Topolino 3478

24 LUG 2022
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Topolino 3478

Macchia Nera è un personaggio decisamente particolare all’interno dello scenario disneyano. Nato nel 1939 sulle strisce giornaliere disegnate da Floyd Gottfredson come avversario one shot di Topolino, Macchia Nera riesce rapidamente a trovare un posto ricorrente sulle storie prodotte in Italia, diventando una versione più malvagia, fredda e razionale del solito Pietro Gambadilegno.

Nonostante questo, anche lui ha subito, negli ultimi anni, il destino di tanti altri cattivi Disney, che sulle pagine di Topolino si sono trovati a diventare a mano a mano meno spietati e pronti a tutto e sempre più personaggi verso cui provare empatia piuttosto che timore. Il caso più eclatante resta senza dubbio Gambadilegno, che da nemesi di Topolino ne è diventato quasi un amico con cui condividere anche weekend di relax, ma anche Macchia Nera, a parte l’opera di isolati autori come Casty, si è trovato a diventare una versione più “innocua” di se stesso.

Questo è un problema che caratterizza tutto il fumetto Disney nostrano degli ultimi anni, in cui è diventato sempre più difficile trovare un villain vero e proprio. Nell’ultimo periodo la redazione di Topolino ha realizzato il vuoto lasciato dalla lenta deriva dei cattivi, e ha cercato di porvi riparo. Ed è così che a Paperopoli ha fatto il suo ritorno (a tratti in maniera anche troppo invasiva) Cuordipietra Famedoro ed è spuntato fuori Red Duckan, mentre a Topolinia è arrivato Mister Vertigo che, nonostante il successo di pubblico, ha comunque generato qualche perplessità.

È in questo contesto che si inserisce il rilancio di Macchia Nera avvenuto nell’ultimo anno, che cerca di riportare il personaggio ai fasti delle origini: iniziato con Io sono Macchia Nera e continuato con Il Bianco e Il Nero, questa settimana possiamo assistere all’avvio del terzo atto con Topolino e l’incubo dell’Isola di Corallo, ancora una volta per la sceneggiatura di Marco Nucci e i disegni di Casty.

Macchia Nera è tornato

Dopo un breve flashback riprendiamo tutto da dove avevamo lasciato, con Macchia Nera a scontare la sua pena presso l’inespugnabile penitenziario dell’Isola di Corallo a seguito degli avvenimenti de Il Bianco e il Nero. Senza grande sorpresa del lettore, il suo primario interesse è ora organizzare la propria evasione: ben più imprevedibile ne è l’esecuzione, resa possibile dall’incontro, tempo addietro, con l’enigmatico e inquietante Dottor Puma, antiquario che sembra quasi una versione malvagia del Toppersby conosciuto tra le pagine di X-Mickey.

In tale occasione Macchia Nera aveva ottenuto uno speciale mantello e, soprattutto, una busta dagli incredibili poteri: inviatala a qualcuno, permette al mittente scambiare completamente ruolo con il destinatario. Gli basta così spedirla a Topolino dal carcere per ritrovarsi a vivere nei panni del suo acerrimo nemico, godendo della sua casa e dei suoi affetti in attesa di ricominciare a dedicarsi al crimine, questa volta partendo da un’ottima fama di cittadino modello. Topolino, d’altro canto, si trova a dover affrontare la vita del carcere e a cercare di risolvere un problema così grande che persino l’esperto Macchia Nera aveva rinunciato: l’evasione (tradizionale!) dall’Isola di Corallo.

In galera

Una situazione surreale per Topolino…

Questa prima parte di Topolino e l’incubo dell’Isola di Corallo conferma con successo il nuovo ruolo di Macchia Nera come temibile nemesi di Topolino. Lo spunto di partenza richiama la gottfredsoniana Topolino contro Topolino, altra circostanza in cui al protagonista veniva rubata la vita intera, in questo caso però da parte di un sosia.

Il tocco più soprannaturale della vicenda questa settimana in edicola è un’interessante variazione sul tema, che raddoppia lo scambio ponendo anche Topolino in galera. La storia riesce anche a generare un maggiore senso di straniamento nel lettore dal momento che, insieme a Topolino, vediamo con chiarezza l’assurdità della situazione, mentre tutti i comprimari si comportano con la massima naturalezza, come se niente fosse.

Sono ottime le atmosfere generate da Casty, soprattutto nelle tavole iniziali, ed è avvincente la narrazione di Marco Nucci, sempre più a suo agio nello scrivere Macchia Nera. Si devono ora attendere sette giorni per vederne la continuazione, dopo delle premesse che hanno sicuramente messo alte aspettative e che ci fanno sperare che l’appuntamento con il genio del crimine diventi sempre più frequente tra le pagine di Topolino, se continua a essere fatto con questa cura.

A seguire, troviamo la conclusione della storia a puntate di Enna e Perina che ci ha tenuto compagnia durante le scorse settimane, con ben due episodi di Una poltrona per tre. Giunge così al termine il reality organizzato dal programma televisivo Megaricchi con la nomina del nuovo presidente del Club dei Miliardari a seguito di un voto popolare, il cui esito stupisce tutti i concorrenti (ma di certo non gran parte dei lettori).

Se il colpo di scena dell’ultimo episodio ha difficoltà a cogliere di sorpresa, ben più efficace è quello al termine della penultima puntata, dove si scopre l’assenza di responsabilità di Red Duckan nel mettere “fuori gioco” i suoi avversari, sospetto insinuato invece da una macchina dello spettacolo solo interessata allo share televisivo, più disonesta e senza scrupoli del previsto.

The show must go on

Giunti al suo termine, siamo ora in grado di tirare le somme di Una poltrona per tre. Sebbene la storia non riesca a distinguersi per via dell’azione o degli eventi nella trama, in generale piuttosto “vuota”, risulta una lettura particolarmente piacevole e divertente. Questo è reso possibile dai brillanti dialoghi e, soprattutto, da un ottimo umorismo da parte della sceneggiatura di Enna, che riesce a costellare la trama di battute che non risultano mai invadenti e che fanno buon uso dei personaggi del cast.

L’idea di base è simile a tante già viste, dove si mette in primo piano una sfida tra magnati e le sue conseguenze per i cittadini di Paperopoli, ma viene affrontata in maniera fresca e moderna. A fronte di un’ottima caratterizzazione di Paperone, Rockerduck, degli assistenti di entrambi e persino della new entry Bob Tycoon, forse l’unico neo della storia è l’utilizzo di Red Duckan, che pare ancora faticare un poco a trovare il proprio ruolo all’interno del cast e viene così utilizzato in maniera un po’ anonima.

Purtroppo, dopo una brillante prima metà del numero, le storie in chiusura non riescono a mantenere lo stesso livello. 

Un Van Horn non al massimo della forma

Viene introdotta l’iniziativa “Finestra sul Mondo”, che ci farà compagnia per tutta l’estate proponendo, ogni settimana, una storia inedita Disney internazionale. L’idea è di per sé ottima offrendo ai lettori la possibilità do farsi un’idea più vasta di cosa sia il fumetto disneyano oggi; l’esecuzione tuttavia, almeno in questa prima prova, lascia a desiderare. Questa settimana troviamo infatti Paperino e il deserto da disertare di William Van Horn.

L’abilità e l’importanza dell’autore sono fuori discussione, ed è più che positivo che venga offerta l’occasione di farlo conoscere a un pubblico più ampio: la scelta fatta non risulta tuttavia particolarmente indicata come un primo incontro. Si tratta infatti di un Van Horn recente, con uno stile sia di trama che di disegni che con difficoltà si sposa al resto della linea editoriale di Topolino: una storia magari anche non inedita del suo periodo più classico sarebbe stata probabilmente più facile da apprezzare da parte di un pubblico moderno, e avrebbe potuto generare più curiosità nell’approfondire le pubblicazioni estere.

A concludere abbiamo infine un nuovo episodio di Comics and Science: Brigitta e l’impresa 3D, sceneggiata dal prolifico Marco Bosco e disegnata da Giampaolo Soldati. Questa serie aveva avuto origine con l’intenzione di costruire storie attorno a concetti scientifici non banali che potevano così fare capolino tra le pagine di Topolino, cercando di essere educativi senza essere pesanti. Con il passare del tempo tuttavia, la scienza è sempre più uscita di scena tanto che, come nella storia in questione, ci troviamo di fronte ad avventure “riempitive” in cui viene aggiunto, in maniera più o meno posticcia, un particolare di attualità scientifica che permette l’inserimento di un (interessante) articolo a corredo.

La Premiata ditta di nuovo all’opera

Questa settimana l’argomento è la stampa 3D dei cibi, che offre lo spunto per una classica storia della Premiata ditta Filo e Brigitta dove i nostri due affaristi in erba aprono un nuovo ristorante in cui i piatti vengono “stampati”. Il racconto non spicca particolarmente rispetto ad altri della stessa serie ed è inoltre difficile non notare che il pretesto scientifico offre ben poco di originale alla trama.

Il numero di Topolino di questa settimana, nonostante un finale un po’ deludente, risulta comunque di ottimo livello. La conclusione di Una poltrona per tre è particolarmente soddisfacente (grazie anche al piacere di poterne leggere due episodi uno di fila all’altro!) e l’inizio di Topolino e l’incubo dell’Isola di Corallo è particolarmente promettente. La prossima settimana potremo vedere come Topolino affronterà il problema dell’evasione di prigione e avremo ben due appuntamenti con Marco Gervasio: una nuova storia a puntate di Paperinik e un’inattesa prova della sceneggiatore romano sul rapporto di Zio Paperone con il Klondike.



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Autore dell'articolo: Simone Devoto

Ricercatore in fisica con la passione dei giochi da tavolo e dei fumetti, uso da tempo il Papersera come contatto con altri appassionati della nona arte. Svezzato con il mondo Disney, che rimane il mio principale punto di riferimento, ho presto ampliato i miei orizzonti a diversi universi fumettistici, con un particolare occhio di riguardo per il fumetto franco-belga.