Mickey Mouse Mystery Magazine 2 – Estrelita / Lost & Found

06 OTT 2021
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La saga di MM continua con questa nuova ristampa Panini in volumi cartonati, ognuno con la riproposizione di due storie alla volta.

Estrelita è il terzo numero uscito, all’epoca come #2, visto che Anderville è lo 0: come impostazione editoriale, la strategia fu simile a quella di PKNA, i cui primi tre numeri zero fecero da sperimentali apripista. Estrelita fu poi l’ultimo albo senza editoriali, con la sola storia a fumetti.

Si tratta anche di un’avventura leggermente più corta – 60 tavole contro le abituali 64 – per la prima volta con una sceneggiatura di Francesco Artibani, dopo la partenza affidata a Tito Faraci, e i disegni di Giuseppe Zironi.

Estrelita presenta una trama complessa, tra passaggi di nascosto al confine messicano, contrabbando di animali, federali onnipresenti e procure corrotte.

La trama risulta dinamica e ricca di mistero, scatenata dal ritrovamento di una recente foto con un redivivo, all’apparenza, Sonny Mitchell. Topolino dovrà sbrogliare una matassa intricata, con il parziale aiuto di Vera Ackerman.

Non ci si può fidare di nessuno, in una caccia tra gatto e topo costante. Anche la spiegazione finale non pesa, perché risulta fondamentale nello spiegare passaggi volutamente ambigui disseminati tra le tavole. Brillante la parte finale, con l’arrivo della banda di Little Caesar e una drammatica sparatoria.

Zironi

Un tocco di stile cavazzaniano

I disegni di Zironi risultano piacevolmente sporchi e graffianti, anche se a volte fanno fatica a inseguire i personaggi segnati dallo stile di Cavazzano.

Con Lost & Found torna Tito Faraci, con i disegni di Claudio Sciarrone per la prima volta all’opera sulla serie. La storia uscì in edicola con un albo dalla foliazione più generosa, dato che presentava anche una breve di Silvia Ziche e un apparato redazionale ricco e curato: il segno che MM si era ormai attestato e stava diventando una collana regolare a tutto tondo, con una periodicità bimestrale.

La storia risulta ottima, in linea con quanto finora uscito. Topolino viene coinvolto da una bella ragazza nella ricerca di uno scapestrato scommettitore che è scappato con una valigia contenente un milione di dollari. La vicenda si dipana in almeno tre binari: la ricerca del fuggitivo, un’altra valigia scomparsa di un ingenuo ragazzone di campagna, la vicenda Lasswel, che comincia ad incastrarsi con Millighan di The Link e con la new entry Gloria Gump, spietata direttrice del carcere di Older.

Faraci è abile a gestire le trame, lanciando indizi sulla macrotrama verticale che attraversa MM fino al #6. Il processo Lasswel presenta interessanti aspetti procedurali, a partire dal rapporto con la stampa rappresentato dalla figura, delineata in maniera eccellente, di Muck Rackers, astuto e brillante giornalista.

Lost

La giornata tipo dell’investigatore privato

La sua presenza ci mostra anche, in un cameo nella serie principale, la buffa figura di Chester Soap, protagonista delle storie brevi comiche True Stories! Real Life! di cui parleremo a proposito del settimo numero di questa ristampa.

Faraci delinea numerosi luoghi di Anderville grazie all’apporto grafico di Sciarrone. Dal quartiere degli affari al porto, dalle sale giochi fino alle lotte clandestine, le viscere metropolitane si dispiegano sotto gli occhi del lettore.

Sciarrone si diverte invece a citare Pulp Fiction e a realizzare un Topolino deciso e appuntito, tra cappucci e mazze da baseball. Un Mickey davvero grintoso finito in un luogo decisamente pericoloso.

La ristampa ci offre solo due pagine di materiale extra, composto da una sorta di riassunto dell’ambientazione di MM e della sua anomalia rispetto al resto della pubblicazione disneyana.

Brillano due immagini: la copertina originale del sesto numero in bianco e nero realizzata da Sciarrone e un dettagliato schizzo a colori di Zironi della copertina del quarto numero. Le cover degli albi sono sempre pubblicate a tutta pagina.

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.