Storia e Gloria del Clan de’ Paperoni

19 LUG 2025

Se qualche mese fa avessi sentito o letto l’espressione “storia e gloria” in ambito disneyano, non avrei avuto dubbi: si sarebbe trattato sicuramente della leggendaria saga sceneggiata da Guido Martina, e pubblicata nel 1970 sui Topolino nn. 749-756, con i bellissimi disegni di Romano Scarpa e Giovan Battista Carpi. Oggi, invece, questi termini potrebbero presentare un’ambiguità di intenti, dal momento che sono stati adottati come titolo di una nuova serie, realizzata dalla divisione global dei fumetti Disney, vale a dire quelle produzioni cui fanno capo le storie nate per essere pubblicate a livello mondiale, sulla scia di quanto proponeva lo Studio Disney di Burbank tra gli anni Sessanta e Novanta del secolo scorso.

Presentata ufficialmente sulle pagine di Topolino 3621 all’interno di una rubrica curata dal redattore Jacopo Iovannitti, Storia e gloria del clan de’ Paperoni consta di tre episodi suddivisi in due parti l’uno, per un totale di 132 tavole di puro intrattenimento e ottimo esempio artistico, ma entriamo meglio nel dettaglio…

Le flip cover dedicate ai tre episodi della saga

Ad aprire le danze è L’ultimo segreto del Castello de’ Paperoni, che vede la luce sul numero 82 del mensile Zio Paperone, capovolta rispetto agli altri contenuti dell’albo e introdotta da una caratteristica flip cover che ne anticipa temi e personaggi. Protagonista di questo racconto è il duca Bambaluc de’ Paperoni (Sir Swamphole McDuck), antenato di Paperone che, stando a quanto narrato in Zio Paperone e il segreto del vecchio castello (Barks, 1948), ha murato le segrete del castello di famiglia nel 1220. Oltre a questo dettaglio, poco altro si sapeva di questo personaggio. L’autore finlandese Kari Korhonen ci aveva svelato il suo periodo in compagnia di Robin [Hood] e della sua banda ne I mesi perduti del Duca Bambaluc de’ Paperoni (pubblicata da noi su Almanacco Topolino 18), facente parte della serie L’albero genealogico dei Paperi, a cui la produzione presa qui in esame sembra rifarsi nello scopo di raccontare le gesta di avi oscuri e poco noti. Ed è proprio dalla fine della storia di Korhonen che prende il via la nuova avventura, scritta da Pierdomenico Baccalario (rinomato autore di romanzi per ragazzi conosciuto anche con lo pseudonimo di “Ulysses Moore”) e Alessandro Gatti (già autore di storie Disney global, nonché anch’egli romanziere, anche con il nome d’arte “Irene Adler”) e disegnata da Gianmarco Paraggio, illustratore alla sua prima prova ufficiale con l’universo dei Paperi.

Bambaluc de’ Paperoni

Il secondo episodio, I meravigliosi viaggi di Capitan Hugh de’ Paperoni, pubblicato su Zio Paperone 83, narra un’avvincente impresa (sinora completamente ignota) dell’antenato di Scrooge soprannominato “Schiumatore” (Seafoam), visualizzato in Zio Paperone e la cassa di rafano (Barks, 1953). Se ai testi ritroviamo Luca Barbieri (già autore di apprezzate serie disneyane, come Wizards of Mickey, K – Klondike, La Grande Mitologia Greca Papera o la più recente Terravento, nonché vincitore del Premio ANAFI 2025 come miglior sceneggiatore), i disegni sono nuovamente affidati a un disegnatore esordiente nell’ambito Disney, il versiliese Umberto Sacchelli (autore delle locandine di Cortona Comics, ndr). La trama di questo racconto mescola benissimo, a parere di chi scrive, il carattere fantastico di un certo tipo di letteratura (come quella di Jonathan Swift, wink wink) ai fatti noti della genealogia Papera, portando un insperato rispetto all’opera barksiana, integrando ottimamente non solo quanto stabilito ne La cassa di rafano, ma pure presentando un antefatto verosimile per l’oggetto al centro di Zio Paperone e l’orologio dell’eclisse (Barks, 1955).

Seafoam McDuck e Archimede MacPitagorico

In chiusura, su Zio Paperone 84, troviamo La doppia vita di Molly Mallard, scritta e disegnata da due nomi ben noti ai lettori disneyani: Mirka Andolfo e Giulia Lomurno. Quest’ultima storia ci svela in maniera alquanto poetica la sfaccettata personalità della nonna paterna di Paperone, di cui riviviamo le imprese giovanili attraverso i racconti che lei stessa propina al nipotino. Le sue parole ci riportano indietro di qualche decennio, quando la vita a Glasgow non era affatto semplice, e la dipingono come un’insospettabile eroina pronta a denunciare soprusi e ingiustizie. Vuoi per la vicinanza maggiore ai giorni nostri, questa vicenda risulta essere la più verosimile tra le tre, oltre che, dato che di Molly non si sapeva veramente nulla a parte il nome, un’ottima lezione di character building da parte della coppia di autrici.

La giovane Molly e Dingo

Per quanto riguarda il progetto in generale, dunque, il mio giudizio non può che essere positivo e la speranza è che funga da apripista per simili coraggiosi tentativi. Infatti, ciò che sinora ho taciuto è che i tre racconti (e le relative copertine, realizzate dagli stessi disegnatori) sono stati illustrati con stili diversi e originalissimi che hanno permesso agli artisti di spezzare la gabbia canonica, sperimentando soluzioni innovative, tanto nella scansione degli eventi quanto nei modelli dei personaggi e nella colorazione, sotto l’attenta supervisione dell’editor di Arancia Studio Ciro Cangialosi.

A tale proposito, Paraggio dichiara: “La scelta stilistica è stata dettata dal fatto di dovermi allontanare da uno stile classico, preferendo linee più marcate e segmenti di colore più netti, sia per adattare la mia colorazione pittorica che per avere un risultato ‘nuovo’ nell’affrontare un fumetto con i Paperi1; Sacchelli, invece, afferma: “Anziché la classica inchiostrazione fatta di pennello e inchiostro, ho usato un tratto personale, una tecnica ’graffiata’ con matite e chine che ricorda Jacovitti2; mentre Lomurno asserisce: “Come stile mi era stato suggerito di spaziare oltre il canone di Topolino, quindi oltre a Freccero mi sono ispirata ad altri due maestri che apprezzo tantissimo: Alessandro Barbucci, per pose ed espressioni, e soprattutto Stefano Turconi, la cui serie Le ragazze del Pillar mi ha ispirato molto per l’ambientazione e l’uso dei grigi. Ho preso a riferimento anche numerose illustrazioni e litografie del 1800, che con tratti studiati riescono a rendere molti dettagli. Sono molto felice dei colori di Agnese [Eterno, ndr], che hanno impreziosito lo stile più ‘istintivo’ che ho usato per la storia”.3


GALLERY

Studio dei personaggi e degli ambienti di Gianmarco Paraggio
Studio dei personaggi e degli ambienti di Gianmarco Paraggio
L’incontro con Jonathan Swift, dall’inchiostrazione alla versione definitiva di Umberto Sacchelli
Seafoam in azione, dall’inchiostrazione alla versione definitiva di Umberto Sacchelli
La dura vita nella Glasgow dell’Ottocento di Giulia Lomurno
Nonna e nipote in stazione di Giulia Lomurno

  1. Conversazione con l’autore, 29 maggio 2025. ↩︎
  2. Citato in D. Masseglia, “Sacchelli nel team Disney. È suo il primo fumetto ispirato a Seafoam McDuck”, La Nazione (Viareggio), 14 maggio 2025 ↩︎
  3. Conversazione con l’autrice, 16 giugno 2025 ↩︎

Autore dell'articolo: Simone Cavazzuti

Nato e cresciuto a Piacenza, è da sempre appassionato di fumetti Disney. Dal 2010, cura il blog Eco del Mondo, sul quale pubblica ricerche, interviste con gli autori e curiosità. Dal 2021, collabora occasionalmente con le pubblicazioni disneyane francesi e, dal 2025, con quelle italiane edite da Panini Comics. Ha conseguito la laurea triennale in Economia Aziendale e la laurea magistrale in Cinema, televisione e produzione multimediale.