I Grandi Classici Disney 119

I Grandi Classici Disney 119, in uscita a novembre, presentano subito una divisione del numero, spiegata anche nell’articolo introduttivo: nella prima parte troviamo storie con protagonista Topolino, mentre la sezione Superstar è dedicata al Deposito di Paperone.
Ad unire i due mondi narrativi ci pensa Topolino e la gratitudine stellare, scritta da Guido Martina e disegnata da Massimo De Vita: una gradevole vicenda che vede anche un incontro tra Paperone, Pippo e Topolino, uniti per fermare una giovane aliena disegnata con fattezze del tutto umane, senza il classico naso “tartufato”. La storia brilla anche per le battute, particolarmente felici, di Pippo.
Troviamo poi un articolo su Paul Murry, ideale continuazione della pubblicazione sullo scorso numero di Super Pippo e il ticchettio esplosivo, da lui disegnata. Per quanto il testo sia interessante, vale la pena notare che forse sarebbe stato meglio ristampare anche una storia filologicamente rilevante di Murry, per accompagnare in modo ottimale il redazionale e per allargare il respiro della testata.

Paperone e Pippo, una strana coppia
A seguire, abbiamo Topolino e gli ologrammi, con i testi di Michele Gazzarri e i disegni di Sergio Asteriti. Topolino e Pippo si trovano ad indagare su dei furti compiuti da Gambadilegno con l’ausilio di un nuovo macchinario che gli procura gli alibi del caso. La storia presenta tutte le caratteristiche dei polizieschi con Topolino degli anni Settanta e risulterà probabilmente prevedibile per il lettore navigato; ciononostante, lo svolgimento è coinvolgente.
Topolino e l’ipersonico supereconomico, scritta da Abramo e Giampaolo Barosso e disegnata da Luciano Capitanio, vede Topolino, Pippo ed Eta Beta alle prese con un progetto scientifico ostacolato dallo spionaggio. La storia è forse l’anello più debole di questo numero, a causa della mancanza di guizzi e battute brillanti.
La sezione Superstar è appunto dedicata all’enorme edificio che ospita buona parte della fortuna di Paperone. Sottolineo in anticipo la buona selezione effettuata dal momento che, nonostante il pattern della difesa del Deposito sia riproposto in tutte le storie, ogni narrazione si distingue dalle altre e non si percepisce ripetitività.

La miseria bussa alla porta?
Paperino e l’euforgasaur, scritta da Guido Martina per le matite di Romano Scarpa e le chine di Giorgio Cavazzano, è un eccellente esempio di storia martiniana con il giusto bilanciamento di cinismo e comicità. L’euforgasaur del titolo è un gas a base di oro che potrebbe rivelarsi cruciale per sottrarre il denaro di Paperone alle grinfie dei malintenzionati. La sceneggiatura è divertentissima e brillante, sempre arricchita da battute ed iperboli perfettamente inserite nel contesto, e condita dai disegni di Scarpa che seguono ottimamente il ritmo della storia, grazie anche alle dinamiche chine di Cavazzano.
Zio Paperone e la fiamma fredda, scritta da Rodolfo Cimino e disegnata da Giorgio Cavazzano, è un’altra scintillante vicenda sul tema: Paperone è alle prese con la difesa del deposito garantita dalla leggendaria fiamma fredda, innocua per gli amici e aggressiva con i nemici. Il lieto fine con morale, il vecchio saggio e la caccia al tesoro sono segni distintivi della narrazione ciminiana, in questo caso uniti a comicità e ottimi disegni per un risultato finale piacevolissimo.

Una poetica quadrupla ciminiana
Zio Paperone e il Deposito dirigibile, per i testi ancora di Rodolfo Cimino e i disegni di Giulio Chierchini, spicca meno rispetto alla precedente ciminiana, ma è comunque una storia di tutto rispetto. Per difendere le sue sostanze, Paperone fa costruire un deposito-dirigibile su cui si fa consegnare i guadagni quotidiani da pellicani ammaestrati; l’imprevisto è dietro l’angolo. Si fanno notare specialmente i siparietti di un comprimario per l’occasione, lo scienziato Von Trippelin (parodia dell’inventore Ferdinand von Zeppelin), e i disegni di Chierchini, precisi e puliti.
Chiude il numero Zio Paperone e il Deposito semovente, con Giorgio Pezzin ai testi e Tiberio Colantuoni ai disegni. Le sostanziose tasse di Paperone vengono contese tra i Comuni di Paperopoli e Sgangheropoli, che faranno del loro meglio per spillare quattrini a Paperone, il quale a sua volta non si farà cogliere impreparato. Risultano divertenti le schermaglie tra Paperone e i sindaci, e ancora una volta, come già ne l’euforgasaur, troviamo un finale aperto che lascia i personaggi sulle spine e consegna al lettore i tipici inseguimenti tra zio e nipote. Inoltre, questa è l’unica storia davvero rara del presente numero, dato che non veniva ristampata dal 1998.
Assegno quindi al numero quattro stelle, considerata la qualità generale contenuta in questo fascicolo.
18 DIC 2025
