Topolino e la Magnon 777

13 OTT 2023

Nel cuore della notte un fragoroso inseguimento tra due automobili lanciate a tutta velocità disturba il sonno dei topolinesi onesti. Nel giardino di casa di Topolino viene scaraventato un misterioso pacchetto da parte dell’ignoto guidatore in fuga. È questo l’avvio di Topolino e la “Magnon 777”, una splendida storia di matrice scarpiana, scritta e disegnata dal Maestro veneziano per gli inchiostri di Sandro Del Conte. 

La prodigiosa scoperta sulla Magnon 777.

La vicenda, che si compone di due episodi per complessive 60 tavole, esordisce sulle pagine del Topolino libretto sui numeri 1027 e 1028 del giornalino, datati rispettivamente 3 e 10 Agosto 1975 e già dalle prime tavole rivela un ritmo incalzante e adrenalinico che, di lì a poco, finirà per coinvolgere Topolino, Pippo e il Commissario Basettoni in una avventura densa di intrigo, mistero e suspense.

Già a partire dal mattino successivo alla folle scorribanda notturna, il Topo dalle grandi orecchie si ritrova a fare i conti con un rinvenimento destabilizzante: il pacco che è stato scagliato, di fretta e furia, nel suo giardino sembra infatti celare al suo interno un ordigno esplosivo e ciò mette inevitabilmente in allarme sia il buon Mickey che il suo terrorizzato lattaio di fiducia, spingendoli a correre via a gambe levate per raggiungere di gran lena la centrale di polizia. 

Da qui si dipana una complessa trama, che coinvolge una vecchia macchina da scrivere – la Magnon 777  del titolo – che si rivela una potente telescrivente capace di ricevere messaggi dall’altra parte del globo, l’antica isola di Tranzivania patria di prelibate ricette di carne affumicata, un importatore di alimenti dai metodi bruschi e un vecchio industriale che vive in una casa bizzarra insieme alla nipote e al fedele maggiordomo.

Non ci sono dubbi: Topolino e Pippo sono incappati in un caso di spionaggio che lega Topolinia e la terra straniera di Tranzivania, i cui contorni risultano tuttavia ancora sfumati e poco delineati e le figure che agiscono materialmente, seppur nell’ombra, sono ancora di là dall’essere individuate. 

Il profilo di Mickey Mouse che si ricava dall’avvincente lettura di questa storia è quello di un personaggio semplicemente adorabile per il suo continuo e deciso proposito di pervenire alla verità e di risolvere, una volta e per tutte, quei punti oscuri della vicenda che lo convincono poco.

Mickey rimugina sui fatti e sui personaggi che ruotano attorno alla misteriosa telescrivente…

Squisitamente votato all’azione, fin da subito si immerge nelle pieghe di questo caso di spionaggio che coinvolge tante figure di cui bisogna chiarire, in maniera nitida e univoca, il ruolo che rivestono in questa vicenda. Ben lungi dall’essere immune dal commettere errori, in questa deliziosa avventura il prode Topolino esordisce facendo una ben magra figura agli occhi di un commissario che, per lo spavento che gli ha fatto inutilmente prendere, non può esimersi dal rimproverarlo in maniera accesa e risentita. Una parentesi sicuramente negativa per il Topo dalle grandi orecchie ma che lascerà presto il passo ad una serie di testimonianze di affetto nei suoi confronti da parte di diversi personaggi che non potranno che lodarne lo spirito d’iniziativa e il coraggio con cui ha portato avanti il suo ideale di giustizia. Si tratta del classico approccio di Scarpa nel proporre un Topolino affine a quello genuino e portatore di valori alti tipico delle strisce anni 30 di Floyd Gottfredson.

Le attestazioni di stima (alcune delle quali molto… vigorose!), le reazioni umanissime e credibili e i comportamenti naturali degli interpreti coinvolti caratterizzano tutto il tessuto narrativo di questo appassionante racconto che, nella migliore tradizione scarpiana, viene portato avanti in modo brillante e coinvolgente e che dona uno spessore umano e “tridimensionale” tanto ai personaggi classici quanto ai nuovi creati per l’occasione. 

L’affetto del console tranzivano nei riguardi del nostro eroe è a dir poco… prorompente!

Come non provare empatia, ad esempio, per il Pippo genuino che finisce ben presto con l’infatuarsi della seducente miss Maya, con lo sguardo trasognato ed assorto mentre tutto attorno a lui – in primis il suo amico del cuore, Topolino – è frenetico e concitato? Come non ammirare il suo atletico gesto che, con tempestività e fermezza di carattere, assicura alla giustizia il colpevole? Un’umanità ed una credibilità degli interpreti della storia che si ripercuote tanto nelle loro azioni quanto nella sfaccettata recitazione espressiva che viene loro infusa dal cartoonist veneziano con una naturalezza ammirevole che li fa sembrare persone in carne ed ossa, ben lontani dall’essere “macchiette” stereotipate che agiscono secondo un copione freddo e già visto. Al contrario, la magistrale matita di Scarpa conferisce una vera e propria anima ai personaggi che muove e li avvicina ai cuori dei lettori poiché essi possono identificarsi e riconoscersi nelle loro azioni e prese di posizione.

Oltre a tutto ciò, non si può dimenticare la componente umoristica della storia, la quale è connaturata nell’essenza stessa della vicenda e che risulta perfettamente inquadrata nel suo contesto. Dai collaboratori di Speck etichettati da quest’ultimo come “funzionari da operetta” e degni soltanto, secondo il suo schietto parere, di appiccicare francobolli al Topolino scambiato per… garzone di lattaio, dal nevrotico tentativo di star dietro al messaggio battuto dalla Magnon che finisce per scompigliare tutti i capelli all’esperto di matemeccanica alla difesa a colpi di costolette affumicate operata da Topolino e Pippo…

I momenti di buonumore e di alleggerimento della tensione narrativa da parte di Scarpa si sprecano e contribuiscono a dare ulteriore brio ad una vicenda dal ritmo incalzante e scorrevolissimo dimostrando, ancora una volta, la straordinaria abilità di questo artista nel riuscire ad elaborare intrecci stimolanti e sfaccettati, armonizzati all’interno di un racconto completo, restituendo al lettore un’esperienza di lettura memorabile e appagante.

Autore dell'articolo: Samuele Lo Galbo

Leggo Topolino e i fumetti Disney da quando ero bambino, passione che si è rinnovata da qualche anno e che porto avanti con orgoglio anche grazie al confronto con la community del Papersera. Sogno, un giorno, di scrivere storie di Paperi e di Topi sul mio amato giornalino e di vedere la mia firma tra gli autori del settimanale.

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