Topolino 3652

Topolino 3652 è uno dei numeri che ha tradizionalmente più ricercati dell’anno, complice l’abbinamento con l’album dei Calciatori Panini che lo rende esaurito in brevissimo tempo in edicola. Attesissimo quindi anche dai lettori occasionali, questa settimana è arrivato nelle edicole addirittura di martedì.
Il libretto si apre con Zio Paperone, Paperino… alla ricerca del sasso perfetto, un’interessante storia di Tito Faraci, nella quale non troviamo solo il consueto sarcasmo dell’autore, ma anche dialoghi vivaci, spiazzanti e soprattutto divertenti. I disegni sottili e puliti di Federico Butticè accompagnano una trama che si svolge sul gioco dell’equivoco: un meccanismo reso subito evidente ai lettori, ma non ai protagonisti, che non riescono ad interpretare il comportamento dei loro alter ego provenienti da una dimensione parallela, alla ricerca di quelle che loro considerano grandi ricchezze, basandosi su criteri culturali completamente opposti a quelli dei Paperi che conosciamo noi.
Nonostante questo le loro personalità risultano essere del tutto assimilabili l’uno con l’altro, come nel caso di Paperino, o con delle sottili differenze nel caso di Paperone, dove addirittura è l’alieno a sembrare meno bizzarro perché, seppur in missione per incrementare il suo patrimonio come abbiamo visto fare moltissime volte al suo corrispondente terrestre, sembra avere dei limiti diversi, meno estremi di quelli dello Zione: e a me va bene così, perché il vecchio Scrooge che amo è unico: il più irrazionale e folle possibile, con buona pace dei suoi emuli dalla dimensioni parallele o da pianeti remoti!

Pluto all’attacco!
Le suggestive ambientazioni dei deserti statunitensi fanno da cornice al nuovo episodio di 500 Piedi e una zampa: Pluto cane da tart-ufo, racconto funestato dal solito scontato finale della grotta che collassa sopra le prove accumulatesi negli anni. Uno stratagemma che – specialmente sulla pagine di Topolino – abbiamo già visto troppe volte: dalle Sorgenti Mongole a Cibola, sino ad arrivare alla recente storia di Casty Topolino e le Vestigia di Z; anche un incendio, tanto per cambiare, sarebbe una “piacevole” novità dagli stessi effetti…
Potrebbe essere ingeneroso paragonare questa singola storia alla complessa ed apprezzatissima saga dello scorso anno, ma è innegabile che in questo episodio manchi qualcosa: la sensazione di precarietà e di mistero, la suspense e il thrilling, il tempo per dilatare a sufficienza gli eventi della vicenda. Ma in compenso e per fortuna c’è altro da apprezzare, a partire dal divertente gioco di parole del titolo, passando per l’omaggio ai Gremlins, anche nella loro versione Disney proposta da Walt Kelly; infine, l’approfondimento dei protagonisti, speriamo propedeutico alla comparsa di nuove avventure di ampio respiro legate a questo filone del duo Bruno Enna e Davide Cesarello.

Davvero imprevedibile!
Qui, Quo, Qua e lo spartito perduto di Pierluigi Paperelli, di Francesco Pelosi con i disegni di Mattia Surroz, è una storia che scorre un po’ noiosamente: si avverte come l’intenzione dell’autore sia rivolta più al messaggio che intende far arrivare che allo svolgimento della trama. La scelta di differenziare i caratteri dei tre nipoti di Paperino prosegue e viene ormai naturale trovarla nelle storie più aderenti al canone moderno del settimanale, e sembra funzionare, sebbene a me continui a non convincere del tutto. Una sorprendente coincidenza con l’ultimo numero recensito dal sottoscritto è rappresentata dallo stratagemma un po’ troppo banale per ritrovare un diario nascosto all’interno del quale è chiarito un mistero che perdurava da anni. Il finale lento piacerà di certo ai lettori in cerca di emozioni, anche se mi ha dato l’impressione di essere un po’ posticcio, perché giunge a compimento dopo una vicenda priva di pathos, senza alcuna trepidazione per il possibile svolgimento degli eventi o la sorpresa per la vignetta seguente.
Continua la serie Newton e Pico in viaggio nella filosofia, dedicata per l’appunto alla storia della filosofia nella visione di Pico de Paperis che, stavolta alle prese con Socrate, solleva parecchi dubbi: viene anche il sospetto che possano esserci stati possibili rimaneggiamenti/ripensamenti delle vignette o del testo, con l’intermezzo che vede Eutifrone citato senza alcun contesto, con un mini dialogo che oltre a non toccare il tema della “santità” come nell’originale platonico, sembra messo lì senza particolare senso… Da salvare lo spunto divertente dovuto al tentativo di Pico di sedare la consueta rissa tra Paperone e Rockerduck con riflessioni, domande e sollecitazioni intellettuali del tutto inutili di fronte alla determinazione e piacere dello scontro espresso dai due miliardari.

Un meraviglioso Cavazzano anni Ottanta
Chiude il numero una sorpresa: Topolino e il segreto del castello, direttamente dal numero 1565 di Topolino! Si tratta infatti di un omaggio al quarantennale delle storie a bivi (celebrato di recente con un evento tenutosi durante l’edizione 2025 di Lucca Comics & Games, ndr): un’invenzione dello sceneggiatore Bruno Concina, sulla scia del successo dei libri Choose your own adventure, che permettono al lettore di effettuare scelte sullo svolgimento della trama così da coinvolgerlo e portarlo verso finali diversi in base alle scelte da lui effettuate. Se l’idea di rinsaldare il patto narrativo con il lettore, rendendolo corresponsabile dello svolgimento della trama, può essere buona, personalmente non ho mai gradito questo tipo di proposta: il fornire sei finali diversi fa sì solamente che il lettore abbia avuto a disposizione sei storielle brevi, che incidentalmente hanno tutte lo stesso incipit e delle parti in comune dello svolgimento. Il format fumetto, poi, poco si presta a questo tipo di saltello da una pagina all’altra data la sua sequenzialità (sarebbe magari più adatto in un videogioco), finendo per far venire voglia al lettore, soprattutto se poco entusiasta, di leggere la storia tutta di seguito. Ancor di più oggi, dopo aver verificato come questo tipo di storie non abbia mai dato risultati memorabili, mi sento confortato nel dire che non è un genere che possa attirare lettori o migliorare la qualità del settimanale.
Questo però non significa non apprezzare il lavoro fatto dall’autore: Concina inventa qualcosa di nuovo per le pagine di Topolino, evento quasi epocale, realizzando con questo tipo di storie qualcosa che – chissà – avrebbe potuto dar luogo a grandi frutti con una versione Topolinesca di quello che Raymond Queneau fece con i suoi Esercizi di stile o Calvino con Se una notte d’inverno un viaggiatore. Da ammirare come sempre i meravigliosi i disegni di Giorgio Cavazzano, splendido in quegli anni specialmente quando alle prese con sfondi notturni e tempestosi. Peccato per le inopportune censure di pagina 140 e 141 (che mi sono state fatte notare da un lettore evidentemente più attento del sottoscritto) che riducono la coerenza dell’omaggio.

Versione originale…

…e versione ammodernata
Ottimo infine il comparto redazionale: interessante, completo, legato alle storie e in grado di dare quel qualcosa in più al lettore, non limitandosi solo a quanto accaduto nella “semplice” storia a fumetti, ma fornendo gli spunti per approfondire, stimolare la curiosità e coinvolgere in nuovi interessi i lettori, soprattutto più giovani. Tre stelle e mezzo credo siano il voto più giusto per questo libretto… certo avessi dovuto legare il mio giudizio anche sulla qualità del contenuto dell’album Calciatori, sarei stato molto, molto più severo, sigh!

