Topostrips
Introduzione

Nel 1991 la Walt Disney Company Italia, forte del consenso riscosso dalla ristampa delle storie di Carl Barks sul mensile Zio Paperone, che proprio alla fine dell’anno precedente aveva ripreso le pubblicazioni dopo uno stop di due anni, decide di tentare un esperimento analogo dedicando un periodico alla riproposizione organica delle daily strips e delle sunday pages disneyane. L’obiettivo è quantomeno audace e ambizioso. Da pochissimo si era conclusa (con la novantacinquesima uscita settimanale) la pubblicazione dei grandi albi formato tabloid allegati ogni sabato al quotidiano romano Il Messaggero, dove era stata riproposta la quasi totalità delle strisce giornaliere di Topolino disegnate da Floyd Gottfredson (oltre a diverse tavole domenicali delle serie Mickey Mouse e Silly Symphonies). Ulteriori nove numeri della serie erano stati dedicati al Paperino di Barks.
In precedenza Mondadori aveva portato nelle edicole di tutta Italia (tra il luglio del 1987 e il novembre del 1988) 19 albi (più 2 supplementi) di grande formato con alcune delle migliori storie del Topolino classico. La collana, intitolata Le Grandi Storie di Walt Disney, riprendeva in parte quanto già realizzato dall’editore Ernesto Traverso per il circuito delle librerie con una serie omonima e un’altra gemella (Revival Comics) che insieme avrebbero dovuto coprire l’intero ciclo delle daily strips di Mickey Mouse dal 13 gennaio 1930 al 31 dicembre 1955. Sebbene le due collane per le librerie fossero quasi riuscite nell’intento iniziale (lasciando scoperto il periodo tra il 1942 e il 1943) la serie per le edicole si arrestò con il passaggio di testimone tra Mondadori e Disney Italia.
Altre collane, ben più complete ma dalla diffusione notevolmente ridotta e a prezzi certamente non popolari, erano state pubblicate dalla prima metà degli anni ’80 da Comic Art (Special Mongo, Gertie Daily e New Comics Now) e dall’ANAF (Topolino Albi Il Fumetto) che, con Donald Duck by Al Taliaferro, provava per la prima volta a realizzare anche una cronologia delle dailies di Paperino.
Per chi volesse avere una testata completa con la ristampa integrale delle strisce di Gottfredson dal 1930 al 1975, nel 2010 il Corriere della Sera ha realizzato, sempre in formato orizzontale, Gli Anni d’Oro di Topolino.
Storia
Topostrips arriva nelle edicole a tre anni dal passaggio di testimone tra Mondadori e Walt Disney Company Italia: tempi che vengono giudicati maturi per riprendere quel discorso bruscamente interrotto con l’esperienza de Le Grandi Storie di Walt Disney.
Carlo Chendi, grande conoscitore dell’epopea del Topolino classico, che già all’inizio degli anni ’70 aveva collaborato con il direttore Mario Gentilini all’esperienza (anch’essa incompiuta) del Topolino d’Oro, prepara in prima persona il periodico. Pur mantenendo l’impostazione orizzontale delle analoghe collane del passato, Topostrips si presenta in un formato pocket (16 x 24,2 cm) maggiormente al passo con i tempi e con la testata proposta in entrambi i lati: escamotage certamente dettato dalla duplice esigenza di facilitarne agli edicolanti la collocazione negli espositori dei chioschi e di rendersi immediatamente identificabili ai lettori. Stampato in carta povera, simile a quella utilizzata per i fumetti d’avventura di tradizione italiana, l’albo si compone di cento pagine in bianco e nero. Pur essendo, nella memoria degli appassionati, immediatamente accostato alle strisce giornaliere di Mickey Mouse disegnate da Floyd Gottfredson, Topostrips è stato, nella sua breve vita editoriale, anche di più.

Minimalista immagine promozionale del secondo numero che esalta il formato orizzontale
Il primo numero, pubblicato come supplemento al n. 21 di Zio Paperone del giugno 1991, oltre all’indimenticabile Topolino e il mistero di Macchia Nera, presentata in copertina con un’inedita illustrazione di Giovan Battista Carpi, e a Topolino e i topi d’albergo, ospita diciassette tavole domenicali di Mickey Mouse disegnate da Manuel Gonzales risalenti al 1940 e 1941, più altre quattro del 1940 appartenenti al ciclo delle Silly Symphonies con protagonista Pluto scritte da Hubie Karp e disegnate da Bob Grant. Il formato dell’albo consente agevolmente la disposizione di tre strisce giornaliere o una tavola domenicale per pagina.
L’impostazione di massima del fascicolo rimane pressoché invariata nei numeri successivi. Il secondo albo della neonata collana arriva solo un mese dopo come supplemento a Piccole Fiabe Disney n. 4 del 13 luglio 1991, proponendo altri due cicli di dailies di Mickey Mouse (questa volta consequenziali e antecedenti rispetto a quelli pubblicati nel primo numero), Topolino e lo struzzo Oscar e Topolino agente della polizia segreta, e un’altra lunga serie di tavole domenicali: quindici di Topolino, disegnate sempre da Floyd Gottfredson, e le dodici ispirate alla Silly Symphony Elmer Elephant. La selezione di questo secondo numero ha la particolarità di riferirsi quasi totalmente al medesimo periodo, abbracciando una produzione sindacata che si colloca tra la fine del 1935 e la fine del 1936.
Il terzo numero si fa attendere un po’ di più, arrivando nelle edicole solamente nel febbraio del 1992 come supplemento a Zio Paperone 29. I due terzi dell’albo sono questa volta occupati da un’unica, lunga continuity di daily strips di Mickey: Topolino sosia di Re Sorcio, 156 strisce pubblicate sui quotidiani statunitensi tra il 1937 e il 1938. Nel resto del fascicolo trovano collocazione trentaquattro sunday pages, disegnate in parte dallo stesso Gottfredson in parte da Gonzales, tra cui la celebre sequenza conosciuta con il titolo di Topolino ammazzasette, storia che segna proprio il passaggio di consegne tra i due autori nell’illustrazione delle domenicali di Mickey Mouse.
Nulla lasciava presagire al fatto che la collana non avrebbe avuto un seguito. Tutt’altro. Nella pagina della posta, curata in prima persona da Carlo Chendi e ospitata per la prima volta in questo terzo numero, in risposta all’osservazione di un lettore che lamentava la mancata riproposizione delle strisce in ordine cronologico, Chendi rispondeva chiarendo gli obiettivi della testata:
Topostrips è una pubblicazione Disney che ha lo scopo di far conoscere ai giovanissimi i grandi capolavori disegnati da Gottfredson per i quotidiani: storie classiche che certamente i lettori che seguono Topolino da molti anni già conoscono. Proprio per avvicinare i più giovani abbiamo iniziato con alcune delle storie più belle. Se fossimo partiti dalle prime strisce in assoluto, forse avremmo rischiato di deluderli: anche Topolino, prima di diventare una star, ha avuto un piccolo periodo di rodaggio nel quale il suo carattere non era ancora perfettamente delineato. È ovvio che ci proponiamo di offrirvi queste prime storie in seguito. Per quanto riguarda l’ordine cronologico pubblicheremo, allegata all’ultimo numero di questa collana, la cronologia con i nomi dei collaboratori, le date di uscita, i titoli originali e in italiano e i numeri di Topostrips nel quale le varie storie sono collocate.
Una precisa dichiarazione di intenti che purtroppo non ha mai avuto un seguito, tradendo le speranze di molti lettori che iniziavano ad affezionarsi alle gesta del Topolino in calzoni corti; o che semplicemente aspettavano di poter leggere la Silly Symphony dei Tre Porcellini, la cui pubblicazione veniva annunciata come prossima nella vignetta conclusiva di Elmer Elephant nel secondo numero.
Conclusioni

Carlo Chendi giustificherà successivamente la chiusura della testata con il fatto che, a seguito del pensionamento del direttore Gaudenzio Capelli, questa non rientrasse nei piani dei suoi successori. Resta in ogni caso un’esperienza appassionante in cui l’autore di Rapallo si è perfettamente calato nella parte di sapiente anfitrione nei confronti dei giovani lettori alla scoperta del fumetto degli anni d’oro, infarcendo le pagine dei tre albi di articoli e approfondimenti tematici densi di aneddoti e informazioni: dalle biografie degli autori a quelle dei personaggi delle storie; dalle curiosità dimenticate, come la censura di Topolino sosia di re sorcio nell’allora Jugoslavia per situazioni descritte nella continuity giudicate troppo affini a quelle della realtà politica del paese, al corretto modo di interpretare le strisce identificando attribuzioni e datazioni.
Potremmo considerare come un vero e proprio numero extra della collana il curioso 300 strisce a tutto volume pubblicato nel luglio del 1992 in un’operazione estiva che prevedeva l’albo allegato a una radiolina FM con auricolari, poi riproposta anche l’anno successivo in considerazione del grande successo riscosso. Il giornalino in questione, sempre orizzontale, ma dal formato più contenuto (14 x 17,5 cm), era stampato interamente a colori nella stessa carta utilizzata al tempo per il settimanale Topolino, e conteneva al suo interno l’intera annata 1962 delle daily strips di Mickey Mouse all’epoca inedita in Italia, se si esclude la collana amatoriale New Comics Now della Comic Art. Una vera sorpresa per i lettori che sotto l’ombrellone scoprirono un florilegio di strisce disegnate da Floyd Gottfredson in un contesto tanto inusitato quanto inatteso.
Il testo è una parziale rielaborazione dell’articolo “La brevissima, appassionante vita editoriale di Topostrips” di Marco Travaglini pubblicato nel volume a cura di Paolo Castagno “Carlo Chendi. Un jolly tra le nuvolette” (I Quaderni del Papersera, 2018).
27 FEB 2026
