Thriller Collection 11

08 MAR 2026
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Thriller Collection 11

Alfredo Castelli è stato per decenni un punto di riferimento per il mondo del fumetto italiano. Proprio a ridosso del secondo anniversario della sua scomparsa, arriva in fumetteria l’undicesimo numero della Thriller Collection, che vede l’incontro tra il Buon Vecchio Zio Alfy e il titolare ombra della testata, ovvero Casty, curiosamente suo quasi omonimo nel cognome.

E’ infatti la ristampa di Topin Mystère e Orobomis la città che cammina a fare la parte del leone, all’interno del nuovo volume della collana dedicata alla riproposizione delle storie dell’autore friulano. Si tratta di una lunga avventura, divisa in due parti, che venne pubblicata su Topolino nel marzo 2018, in concomitanza con la fiera milanese di Cartoomics.

La storia nasce da una brillante intuizione di Casty durante la precedente edizione di Lucca Comics e rappresenta un omaggio a Martin Mystère, personaggio che condivide molti tratti in comune con il nostro Mickey; si avvale pertanto della supervisione dello stesso Castelli, creatore nel 1982 del Detective dell’Impossibile.

Particolari e meravigliose tavole nell’avventura mysteriana

E’ interessante ricordare come Casty non ami le parodie e le storie in costume: possiamo affermare come in questa occasione il suo più grande merito sia forse stato quello di riuscire a catturare in pieno lo spirito dell’archeologo americano, pur scrivendo una vicenda ambientata nell’universo canonico di Topolino (che tra l’altro compare, insieme a Pippo, in due distinte vignette).

La storia in sé, infatti, dimostra di avere tutte le carte in regola per essere definita un eccellente fumetto Disney. La trama, avventurosa come nella miglior tradizione del Mickey classico, viene stemperata dall’ironia, come sempre dosata alla perfezione dall’autore goriziano (qualcuno ha detto Dinni Friulan?). Non mancano originali colpi di scena e una riflessione che non mancherà di mettere radici nell’animo del lettore.

A livello grafico, si registra un tratto ormai ben consolidato e piacevolissimo nel suo richiamarsi a Scarpa senza però copiarlo pedissequamente. Memorabili le raffigurazioni dei paesaggi, anche grazie all’apporto di una colorazione curata fin nei minimi dettagli. 

Le suggestive foreste dell’Oregon viste da Paolo Mottura

A completare il volume, troviamo poi altre due avventure ispirate al tema dei paradossi temporali. Topolino e Pippo nella valle del picchio gigante, disegnata da Paolo Mottura, è una vera perla. Inspiegabilmente sottovalutata, è un’avventura in cui sono ravvisabili molti stilemi della produzione castyana, come la grande attenzione per l’ambiente, i buoni sentimenti e una struttura narrativa cesellata con equilibrio. Il lungo flashback che costituisce il cuore del racconto non è infatti fine a sé stesso, ma è un vero e proprio colpo di genio.

Per quanto riguarda i disegni, Mottura è un grandissimo artista con la grande capacità di narrare disegnando, ma in questa occasione mi è sembrato un po’ sottotono, soprattutto nei volti dei personaggi. Lasciano comunque grande soddisfazione i paesaggi e le ambientazioni, estremamente suggestivi e memorabili anche a livello cromatico. 

Il lussureggiante panorama del Carbonifero

Topolino e l’uomo del carbonifero, pubblicata sul settimanale nell’estate 2014, è invece un’opera quanto mai atipica nella produzione dell’autore friulano. Si tratta di una delle due sole volte, infatti, in cui ricorre alla Macchina del Tempo di Zapotec e Marlin (che riproporrà l’anno seguente nel capolavoro Tutto questo accadrà ieri). La sceneggiatura è godibile, scorre piacevolmente e dimostra quanto Casty riesca sempre a conferire un guizzo particolare alle sue storie, anche quando trattano temi che vanno al di fuori delle rotte abituali. E’ stato un piacere rileggere questa incursione castyana tra la lussureggiante vegetazione del Carbonifero visualizzata da Marco Mazzarello.

Infine, chiude il volume una lunga e interessante intervista di ben otto pagine a Casty, ricca di materiale iconografico di grande interesse.

L’undicesimo numero della Thriller Collection merita dunque di essere recuperato, dato che riesce a centrare in pieno la filosofia della collana: dare una nuova veste a storie spesso passate inosservate, ma in realtà degne di grande considerazione. In questo caso, poi, vengono anche rappresentati tre periodi differenti della produzione castyana, e il risultato non può che lasciarci molto soddisfatti.

Autore dell'articolo: Tommaso Praloran

Appassionato lettore di fumetti Disney fin dall'infanzia, fra i miei autori preferiti annovero Carl Barks, Romano Scarpa, Luciano Bottaro e Casty. Frequento il Papersera dal 2015 e ciò mi ha portato a consolidare la mia passione!