Topolino 3658

08 GEN 2026
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Numero a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, Topolino 3658 è apparso in edicola mercoledì 31 dicembre con una cover, disegnata e colorata da Corrado Mastantuono, che si avvale di Topolino e Pippo per evocare, con una riuscita gag, il passaggio di testimone dal 2025 al 2026. In tal modo non vi è nessun indizio in copertina sui ricchi contenuti dell’albo, che propone al lettore cinque storie varie, interessanti e godibili.

Parto dalla fine nel presentare la storia che ho maggiormente apprezzato: il secondo e ultimo episodio di Paperhon il navigatore, che chiude il numero e proietta nuovamente i lettori nel mondo delle Cronache degli antichi regni, sceneggiate da Alessandro Sisti su idea del direttore Alex Bertani e che debuttarono a fine dicembre 2021 con i disegni di Francesco D’Ippolito. La storia, così come sette giorni fa, è impreziosita dal bel tratto di Roberto Vian, che ha curato anche l’inchiostratura, con i colori di Manuel Giarolli.

La trama si sviluppa seguendo due filoni paralleli, che non si intersecano ma in qualche modo comunicano, nei quali agiscono Paperone e Paperino (nelle vesti fantasy di Re Paperhon e del nipote Pau-Lin il Paperhin), impegnati ad esplorare ignoti e pericolosi oceani di azzurro e di verde, costretti a tenere a bada pericolosi predoni oppure a guardarsi dagli ostili, zannuti abitatori del ‘mare verde’.

Un pessimo benvenuto

Al termine della storia, che resta in parte in sospeso, una sorpresa anticipa futuri sviluppi che potranno animare nuovi capitoli della saga. Abbastanza da stimolare la voglia di continuare ad appassionarsi alle vicende che vedranno impegnati paperi e topi in un fantastico mondo alternativo definito dai quattro elementi fondamentali aria, acqua, terra e fuoco.

Tornando all’inizio, Topolino 3658 accoglie i lettori con un nuovo appuntamento con Lord Hatequack presenta e stavolta i protagonisti sono una coppia di rado protagonista delle storie di Topolino. Orazio, Clarabella e il tredicesimo rintocco, con soggetto e sceneggiatura di Niccolò Testi e disegni, chine e supervisione colore di Marco Mazzarello (il colorista è Gaetano Gabriele D’Aprile), non ci fa immergere in atmosfere inquietanti e sinistre ma preferisce giocare sul filo del bizzarro, estremizzando il tema dello scorrere del tempo, scandito dai mille orologi della cittadina di Clockerville, dove lo svolgersi dei giorni è dominato dalle lancette di una torre magica e leggendaria.

Eh sì… a Clockerville festeggiare la fine dell’anno può essere una frustrante esperienza, quando si viene sconcertati, nello scandire gli ultimi rintocchi dell’anno, da una inconcepibile anomalia, che riporta i protagonisti della storia costantemente indietro nel recente passato. Un loop dal quale Orazio e Clarabella riusciranno, non senza difficoltà, a sottrarsi, cooperando assieme nella ricerca della soluzione.

Un incredibile meccanismo

Il tema della storia, ovvero la sospensione del tempo e il costante ritorno, a ritroso, in un passato recente non è inedito (personalmente mi evoca Ricomincio da capo con Bill Murray, con tutti i distinguo del caso) ma atmosfera, ritmo, disegni, toni e colori cooperano felicemente nel caratterizzare la trama con accenti intensi e avvincenti. Forse qualche snodo narrativo, solo accennato, poteva essere meglio esplicitato ma si tratta di lievi incertezze che non inficiano la resa complessiva della storia.

Topolino e Irk soggiogati dal grande Caligari(s)

Anche la terza storia dell’albo, Topolino, Irk e le notti bianche di Topolinia, scritta da Niccolò Testi e disegnata da Blasco Pisapia, con i colori di Debora Grazio, ricorre a uno schema narrativo – quello delle inconsapevoli conseguenze di una ipnosi che induce i protagonisti della vicenda a compiere atti criminosi a loro insaputa – che richiama inevitabili riferimenti (nella storia leggiamo “Gorgonzola” e pensiamo a “Costantinopoli”, ricordando La maledizione dello scorpione di giada di Woody Allen).

Ciò comunque non impatta, a mio avviso, sullo sviluppo dell’impianto narrativo e sulla sua capacità di accompagnare il lettore in un serrato percorso che approda allo svelamento finale di una trama che riserva comunque sorprese. Topolino e l’ispettore Irk, a dispetto di una cordiale antipatia, finiranno infatti per cooperare, nel bene e nel male, nel corso di notti frenetiche notti sulle orme di inafferrabili ladri.

Cugino in supporto

Per approcciarci alla storia Paperino e la disfida chiobalistica, su soggetto e sceneggiatura di Roberto Gagnor, disegni di Valerio Held e colori di Irene Fornari, abbiamo bisogno prima di tutto di un chiarimento terminologico: la ‘chiobalistica’ è la scienza papera che studia il lancio delle palle di neve. Data questa premessa, si consideri quale sviluppo attendersi se i contendenti sono Paperino e Gastone – peraltro impegnati sin da bimbi a sfidarsi a colpi di palle di neve -, supportati da nipotini, Archimede, Pico de Paperis e Paperoga (fantastico nelle vesti di motivatore di Paperino invitato a “sentire la neve”) e mal sopportati dallo Zione, sotto al cui Deposito si tiene l’ennesima sfida. Che avrà un esito positivo e negativo allo stesso tempo, ma senza scontentare poi troppo tutti i protagonisti.

L’ultima storia del numero 3658 è Fumetti MutiDon’t worry Bum Happy – Il Quadro: una spassosa comica d’antan in versione a fumetti senza balloon e in bianco e nero, abilmente sceneggiata e disegnata da Corrado Mastantuono, con chine di Alessandro Zemolin e colore di Claudio Fichera, nella quale Bum Bum Ghigno cercherà, non senza fastidiose difficoltà, di nobilitare la parete di casa con un bel quadro di sua realizzazione.

Tutto è pronto per una grande opera!

Due veloci menzioni per le autoconclusive in una pagina che aprono e chiudono il numero: stavolta per Che aria tira… Silvia Ziche affida a Paperino e Paperina il compito di regalarci un sorriso in tema di ultimo dell’anno. Infine, Enrico Faccini scrive e disegna per la terzultima pagina Re di pasticci, dedicata a Paperoga. In Giusta collocazione Paperino ci dimostrerà quale è la mansione più adatta al maldestro cugino, chiamato ad assisterlo nella preparazione di una torta.  



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Autore dell'articolo: Dottor Talos

Leggo fumetti Disney da oltre 40 anni: tutto cominciò con il Super Almanacco Paperino. La fascinazione del grande formato durò un annetto ma poi, complice la più allettante frequenza settimanale, fui conquistato da Topolino. Una delle primissime storie che lessi sul Topolino e che mi è rimasta impressa aveva come protagonista “il diabolico dottor Talos”. Trovo affascinante la possibilità di raccontare, utilizzando paperi e topi, storie che, pur riconducibili in genere a pochi codificati schemi narrativi, riescono sempre a rinnovarsi, grazie a una costellazione di personaggi che hanno spessore e profondità umana e che, in fondo, non si discostano poi molto dalle ‘maschere’ dell’antica commedia dell’arte.