Topolino 3632

11 LUG 2025
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Topolino 3632

Topolino 3632 si apre con il ritorno in grande stile di Fantômius, che campeggia assieme a Dolly Paprika nella copertina disegnata da Andrea Freccero.

La storia di apertura del numero, intitolata Il club del crimine, è integralmente frutto del lavoro di Marco Gervasio, soggettista, sceneggiatore, disegnatore (con le chine di Alessandro Zemolin) e supervisore della colorazione, realizzata da Irene Fornari. Si sviluppa in 48 tavole, equamente distribuite fra primo (24 tavole) e secondo episodio (24 tavole). 

La rentrée del ladro gentiluomo per l’ennesima sua “strabiliante impresa” è inserita in una storia dinamica, ricca di colpi di scena e arricchita dal recupero di personaggi che hanno animato precedenti avventure del ladro mascherato, alcune delle quali sono esplicitamente richiamate in alcune vignette.

La trama è avvincente e mette Lord Quackett in una condizione davvero scomoda, apparentemente esponendolo al rischio di venire pubblicamente smascherato, per giunta al cospetto del commissario Pinko, a causa delle trame di una congrega di appassionati di crimini e misteri dalle intenzioni assai poco trasparenti. Ma, grazie a inattese alleanze, l’aristocratico saprà cavarsela anche stavolta, con brillantezza, e per giunta beffa finale.

La ricomparsa dell’illusionista Silvus
La ricomparsa dell’illusionista Silvus

Saltando invece in chiusura del libretto, Minnhi e il pozzo del destino giunge alla seconda tappa di un’ampia e onirica narrazione, concepita da Sergio Cabella e disegnata da Roberto Vian. Se il primo episodio aveva lasciato nel lettore più di una domanda senza risposta, nelle tavole de Il pianeta delle visioni i lettori iniziano a trovare qualche elemento chiarificatore, che tuttavia non illumina del tutto un’atmosfera di voluta sospensione e ‘non-detto’: ad esempio, iniziano a essere svelati maggiori elementi del passato della naufraga spaziale Minnhi. La protagonista resta ancora all’oscuro della sua storia personale, causa temporanea (?) amnesia, ma acquista spessore, pur mantenendo una residua evanescenza.

Gloria a Macchina!

E la trama lascia intendere che lei sarà destinata a giocare un ruolo cruciale nello sviluppo della vicenda. Al contempo, fa la comparsa, nei suoi fumosi ricordi di Minnhi, l’antagonista, un cupo essere di cui intravediamo le mani nere e un puntuto trono e che si manifesta bramoso di realizzare il suo oscuro disegno, lasciando intuire inquietanti esiti in vista dell’ultima risolutiva puntata della mini-saga.

Completano il numero due storie di diversa lunghezza: Paperino e la spiaggia a rischio, 22 tavole scritte da Carlo Panaro e disegnate da Ottavio Panaro, e il nuovo episodio della serie Vita da Pluto, 10 tavole con sceneggiatura di Francesco Pelosi e disegni di Mattia Surroz

La prima storia, di classica ambientazione estiva, prende le mosse da uno spunto non originale ma sempre divertente, ovvero le inattese conseguenze di vanagloriose millanterie. Nel caso di specie, Paperino si trova a sperimentare le stesse traversie di un celeberrimo ragioniere, già “azzurro di sci”, e rischia di pagare a caro prezzo l’affermazione di essere stato un giovane provetto surfista. Iscritto a sua insaputa dai nipotini a una gara di surf, per giunta al cospetto di Paperina, orgogliosa di ammirarlo cavalcare le onde, proverà a trovare insperata salvezza in una delle solite corvée imposte dallo zione, salvo poi cadere dalla metaforica padella nella ‘sabbiosa’ brace. 

Comunicazione Istantanea, infine, prosegue il filone dell’interazione tra Pluto e i suoi compagni a due zampe e stavolta declina il tema dalla prospettiva della difficile interlocuzione tra cani e ‘non-cani’.

Equivoci di comunicazione
Equivoci di comunicazione

In conclusione, il voto complessivo del numero: storie varie, di ambientazione passata o futuristica, oltre che nel presente balneare, rendono l’albo molto ricco e interessante. Assegno quindi 4 stelle piene a Topolino 3632.



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Autore dell'articolo: Dottor Talos

Leggo fumetti Disney da oltre 40 anni: tutto cominciò con il Super Almanacco Paperino. La fascinazione del grande formato durò un annetto ma poi, complice la più allettante frequenza settimanale, fui conquistato da Topolino. Una delle primissime storie che lessi sul Topolino e che mi è rimasta impressa aveva come protagonista “il diabolico dottor Talos”. Trovo affascinante la possibilità di raccontare, utilizzando paperi e topi, storie che, pur riconducibili in genere a pochi codificati schemi narrativi, riescono sempre a rinnovarsi, grazie a una costellazione di personaggi che hanno spessore e profondità umana e che, in fondo, non si discostano poi molto dalle ‘maschere’ dell’antica commedia dell’arte.