Topolino 3656

22 DIC 2025
Voti del fascicolo: Recensore: Medio: (24 voti) Esegui il login per votare!

Si avvicina il periodo natalizio e, come ogni anno, i numeri del libretto pubblicati in prossimità delle feste vi sono dedicati interamente. Non fa eccezione Topolino 3656, che si presenta in edicola con una copertina che definire insolita sarebbe un eufemismo: accanto a un bel Paperino di stampo classico, fa capolino dal camino nientemeno che Stitch. Come spiegato nella pagina che sostituisce il consueto “Prima della copertina”, questo insolito crossover ad opera di Marco Mazzarello e Andrea Cagol si inserisce nell’ambito della campagna “Libera la meraviglia“.

Un esperimento che, lo ammetto, all’inizio mi aveva fatto un po’ storcere il naso. Tuttavia, una volta avuto il numero fra le mani, mi sono ricreduto: l’effetto complessivo è molto piacevole.

Niente a che vedere, comunque, con la magnifica versione variant realizzata da Andrea Freccero. Si tratta di un omaggio alla terza cartolina postale emessa dallo studio Disney in occasione del Natale 1932 e l’interpretazione contemporanea, senza troppi giri di parole, lascia a bocca aperta.

Per quanto riguarda le storie a fumetti, si registra un significativo cambiamento di approccio rispetto ai Natali più recenti. Gli scorsi anni, infatti, la redazione ha optato per alcune saghe di ampio respiro che, come in Zio Paperone e la lampada bisestile, recentemente ristampata, coinvolgevano tutto l’universo disneyano. In occasione di questo 2025, invece, viene confezionato un numero molto più tradizionale, con avventure completamente indipendenti l’una dall’altra.

Si comincia con Siamo serie! Il film, Natale a Pollywood, appendice alla lunga saga estiva che vedeva alle matite Silvia Ziche. Mi trovo un po’ in difficoltà a valutare in modo oggettivo la vicenda, avendo un po’ di problemi con il tipo di ironia messa in campo da Sergio Badino. E’ molto apprezzabile l’impegno nella ricerca di un umorismo non banale, nonché nel dare risalto a personaggi spesso considerati secondari, come Chiquita o Dinamite Bla; inoltre, si registra una diminuzione del citazionismo che era molto presente negli episodi pubblicati qualche mese fa. A livello di puro intrattenimento, ammetto però di ritenere questa come la storia meno efficace del numero.

Poliziotti 24 ore su 24

Plaudo alle matite di Corrado Mastantuono, che è sempre un piacere rivedere sulle pagine del libretto. Ottima la sua interpretazione dei personaggi dell’universo dei paperi, grazie al suo tratto plastico e dinamico. I volti sono sempre molto comunicativi e, in questa occasione, spiccano anche le ambientazioni. Pur senza fuochi d’artificio, vengono raffigurate con grande eleganza, creando un effetto complessivo molto godibile. Tutte queste caratteristiche confermano una volta di più di essere al cospetto di uno dei migliori disegnatori in forza al settimanale. Una menzione d’onore va anche all’ottima colorazione di Manuel Giarolli.

Esco soddisfatto dalla lettura di Topolino e il caso della slitta slittata, che vede il ripescaggio dell’ispettore Irk. Pur essendo maggiormente legato ad un’altra caratterizzazione di Topolino, ho trovato ispirata la sceneggiatura di Tito Faraci che, soprattutto nei dialoghi e nei tempi comici, recupera la freschezza di molte sue storie degli anni Novanta. Piacevole l’utilizzo di Manetta e Rock Sassi, segno del fatto che l’autore conosce ancora benissimo i due ispettori e sa farli recitare con abilità. La frizzante sceneggiatura è valorizzata dal tratto di Giuseppe Zironi che, ancora una volta, realizza un lavoro eccellente e dimostra di essere molto a suo agio con questi personaggi.

Una situazione davvero insolita

E’ però Paperino e la fortuna rubata di gran lunga la storia migliore del numero, a mio parere. Considero difficilissimo riuscire a parlare del Natale senza che assomigli alla classica fucina di buoni sentimenti relativi solo a un limitato periodo di tempo. Ecco, la sceneggiatura di Giovanni Eccher riesce ad andare in un’altra direzione, divulgando, senza falsi moralismi, un insegnamento prezioso, relativo però alla vita di tutti i giorni. Un ottimo esempio di storia natalizia contemporanea, che, in una trentina di pagine, intrattiene, coinvolge e trasmette dei valori. Anche i disegni di Blasco Pisapia risultano molto ispirati. Spiccano, in particolare, le vignette con il Gastone affranto, ricche di pathos.

Una invenzione di Archimede più strampalata del solito

Il sommario prosegue con una capatina in Nord Europa, proponendo una pregevole storia breve. Archimede, Nonna Papera e l’aiutante robot è l’occasione per vedere un Arild Midthun autore completo che, in cinque pagine, riesce a lasciare molta soddisfazione nel lettore, utilizzando sapientemente il personaggio di Archimede Pitagorico, ispirandosi alla migliore tradizione barksiana ed esprimendosi egregiamente anche dal punto di vista grafico. Si tratta di un filone della produzione disneyana che trova molto spazio sull’ottimo Almanacco Topolino ma che, personalmente, mi piace ritrovare di tanto in tanto anche sulle pagine del settimanale, così da poterlo valorizzare in modo più efficace.

Anche Gambadilegno e Sgrinfia in: ogni anno il 24 dicembre non sfigura. Ottima l’idea di Francesco Pelosi di focalizzarsi sul personaggio di Sgrinfia sviscerandone un aspetto inedito, anche grazie all’interessante lavoro svolto sulla sua raffigurazione da parte di Mario Ferracina. Simpatica, infine, la tavola autoconclusiva Natale a Paperopoli: Visite.

Fa piacere, inoltre, continuare a trovare grande cura nell’apparato redazionale. Oltre ad un servizio volto a promuovere il terzo capitolo della saga Avatar, è eccellente anche il redazionale I misteri di Babbo Natale curato da Alessandro Sisti, scorrevole e molto ben documentato.

Il focus sulle tradizioni natalizie prosegue anche grazie a Francesco Vacca che, in Natale, che fortuna, consente di apprendere qualcosa in più su alcuni aspetti del folklore legati a questa festività fin dalla notte dei tempi.

In conclusione, Topolino 3656 è un buon numero natalizio. Personalmente, dopo anni di sperimentazioni non mi è dispiaciuto trovare un albo più tradizionale, in grado di offrire una lettura spensierata ed istruttiva. Considero anzi molto più difficile riuscire a stupire il lettore con delle storie più standard, poiché il rischio è quello di incorrere in topoi triti e ritriti. Non è il caso di questo numero, che non entrerà negli annali del settimanale, ma che ha saputo regalare spunti più che interessanti.

E per finire, non resta che augurare a tutti i lettori del Papersera un Buon Natale da parte di tutta la nostra redazione!



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Autore dell'articolo: Tommaso Praloran

Appassionato lettore di fumetti Disney fin dall'infanzia, fra i miei autori preferiti annovero Carl Barks, Romano Scarpa, Luciano Bottaro e Casty. Frequento il Papersera dal 2015 e ciò mi ha portato a consolidare la mia passione!