Topolino 3438

18 OTT 2021
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Topolino 3438

Una copertina ottimamente colorata e molto suggestiva, dove però la bambola ha le fattezze della coprotagonista anziché quelle che effettivamente ha nella storia, ci introduce al nuovo capitolo della serie Topolino giramondo.

L’episodio di questa settimana sembra preludere ad una svolta meno “geografico-avventurosa” virando su toni noir e misteriosi, proponendo atmosfere e chiavi di lettura più simili ad una delle Tops Stories che a quelle viste negli ultimi episodi della saga. Probabilmente è la collaborazione con Gabriele Panini ad indirizzare la serie in questa direzione, visto che anche in occasione di Mistero in profondità il tipo di racconto era molto simile.

La similitudine con le Tops Stories viene rafforzata in questo episodio da diversi fattori: la narrazione della storia non è inquadrata in un preciso arco temporale, anzi, Topolino la racconta scrivendo un articolo ben dopo la conclusione dei fatti.

Per il lettore è quasi come leggere un diario (di de Tops, appunto): il pretesto per la partenza dell’avventura è una spedizione archeologica a bordo di una nave vichinga per emulare le gesta degli antichi popoli nordici, e le 32 pagine del racconto scorrono in maniera piacevole, guidata dalle didascalie molto presenti ed ottimamente utilizzate. L’avventura è narrata quasi tutta in prima persona e a volte si ha la sensazione che vignette e dialoghi, molto ridotti, siano solo un accessorio per far scorrere gli eventi ed accompagnare il lettore con i protagonisti all’interno del bosco.

Incontro a sorpresa

Un incontro inatteso nel bosco

Il bosco ritorna come protagonista dell’articolo di approfondimento della settimana, interessante ed appropriato al periodo dell’anno: la volontà di presentare il settimanale al lettore non solo come contenitore di fumetti, ma anche come “rivista” di approfondimento del tema trattato dalla “storia principale” (o quantomeno di apertura) è encomiabile.

Non credo che la presenza di un articolo del genere possa avere un qualsiasi tipo di impatto sulle vendite, almeno nel breve periodo, né possa determinare una maggiore fidelizzazione del lettore, ma può dare quel qualcosa in più ai lettori di Topolino per far sì che – come da antica tradizione – questi siano mediamente più informati dei loro coetanei non lettori, con ovvie positive ricadute di immagine presso i “decisori dell’acquisto”, cioè i genitori… almeno in un mondo ideale.

La conclusione dell’avventura di PK alle prese con i (tentati) viaggi nel tempo è più che dignitosamente portata a conclusione da Sisti, vero esperto del filone di viaggi temporali nel mondo di PKNA, sebbene la storia mi sia sembrata un po’ troppo “piena” di eventi per poter dare credibilità ai comportamenti dei protagonisti: alleanze, tradimenti, ri-alleanze, doppi giochi, voltafaccia… insomma, gli ingredienti per il solito piatto prelibato ci sono tutti, forse un po’ di tempo di “lievitazione” in più non avrebbe guastato; fuor di metafora, quando Paperinik riceve l’offerta da parte di Axel Alpha non ha tempo di ragionarci su, di condividere con il lettore, creando così empatia e coinvolgimento, quella che dovrebbe comunque essere una decisione sofferta, ma si trova invece immediatamente catapultato nella situazione opposta, per ricevere poi di nuovo proposte di alleanze da entrambi i contendenti…

Patti chiari, amicizia lunga… almeno per un paio di pagine!

La preziosa e gradita spiegazione dell’autore sulle pagine del forum è illuminante non solo sulle scelte fatte, ma soprattutto su quanta attenzione Alessandro Sisti ponga nel realizzare le sue trame, di come faccia attenzione a cercare di costruire una narrazione strutturata all’interno di un universo credibile e coerente, immaginando situazioni, comportamenti dei personaggi, possibili sviluppi, vincoli da eventi precedenti e molte altre accortezze e finezze che vengono inevitabilmente se non colte in pieno, quantomeno percepite dai lettori, contribuendo al meritato successo del suo lavoro.

Altra storia che giunge a conclusione, seppur parziale e momentanea, è La ciurma del Sole Nero, saga fantascientifica scritta da Gervasio e disegnata molto, molto bene da Canfailla. Il topos di un equipaggio alla deriva nello spazio non può non far tornare alla mente a chi guardava la TV negli anni Settanta la serie cult Spazio 1999, dove un’intera base lunare veniva “sparata” nello spazio, assieme al nostro satellite, a causa di un incidente e iniziava a girovagare senza possibilità di controllo dei motori, agli ordini del comandante Koenig tra terribili nemici, civiltà in difficoltà e misteri irrisolvibili.

Eccesso di didascalie

Davvero c’è bisogno di una didascalia per richiamare un evento della settimana precedente?

La versione Disney non tradisce affatto le attese, i personaggi – al netto di qualche spiegazione forse di troppo o troppo esplicita – vengono caratterizzati in maniera tale da risultare credibili e riescono a coinvolgere il lettore. La storia sviluppa al suo interno anche una sorta di trama orizzontale, tipica delle serie TV cui probabilmente l’autore si è ispirato, ed è un’altra scelta indovinata considerando anche le abitudini di fruizione e la sensibilità del pubblico cui è destinata.

Di contraltare, immagino le reazioni di chiunque abbia un minimo di conoscenze di fisica nel leggere gli effetti dell’antimateria su Tomorrow & Co., ma probabilmente si può concedere come licenza narrativa all’interno di un ambito di sospensione dell’incredulità necessario per le storie fantascientifiche… più “fanta” che “scientifiche”. E poi c’era già un precedente altrettanto fantasioso alle prese con l’antimateria, in una storia dei fratelli Barosso dove per evitare il contatto tra materia e antimateria Topolino e Pippo erano costretti a… togliersi le scarpe!

Gli stessi fratelli Barosso sono autori di storie come Paperino “fortunatissimo bis” e Paperino e l’incarico M.A.P., antesignane di quella sceneggiata da Rudy Salvagnini su questo numero, Paperino e il carillon proboscidato, in cui il protagonista è costretto ad un furioso andirivieni per acquistare/rivendere un carillon di discutibile gusto da uno spietato rigattiere: divertente, impreziosita dai disegni di Pisapia, dal ritmo veloce così come si dovrebbe pretendere da una breve comica, quasi fosse un “due rulli” del cinema muto.

In conclusione sorprende che la meno riuscita del numero sia la storia di Faccini, dal quale è legittimo attendersi di più, ma il numero è più che buono!

Il Paperino di Pisapia e quello di Scarpa in Paperino “fortunatissimo bis”


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Autore dell'articolo: Paolo Castagno

Sono appassionato lettore e collezionista di fumetti Disney sin da quando ho imparato a... guardare le figure. Il Papersera - sia il sito sia l'associazione - sono per me motivo d'orgoglio!