Super Miti Mondadori 1 e 17: Paperamses

18 AGO 2022
Come moltissimi ho iniziato a leggere sulle pagine di Topolino, e sempre come moltissimi, ad un certo punto – complice anche l’ultimatum dei miei dopo aver invaso la casa di giornaletti – anche per me è subentrata quella fase del dubbio se valesse la pena continuare a leggere roba per bambini.

La copertina del volume

Eppure, quando negli scaffali della libreria dell’ipermercato trovai il primo Super Miti Mondadori a tema Disney, e seppur con qualche titubanza chiesi ai miei di comprarmelo, beh, non ci fu esitazione, anzi!

Quel volume fu il primo di due lunghe serie. Una è quella dei mai troppo rimpianti curatissimi volumetti da libreria pubblicati dalla Mondadori a partire dal Gennaio 1998, collana che ha contribuito a diffondere il fumetto Disney anche tra i libri considerati più seri e d’autore. La seconda invece è la serie degli albi che da quel momento ho preso a leggere avidamente e che mi hanno permesso di affacciarmi al mondo Disney precedente a quello che finora avevo conosciuto solo in edicola in presa diretta. Il mio primo volume che ristampasse storie più datate, fu appunto quello dedicato a Le disavventure di Paperamses.

Dalla copertina di pregio, che richiama quelli della fortunata serie di Christian Jacq dedicati a Ramses pubblicati l’anno precedente dalla stessa casa editrice, l’albo fa ancora oggi la sua gran bella figura in libreria.

Come avveniva in passato nella vecchia collana dei Classici di Walt Disney, le storie pubblicate erano incorniciate in una vicenda di più ampio respiro che riguarda appunto quel Paperamses presentato in copertina, personaggio fino ad allora inedito ma che, dopo l’avventura di cui fu protagonista in libreria, ebbe anche l’onore di una storia completa pubblicata sul settimanale, in occasione del secondo volume da libreria a lui dedicato.

Dal prologo (Marconi/Deiana) si entra quindi subito in simpatia con Paperamses, tredicesimo faraone della tredicesima dinastia che, nell’intento di recuperare dei papiri appartenuti ai suoi predecessori, finisce per trovarsi alle prese con uno strano marchingegno, una macchina per geroglifici parlanti che gli consente di narrare le sue epiche gesta senza dover passare dallo scriba e dal tesoriere di corte.

È questa l’ossatura della narrazione che, a questo punto, presenta il menù ricco e variegato, con tutte storie a tema egiziano più o meno recenti.

Ad aprire le danze è un divertente episodio dei diari delle antenate di Paperina, che ci racconta le origini della Sfinge.

La magnificenza del colosso!

Grazie a Giorgio Pezzin e a Guido Scala facciamo poi la conoscenza con il faraone Tutank-Paperon e con il furbo costruttore di piramidi Paperonhep, che riceve e ottempera all’incarico di progettare una piramide ultrasicura per almeno quattromila anni.

Il pezzo da novanta è poi certamente Paperino e il colosso del Nilo, grande avventura di Romano Scarpa che addirittura anticipa quanto poi avverrà ad Abu Simbel solo pochi anni dopo. La trama ha tutto: momenti divertenti, una cospirazione coi fiocchi da parte dei Bassotti, sempre sul chi vive nel pedinare Paperone, azione (un Paperino che impugna una pistola e spara non è roba che si vede tutti i giorni) quel tocco storico che non guasta mai e una narrazione articolata e completa come spesso accade nelle grandi storie di Romano Scarpa. Il suo Paperone, come al solito, non è solo un avido magnate, ma anche e soprattutto un uomo dalle mille risorse e che non si lascia abbattere da quisquilie (come ad esempio un allagamento programmato) se c’è da mettere le mani su un ricco filone di platino. Non ce n’è per nessuno, e allora via libera a siparietti uno più esilarante dell’altro, tra scavi forsennati e libere interpretazioni artistiche che sfociano nell’astrattismo. Come non ricordare Paperone che non si capacita delle capacità di Paperino nel ricostruire il colosso? “E’ Ramses II che devi ricostruire, e non un Budda, è chiaro?

L’organizzazione colossale di Paperone non si smentisce mai!

Seguono poi avventure in tempi moderni ambientate in Egitto alla ricerca di tesori perduti. In questo filone, non poteva ovviamente mancare Rodolfo Cimino, che ci narra di Zio Paperone in cerca del tesoro del faraone contestatore e filosofo Tutangaton.

Anche Topolino, Minni e i loro amici sono protagonisti di un paio di avventure in terra egiziana, tra cacce al tesoro, complotti e maledizioni.

Di fattura recentissima è invece l’avventura scritta da Carlo Gentina e Salvatore Deiana dedicata alla piramidina di Ment-Akut, pubblicata giusto un paio di anni prima sul settimanale. Ritmo veloce e allegro, anche questa volta sono i Bassotti a mettere i bastoni tra le ruote ai paperi, desiderosi di riportare alla luce la prima piramidina per esporla al Museo dell’Architettura di Paperopoli. Peccato che il viaggio sia irto di ostacoli…

Poteva poi forse mancare, in una selezione di storie con questo argomento, la macchina del tempo? Ovviamente no!

E infatti a chiusura del volume troviamo ben tre avventure in cui i nostri si recano nell’Antico Egitto per svelarne i misteri. Da quello di Cleopatra e della Biblioteca di Alessandria, all’arma segreta con cui Ramsete sconfisse gli Ittiti. Curiosamente si tratta di due avventure in cui i protagonisti non sono solo i “classici” Topolino e Pippo, ma in cui anche i due professori Marlin e Zapotec vanno a spasso nel tempo, per ovvi motivi di studio e di ricerca. Resta comunque interessante, come spesso accade nella serie, vedere come per paradosso temporale siano sempre loro a dare il là definitivo che porta alla soluzione del mistero che, secoli dopo, andranno a investigare.

L’ultima invece, Topolino e il mistero delle piramidi (Bruno Sarda/Giampiero Ubezio) ha per protagonista solamente la solita accoppiata, ma stavolta il mistero è ben più grosso: come avranno mai fatto gli antichi egizi a costruire le piramidi, dato che i blocchi di pietra utilizzati pesavano tonnellate? Con un po’ di fortuna e audacia, i nostri trovano la risposta in mezzo al deserto, grazie alla conoscenza di una coppia di mercanti di cammelli e ad una fiasca d’acqua dalle speciali proprietà…

La copertina del secondo volume

Una selezione varia e completa, quindi, che, come già detto, dà il via ad altri volumi tematici, e porta, due anni dopo, ad un ideale sequel, dato che vede la luce un secondo volume dedicato a Paperamses dal titolo I nuovi enigmi di Paperamses, identico al primo sia come estetica sia come struttura interna.

E anche stavolta i capolavori da rileggere non mancano: dalla parodia de Il flauto magico, ad antiche leggende avvolte dal mistero, a tesori sepolti nel deserto, alle avventure di antenati più o meno eccentrici, tra sosia e piramidi coniche, ad antiche apparizioni di divinità più o meno vendicative, per concludere con un’avventura a metà tra l’esotico, la leggenda e il thriller, che, fin dal titolo – Topolino e l’ultima piramide, ovvero: Il segreto di Atum-Ra, (Massimo Marconi/Bruno Concina), sembra voler chiudere idealmente il cerchio di entrambi i volumi.

Due albi consigliatissimi per passare qualche ora in piacevole relax, lasciandosi trasportare dalla fantasia e della bravura degli autori Disney.

Autore dell'articolo: Valentina Corsi

Ho imparato a leggere a 4 anni con Topolino e non l'ho più abbandonato. È stata anzi la molla che mi ha portato a scoprire l'amore per la lettura, in tutte le sue declinazioni. Dalle strip dei Peanuts ai Bonelli (sono una texiana incallita), ad Asterix, ai romanzi e a molte altre declinazioni, la lettura è sempre stata una mia compagna fissa. Sono sul Papersera dal 2006, oltre che alla moderazione del forum collaboro alla gestione della pagina Facebook, mi occupo delle recensioni settimanali di Topolino e, tempo permettendo, contribuisco a supportare le varie iniziative dell'Associazione, sia attraverso lo schermo, sia dal vivo in occasione di fiere e raduni.