Le pubblicazioni Disney in Italia – Disney Italia 1988 – 2013
Questo articolo prosegue quanto iniziato con Le pubblicazioni Disney in Italia – Anteguerra e Mondadori 1932 – 1988. Dove possibile, saranno inseriti link ai singoli articoli più approfonditi presenti nella sezione Testate. L’analisi si concentra soprattutto sulle pubblicazioni mensili e non. Merita notare come, in testate specialistiche come If, il rilancio di Disney Italia fosse ampiamente documentato. Riguardo a Topolino inteso come settimanale ci limiteremo a generici commenti, dato che si tratta di un argomento che necessiterebbe di un articolo ad hoc.
Ci scusiamo fin da ora se non abbiamo potuto trattare tutte le uscite, limitandoci alle più importanti, ma il materiale risulta decisamente vasto e di ben difficile sintesi. Confidiamo nella comprensione del lettore e nelle sua capacità esplorative su Inducks per approfondire oltre.
1988-2013: Disney Italia, o della proliferazione
Luglio 1988, finisce un’epoca. Il colosso Disney decide di prendere in mano autonomamente il settore fumetti: nasce la Walt Disney Company Italia, Mondadori esce di scena dopo più di mezzo secolo (anche se continuerà ancora per qualche anno a produrre materiale destinato alla distribuzione mista in libreria e in edicola con un focus sui libri tratti dai film di animazione).

Immagine promozionale per mostrare l’efficacia dell’editoria disneyana (dall’Economia di Zio Paperone 1992).
Il periodo Disney Italia è durato dal 1988 fino al 2013, quando i diritti sono passati a Panini Comics. Per praticità racconteremo questi 25 anni suddividendoli per i diversi direttori che il settimanale Topolino ha avuto. Infatti chi dirige la testata è responsabile anche delle altre pubblicazioni collaterali e, in qualche modo, ogni direttore ha cercato di presentare una proposta organica e coerente. Per una visione di insieme della storia di Topolino attraverso i suoi direttori, rimandiamo a questo eccellente articolo.
Rispetto al periodo Mondadori è indubbio come sia centrale nella nuova gestione, indipendentemente dal direttore, un proliferare di nuove testate per la maggior parte destinate ad una vita effimera. Il sospetto è che le esigenze del marketing abbiano preso il sopravvento; il rischio è che, proprio per seguire “in tempo reale” le variazioni di gusto del pubblico, si sia finito per confondere le idee al pubblico stesso.
Questa scelta è dovuta anche alla necessità di saturare il mercato e lo spazio fisico dei canali distributivi, ovvero le edicole durante il periodo di Disney Italia. Avere più testate significa non solo soddisfare nuovi tipi di pubblico, sempre più specifici, ma anche intralciare i concorrenti, proponendo una moltitudine di albi negli spazi, comunque limitati, delle edicole.
Rispetto al passato, infine, per quello che riguarda il fumetto comico e umoristico, Disney Italia non ha praticamente rivali. L’editrice Alpe chiuse nel 1987, mentre l’editore Bianconi era, negli anni ’90, poco presente, per poi chiudere nel 2000. I vari Geppo, Soldino, Nonna Abelarda e Braccio di Ferro proponevano solo ristampe. Il rilancio di Tiramolla non andò oltre il 1993, mentre alcuni potenziali avversari, come Prezzemolo, non divennero mai delle serie minacce.
Gaudenzio Capelli: 1988 – 1994
Al momento del passaggio di consegne con Mondadori, nelle edicole italiane si trovano 7 serie a fumetti Disney: Topolino e Paperino Mese (le uniche con storie originali di produzione italiana), Classici, Grandi Classici, Zio Paperone, Mega Almanacco e Tascabilone. Solo le ultime due oggi non esistono più mentre tutte le altre, con qualche cambiamento, a volte anche radicale, sono ancora presenti.
Gaudenzio Capelli, cui l’Associazione ha dedicato il Premio Papersera nel 2017, era direttore del settimanale già dal 1980 e si è trovato a gestire in pieno la complessa transizione. Già portatore di diverse innovazioni sul libretto, ha dato impulso, insieme ad Elisa Penna, a numerose nuove testate con l’obiettivo, da un lato, di proporre materiale specifico a precisi target di pubblico, e dall’altro, di utilizzare le nuove capaci matite che l’Accademia Disney, diretta da Giovan Battista Carpi e poi da Roberto Santillo, stava sfornando.

Immagine promozionale per mostrare diverse testate presenti in edicola. Buffo vedere TopoStrips, non certo una testata di successo, con soli tre numeri (dall’Economia di Zio Paperone 1992).
Qui di seguito, presenteremo brevemente le testate iniziate o proseguite da Capelli.
- Mega Almanacco ha cambiato nome due volte, diventando dapprima Mega 2000, poi Mega 3000; il contenuto non è però mutato, salvo la forzata rinuncia alle storie di produzione brasiliana, essendosi questa interrotta di recente. Tra gli autori Egmont ospitati sulle pagine della collana sono degni di menzione Cesar Ferioli (con storie di Topolino di ispirazione “classica”, spesso sceneggiate dal bravo David Gerstein) e William Van Horn (con i suoi ten-pagers di ispirazione barksiana, approdati anche su Zio Paperone). Tra il 1990 e il 1995, sono state proposte anche storie inedite italiane, probabilmente dirottate dal settimanale.
- I Classici Disney e i Grandi Classici Disney hanno proseguito senza particolari variazioni fino all’inizio del nuovo millennio, quando il loro sommario è sembrato specializzarsi: storie pre-1975 per i Grandi Classici, ristampe più recenti (principalmente degli anni Ottanta) nei Classici. Da segnalare che, a partire dal numero 186 (maggio 1992), i Classici vengono identificati dal solo numero, e non più da un titolo vero e proprio.
- Paperino Mese prosegue quanto iniziato con Mondadori, tra storie inedite e ristampe dall’Almanacco Paperino. I cambi sostanziali arriveranno successivamente, a partire dal giugno 1994.
- Di Zio Paperone si è già detto nell’articolo precedente. Capelli riprende la testata, interrotta con il numero 14 del dicembre 1988, nel dicembre 1990 proseguendo la numerazione e rinfrescando il layout. Lidia Cannatella ha un ruolo maggiore, cominciando anche a curare la posta dei lettori.

Immagine promozionale per Topomistery.
Capelli introdusse invece parecchie altre nuove testate, alcune fortunate e altre meno, che illustriamo qui di seguito:
- Topostrips: 3 numeri, dal giugno 1991 al febbraio 1992. Lodevolissima iniziativa di Carlo Chendi, che si ripropone di pubblicare in maniera filologica le strips del Mickey Mouse di Gottfredson, in un formato ad esse appropriato e col corredo di note critiche. Purtroppo, il progetto si esaurisce troppo presto.

Immagine promozionale per una panoramica delle uscite in edicola dei primi anni ’90.
- Disney Video Parade: a seguito della diffusione capillare dei videoregistratori presso le famiglie italiane, nell’ottobre del 1992 la Disney pubblica una serie di cartoni animati in videocassetta da commercializzare in edicola. Come di solito avviene in questi casi, la videocassetta viene venduta come allegato ad una pubblicazione cartacea per usufruire di riduzioni fiscali; dunque assieme alle videocassette appaiono dei volumetti cartonati che al loro interno ristampano alcune storie sindacate degli anni Trenta assieme ad interessanti articoli di presentazione del contenuto del nastro. Una serie forse sottovalutata, ma che nel suo complesso permette di leggere una fetta importante della produzione di Gottfredson e Taliaferro.
- Topomistery: 73 numeri, dal maggio 1991 al febbraio 2000. Inizialmente bimestrale, poi mensile (dal numero 14), poi di nuovo bimestrale (dal numero 54). Avventure “gialle” di Topolino: per la maggior parte, si tratta di ristampe di storie di ottima qualità tratte da Topolino (tra cui diversi classici del primo Scarpa), ma compaiono anche diverse storie lunghe di Paul Murry. Con la direzione successiva avremo un totale restyling.
- Le Grandi Parodie: 78 numeri, dal luglio 1992 al febbraio 2001. Inizialmente mensile, poi bimestrale (dal numero 53). In volumi di grande formato, vengono riproposte ancora una volta le storie del fortunato filone parodistico inaugurato da Guido Martina negli anni Cinquanta. La collana è orientata ai collezionisti ed è arricchita da note storiche e filologiche; purtroppo le storie vengono rimontate in maniera non molto accurata per adattarle al nuovo formato, vengono aggiunte delle vignette apocrife e in più occasioni i dialoghi vengono modificati per motivi di political correctness.
- Albi di Topolino: 73 numeri, dal novembre 1993 al novembre 1999. Tornano i gloriosi Albi, più o meno nello stesso formato, ma con periodicità mensile. Ogni numero raccoglie 3-4 storie dello stesso personaggio; le ristampe vengono da Topolino e comprendono produzione sia italiana che estera, con prevalenza del periodo 1970-1990. Il cambio di direzione non cambierà in modo particolare l’approccio.

Immagine promozionale per Ridi Topolino.
- Paperinik e altri supereroi: insieme a Topomistery e alla successiva testata dedicata a Minni, è sicuramente una delle grandi intuizioni di Capelli dato che, attraverso alcune modifiche meramente estetiche, la testata prosegue ancora oggi. Parte come bimestrale nell’aprile 1993, ma diventa presto mensile. Inizialmente propone soltanto ristampe di avventure di Paperinik e Super Pippo: i primi 20 numeri ripresentano, con pochissime eccezioni, tutte le storie del papero mascherato apparse su Topolino e sull’Almanacco fino alla metà degli anni Novanta (anche se con i dialoghi abbondantemente modificati, in ossequio alle nuove direttive del politically correct), nonché un buon terzo delle storie di Super Pippo pubblicate negli Stati Uniti dalla collana Super Goof. A partire dal numero 18 ogni numero contiene una o più storie inedite con protagonista Paperinik. Anche Paper Bat, alter-ego supereroistico di Paperoga nelle storie di produzione brasiliana, viene ospitato nella serie. Nel tempo, resterà solo Paperinik. Per approfondimenti rimandiamo all’articolo nella nostra sezione Testate.

Immagine promozionale per i calendari disney che, da mere ristampe, diventeranno contenitori di immagini inedite.
- Minni & company: Capelli, desideroso di proporre qualcosa per il pubblico femminile, inaugura questo mensile, aiutato da Elisa Penna, a partire dal giugno 1993; nell’aprile 2001, dopo 94 numeri, il titolo diventa Minni amica del cuore e la numerazione riparte da 1. Storie inedite e rubriche destinate al pubblico delle bambine, più (poche) ristampe di storie italiane e francesi.
- Vattelapesca: sotto questo scherzoso nome, gli appassionati inseriscono tutte quelle pubblicazioni disney che propongono temi casuali, raccolti sotto diverse testate contenitore, che non hanno una vera e propria linea logica. Sono albi autonomi, a volte legati alle stagioni, oppure ad eventi estemporanei o a mode del momento. Ecco dunque le brevi Primaverissima, Natalissimo ed Estatissima. Si tratta di materiale che verrà meglio organizzato successivamente. Vale la pena ricordare anche Disney Melody, un’altra testata annuale dedicata al Natale con una cartolina musicale allegata. Di fondo, tali volumi erano inseriti a tutti gli effetti nella collana dei Classici; negli anni Ottanta iniziano ad uscire come supplementi fuori serie e la Disney Italia mantiene tale approccio.
Infine, va ricordato come Capelli abbia avuto un notevole fiuto e interesse per il marketing. Con lui, fiorirono le collaborazioni tra fumetto Disney e le istituzioni più disparate. Promozioni delle mele, del petrolio, della Lombardia, dei Carabinieri, degli strumenti musicali Bontempi: l’elenco potrebbe essere infinito e, anche in questo caso, sarebbe materiale per un articolo separato. Ci limitiamo a sottolineare due importanti iniziative fumettistiche, rispettivamente realizzate con Il Sole 24 Ore e Il Corriere dello Sport: L’economia di Zio Paperone e Topolino Sport. E, per restare nel campo degli allegati ai quotidiani, merita di essere citata anche la cronologica di Floyd Gottfredson edita da Il Messaggero.

Altra immagine promozionale per una panoramica delle uscite in edicola dei primi anni ’90.
Tra le particolarità, segnaliamo anche la testata dalla lunga vita Disney Enigmistica (1992-2013) e I Calendari di Walt Disney, un contenitore dove proporre calendari da parete, dapprima riciclando copertine e successivamente proponendo materiale inedito. Per quanto riguardo le pubblicazioni da libreria, a livello fumettistico merita di essere menzionata l’elegante Walt Disney Presenta, un vero palcoscenico per l’arte di Giovan Battista Carpi, e la continuazione dei cosiddetti cartonatoni Disney (che uscivano ancora con l’etichetta Mondadori).
Capelli ha insomma lanciato numerosi semi, che saranno decisamente ampliati sotto la direzione di Paolo Cavaglione. Va comunque notato come fosse conscio del limite di avere così tante testate, rivolte a pubblici diversi. Il rischio era di rendere Topolino meno universale e, potenzialmente, di danneggiarlo. Fino al numero 2000, ultimo numero della sua gestione, questo rischio non si realizzò e il settimanale fu in grado di recuperare i lettori persi negli anni Settanta.
Paolo Cavaglione: 1994 – 1999
Paolo Cavaglione, scelto come successore di Capelli, aveva un complesso compito da gestire, ovvero essere all’altezza del predecessore. Il fatto che non avesse alcuna precedente esperienza nel fumetto (giornalista a L’Uomo Vogue negli anni Settanta, vicedirettore di Max e Amica negli anni Ottanta) alla fine divenne un vantaggio. Cavaglione, infatti, prese le nuove testate e le migliorò dove era necessario, mentre lanciò nuovo materiale che, almeno in due casi, si rivelò estremamente innovativo e ancora oggi attuale. La sua direzione inizia con Topolino 2001, uscito il 3 aprile 1994.
Partiamo di nuovo dalle testate ereditate dalla gestione precedente:

Immagine promozionale per Topolino Adventure, una delle tante testate della fine degli anni ’90, ben curate ma dalla breve vita.
- Paperino Mese diventa Paperino nel settembre 1994, e per un lungo periodo pubblica numeri con storie (originali e ristampe) “a tema”; notevole lo spazio dato a storie meritevoli del passato, grazie alla curatela di Luca Boschi. Piano piano, però, la testata diventerà un mero contenitore di ristampe delle storie proposte nei numeri precedenti, con la presenza di una storia inedita a numero;
- nulla da segnalare riguardo a I Classici Disney e i Grandi Classici Disney, a parte minimi cambiamenti grafici;
- Paperinik e altri supereroi nel gennaio 1997 diventa semplicemente Paperinik, proponendo un paio di storie inedite a numero, senza particolari cambiamenti;
- decisamente più interessanti le innovazioni portate su Topomistery. A partire dal numero 38 del luglio 1995, la serie ospita storie inedite di produzione italiana, ma soprattutto dedica parte delle sue pagine a ristampe di strisce di Gottfredson: con una insolita – ma efficace – soluzione tecnica, le strisce sono stampate “in orizzontale”. Viene riproposta la quasi totalità dell’annata 1946 (in gran parte inedita al di fuori del mercato amatoriale) nonché l’intero periodo 1948 – 1954 sceneggiato da Bill Walsh;
- per Le Grandi Parodie, con il progressivo esaurirsi delle storie a disposizione, la serie diventa bimestrale con il numero 52 dell’ottobre 1996, senza altri cambiamenti;
- con Minni & company non ci sono particolari differenze, a parte il cambio di testata in Minni Mag nel febbraio 1999, con un maggior focus in copertina sugli articoli, ma con interni nei fatti simili (e un robusto taglio di pagine). Vale la pena sottolineare la pubblicazione delle Storie col fiocco: 4 numeri, trimestrale, dal novembre 1998 all’agosto 1999, sorta di best of con molte storie riproposte dalla testata;
- sicuramente, il cambiamento più importante su una vecchia testata realizzato da Cavaglione avviene in Zio Paperone. Con il numero 70 del luglio 1995, la testata cambia completamente e rinasce. Dopo aver terminato la ristampa completa delle storie di Carl Barks, le copertine vengono affidate a Marco Rota, lo sfondo diventa bianco (e infatti è nota come “serie bianca”) e la pubblicazione si apre a nuovi autori, a partire da Don Rosa, con un ben più ricco apparato critico e filologico, curato da Luca Boschi e Alberto Becattini, e coordinato da Lidia Cannatella;
- nell’area dei Vattelapesca, vi è finalmente un tentativo di coordinare le varie uscite, sistematizzandole in generiche testate contenitore, in cui far confluire tutto quanto non ha un approccio sistematico. Capostipite di queste “serie spurie” è Disney Time, in cui raccogliere le uscite “superlativo-stagionali”. Stranamente, le due uscite estive denominate Risatissima (1995 e 1996) non rientrano nella serie ma vengono pubblicate come supplementi a sé stanti. Abbiamo poi Speciale Disney e Super Disney, con albi al loro interno senza grandi collegamenti tra di loro. Infine, spazio a Tutto Disney (estate 1995) e Più Disney (gennaio 1997), luoghi in cui pubblicare di tutto.
Cavaglione ha portato molta innovazione in testate nuove di zecca, miscelando buon gusto per il futuro e per il passato:

Immagine promozionale per il secondo numero di Mouse, rivista parallela dedicata soprattutto ai videogiochi.
- Paperinik New Adventures: una serie che porta una piccola rivoluzione nel mondo Disney, utilizzando il formato spillato del comic book. Il personaggio di Paperinik viene completamente rielaborato, ed inserito in una complessa continuity fanta-tecnologica, che strizza l’occhio alle serie di supereroi d’oltreoceano. La prima serie finirà con l’addio di Cavaglione alla Disney;
- Mickey Mouse Mystery Magazine: 12 numeri, bimestrale, dal maggio 1999 al marzo 2001. Un tentativo di “rifondazione” del personaggio di Topolino: l’eroe si ritrova da solo nella città di Anderville, dove agisce come investigatore privato in storie lunghe ed inserite in una continuity che per le storie di Topolino mancava dagli anni di Gottfredson. La serie non ha il successo incontrato in precedenza da Paperinik New Adventures (per molti versi ad essa simile), e viene purtroppo conclusa dopo meno di due anni di vita, chiudendo nel marzo 2001;
- I Maestri Disney: nel febbraio 1997 esce il primo numero di questa splendida collana monografica, dedicata ai grandi del fumetto disneyano. La periodicità è bimestrale; gli artisti scelti per i primi sette numeri sono Carpi, Murry, Bottaro, Cavazzano, Gottfredson, Massimo De Vita e Scarpa. L’assenza di Barks è giustificata dall’esistenza di una collana tutta dedicata a lui, quale è Zio Paperone (lo stesso discorso vale per Don Rosa ed, in parte, Marco Rota). La coppia Alberto Becattini – Luca Boschi, col coordinamento di Lidia Cannatella, propone storie di ottima qualità, moltissime “chicche” che gli appassionati non vedevano da decenni, interviste ed articoli di approfondimento, cronologie per ogni autore: difficile chiedere di più. Il successo commerciale è però limitato; dopo la seconda “tornata” dedicata agli stessi autori (numeri dall’8 al 14) ed il terzo volume dedicato a G.B. Carpi (che, purtroppo, diventa un omaggio alla memoria), iniziano i mutamenti. Molti tra i lettori avrebbero gradito un allargamento della serie ad altri autori (e, soprattutto, sceneggiatori): invece, Murry viene eliminato, e l’ingresso di Pier Lorenzo De Vita è il canto del cigno della collana, almeno nella sua prima versione: nel novembre 1999 con il numero 18 viene annunciato che le future uscite avranno cadenza più dilazionata;
- Ridi Topolino: 13 numeri, bimestrale, dal marzo 1997 al febbraio 1999. In ogni numero compare una breve storia inedita di Faraci e Ferrario. Si tratta di una testata decisamente folle, in cui il demenziale e l’assurdo predominano, sconvolgendo ogni pagina. Faraci aveva impostato su questo stile numerose rubriche interne di Topolino ed evidentemente, vista la buona risposta, fu naturale il passaggio in uno spazio autonomo, breve ma intenso;
- Topolino Adventure: 20 numeri, bimestrale, dal marzo 1995 al maggio 1998. Un’altra breve testata con un target ben preciso: l’avventura. Ogni numero presenta una breve storia inedita, disegnata da Sandro Dossi;
- Paperfantasy: 35 numeri, bimestrale, dal giugno 1994 al febbraio 2000. Anche questa è una pubblicazione dal pubblico molto specifico, con ristampe “fantastiche”. Ogni numero presenta una storia lunga inedita, ottimo terreno per i nuovi talenti dell’Accademia Disney;
- Giovani Marmotte: un’altra testata dal target decisamente preciso, ma con vita ben più lunga. 63 numeri, mensile, dal febbraio 1995 all’aprile 2000. I nuovi autori dell’Accademia realizzano tre o quattro inedite a numero, con nuovi personaggi e una vaga continuity;
- Almanacco Topolino (Nuova Serie): 13 numeri, trimestrale, dall’aprile 1999 al marzo 2002. Annunciata nell’editoriale del numero 1 come la serie che avrebbe ristampato le storie del “periodo d’oro dell’Almanacco, quello che va dal 1957 al 1977”, questa collana trimestrale si è invece rivelata alquanto deludente. La stragrande maggioranza delle storie risale infatti – forse per motivi di reperibilità degli impianti di stampa originali – agli anni Settanta, quando il “periodo d’oro” era in realtà finito da un pezzo; anche gli inserti redazionali sono piuttosto insipidi, soprattutto per chi si aspettava qualcosa di almeno lontanamente paragonabile a Zio Paperone e I Maestri Disney. La soppressione della serie non giunge quindi come una sorpresa; al suo posto, nell’editoriale dell’ultimo numero, viene annunciata la collana Le Imperdibili.

Immagine promozionale per il ritorno dell’Almanacco
A parte, segnaliamo alcune proposte editoriali particolari, un po’ per la proposta a fumetti un po’ per la scelta del soggetto o della cura editoriale particolare:
- nel filone ecologico, e con la cura di Elisa Penna, segnaliamo la testata Amici di Zampa, tutta dedicata agli animali. Diciotto numeri tra il maggio 1997 e l’ottobre 1998, con storie inedite italiane dedicate ai personaggi de La carica dei 101, Il re leone e alcune ristampe restaurate da Gli aristogatti e Lilli e il Vagabondo;
- DuckTales: la serie vera e propria è preceduta da due uscite one-shot realizzate in epoca Capelli, contenenti ristampe di storie già pubblicate sul Mega Almanacco negli anni 1988/1989. Dall’ottobre del 1994 la serie diventa regolare: escono 8 numeri di formato analogo al Super Almanacco Paperino. Con il n. 3 appaiono le prime storie inedite e nel successivo n. 4 c’è la riduzione a fumetti del lungometraggio Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta. Dal numero 5 fanno la prima apparizione fumetti di altre serie animate come Bonkers, TaleSpin e Cip & Ciop agenti speciali. La serie ha cadenza trimestrale; l’ultimo numero esce nell’agosto del 1996. Tre mesi dopo la testata sarà sostituita in edicola da Disney Club (novembre 1996/settembre 1997), con sottotitolo TV Comic Magazine e il dichiarato intento di avere come riferimento la relativa trasmissione televisiva (è presente anche una rubrica di giochi). Si tratta di storie inedite in Italia sempre ispirate ai cartoni animati televisivi comprendendo, questa volta, anche Aladdin. Un modo, insomma, per fare sinergia con il mondo dell’animazione;
- Mouse: in teoria una rivista omaggio allegata a Topolino, nei fatti una pubblicazione autonoma dedicata ai videogiochi, alle innovazioni e al futuro tecnologico sotto varie forme, con un linguaggio semplice ma efficace. Spillata, con la copertina che forniva una sorta di continuazione e di effetti speciali a quella regolare del settimanale, dalla periodicità variabile, comprende 13 numeri dall’ottobre 1999 fino all’ottobre 2002. A partire dal quarto numero, proponeva tavole autoconclusive con personaggi inediti. Per gli abbonati veniva allegata in copie blisterate usando una qualità di carta morbida, in modo da poter piegare il numero e occupare meno spazio;
- infine, tra le chicche particoliar, ricordiamo Tesori, curata direttamente dalla redazione di Zio Paperone, è dedicata a Carl Barks. Cinque volumi cartonati deluxe, che si caratterizzano per la presenza di storie in doppia versione con testo originale a fronte.

Immagine promozionale per Disney Megazine, interessante esperimento che lega genitori e figli durante l’acquisto domenicale del quotidiano.
Cavaglione, insomma, vara molti esperimenti, rischiosi sotto tanti punti di vista: Paperinik New Adventures e I Maestri Disney, pur così diversi, sono accomunati da una proposta chiara, molto specifica e portata avanti senza compromessi, cercando di proporre un livello qualitativo altissimo e senza sbavature di sorta.
In maniera analoga utilizza lo stesso approccio su Topolino, il cui livello qualitativo fu capace di mostrare segni di risveglio dopo decenni di letargo. La Disney Italia ha puntato decisamente sugli autori italiani, escludendo quasi completamente (fin dal 1994) le ristampe di storie estere: il risultato è stato più che apprezzabile dal punto di vista del disegno, visto che ai “mostri sacri” come Cavazzano e Massimo De Vita si sono affiancati numerosi giovani che si sono rivelati degli artisti più che solidi: Mastantuono, Barbucci, Ziche, Sciarrone e molti altri, che hanno supplito dignitosamente al progressivo abbandono di vecchie glorie quali Scarpa, Bottaro e G.B. Carpi.
Purtroppo lo stesso non si può dire per le sceneggiature, le quali non raggiungono le vette qualitative degli anni Settanta/Ottanta, ma languono spesso in una grigia e comoda mediocrità, riproponendo ad infinitum spunti e situazioni trite e ritrite. Fanno eccezione alcuni talenti, primo tra tutti quello di Tito Faraci (ma anche Silvano Mezzavilla e Francesco Artibani), che ha saputo dare un nuovo spessore al difficilissimo (per gli sceneggiatori) personaggio di Topolino, tanto da meritarsi una ristampa tutta per sé nel volume Topolino Noir edito da Einaudi nel 2000; anche altri autori “completi” (nel senso che disegnano le proprie sceneggiature) sembrano in grado di produrre quelle opere “mature” (ovvero in grado di essere apprezzate su più livelli dal pubblico infantile e da quello adulto) di cui tanto si sente la mancanza. Parliamo di Silvia Ziche, di Enrico Faccini, del duo Lucio Leoni – Emanuela Negrin, dello stesso Corrado Mastantuono.
Infine come allegati ai quotidiani Cavaglione vara Disney Megazine, diretto da Gianni Bono (si veda il capitolo successivo), porta le storie di Carl Barks sul quotidiano La Voce diretta da Indro Montanelli e apre una collaborazione con Milano Finanza, dopo la chiusura di successo dell’Economia di Zio Paperone con Il Sole 24 Ore. Per quanto riguarda lo spazio in libreria, Disney Italia aveva occupato anche quel canale, creando un’etichetta ad hoc, ovvero Disney Libri:
- Disney Italia ha pubblicato nel 1999 i quattro volumi Il meglio di…, dedicati a Paperino, Paperone, Topolino e Pippo. Ogni volume ripercorre la storia editoriale del personaggio al quale è dedicato, e le storie sono scelte di conseguenza, cercando di riproporre gli sceneggiatori e disegnatori che meglio hanno interpretato i vari eroi nel corso degli anni;
- Nell’ambito della collana B.U.R. – I Classici del Fumetto, Rizzoli ha invece prodotto cinque titoli, usciti tra l’ottobre 1999 ed il maggio 2001 e dedicati rispettivamente a Topolino, Paperino, Zio Paperone, Qui Quo Qua e Pippo. L’approccio ed il formato sono assai simili a quelli de Il meglio di…; anche la scelta delle storie segue gli stessi criteri (da rimarcare soltanto la presenza di storie di Don Rosa, assenti dai corrispondenti volumi dell’altra serie) compresa la presentazione delle storie nel formato bianco e nero;
- A partire dal 1997, Mondadori ha dato spazio ai fumetti Disney in dieci numeri della collana formato pocket I Miti. Degno di nota soprattutto Topolino & Paperino (aprile 1997), interamente dedicato a G.B. Carpi e uscito quasi in contemporanea con il primo numero de I Maestri Disney. I restanti numeri sono antologie di storie più o meno recenti, ognuna dedicata esclusivamente ad un personaggio;
- Analogamente, quattordici numeri della collana mondadoriana Super Miti hanno ospitato (tra il 1998 ed il 2006) raccolte di storie disneyane; di solito, si tratta di parodie o avventure in costume raggruppate tematicamente (si vedano per esempio i due volumi dedicati a Paperamses, con storie ambientate nell’antico Egitto). A partire dal luglio 2001, Mondadori ha ristampato alcuni dei titoli apparsi nei Miti o nei Super Miti nella collana Oscar Best Sellers (in cui va citato l’inedito La nera di Topolino, dedicato a Faraci).
In libreria inoltre sono state diffuse anche le versioni cartonate o con qualche modifica nel colore della copertina dei primi otto Maestri Disney Oro, dei vari The Best of… e di altri one-shot. Tali edizioni sono fedeli in tutto e per tutto alle analoghe edizioni brossurate da edicola. A volte, cambia solo la testatina, con la presenza in copertina del logo Disney Libri.
Gianni Bono (ad interim): 1999 – 2000
Cavaglione lascia con Topolino 2297 del 7 dicembre 1999, sostituito dalla brevissima direzione ad interim di Gianni Bono, che firma a partire dal 2298 per lasciare il testimone con il 2306 dell’8 febbraio 2000. Ovviamente, non ci fu tempo per sviluppare molto, ma merita ricordare come Bono abbia diretto Disney Megazine, ovvero un settimanale di ampio formato allegato a la Repubblica, che proponeva briose e umoristiche tavole autoconclusive realizzate dai nuovi autori, oltre ad una cronologica (1938 – 1945) delle classiche strisce di Al Taliaferro. Anche questa iniziativa, seppur riuscita, era un altro potenziale avversario per il classico Topolino libretto.
Claretta Muci: 2000 – 2007
Claretta Muci sbarca su Topolino 2307 del 15 febbraio 2000. La sua esperienza precedente non era nel fumetto e si è mossa a volte in maniera brusca e con un occhio di riguardo al pubblico più piccolo, senza però soddisfarlo, scontentando un po’ tutti. A livello di testate, in compenso, si assiste a numerosi tagli in favore di iniziative non sempre all’altezza.

Topolino sbarca su internet nel maggio 2003 con un rinnovamento totale del sito.
Topomistery chiuse a febbraio del 2000, Paperinik nel 2005, prontamente sostituita da Paperinik Cult (formato minore ma ben poche altre differenze), mentre I Classici Disney, Zio Paperone e Paperino non subirono particolari cambiamenti. In compenso, almeno un paio di testate ebbero bisogno di qualche restyling:
- Minni & Company, dopo aver cambiato nome in Minni Mag, chiude nel marzo 2001, per ripartire con una nuova numerazione e diventare Minni Amica del Cuore. Nei fatti, la testata si avvia ad una lunga agonia, che vede l’eliminazione delle inedite e degli articoli, per diventare un mero contenitore di ristampe delle storie prodotte negli anni precedenti. Si tratta di una trasformazione che verrà replicata anche in altri casi;
- i Grandi Classici Disney, a partire da aprile 2004, propongono una sezione denominata “Storie preziose”, dedicata ad avventure non ristampate da diversi decenni. Si tratta di una pregevole iniziativa curata da Luca Boschi. Va comunque notato che, dopo più di 20 anni di Classici, Grandi Classici e altre serie di ristampe, il numero di storie anteriori al 1990 mai ristampate è ormai fisiologicamente assai ridotto. Le cifre sono eloquenti: delle 63 storie apparse su Topolino tra il 1967 ed il 1990, e pubblicate sui Classici nell’annata 2001, soltanto quattro non erano già apparse sui Grandi Classici o altrove; delle 115 storie (del periodo 1962-1988) pubblicate sui Grandi Classici nella stessa annata 2001, ben 101 erano state riviste in precedenza sui Classici o altre serie. Nel maggio 2005 viene realizzato un robusto restyling, che vede Giorgio Cavazzano come copertinista fisso.
Dal punto di vista delle nuove testata, la direzione Muci non ha proposto materiale particolarmente memorabile, tra serie di breve durata, la scomparsa degli spillati, alcuni grandi successi e qualche idea innovativa:
- Le Grandi Parodie diventano Pippoparodie, ospitando, a partire dal febbraio 2000, storie inedite di produzione internazionale con Pippo a parodiare grandi personaggi storici. Nonostante un layout elegante, la nuova collana dura solo 7 numeri, per chiudere definitivamente nel febbraio 2001, dopo quasi 9 anni di permanenza in edicola;
- GM Magazine: nell’aprile 2000 questa testata spillata rimpiazza le Giovani Marmotte. Resiste in edicola solo per 6 numeri, contenenti storie inedite di produzione italiana;
- Pk2 : il gennaio 2001 porta in edicola la prosecuzione di PKNA. La nuova serie, dopo aver chiuso i principali filoni, porta grossi cambiamenti nella vita di Paperino tra scenari urbani ambigui e, di fondo, malinconici. Una scelta coraggiosa che purtroppo non paga. Il progetto va avanti per 18 numeri, per poi essere tagliato brutalmente e in maniera inaspettata. Il tutto per lasciare posto ad una mediocre terza serie;
- PK – Pikappa: spinti dalla creazione di un videogioco a tema Paperinik, la redazione azzera Pk2 e pubblica un reboot. Paperino non è mai diventato Paperinik, e incontra per la prima volta gli amici e i nemici di PKNA. La testata viene semplificata per il nuovo pubblico e i fasti precedenti non vengono più raggiunti. Nonostante questo, la serie raggiunge i 32 numeri, e chiude nel marzo 2005. Al netto di una ristampa di PKNA, Pk Reloaded, cancellata anzitempo, il grande periodo degli spillati Disney termina qui (W.I.T.C.H. a parte);
- Il RomPK: in parallelo a Pk, viene anche realizzata una testata di enigmistica, ma vengono realizzati solo quattro numeri;
- X-Mickey: nuovo tentativo spillato di ridare interesse al personaggio di Topolino, dopo la chiusura di MMMM nel marzo 2001. In questa serie mensile (il primo numero è del maggio 2002), Topolino si trova ad indagare su casi che hanno a che fare col soprannaturale; anche qui il tutto è inserito in una continuity, anche se molto più blanda e vicina all’ambientazione tradizionale di Topolino rispetto a quella di MMMM. Chiude nell’ottobre 2004, per complessivi 30 numeri, restando sempre sospesa tra un inquietudine di facciata e una paura decisamente sottotono. Col tempo, inoltre, il personaggio di Pipwolf aveva rubato la scena al teorico titolare;
- PP8 – Paperino Paperotto: un’ottima intuizione di Muci è stata sicuramente aumentare la presenza nel settimanale delle storie di Paperino da bambino nella fattoria di Nonna Papera. Peccato aver varato una testata spillata a lui dedicata, dai risultati decisamente modesti. I 13 numeri mensili, tra maggio 2005 e 2006, propongono trame scolastiche con un pizzico di spionaggio, senza grande coinvolgimento. Nonostante questo, in redazione credevano molto nella serie, tanto da produrre un albo promozionale con alcune tavole per il Comicon di San Diego del 2005;
- per continuare a riproporre ristampe a tema romantico, nasce Pocket Love, futuro sostituto delle testate romantiche dopo la chiusura di Minni nel settembre 2008. La testata nasce nell’aprile 2006 e chiude nel luglio 2018, mantenendo un approccio bimestrale con 74 numeri;
- Le Imperdibili: è la serie bimestrale che, a partire dal maggio 2002, sostituisce il nuovo Almanacco Topolino. Alla diminuzione del prezzo corrisponde una proporzionale riduzione del formato, il che lascia un po’ perplessi, considerando che la fonte delle ristampe continua ad essere il vecchio Almanacco. I redazionali sono stati eliminati e ogni numero è dedicato ad un singolo personaggio. Dopo un inizio promettente i curatori della serie tornano a cadere nei vecchi errori, tanto che tra gli appassionati circolano le denominazioni alternative “Le Perdibili” e “Le Imperdonabili”… Dopo 33 numeri, la testata chiude nel settembre 2007 con la direzione De Poli;
- I Maestri Disney Oro: Dopo una lunga attesa, che a molti aveva fatto temere il peggio, nel maggio 2000 esce finalmente il numero 19 de I Maestri Disney: stesso formato, ma numero di pagine consistentemente aumentato (così come il prezzo), e nuova denominazione. I numeri successivi escono con cadenza circa quadrimestrale, per poi assestarsi definitivamente su quella semestrale: viene completata la terza “tornata”, con Massimo De Vita ed il graditissimo ritorno di Gottfredson; Carpi e Scarpa hanno l’onore del quarto volume personale, Bottaro e Cavazzano giungono entrambi al quinto. Ma, soprattutto, nel gennaio 2003 esce il primo numero dedicato ad uno sceneggiatore: ovviamente, si tratta del grande Guido Martina. La testata propone anche numeri dedicati a diverse scuole, come quella di Rapallo o di Genova: un modo per proporre più autori oltre ai soliti noti. Ma la periodicità diventa sempre più dilatata, e la testata chiude nel gennaio 2009;
- Mega: il Mega Almanacco, dopo essere diventato Mega 2000 e Mega 3000 senza particolari cambiamenti, diventa Mega a partire dal n. 596 di agosto 2006 con un formato più grande e una cura maggiore nella selezione, con articoli e anche alcune storie vecchie. Purtroppo, l’esperimento non funziona e la testata non trova il favore del pubblico, chiudendo nel gennaio 2008;
- I giganti di Topolino: sicuramente l’esperimento più rischioso durante la gestione Muci: proporre in grande formato (21×29,7cm) e in bianco e nero alcune delle storie migliori da Topolino degli ultimi anni, di cui erano disponibili le tavole originali. Escono solo sei numeri tra luglio 2005 e agosto 2006, con delle ottime copertine di Cavazzano, dimostrandosi un prodotto destinato a palati molto raffinati;
- I Gialli di Topolino: tentativo di recuperare il pubblico di Topomistery, ma si tratta di ristampe e nulla di piú. 17 numeri tra 2005 e 2006, che comunque verranno ristampati nel 2017 con una foliazione minore, seguendo il criterio che non si butta via niente;
- Gli astromondi di Topolino: anche qui si è tentato di recuperare il pubblico di una vecchia testata, in questo caso PaperFantasy. Sei numeri mensili tra maggio e ottobre 2006 segnano l’insuccesso dell’iniziativa. La testata verrà recuperata nel 2011, per pubblicare un’ottima miniserie;
- Gli enigmi di Topolino: terzo tentativo di riprendere un’idea del passato, in questo caso Topolino Adventure. Altro insuccesso, nonostante una buona selezione e la collaborazione con Alfredo Castelli, con cinque numeri tra aprile e agosto 2007;
- Disney in Cucina: per vendere una serie di gadget Disney a tema culinario, viene realizzata una rivista tematica curata da Augusto Macchetto e con tavole inedite di Stefano Turconi e Antonello Dalena. Si tratta sicuramente di una testata particolare, con 20 numeri tra marzo 2003 e agosto 2005.

Immagine promozionale per il primo numero di Paperino Paperotto, una sorta di Pkna per un pubblico infantile…
Vale la pena inserire a parte testate sperimentali, con personaggi del tutto inediti e fuori dall’ambito tradizionale disneyano:
- W.I.T.C.H.: mensile (il numero 1 è dell’aprile 2001), nel fomato spillato comic-book “all’americana”. Il target – dichiarato esplicitamente, e confermato dal tono delle rubriche e dalla presenza di inequivocabili gadgets in ogni numero – sono le ragazze tra gli 11 e i 14 anni; ogni numero contiene una sola lunga storia, che si allaccia alle altre in una continuity (ideata da Elisabetta Gnone) che mescola il fantasy ad influenze manga e le cui protagoniste sono 5 adolescenti dotate di magici poteri. Le sceneggiature sono di buon livello, così come i disegni (Alessandro Barbucci, dopo aver disegnato il primo numero, è art director nei successivi, assieme a Barbara Canepa). La serie è un clamoroso successo di mercato, con vendite oltre le 200.000 copie, ristampe in decine di paesi (tra cui gli USA) e svariati tentativi di imitazione, con molteplici ristampe; in Italia si decide addirittura di procedere alla ristampa cronologica della serie per due volte, nel 2003 e nel 2005;
- Monster Allergy: il primo numero di questo mensile, in formato comic-book, esce nell’ottobre 2003, sotto l’etichetta Buena Vista Comics. Infatti la Disney Italia si limita a distribuire una serie ideata per il mercato francese dal quartetto Artibani – Centomo – Barbucci – Canepa, al quale si affiancano presto altri autori già molto attivi su testate disneyane. Gli eroi della serie sono Zick, un ragazzino dagli strani poteri paranormali, la sua amica Elena Patata ed una nutrita compagnia di mostri (invisibili agli umani, ma non a Zick). La continuity è mirata ad un pubblico molto giovane (8 – 11 anni), ma l’ottimo livello delle sceneggiature e la buona cura del disegno la rendono fruibile anche a lettori più “maturi”. La serie diventa anche un cartone animato, mentre il fumetto chiude dopo 29 numeri all’inizio del 2006. Le avventure continueranno solo molti anni dopo, nel 2016, per i tipi di Tunué;
- Kylion: di nuovo per l’etichetta di Buena Vista Comics, nel giugno 2004 arriva un altro mensile in formato spillato che si pone come target il pubblico degli adolescenti. La serie è ideata da Francesco Artibani e narra delle peripezie di un gruppo di naufraghi spaziali sedicenni. Dopo 13 numeri mensili, la testata chiude;
- Buena Vista Lab: ancora per l’etichetta Buena Vista Comics, viene realizzata una testata che propone materiale inedito in Italia per un pubblico più adulto, con personaggi nuovi. La testata non va oltre i cinque numeri, tra luglio 2005 e settembre 2006, per essere recuperata occasionalmente un paio di volte in anni successivi;
- Speed Loop: ancora più triste il destino di questa testata, mai decollata. Creata da Fausto Vitaliano e Claudio Sciarrone, ambientata in un college ricco di misteri, la serie non va oltre il numero 0, uscito in un elegante cartonato. Foriera di grandi speranze e con un grande battage pubblicitario, non ha trovato lo spazio per emergere. La testata Disney Comics, comunque registrata, diventa nel 2008 una serie di vattelapesca da libreria.
Da questo lungo elenco, si evince come la gestione Muci abbia tentato molto, senza raccogliere frutti. Quasi tutte le testate presentate sono di ben corto respiro, con una continua proposta seguita da una rapida chiusura. In parte è anche dovuto ad un mercato sempre più difficile, e anche gli anni successivi non mostreranno strategie migliori, con una numerosa offerta ma senza molta sostanza.
Valentina De Poli: 2007-2013

Immagine promozionale per una testata allegata ai quotidiani.
Valentina De Poli inizia la sua direzione con Topolino 2681 del 17 aprile 2007. Si tratta della prima direttrice a dover gestire un cambio di editore, dopo che Capelli aveva traghettato i fumetti da Mondadori a Disney Italia. Prima di arrivare al periodo Panini Comics, però, foriero di numerose novità, merita ripercorrere le iniziative lanciate in edicola dalla De Poli prima del 2013.
Partiamo subito dalle testate che non subirono particolari cambiamenti, come I Classici Disney, Grandi Classici Disney e Paperino. In compenso, sotto la direzione De Poli, chiusero alcune testate bene o male storiche, e che evidentemente non riuscivano più ad essere profittevoli, come Minni (nel settembre 2008), I Maestri Disney e la gloriosa Zio Paperone. Il passaggio alla bimestralità dell’ottobre 2006, il ritiro di Don Rosa e una proposta di storie forse troppo filologica portarono alla chiusura nell’agosto 2008, dopo ben 216 numeri.
Non mancano comunque le nuove iniziative, alcune davvero brillanti, mentre altre sono durate davvero poco senza lasciare grossi rimpianti:
- nell’ottobre 2012 sbarca in edicola Paperinik Appgrade, che prendeva il testimone di Paperinik Cult, chiuso un anno prima. Grazie a un buon formato e a eccezionali copertine di Andrea Freccero, la riproposta delle solite storie del supereroe mascherato aveva un buono stile;
- il lancio di Disney Big nel maggio 2008 è stato decisamente più nuovo, almeno come idea e formato. Nonostante una scelta di ristampe quasi mai brillante, il volumotto da 500 pagine (poi ridotto a 400) permette ai lettori di avere molto da leggere con una spesa ridotta. Infatti, ancora oggi esce in edicola, unica delle testate realizzate dalla De Poli ad essere sopravvissuta senza cambiamenti o nuove numerazioni;
- un’altra testata dalla lunga vita si è rivelata L’enigmistica di Topolino, curata da Alberto Savini e iniziata nel novembre 2012. Con un approccio più maturo rispetto ai predecessori, nel formato e nel titolo vuole essere un fratello minore della storica Settimana Enigmistica;
- per colmare la chiusura del Mega, viene realizzato Disney Comix a partire dal dicembre 2010. Ma si tratta solo di ristampe senza alcuna inedita e la testata chiude con il n. 38 nel gennaio 2014;
- decisamente più innovativo il varo di Disney Manga, testata preposta ad ospitare i fumetti disneyani realizzati in Giappone, soprattutto derivati da materiale cinematografico disneyano o dal videogioco di grande successo Kingdom Hearts. Uscirono 20 numeri mensili, tra febbraio 2008 e giugno 2010.

Immagine promozionale per gli innovativi Disney Manga.
Una nota a parte riguardo l’area dedicata ai collezionisti. Per far fronte alla dolorosa chiusura di Zio Paperone e de I Maestri Disney, De Poli approvó le proposte dell’area collezionisti – ovvero Lidia Cannatella, Luca Boschi e Alberto Becattini – portando in edicola due nuove testate, nello stesso mese di gennaio 2009. Disney Anni d’Oro portava, in maniera antologica, il meglio della produzione anni Settanta e Ottanta, mentre Tesori Disney aveva l’ambizione di raccogliere le saghe a fumetti di maggior rilievo in preziosi volumi cartonati ad un prezzo davvero competitivo (se si analizzano i prezzi successivi). Rimandiamo alle analisi specifiche maggiori dettagli, ma entrambe le testate ebbero un destino comune. La prima cadde subito dopo l’arrivo di Panini Comics, mentre la seconda venne travolta da una serie di errori che la interruppe, bruscamente, nell’aprile 2013.
Uno dei grandi meriti della De Poli è stato invece aver spinto, ancor più dei predecessori, alle collaborazioni con i quotidiani. Sono numerose, e di successo, le iniziative allegate ai periodici dalla distribuzione capillare, con una tiratura robusta e un buon risultato di pubblico. Inoltre, da un punto di vista qualitativo, hanno proposto, in maniera organica e in certi casi per la prima volta, raccolte omnie di autori o di collane.
Nel 2005 era uscita la curata Topolino Story, e nel 2006, sul finire dell’era Muci, era sbarcata in edicola, insieme al Corriere della Sera, una collana dedicata alle Grandi Parodie Disney: I Classici della Letteratura. La testata ebbe un buon successo, tanto da essere ampliata e riproposta negli anni con altri quotidiani. Ma, da un punto di vista fumettistico, non c’erano particolari novità. Di ben altra pasta le iniziative successive:

Altra immagine promozionale per gli innovativi Disney Manga.
- La grande dinastia dei paperi: sotto il titolo vago si celava, per la prima volta in Italia, una collana che ristampava, in maniera cronologica e in esclusiva, tutta l’opera omnia di Carl Barks. L’approccio, curato dai soliti Boschi, Becattini e Cannatella, era rigoroso e omnicomprensivo, con un focus su qualsiasi aspetto artistico del maestro dell’Oregon, superando il minimalismo di esperienze precedenti, come Zio Paperone o Il Paperino d’Oro. 48 volumi settimanali, a partire da gennaio 2008 (e con una ristampa nel 2021);
- Gli anni d’oro di Topolino: altro titolo vago che, dal marzo 2010, ha proposto, in maniera unica al mondo, l’opera integrale di Floyd Gottfredson, incluse le strisce autoconclusive del periodo 1955- 1975. Il lavoro della solita squadra fu eccezionale, dato che era la prima cronologica al mondo dedicata all’autore americano, con un corretto formato orizzontale per 38 numeri complessivi;
- Pk Il Mito: nel 2012 arriva una testata che, in 36 volumi, propone l’epopea di PKNA e delle serie successive, con una valanga di materiale inedito e di interviste approfondite. Rispetto alla Ultimate Collection, la nuova edizione era totalmente completa e davvero ricca di materiale inedito, tra cui l’originale Style Guide;
- Le grandi storie Disney: nel gennaio 2014, tre mesi dopo l’arrivo di Panini Comics (ma, vista la complessa lavorazione, il lavoro era stato ampiamente iniziato sotto Disney Italia), esce in edicola, con ben 51 volumi, un’opera totalmente inedita per portata: l’opera omnia di Romano Scarpa. Rimandiamo all’analisi specifica le varie considerazioni, ma sicuramente é stata un’altra opera maiuscola e coraggiosa;
- I Mitici Disney: di carattere antologico, con un’elegante livrea bianca e copertine inedite di Alessandro Perina, propone il meglio dei personaggi Disney in 30 volumi, ognuno dedicato ad un diverso esponente. Allegata ad ogni numero, una moneta inedita per ogni personaggio;
- decisamente meno filologica, infine, La storia universale disney, che nel 2011 propone in 34 numeri un’antologia di classiche storie ambientate nel passato. Iniziativa semplice ma efficace, con ben due ristampe.
Con Panini Comics, il materiale allegato alle riviste sarà decisamente appannato e, a parte un paio di casi che segnaleremo, vedremo soprattutto ristampe.
Infine, sul fronte delle librerie, non vi sono state iniziative particolarmente rilevanti, a parte Disney d’Autore, collana di quattro poderosi volumi (500 pagine) che sono usciti dall’ottobre 2011 al novembre 2014, uno all’anno, in prossimità di Lucca Comics, ognuno dedicato ad un autore specifico. Si nota in questa testata tutto l’interesse da parte della De Poli nell’esaltare e valorizzare il lavoro del singolo autore, in linea con quanto fatto nelle testate allegate ai quotidiani. Questo approccio sarà la chiave di lettura per la sua esperienza con Panini Comics, a partire dall’ottobre 2013.
Conclusioni
Non é certo facile tirare le fila di 25 anni di gestione editoriale. Disney Italia, tramite quattro direttori (più uno ad interim) ha sicuramente cannibalizzato il mercato del fumetto umoristico, proponendo una marea di testate, storie inedite, articoli e iniziative per coprire qualsiasi tipo di pubblico, contaminando anche le uscite in libreria e quelle allegate ai quotidiani.
Una tale massa produttiva ha, di conseguenza, generato una mole di materiale che, comprendendo anche quella precedente, permette a chi possiede i diritti una virtualmente infinita possibilità editoriale. Questo aspetto positivo si scontra però con la difficoltà nel produrre, anche a livello di semplici ristampe, una confezione nuova o diversa dal passato.
Nell’articolo successivo vedremo come Panini Comics ha gestito il difficile compito.
11 SET 2025
