I Classici Disney 39 – Lord Hatequack presenta… I racconti di Halloween

Ben prima della celebre festività di fine ottobre, i festeggiamenti sono cominciati in edicola con I Classici Disney 39, dal titolo “Lord Hatequack presenta… I racconti di Halloween”, a cura del promettente esordiente Francesco Pelosi, che propone un corposo indice che attinge ad autentici “mostri sacri” autori di topi e paperi.
L’albo ci viene ottimamente presentato dalla copertina di Stefano Zanchi, in pieno stile Halloween: protagonisti sono i nipotini che sembrerebbero indossare i costumi dell’iconico cortometraggio Trick or Treat, in un apprezzato riferimento, se non fosse per il costume di Qua che non sembra richiamare nulla di specifico.
La frame story, scritta da Francesco Pelosi e disegnata da Giulia La Torre, narra le origini del piccolo Lord Hatequack, che si avvicina all’horror grazie a un particolare libro contenente le storie raccolte nell’albo.
La selezione comincia con Pippo e la cornamusa spettrale. È Halloween e in casa di Pippo si sta tenendo una festa in maschera. Il padrone di casa diletta i suoi ospiti con un’assordante melodia eseguita con una particolare cornamusa appartenuta a un bis-bis scozzese, che attirerà degli irritati spettatori spettrali.
La storia, pur essendo di poche pagine, è davvero un’ottima trasposizione di un Halloween topolinese, trasmettendo note di inquietudine e comicità grazie ai testi di Marco Nucci e agli splendidi disegni di Fabio Celoni, dai tratti dettagliati e morbidi, che conferiscono dinamicità, espressività e surrealismo alla vicenda, permettendo al lettore di immergersi completamente nel racconto.

Il piccolo Lord
Si prosegue con una prova d’autore scarpiana, anche qui con Pippo al centro della vicenda: Topolino e il “Pippo-lupo”. A Topolinia, un misterioso licantropo semina scompiglio rapendo i gatti della città, ma Topolino e Bruto sono sulle sue tracce, pronti a rivelarne la vera identità e il trio di responsabili dietro ai rapimenti. Proposta qui nella sua versione ricolorata, vale la pena ricordare come questa storia veda l’esordio del malvagio Plottigat, lo scienziato cugino di Gambadilegno.
La storia si presenta come un intricato giallo topolinesco, con una trama ottimamente orchestrata, lineare e avvincente; e riesce a incutere anche una certa inquietudine. Un classico della produzione di Romano Scarpa, forse anche un po’ sottovalutato.

Un mondo parallelo
Al Maestro veneziano segue il suo “erede”, Casty, con uno dei suoi successi più recenti: Topolino e la casa dei dipinti che fingono. Topolino e Pippo prendono al volo un’occasione comprando un sinistro villino in riva al lago appartenuto a un pittore ormai scomparso, noto per i suoi dipinti bizzarri e inquietanti. I due nuovi proprietari finiranno per “immergersi” totalmente in essi.
Una storia misteriosa e suggestiva, ricca di scene dinamiche e surreali, soprattutto nella sequenza ambientata all’interno dei dipinti che richiamano atmosfere burtoniane. Un ottimo mix di mistero e inquietudine, concluso con un dolce lieto fine.
Dopo un più che ottimo trittico di storie ambientate a Topolinia, la selezione ci porta nell’altra metropoli calisotiana, Paperopoli. Cominciamo con Torna a casa Paperino, scritta da Fabio Michelini e disegnata da un Fabio Celoni, qui ai suoi inizi, ma con il suo stile riconoscibile già ben definito.
Paperino passa la giornata cercando di acquistare un biglietto aereo per lo zio Paperone, recandosi fino a Ocopoli e passando per innumerevoli sventure. Una storia all’apparenza non molto inerente al tema horror, ma che si sviluppa pian piano in un vero incubo per il povero Paperino: una serie di sfortune disarmante, senza interruzione.
Segue un’altra storia, nientemeno che del maestro del Kentucky, Don Rosa, ovvero Paperino e il genio del compleanno. Paperino, sconfortato dal fatto che a nessuno importi di lui nemmeno il giorno del suo compleanno, esprime per errore il desiderio di non essere mai esistito, trasformando il mondo intorno a lui in una realtà distopica e inquietante.
La storia è ricca di elementi surreali e dinamiche forti, come raramente accade. Tuttavia risulta penalizzata dal formato dei Classici, più adatto a storie da tre righe per pagina che per una da quattro, rendendola più impegnativa da leggere. A risentirne maggiormente sono i disegni, caratteristicamente molto dettagliati, di Don Rosa.
Successivamente troviamo una storia, apparentemente natalizia, che si rivela in realtà un vero incubo: A Christmas Coot, scritta da Marco Nucci e disegnata da Paolo Mottura.
È la vigilia di Natale, ma la famiglia dei Paperi non potrà riunirsi a festeggiare da Nonna Papera. Elvira, delusa e preoccupata che la tradizione secolare non venga più rispettata, fa un incontro con tre entità che le mostreranno cosa accadrà se non si festeggerà più alla fattoria.

Un contest mostruoso
Un’interpretazione originale del trito e ritrito Canto di Natale, con la straordinaria apparizione del capostipite della famiglia Coot. Un ottimo racconto scritto da Nucci, co-creatore di Lord Hatequack, arricchito dai disegni di Paolo Mottura che riescono a enfatizzare sia i momenti di serenità natalizia sia quelli più inquietanti.
Conclude l’albo la breve Paperoga e la passeggiata mostruosa, di nuovo con i testi di Nucci e con gli inusuali disegni di Gigi Cavenago, autore non disneyano ma comunque ben noto nell’ambiente fumettistico. È Halloween a Paperopoli e tutti sono travestiti, tranne Paperoga… ma sarà davvero lui?
Una breve storia divertente e godibile, soprattutto grazie ai disegni (e ai colori) poco consueti dei due autori, con uno stile particolare che si presta comunque bene ai personaggi Disney.
In conclusione, l’albo si presenta benissimo, dalla prima all’ultima avventura della selezione di Pelosi, spaziando tra grandissimi nomi del fumetto Disney. Anche la frame story si rivela un interessante collegamento tra le storie, con un espediente utilizzato diverso dalla semplice presentazione dei racconti da parte di Lord Hatequack, come avviene abitualmente per le storie delle serie.
21 NOV 2025
