Topolino Gold 8 – Reginella le altre storie di Rodolfo Cimino

15 OTT 2022
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La bellissima cover inedita del volume di Giorgio Cavazzano.

A distanza di un anno dalla precedente uscita dedicata a Reginella, l’ottavo numero della Collana Topolino Gold riprende la saga dedicata alla sovrana del Pianeta Pacificus proponendo le ultime due storie sceneggiate dal compianto Rodolfo Cimino, cui aggiunge due rare perle sino ad oggi inedite.

Prima che il rapporto tra Paperino e Reginella virasse verso quella che, in modo alquanto risibile, è stata definita una semplice e profonda “amicizia” – poi recentemente riaffrancata in un sentimento più profondo grazie all’ultima storia apparsa sul settimanale TopolinoRodolfo Cimino non ha mai fatto mistero della sbandata presa da Paperino nei confronti della dolcissima aliena e del grande dilemma che tale rapporto ha causato nel suo rapporto con Paperina.

Consapevole del grande punto di rottura che questo triangolo amoroso avrebbe causato nella routine di eterno fidanzato del protagonista, l’autore ha sempre inquadrato il rapporto tra Paperino e Reginella come un amore eterno ma impossibile, e anche gli episodi presenti in questa raccolta non fanno eccezione su tale punto.

Il villain senza nome, dalle tipiche fattezze suine di barksiana memoria, della quarta storia sceneggiata da Cimino.

La prima storia raccolta all’interno del volume, Reginella e la Minaccia Terrestre, è affidata alla matita di Giorgio Cavazzano. L’artista veneziano, già occupatosi delle prime tre apparizioni della sovrana del pianeta Pacificus (nella prima con un tratto molto differente da quello cui siamo oggi abituati, perché ancora legato al ruolo di inchiostratore del suo Maestro Romano Scarpa), riesce a padroneggiare molto bene le immagini, esagerando alla perfezione tutte le situazioni, attribuendo la corretta caratterizzazione ad ogni personaggio.

Cimino porta in scena una storia in cui la quiete del pianeta Pacificus è minacciata da un magnate senza scrupoli (di cui non viene mai rivelato il nome) che, scoperto per caso l’armonioso regno e il fatto che in esso il tempo scorre molto più lentamente che sulla Terra, avvia prepotentemente la costruzione di un villaggio turistico che possa permettergli di speculare al massimo sui pacchetti vacanza.

Per ottenere il consenso degli ingenui abitanti del Pianeta il tycoon, anzichè intraprendere intenti belligeranti, attua un piano più subdolo mandando ingenti quantitativi di inutili, ma essenziali, prodotti di largo consumo, con cui si ingrazia il popolo di Reginella. Fortunatamente l’arrivo di Paperino, finanziato senza troppi indugi nel viaggio da Zio Paperone, rimetterà a posto gli equilibri del pianeta, ma ciò costerà l’ennesimo sacrificio della regina e la separazione tra i due amati.

L’amore intenerisce anche i cuori più duri…

Rispetto alle precedenti storie sceneggiate da Cimino, in cui l’elemento di rottura con la quiete degli abitanti del pianeta Pacificus era la violenza, il tema che prevale in questo racconto è quello del consumismo. La sceneggiatura “pecca” del fatto che nei due episodi in cui si dipana la trama, il ruolo di Paperino appare marginale. L’incontro con l’amata sovrana avviene nel terzo atto e, sebbene ciò sia funzionale alla trama, la presenza di Paperino appare quasi fine a sé stessa rispetto al modo in cui viene risolto il problema dell’invasione commerciale e turistica del pianeta da parte della Sovrana. Lo sviluppo della vicenda è incentrato per lo più sul ruolo del cattivo di turno e sulla progressiva corruzione degli abitanti del pianeta. Probabilmente l’esigenza di dover contenere le pagine ha portato a sacrificare altri aspetti rendendo così il finale della storia, in cui un rassicurante Paperone sembra saperne più del dovuto riguardo al fazzoletto che la sovrana ha donato a Paperino, vago e sbrigativo.

I malinconici pensieri di Paperino.

L’inconfondibile tratto di Cavazzano riesce a catturare alla perfezione le espressioni di ingenuità degli indigeni e, nel contempo, dà il giusto ruolo caricaturale al villain di turno e rappresenta al meglio anche il dramma della sofferenza di Paperino e Reginella. Nonostante ciò, straspare in generale una certa “piattezza” delle linee grafiche. Del resto, si tratta di una storia realizzata nel 1992 in cui si percepisce un modo differente di approcciarsi alla colorazione delle vignette, anche tramite l’impiego di lettering digitale che non sempre appare perfettamente integrato.

In Paperino, Reginella e il Terribile Vampirione (pubblicata per la prima volta nel 1993 in Brasile su Disney Big n. 23 e da noi arrivata l’anno successivo sulle pagine di Mega n. 456), il tratto è affidato al disegnatore spagnolo Antoni Bancells Pujadas.

Come per la precedente storia, e in linea anche con le dinamiche già affrontate nel 1987 in Paperino e il Matrimonio di Reginella, il racconto di Cimino, più che essere improntato al romanticismo, appare strutturato come una classica storia d’azione incentrata attorno alla figura della sovrana di Pacificus.

Il particolare tratto di Antoni Bancells Pujadas.

Reginella, sebbene coadiuvata dal proprio amato, accorso sul suo pianeta nuovamente grazie all’intervento del ricco Zio, riesce ad eliminare la minaccia del perfido Vampirione senza riuscire a sottrarsi al tragico destino cui lo sceneggiatore ci ha abituati negli episodi precedenti.

Nonostante l’assenza di grossi elementi di novità, l’avventura riesce comunque a suscitare l’interesse del lettore. Il singolare tratto di Pujadas, decisamente diverso da quello di Cavazzano, potrebbe far storcere il naso a chi è abituato alla rotondità e al dinamismo del Maestro Veneziano, ma l’enorme eterogeneità che si percepisce nell’inevitabile raffronto tra i due artisti ha il pregio di rappresentare la dinamica del rapporto tra Paperino e Reginella in un modo che appare profondamente diverso.

Il vero punto di forza del volume è costituito dalla presenza di contenuti inediti di assoluto interesse. A chiusura delle storie troviamo una breve intervista a Vittorio Cimino, figlio di Rodolfo, che racconta alcuni piacevoli aneddoti sul padre e su come era solito lavorare. Nelle due colonne che compongono l’extra scopriamo la passione rivolta da Rodolfo nell’uso del lessico e ci viene data anche la speranza che dal suo armadio pieno di appunti e storie possa in futuro uscire qualcosa di inedito da affidare allo sviluppo di qualche artista.

La prima tavola dello storyboard di Cimino.

A proposito di inediti, a chiusura del volume troviamo lo storyboard originale di Paperino e le Tentazioni di Reginella, sesta storia sceneggiata da Cimino – mai pubblicata – dedicata alla sovrana di Pacificus, qui proposta mediante la scansione delle bozze delle 51 tavole che lo sceneggiatore aveva a suo tempo realizzato, affiancate dalla trascrizione dei dialoghi delle vignette e con l’aggiunta di note utili alla lettura.

Non si può che apprezzare il lavoro che Panini ha dedicato a quest’opera. Sebbene le scansioni dei disegni a matita risultino davvero piccole e sbiadite, la lettura della sceneggiatura, coadiuvata dai dettagli più grandi di alcune vignette isolate, riesce ugualmente a risultare piacevole e a restituire al lettore, oltre ad una storia interessante di cui si rimpiange la mancata pubblicazione, anche l’incredibile lavoro che c’è dietro la scrittura della sceneggiatura di un fumetto.

L’ultima perla che conclude l’ottavo volume della collana Disney Extra è un altrettanto inedito soggetto di Cimino: Reginella e la Giravolta Spaziale. In questa storia si torna a parlare del fazzoletto ricamato che la sovrana ha dato in dono al proprio amato. Come in Paperino e il Matrimonio di Reginella, anche in quest’ultima apparizione della sovrana Cimino tira di nuovo in ballo le sue nozze con il sovrano di un altro pianeta.

Purtroppo alcuni passaggi del soggetto, scritto di pugno da Cimino e riproposto nelle quattro pagine scansionate pubblicate alla fine del volume, non risultano sempre perfettamente leggibili. Pur apprezzando la scelta di aver voluto pubblicare lo scritto originale dell’autore, sarebbe sicuramente stato utile trascriverne il contenuto, visto che la grafia di Cimino appare molto piccola e talvolta poco leggibile.

L’omaggio a Francesco Gerbaldo.

Il volume, venduto singolarmente o nella versione cofanetto insieme al numero 4 della stessa collana, ha infine un’ultima splendida chicca: l’omaggio in apertura al grande giornalista ed esperto Disney Francesco Gerbaldo scomparso a soli 42 anni a febbraio di quest’anno, cui viene dedicato il volume. Gerbaldo o “Gerbaldone” faceva parte dell’Associazione Papersera ed è esemplare il contributo che questo grande professionista ha dato alla diffusione della cultura Disney in Italia e nel mondo, essendo uno dei membri più importanti del progetto I.N.D.U.C.K.S. e probabilmente il maggior contributore di tale progetto con oltre 7.000 pubblicazioni indicizzate.

Tirando le somme di questa ultima uscita della collana Topolino Gold, è chiaro che ci troviamo di fronte ad una pubblicazione che, con giusto un paio di pagine in più, dedicate ala trascrizione del soggetto dell’ultima storia, avrebbe potuto strappare una valutazione più alta. Del resto sono proprio i contenuti extra a dare quel valore aggiunto a due storie che godono già di ristampa (ad esempio nel primo numero di Tesori Disney in un volume integrale con tutte e cinque le storie).

Autore dell'articolo: Alessandro Mercatelli

Ho iniziato a “guardare le figure” dalle pagine di Topolino quando non sapevo ancora leggere. Le vignette di Scarpa, Carpi, Cavazzano e De Vita accompagnano la mia vita da sempre e mi hanno portato ad affrontare la lettura del fumetto sotto molteplici punti di vista. Amo alla follia la nona arte e adoro analizzarla in tutte le sue sfaccettature. Questa passione mi ha permesso di diventare giornalista e di collaborare con svariate emittenti e testate: dopo diversi anni passati a scrivere per alcuni quotidiani locali, da 11 anni scrivo su Leganerd, e da 25 faccio lo speaker radiofonico. Sono sempre pronto a mettermi in gioco per cercare di analizzare, condividere e confrontare le mie idee riguardo il meraviglioso mondo Disney e tutto il panorama di artisti che vi ruota attorno. Il mio sogno? Una casetta in Via dei Platani e una bella amaca in giardino!