I Classici Disney 37 – Un oceano di avventure

Il nuovo numero de I Classici Disney, in uscita nel mese di giugno, si presenta con una copertina impetuosa, come se i protagonisti a bordo della nave volessero quasi uscire dall’albo! Una splendida illustrazione, come sempre ad opera di Stefano Zanchi.
Il volume presenta un corposo indice, spaziando tra grandissimi nomi della scena fumettistica Disney: il tutto selezionato e raccordato da Vito Stabile, sceneggiatore della frame story che vede i disegni di Giulia La Torre.
Stabile, già autore di diverse avventure marinaresche tra cui la recente saga Il Corsaro (in contemporanea pubblicazione su Le Storie di Topolino 2, ndr), crea una frame story del tutto verosimile e abbastanza fluente. In sintesi, ogni volta che Paperone decide di farsi una bella nuotata nella piscina aurea, viene allontanato verso ricerche da effettuare attraverso i sette mari. L’unica, trascurabile pecca che si può riscontrare è l’inevitabile cambio di colore della palandrana attraverso le varie storie.

Si comincia con Zio Paperone e il veggente dei guadagni, storia che vede agire come autore completo il grande Romano Scarpa. Si tratta di una caccia al tesoro che vede la classica contrapposizione fra Zio Paperone e Rockerduck. Dopo una serie di peripezie, i due litiganti rimarranno con un pugno di mosche in mano, ma neanche un inaspettato e sgangherato terzo incomodo riuscirà a godersi una insperata vittoria.
L’ambientazione marinara caratterizza questa storia, rendendola assolutamente godibile, anche grazie alla versione ricolorata proposta. Pur non rientrando fra i capolavori scarpiani, è l’occasione giusta per riscoprire una storia divertente e avvincente.
Si prosegue con un’avventura rappresentativa in pieno dello stile di Rodolfo Cimino: Zio Paperone, l’isola gialla e il venerdì nero, con i disegni di uno Stefano Intini all’epoca in una fase artistica molto diversa rispetto a quella attuale.

La trama vede Paperone impegnato nella missione di recuperare tutto l’oro ancora disponibile sulla Terra. La sua ricerca lo conduce a due isole: una abitata e l’altra, l’Isola Gialla, composta interamente d’oro, capace di emergere dagli abissi per sole tre settimane ogni cento anni. Nonostante i ripetuti ammonimenti dei saggi locali, Paperone tenterà più volte di impossessarsi dell’oro, ma la sua impetuosità lo porterà ad un (apparente) fallimento.
La storia scorre con un ritmo molto veloce, forse eccessivo in certi passaggi, rendendo la lettura a tratti poco chiara. Sono presenti anche molte fortuite coincidenze, un po’ forzate e che rimangono non spiegate nel corso della vicenda.
Si continua con la mitica Zio Paperone e la cassa di rafano, una tra le più memorabili storie del grande Carl Barks. Paperone rischia di perdere tutta la sua fortuna a causa di un vecchio debito contratto dal suo avo Hugh de’ Paperoni con tale Scrocco de’ Arpagoni. L’unica soluzione per Paperone è ritrovare e consegnare in Giamaica una cassa di rafano, perduta in mare secoli prima, entro trenta giorni. Recuperato tale carico, anche grazie all’aiuto dei nipotini, i paperi dovranno comunque vedersela con il discendente di de’ Arpagoni, Truffo, che cercherà di approfittare fino all’ultimo dell’onestà dei suoi avversari.

Immagine promozionale della testata, con le informazioni sulla card in omaggio
In questa storia Barks espone la vigliaccheria e la cattiveria senza limiti di de’ Arpagoni, contrastata dalla tenacia e dalla bontà d’animo dei paperi; il tutto, in una appassionante avventura ambientata in mare aperto. Un susseguirsi di azione e colpi di scena che rendono questa storia un classico dell’Uomo dei Paperi.
Troviamo poi nuovamente Rodolfo Cimino ai testi, accompagnato da Romano Scarpa ai disegni, in Zio Paperone e i bracciali dei MacPaper. Zio Paperone e nipoti si trovano in Scozia, Nel castello di famiglia, dove ritrovano un bracciale del loro capostipite Paper MacPaper; andranno quindi in cerca di un secondo bracciale andato perso, che sarà ritrovato e donato ai paperi dal capo di una tribù vichinga.
E’ una storia divertente che si distacca leggermente dal classico stile ciminiano e che ci offre anche un approfondimento sulle origini dei Paperi; il tutto splendidamente realizzato graficamente da Romano Scarpa, probabilmente in uno dei suoi periodi più creativi.
Si prosegue con Zio Paperone, Paperetta e l’ultimo scrigno, scritta dal selezionatore delle storie di questo albo, Vito Stabile, e resa graficamente dai particolari disegni di Donald Soffritti. Una classica caccia al tesoro paperonesca resa più giovanile dall’insolita accoppiata con la “nipote” Paperetta.
Vediamo Paperone che ha quasi ultimato la ricerca dei cento tesori del capitano Schiumadimare: l’unico rimasto però sembra essere introvabile. Verrà aiutato da Paperetta Yè Yè, con la quale partirà alla ricerca dell’ultimo scrigno e che si rivelerà indispensabile per il suo ritrovamento.
A concludere l’albo, direttamente dal memorabile Topolino 3000, ecco Zio Paperone e il tiranno dei mari, scritta da Francesco Artibani e disegnata splendidamente da Corrado Mastantuono, con colori caldi, molto particolari e inusuali. Paperone e Paperino partono con Pico per recuperare una batteria di un sommergibile napoleonico, ma Pico si comporta in modo strano, quasi “Sgrizzesco” per via di una precedente aggressione subita da parte di un certo “Tiranno dei mari”. Alla fine Paperone capisce, in un certo senso anche grazie al Tiranno, che sarà meglio rinunciare all’impresa.
Una ottima storia avventurosa e d’impatto, che nonostante fosse destinata a celebrare il numero tondo, non risulta per nulla fuori contesto all’interno del volume, grazie anche al raccordo inedito.

L’albo si chiude con una splendida doppia splash page di Paperone finalmente nel suo mare: la piscina aurea.
In sintesi, questo è probabilmente uno dei Classici più riusciti di quest’anno, grazie all’ottima selezione dell’indice comprendente grandissimi nomi del fumetto Disney; non troviamo solo i grandi autori italiani, ma anche l’Uomo dei Paperi con una sua avventura fra le più celebri e coinvolgenti. E anche la tipologia di storie presenti si incastra perfettamente con il periodo estivo: come consiglia Vito Stabile nel volume, l’ideale sarebbe immergersi nella lettura proprio in spiaggia.
17 LUG 2025
