Topolino nel favoloso regno di Shan-Grillà
“Un piccolo, inusitato, velivolo dotato di occhio elettronico, compare dal nulla e si libra a mezz’aria sopra i tetti di Topolinia.“ La macchinetta scruta attentamente le vie della città in cerca di un personaggio ben preciso, ovverosia Atomino Bip Bip, richiamato dal Dottor Enigm nel luogo etereo presso cui dimora (la mitica Dimensione Delta) al fine di essere aiutato nei propri studi.

Gli esagerati (ma irresistibilmente simpatici) complessi di Minni.
È questo l’incipit di Topolino nel favoloso regno di Shan-Grillà, una delle tante meravigliose storie realizzate dal Maestro Romano Scarpa in qualità di autore completo. Il racconto in due puntate, che si avvale del ripasso a china di Rodolfo Cimino, esordisce sui numeri 288 e 289 del settimanale Topolino, usciti rispettivamente il 4 e l’11 Giugno 1961, e segna la fine di quel ciclo di storie in cui Mickey Mouse era stabilmente affiancato dal tenero ma assai potente esserino azzurro, l’atomo ingrandito “due birilliardi di volte” che fu creato dallo stesso cartoonist veneziano due anni prima, con la storica avventura di Topolino e la Dimensione Delta.
Ma se un ciclo – dopo cinque meravigliose storie tutte interamente firmate da Scarpa nel triennio ’59-’61 – giunge alla sua conclusione, il Topo dalle grandi orecchie non avrà certo modo di rimpiangere quel senso di Grande Avventura che contraddistingue le sue storie più memorabili e la riprova di ciò alberga proprio in questa appassionante vicenda che funge da cerniera tra la fine della saga classica di Atomino e il debutto di una nuova, gloriosa, storia. Scarpa segue l’approccio proposto da Bill Walsh nel Buffone del re, le cui prime tre strisce mostrano i saluti di Eta Beta e la sua definitiva scomparsa dalla striscia dopo quasi tre anni di scatenate avventure.
La vicenda però non parte col favore dei migliori auspici poiché la storica fidanzata di Mickey appare più affranta e desolata che mai, al punto da definirsi vecchia e decrepita per via di una… misera rughetta! Eppure, una volta entrata al cinema il suo animo si ritemprerà di colpo e una luce nuova brillerà nei suoi occhi, ridestandola dal torpore. Il motivo di tale, repentino, stravolgimento nel suo carattere è da ricercare proprio nella pellicola che viene proiettata sul grande schermo: si tratta de L’orizzonte smarrito diretto dal regista Crapa, evidente parodia del film L’orizzonte perduto diretto da Frank Capra ed uscito nelle sale cinematografiche statunitensi nel 1937.

La visione celestiale del regno di Shan-Grillà.
Vi si racconta di un affascinante regno isolato, che vive in una terra placida e idilliaca, dove ogni persona che vi risiede può restare giovane. Ed è proprio questo risvolto che dona a Minni un ritrovato entusiasmo al punto da raggiungere un’agenzia di viaggi e prenotare il suo soggiorno nella terra che corrisponde al nome di “Shan-Grillà!”
Da qui in avanti la storia assume un ritmo incalzante, con un continuo affastellarsi di situazioni imprevedibili che portano il lettore a continuare avidamente la lettura: il rapimento di Minni, Topolino che viene tramortito da una figura nell’ombra, la richiesta di Trudy di indagare sulla misteriosa scomparsa di Gambadilegno…
Fino a giungere all’apoteosi dello stupore che coglie il buon Mickey nel leggere di una richiesta d’aiuto anonima che sottolinea come la sua presenza sia fondamentale in quel di… Shan-Grillà!
Esisterà davvero quella città incantata che sembrava soltanto il frutto della fantasia? Insieme a Topolino e allo scrittore Ben Bubbola (l’autore de L’orizzonte smarrito), anche il lettore avrà modo di scoprire la reale esistenza di questo regno fiabesco, una sorta di “paradiso terrestre ” situato al di sotto di un altopiano ghiacciato, nei pressi delle fredde terre del Nord America.

Topolino contro Gambadilegno: uno scontro eterno!
Ciononostante, una pesante minaccia grava sulla terra di Shan-Grillà. Le sue pacifiche usanze hanno infatti subìto un processo di alterazione e corruzione la cui colpa va certamente attribuita ad una mano esterna, che nulla ha a che spartire con la bontà d’animo innata nei cuori degli shan-grilliani. Si tratta di un approccio tipico di certe storie di Carl Barks, in cui l’arrivo della banda dei paperi sconvolgeva la pacifica esistenza del piccolo popolo di turno.
La minaccia venuta da fuori è un Gambadilegno scaltro e disinvolto, che si destreggia bene nella manipolazione psicologica di un intero popolo. Inoltre, tenta un approccio con Minni che Scarpa cita, in maniera quasi esplicita, dal classico di Floyd Gottfredson Captive Castaways.
Topolino nel favoloso regno di Shan-Grillà rappresenta una di quelle avventure Disney che non smetterà mai di entusiasmare i lettori di ogni generazione perché ha in sé il seme delle grandi storie senza tempo, che sanno avvincere per il clima di coinvolgimento e di pathos.
Ed è semplicemente ammirevole il modo con cui Romano Scarpa abbia saputo riunire, in un intreccio unico, coeso e compatto, i vari movimenti dei personaggi che compaiono nella storia fino al ritrovarli tutti insieme, ognuno per una via propria, nel regno del titolo.

Quell’infido traditore di Pietro!
Un senso di grande avventura pervade la storia per tutta la sua lunghezza rivelandosi una vicenda appassionante ed intensa, invitando il lettore a compiere una riflessione tutt’altro che banale su come un popolo che possiede già ogni cosa necessaria per condurre una vita serena, rischi di autodistruggersi per il solo piacere effimero di trastullarsi con delle macchinette da gioco che di certo non potranno arricchirli poiché il denaro, a Shan-Grillà, non esiste!
In tutto ciò, Scarpa non abbandona di certo la sua verve umoristica ed inanella una serie di situazioni davvero divertenti che stemperano la tensione: basti pensare alla Minni delle prime tavole che si schernisce miseramente per un nonnulla, al repentino cambio di atteggiamento di Ben Bubbola o ancora alla vignetta in cui Trudy si ritrova a cucire a mano, con ago e filo, lo strappo al telo di nylon che nascondeva il biposto guidato dal Topo dalle grandi orecchie… E poi, come non citare la sfuriata della gelosissima felina nei confronti del suo infingardo Pietruccio mentre un Bubbola divenuto, a seguito della lettura del Grande Libro di Shan-Grillà, un’anima “pura e candida” si crogiola nei suoi dolci pensieri di quiete?
I personaggi di Scarpa dimostrano appieno quanto siano degli interpreti spontanei e sempre improntati all’azione, convincendo il lettore ad accompagnarli in un viaggio meraviglioso di cui purtroppo non conserveranno alcuna reminiscenza. Ma che, di contro, lascia a noi un’esperienza di lettura il cui ricordo resta memorabile.


