSi tratta di una ristampa delle carte Nesquik del 1984
    1992 Topolino 1907-1910, giugno 1992 ModianoAssenteGiovan Battista Carpi (colori di Silvano Scolari)Le “Carte d’Oro di Topolino”, 54 carte, 18 disegni inediti in totale (12 figure, 4 assi + 2 jolly)
    1993 Topolino 1951-1954, aprile 1993 ModianoFiat CinquecentoAutori vari (Maurizio Amendola, Lino Gorlero, Valerio Held)54 carte, 54 disegni inediti, uno per carta inclusi i jolly; le figure sono per la prima volta interni e non speculari sullo stile delle carte francesi
    1994 Topolino 2011-2014, giugno 1994 Modiano60 anni di Paperino, “60 anni per una stella”Giorgio Cavazzano54 carte, 17 disegni inediti in totale (12 figure, 4 assi + 1 jolly)
    1995 Topolino 2063-2066, giugno 1995 Dal NegroZueggIgnoto54 carte, 54 disegni inediti, uno per carta inclusi i jolly
    1996 Topolino 2115-2118, giugno 1996 ModianoCosta CrociereMarco Ghiglione (colori di Stefano Attardi)54 carte, 17 disegni inediti in totale (12 figure, 4 assi + 1 jolly)
    1997 Topolino 2167-2170, giugno 1997 ModianoPaperinik New AdventuresCorrado Mastantuono (colori e grafica di Max Monteduro)54 carte, 17 disegni inediti in totale (12 figure, 4 assi + 1 jolly); ristampate come allegato a PKNA 32-33 nel giugno-luglio 1999 (due semi a numero)
    2014 Topolino 3055-3057, giugno 2014 ModianoLe carte di Paperino per i suoi 80 anni Ettore Gula54 carte, 6 disegni inediti in totale (3 figure, 2 assi + 1 jolly); due mazzi rosso e blu, il primo diviso in due parti a 3.90 EUR incluso il settimanale, il secondo a 5.90 EUR incluso con Topolino; riproposte su Topolino 3107 nel giugno 2015 a 8.90 EUR entrambi i mazzi
    2019 Topolino 3323-3324, luglio 2019 Cartamundi ItaliaLe carte da gioco d’Autore Paolo Mottura54 carte, 17 disegni inediti in totale (12 figure, 4 assi + 1 jolly); mazzo rosso allegato a Topolino 3323 a 6.50 EUR, mentre il mazzo blu al numero 3324 allo stesso prezzo
    2020 Topolino 3377-3378, agosto 2020 Cartamundi Italia Le carte da gioco d’Autore Marco Rota54 carte, 17 disegni inediti in totale (12 figure, 4 assi + 1 jolly); mazzo rosso allegato a Topolino 3377 a 6.50 EUR, mentre il mazzo blu al numero 3378 allo stesso prezzo
    2021 Topolino 3429-3430, agosto 2021 Cartamundi Italia Le carte da gioco d’Autore Fabio Celoni54 carte, 18 disegni inediti in totale (12 figure, 4 assi + 2 jolly); mazzo blu allegato a Topolino 3429 a 6.50 EUR, mentre il mazzo rosso al numero 3430 allo stesso prezzo
  • Nel 1994 Giorgio Cavazzano realizza tre riusciti doppi mazzi di carte da gioco per il produttore Dal Negro. Si tratta di tre astucci di carta con all’interno un contenitore in plastica per due mazzi di carte identici (ideali per la canasta), e che erano venduti soprattutto nel canale delle tabaccherie. La linea di carte venne declinata su tre personaggi: Topolino, Paperon de’ Paperoni e le Giovani Marmotte. Una quarta, del tutto identica nelle caratteristiche, vede coinvolto il brand “Io, Paperino!” all’epoca prolifica linea di merchandising dedicata a Donald Duck ma, in questo caso, senza il contributo del maestro di Venezia.
    AnnoAlbi allegati ProduttorePersonaggioAutoreSpecifiche tecniche
    1994 Assente Dal Negro Topolino Giorgio Cavazzano2 mazzi da 54 carte, 17 disegni inediti in totale (12 figure, 4 assi + 1 jolly); il tema è lo sport mentre lo stile non si rifà affatto alle carte francesi, giocando con i semi in maniera briosa
    1994 Assente Dal Negro Paperon de’ Paperoni Giorgio Cavazzano2 mazzi da 54 carte, 17 disegni inediti in totale (12 figure, 4 assi + 1 jolly); il tema è dato da Zio Paperone e le sue ricchezze, mentre lo stile non si rifà affatto alle carte francesi, giocando con i semi in maniera briosa
    1994 Assente Dal Negro Giovani Marmotte Giorgio Cavazzano2 mazzi da 54 carte, 17 disegni inediti in totale (12 figure, 4 assi + 1 jolly); il tema è la natura, con anche la presenza di Ely Emy Evy, mentre lo stile non si rifà affatto alle carte francesi, giocando con i semi in maniera briosa
  • Immagine promozionale per le carte di Marco Rota del 2020.

  • Ad oggi sono due i mazzi di carte Disney dedicato al popolare gioco del Mercante in Fiera. Il primo, spettacolare, realizzato da Marco Rota con illustrazioni inedite nel 1984, e il secondo con i disegni di Andrea Freccero riciclati dalle sue copertine dei Classici Disney.
    AnnoAlbi allegati ProduttoreSponsor AutoreSpecifiche tecniche
    1984 Topolino 1516-1521, dicembre 1984 Ignoto Topolino SportMarco Rota2 mazzi (rosso e giallo) da 40 carte, 40 disegni inediti in totale; Rota si sbizzarrisce pescando da tutto l’universo Disney
    1994 Topolino 3185, dicembre 2016 Ignoto Assente Andrea Freccero 2 mazzi da 40 carte in un unico contenitore venduto opzionale a Topolino a 6.40 EUR; vengono riciclate con gusto le copertine di Andrea Freccero per I Classici Disney
  • Autore dell'articolo: Amedeo Badini

    Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.