Topolino 3638

Sono la bella copertina estiva di Andrea Freccero e l’azzeccata vignetta di Silvia Ziche a introdurci alla lettura di Topolino 3638.
Con un lungo editoriale, Alex Bertani ci racconta con grande partecipazione le sue difficoltà nello scrivere l’introduzione, ripercorrendo l’evoluzione vissuta dai suoi primi passi da Direttore del libretto fino allo stile attuale, mostrandoci inoltre anche le precedenti impaginazioni grafiche.
La storia di apertura fa parte della serie Topolino in giallo, scritta come sempre da Marco Bosco, accompagnato questa volta dai disegni di Giorgio Cavazzano. RV holiday ci porta nel mondo delle vacanze in camper, un modo di viaggiare decisamente diverso dal solito, con i suoi pro e contro.
Per Topolino e Minni saranno più gli aspetti a sfavore, dato che si trovano presi di mira da una serie di “attentati” ai danni dei camperisti. L’atmosfera, mai pericolosa o densa di rischi, risulta comunque coinvolgente, ed è interessante come lo sceneggiatore utilizzi in maniera arguta fenomeni sociali davvero esistenti.

Sfondi belli con personaggi
Per quanto riguarda la parte grafica, Cavazzano ha raggiunto uno stile che, per quello che riguarda i personaggi, cerca di raggiungere una sintesi grafica nuova, con risultati però altalenanti. Gli sfondi naturalistici, in compenso, sono sempre impareggiabili.
Anche Paperino e il diabolico Gastronomicon, realizzata da Giovanni Eccher ai testi e Luca Usai a disegni e colore, fa parte di una serie. Stiamo parlando di Lord Hatequack Presenta: L’ora del terrore, riuscito ciclo antologico in cui svariati temi paurosi e misteriosi si inseguono, con alterni risultati. In questo caso, la missione è compiuta.
L’incubo di una ricetta stregata, che obbliga chi la guarda a cucinare e mangiare, è una paura autentica, che si riflette purtroppo nella vita reale, con svariati tipi di disturbi alimentari in costante aumento. La storia coinvolge il lettore, e la parodia del libro immaginario per eccellenza – il Necronomicon di H. P. Lovecraft – risulta azzeccata. Molto funzionale anche la presa in giro dei programmi culinari per la televisione. Usai calibra tutti questi ingredienti con grande effetto.

Schiavi del cibo!
La storia di produzione danese, Paperino e l’affare malandrino, con i testi di Magnus Forsberg e Ragnhild Holmås e i disegni di Wanda Gattino, risulta piacevole, una volta che si accetti l’ingenuità di Paperino e di altri paperopolesi nel cadere in una truffa improbabile (nota agli italiani almeno dal 1961 con Totòtruffa ’62). La trama, semplice, fa il suo senza essere memorabile, ma il cilindro alto e snello usato da Donald risulta decisamente divertente.

Una soggettiva decisamente riuscita
La breve successiva, …E io chi sono?, sceneggiata da Tito Faraci e disegnata da Ottavio Panaro, è un perfetto esempio di sperimentalismo narrativo. La vicenda gioca con l’inquadratura in soggettiva e con il necessario coinvolgimento del lettore che, vignetta lunga dopo vignetta lunga, deve provare a rispondere alla domanda del titolo.
Faraci è bravo nel disseminare indizi che vengono puntualmente disattesi. Arrivare alla soluzione non è semplice (io non ci sono riuscito), ma resta il gioco, ovvero la creazione di una struttura del fumetto capace di andare oltre due righe di dialogo e un disegno più o meno definito.
Lo sceneggiatore lombardo ha sfruttato bene le poche pagine a disposizione (ricordiamo che, tra le brevi faraciane, ci sono alcune perle da recuperare, come viene evidenziato in un articolo realizzato per il Premio Papersera 2012), ma anche il lettore deve fare la sua parte. Se resta passivo, il risultato non funziona completamente.
Il numero si chiude con la seconda e penultima puntata di Topolino e le vestigia di Z, interamente realizzata da Casty. Il colpo di scena dell’episodio centrale funziona bene, e tutta l’azione brilla grazie a potenti splash page e approfondite ambientazioni. Il tutto supportato da dialoghi sempre briosi, tra battute gustose e inevitabili spiegazioni. Non possiamo dunque che essere molto curiosi per la conclusione della vicenda.
Tra le rubriche, prosegue la lezione di disegno di Pico De Paperis da parte di Giampaolo Soldati, il focus sulle parole nuove – l’efficace “vacansia” -, l’intervista a Vincenzo Schettini e il reportage sulla foresta pluviale amazzonica. Quest’ultimo particolarmente interessante, dato che le foto sono dello stesso Bertani, un vero viaggiatore.
In definitiva, si tratta di un numero decisamente buono, in cui quasi ogni storia ha qualcosa da dire.

Le stupende splash page di Casty

