Topolino 3663

Topolino 3663 risulta parecchio sotto tono; forse la parte migliore risulta nel gadget, ovvero nei due pupazzetti di Topolino e Minni alle prese con sci e snowboard. Apprezziamo come la copertina di Corrado Mastantuono risulti coerente con l’allegato, fornendo robustezza all’iniziativa.
Iniziativa che, lo ricordiamo, si lega ai XXV Giochi Olimpici Invernali, inaugurati la sera di venerdì 6 febbraio con una riuscita cerimonia d’apertura, in corso di svolgimento a Milano e Cortina, oltre ad altre località montane; le Paralimpiadi cominceranno invece il 6 marzo. Per chi volesse restare in ambito sportivo, ecco una storia con il soggetto di Deborah Compagnoni, ultima tedofora insieme ad Alberto Tomba e Sofia Goggia.
L’occasione ci consente di ricordare, purtroppo, come a causa di problematiche legali legate ai diritti di immagine e di copyright, la parola ‘Olimpiadi’ non viene più usata sui periodici Disney; per cui nel settimanale attualmente in edicola non abbiamo storie a fumetti dedicate, mentre quelle del passato vengono pesantemente editate. Senza approfondire troppo, ma nel 2006, in occasione delle ultime Olimpiadi di casa, tenutesi a Torino, sul libretto compariva questa storia, diventata poi nelle successive ristampe una vicenda ambientata durante i ‘giochi sportivi invernali’.
Superata la breve digressione olimpica, anzi, sportiva invernale, possiamo commentare l’albo che, purtroppo non brilla.

Movenze sulla neve
La storia di apertura, Pippo campione… freestyle, presenta i classici stilemi di Rudy Salvagnini applicati al pensiero laterale di Pippo. Nulla di nuovo, in una vicenda che funziona grazie ai disegni di Carlo Limido, che forniscono dinamismo e azione ai personaggi alle prese con lo snowboard. Gli sport sulla neve sono un bellissimo connubio tra uomo e natura, realizzare linee sinuose sul manto bianco è un’attività davvero appagante: queste tavole ce lo mostrano.
Tito Faraci e Enrico Faccini ritornano con Gli antichi mestieri di Paperino – Per qualche sesterzio in meno. L’autore di Gallarate realizza una sceneggiatura in linea con le altre della serie, con l’ambientazione storica che cambia la cornice ma non il contenuto. I dialoghi sono briosi, con continui scambi basati su battute fulminanti, in un equilibrio ben dosato che non stanca. Le espressioni dei personaggi a cura di Faccini funzionano e risultano ottime nel mostrare il logorio della vita moderna, anche nell’antica Roma.

Dialoghi brillanti
Poco da dire sulla breve Paperoga presenta… Pioggia: istruzioni per l’uso, in cui di nuovo Faraci, insieme a Ottavio Panaro, spinge sul pedale del surrealismo, in una leggera farsa dai toni bislacchi.
Dopo un anno di distanza, ritorna la serie dedicata a Orazio, sceneggiata da Giuseppe Zironi, questa volta con i disegni di Cristian Canfailla: Cavezza – Rivolta robotica. Personalmente, non sono un grande fan di queste vicende, e anche questa nuova storia non mi ha particolarmente coinvolto. Risulta apprezzabile la sottolineatura dell’importanza delle riparazioni e della passione per l’arte tecnica e manuale, che serve a far progredire la tecnologia.

Saggi consigli
Infine, chiude il numero il terzo e penultimo episodio di Paperone in Atlantide, scritto e disegnato da Fabio Celoni. Si tratta di una puntata di transizione, in cui molti aspetti vengono spiegati e nuove domande si affastellano nella mente del lettore. Gli ottimi disegni e le intriganti rivelazioni sono supportati dagli eccellenti colori di Alessandra Amorotti, supervisionati dallo stesso Celoni e da Luca Merli.
A livello di rubriche, abbiamo una intervista molto interessante al giovane campione mondiale di ski cross Simone Deromedis e una puntata speciale di Fumettando, dedicata a Topolino e Minni in abiti sportivi invernali, ad opera di Emmanuele Baccinelli che ha curato il design dei gadget allegati. Ci piace anche sottolineare la presenza del publiredazionale dedicato all’archivio storico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: ovviamente, fa anche da promozione, ma si tratta di una sintesi ricca di spunti interessanti, oltre ad essere coerente con quanto visto nella Casa delle Storie.

