I Classici Disney 40 – La grande scommessa di Natale

I Classici Disney 40 celebrano il periodo natalizio, ormai alle nostre spalle, già dall’ottima copertina firmata da Stefano Zanchi. L’albo si apre con un inaspettato editoriale di due pagine del direttore Alex Bertani per festeggiare il numero tondo appena raggiunto, per quanto i numeri effettivamente usciti siano 44, contando anche gli speciali.
Il volumetto è curato da Francesco Vacca, nell’indice e nella scrittura della frame story, disegnata da Federico Franzò. La storia di raccordo, La grande scommessa di Natale, che dà il titolo all’uscita, è incentrata appunto su una particolare scommessa tra Babbo Natale e suo cugino Bobbo, un personaggio introdotto in una delle storie qui selezionate: quest’ultimo ritiene infatti che non tutti si siano meritati un regalo ed è su tale spunto che si basa la frame story. Nel corso dell’albo, inoltre, si sviluppa anche una sottotrama che ci racconta le varie vicende natalizie degli abitanti di Paperopoli.
Tornando però alla storia di raccordo, sembra di essere in pratica di fronte all’estensione della terza vicenda dell’albo, Babbo, Bobbo e Paperinik in: missione quasi possibile, con i testi di Francesco Monteforte Bianchi e i disegni di Valerio Held, in cui lo stesso Bobbo si trova ad ostacolare il cugino e Paperinik, intenti a far compiere ad un pessimo individuo una buona azione. Una storia originale e divertente, con disegni che servono in modo efficace la narrazione.

I due cugini litiganti
Andando però in ordine nella lettura, l’albo ha inizio con Topolino apprendista scassinatore, scritta da Angelo Palmas. La storia è una tipica vicenda basata sul detto popolare “A Natale sono tutti più buoni”, ed è una piacevole lettura di ambientazione festiva. I disegni molto classici di un Giorgio Di Vita agli inizi della sua carriera, a parere dello scrivente anche migliori di quelli più recenti, soprattutto nei movimenti dei personaggi, sono un’ottima cornice dei buoni sentimenti raccontati.
Proseguendo, tocca a Indiana Pipps in: missione Babbo Natale. Il pippide archeologo viene ingaggiato come guida da un’agenzia di spedizioni per scoprire il segreto di Babbo Natale: come fa a consegnare tutti quei doni in una notte? Ne nasce una vicenda divertente, con l’ormai scomparso Indiana Pipps (che sarebbe un personaggio da recuperare in quanto in grado di dare ancora molto a livello narrativo), nata da uno spunto originalissimo e ben orchestrato da Augusto Macchetto. In aggiunta, il maestro Massimo De Vita alle matite conferisce una bella fluidità alla storia.

Una citazione di alto livello
A seguire, ecco l’insolita Zio Paperone e l’arte del riciclo: Riccardo Secchi propone una trama dove il nipotame cercare di convincere, invano, lo zione a farsi regalare le cose che davvero desiderava, e non i soliti regali riciclati, tipica usanza del miliardario. La storia, pure piuttosto natalizia e umoristica, ci regala un finale non molto lieto; i disegni di Marco Pavone rendono bene le ambientazioni, anche se personalmente ho trovato i becchi dei personaggi troppo arrotondati, a scapito della loro espressività.
E’ poi la volta di due brevissime: I Bassotti e l’attesa speciale è un piccolo sketch di sole 4 pagine sceneggiato da Silvia Gianatti e disegnato da un Luciano Gatto più in forma del solito. Archimede e la neve antigravitazionale, che vede Pietro B. Zemelo ai testi e nuovamente Giorgio Di Vita ai disegni, è invece una storia muta, molto divertente, nella quale vengono esaltati in particolare i movimenti e le espressioni del personaggio di Archimede Pitagorico.
L’ambientazione paperopolese termina con Paperino e le luci di Paperopoli, scritta ancora da Pietro B. Zemelo e disegnata da Renata Castellani. L’arrivo in città dell’abete necessario per l’annuale festa di beneficenza è ostacolato dalla neve; a recuperarlo eroicamente sarà Paperino, con l’aiuto di Archimede e di tutti i suoi concittadini.

Il Natale arriva a Paperopoli
Il volume si chiude con Topolino e il Natale lontano da casa, “fatica” realizzata nelle vesti di autore completo da Giuseppe Zironi. Un’ottima storia sia per la vicenda, ben articolata e assolutamente natalizia, che per i caratteristici disegni guizzanti dell’autore.
Nel complesso, l’albo si presenta come un classico racconto di Natale, senza pretese eccessive, risultando comunque una buona lettura leggera per il periodo festivo. La frame story si rivela un perfetto collante, attingendo a numerosi elementi e personaggi provenienti da tutte le storie: impreziosito dagli ottimi disegni di Franzò, è sicuramente uno dei migliori raccordi inediti dell’anno, in grado di compensare un indice buono, ma forse un po’ scarno.
16 GEN 2026
