Paperino e la storia di Natale

03 DIC 2021

Paperino e la storia di Natale sceneggiata da Bruno Concina e disegnata da Guido Scala mantiene quello che promette: è una delicata vicenda natalizia in cui il protagonista si relaziona con un personaggio secondario, allo scopo di renderlo migliore grazie alla magia del Natale.

Nel caso specifico, il signor Black (nomen omen), severo direttore di supermercato, bada solo alle apparenze e non riesce a vedere in Paperino le qualità che servono davvero per interpretare Babbo Natale: modestia, onestà e allegria.

Concina ci mostra un Paperino testardo e volenteroso, come nella miglior tradizione barksiana, tutto teso a imparare e a migliorarsi. Deliziosa tutta la parte dell’addestramento, tra cui il modo di ingrandirsi e di rimpicciolirsi per entrare nei camini (da bambino ho provato anch’io a fare “SNAP” e “PANS”, senza successo).

Vi è in questa parte tutta la genuina sorpresa per l’atmosfera natalizia e per i mille trucchi geniali usati da Babbo Natale per perpetuare la magia, anno dopo anno. Ricca di amore la lettura della lettera del bambino di soli tre anni, sottolineato proprio dalla vignetta disegnata come un grande cuore.

Scala da par suo realizza deliziose architetture nordiche per la casa di Babbo Natale e riuscite panoramiche dall’alto di una magica Paperopoli innevata. Se i personaggi secondari non sempre sono riusciti, Paperino ha una vasta gamma di espressioni, il tutto ben bilanciato da sfondi mai soffocanti e con la giusta dose di dettagli. Infine, ricche di passione tutte le piccole aggiunte tra le vignette di vari simboli natalizi – candele, pigne, ghirlande, regali e quant’altro.

La vicenda si conclude con l’appropriata carica di gioia natalizia, mista alla redenzione del signor Black, che riconosce i suoi errori. La storia ha una brillante continuazione nel numero successivo di Topolino, il 1832, in apertura dell’anno nuovo: qui si mostra finalmente la totale conversione del signor Black, messo a dura prova dalla sfortuna di Paperino. Da notare come, nonostante i cognomi inglesi, molti nomi dei bambini siano in italiano, creando una strana discrepanza.

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.