Topolino giornalista e Blasco suo aiutante

28 APR 2026

Trieste, 11/04/2026

Nella ormai collaudata cornice del Link Media Festival, giunto alla 12a edizione e svoltosi a Trieste dal 10 al 12 aprile 2026, una ventata di spensieratezza è giunta grazie all’intervento, tenuto nella mattinata del sabato in orario (quasi) antelucano, di Blasco Pisapia, notissimo (tra le altre cose) autore e disegnatore Disney dalla longeva carriera.

L’evento, dal titolo Giornalismo a fumetti, durato una mezzora abbondante, ha visto Pisapia raccontare alla platea come il fumetto sappia essere mezzo di divulgazione, in un efficace contraltare con la giornalista Marinella Chirico, soggetto di splendida paperizzazione finale.

Il motto della rete mondiale di disegnatori Urban Sketchers, “See the world one drawing at a time”, descrive perfettamente Blasco Pisapia che, come testimonia Chirico: “parla e disegna, va in giro e disegna, mangia e disegna…“. Anche un codice visivo consolidato, come quello dei personaggi Disney, si arricchisce costantemente con elementi del reale: prova principe sono state le rubriche sulle case dei personaggi di Paperopoli e Topolinia. Il progetto, nato sul settimanale Topolino nel 2002, è proseguito con la creazione di itinerari a misura di ogni personaggio ed è giunto al suo ideale compimento con le guide turistiche della città, dando così nuova concretezza ad un mondo immaginario.

Passando da Geronimo Stilton, direttore di un quotidiano, a Zia Nena, personaggio creato da Pisapia e tratto da una serie letteraria, sono stati ricordati alcuni fra i più famosi contatti tra il fumetto e il giornalismo. In particolare, è stata citata Topolino e la memoria futura, storia scritta dal giornalista Enzo Biagi, ma non va dimenticata la paperizzazione di Vincenzo Mollica, creata da Cavazzano su schizzo di Andrea Pazienza: un giornalista che diventa papero in base a un precedente disegno… il cerchio tra i due mondi si chiude idealmente.

Un altro aspetto ad essere stato sottolineato, è come il fumetto non sia quasi mai instant book, ma sempre soggetto ad un percorso di mediazione e riflessione: è stata mostrata, ad esempio, la famigerata copertina “con la matita” mai andata in stampa per il veto di Disney Italia, considerata troppo impattante.

In ambito extra Disney, abbiamo visto poi una vignetta di Pisapia, di stringente attualità, in stile New Yorker anni Trenta, che però non è mai stata stampata; sono stati ricordati Zerocalcare con Kobane Calling, Rizzo e Bonaccorso con il loro Salvezza, un fumetto sulle navi ONG che prestano soccorso ai migranti. Il fumetto sa essere anche reportage serio e può fare un ottimo lavoro di divulgazione, come dimostra la raccolta in quattro volumi delle storie prodotte per le esibizioni temporanee del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, un caso dove la ricerca filologica è stata particolarmente stringente.

Un ultimo accenno è stato fatto al fumetto che anticipa la realtà: è notorio il mancato riconoscimento di un’invenzione negli USA in quanto l’idea era stata descritta anni addietro da Carl Barks ne L’eredità di Paperino; forse è meno noto come Romano Scarpa risolse già nel 1961 in Paperino e il colosso del Nilo lo spostamento del tempio di Abu Simbel; per finire con Giorgio Pezzin che nel 1981 anticipava Internet e le chat, ben raccontate in Zio Paperone e la rivoluzione elettronica. Solo per citare gli esempi più famosi.

In conclusione, l’incontro ha ribadito come il fumetto debba essere considerato come un valido mezzo di comunicazione diretto alla più ampia platea di pubblico possibile, sfatando l’erroneo mito che non sia un medium affidabile.


Per chi volesse riascoltare l’intervento di Blasco Pisapia nella sua interezza, riportiamo di seguito la registrazione dell’evento messa a disposizione sul canale Youtube della manifestazione. Buona visione!

Autore dell'articolo: Rossana Monaco

Leggo Topolino da quando mi portavano in giro in passeggino, frequento il Papersera da quasi sempre... ma il mio eroe resta il primissimo Paperinik!