Topolino 3675

La prima storia di Topolino 3675, Zio Paperone e le parole perdute, vede Alessandro Sisti ai testi e Vitale Mangiatordi ai disegni regalarci una divertente quanto apparente caccia al tesoro paperonesca, destinata invece a rivelare intrighi e gelosie tra streghe. Gradevoli sono i disegni, perfettamente adatti ad una storia che vuole richiamare, pur senza scimmiottarli, alcuni stilemi ciminiani, come il mezzo di locomozione creato alla bisogna. La vicenda intrattiene il lettore e lo porta ad interessarsi al successivo redazionale a tema parole universali. Non entrerà negli annali, ma è quanto di meglio questo numero ci sa dare.
Infatti, benché sia tanto richiamata e ampiamente lodata nell’editoriale del numero, Topolino e lo sbandieramento vacanziero non offre nulla di particolarmente interessante. Roberto Gagnor, su soggetto del comico Gianluca Fru e con la collaborazione di quest’ultimo, imbastisce una gag esageratamente ripetuta, che può al massimo strappare qualche sorriso, ma che stanca alla lunga. La storia segna altresì il vero e proprio esordio su Topolino di Giuseppe Camuncoli, già visto però in tandem con Daniele Orlandini nella saga di marca americana uscita nelle scorse settimane sul libretto. Pur rintracciando molti buoni spunti in questo suo primo approccio con i personaggi disneyani, ci troviamo tuttavia ad osservare come appaia non ancora completato l’adattamento necessario dal contesto realistico da cui proviene all’ambiente cartoonesco. Contiamo in ogni modo che questo autentico asso di casa Marvel (che casualmente questo recensore ha conosciuto sin dai suoi primi passi sulle pagine dell’Uomo Ragno) raggiunga in tempi brevi i suoi colleghi che siamo soliti trovare sul settimanale, deliziandoci così anche al di fuori delle tavole supereroistiche.

Bellissimo. Ma rosso e in versione Aliante Jet sarebbe stato più moderno
Gagnor ci concede il bis, con la terza puntata di Pippo, Minni e il baule galattico del Bis Bis – La minaccia di Blottek, disegnata sempre da Marco Palazzi, la quale segue pedissequamente il canovaccio delle prime due, ancora presentandosi come una serie di gag, più o meno riuscite, e che saranno gradite solo a chi apprezza questo tipo di umorismo, ben supportato, comunque, dal comparto grafico.

Quando i disegnatori Marvel incontrano Disney
Zio Paperone e la passeggiata rifrangente riporta sul settimanale il ciclo Topolino Comic and Science, e non delude. Marco Bosco è bravo ad imbastire una scorrevole vicenda attorno al manufatto tecnologico alla base del tutto, che sarà decisivo per impedire a Paperone a cadere in una truffa ai suoi danni. La spiegazione scientifica non annoia, e la storia si lascia quindi leggere, pur senza ascendere a chissà quali vette, comunque raggiungendo l’intento didattico di fondo. Inappuntabili sono i disegni di Alessandro Pastrovicchio, perfettamente acconci alla situazione, tanto negli sfondi, quanto nell’espressività dei personaggi.
Chiude il numero l’ultima puntata de Il meraviglioso Mago di Oz – La quarta strega. Partendo dal comparto grafico, Paolo Mottura conferma la sua forma strepitosa, regalandoci vignette deliziose in ogni dettaglio, ove qualsiasi minima deformazione della costruzione fisica altro non fa se non aggiungere espressività ai personaggi, e questo anche soprassedendo alla questione della “vera” identità del Leone Codardo1.

Un capolavoro di inquietudine magistralmente rappresentata
Alcune perplessità suscita invece la sceneggiatura di Francesco Artibani, perché appare a chi scrive sin troppo fedele alla trama del libro. Se alcune scene sono edulcorate per non sfondare i noti limiti Disney, cionondimeno nessuno dei personaggi scelti per impersonare quelli del libro aggiunge davvero del suo a quello nel quale recita. Minni/Dorothy, ad esempio, è una perfetta Dorothy, ma di Minni ha l’aspetto e null’altro. Pare che i personaggi siano stati abbinati più per il fisico che per le loro vere attitudini, ma appunto ci chiediamo cosa ci sia di Disney in questo, se oltretutto le necessità di nascondere certe scene truculente impediscono di avere una visione chiara di alcuni passaggi. Probabilmente questa storia piacerà ai fan del libro, ma rischierà di lasciare una sensazione di incompiuto a tutti gli altri.
Di buon livello sono invece le one page Che aria tira a… Paperopoli (di Silvia Ziche) e Zii e nipoti – Il dollaro (di Davide Catenacci e Gabriele Giovannaccci), mentre tra i redazionali va altresì menzionato quello a tema scientifico. La pregevole copertina porta infine la firma di Andrea Freccero.
Due storie assolutamente nella media, altrettante non particolarmente memorabili e una finale problematica non ci consentono di dare un voto troppo elevato a questo numero, purtroppo: ci spiace che questa uscita faccia seguito ad un’altra non degna di particolare lode, speriamo quindi in un pronto riscatto.
- Vedi affermazione dello sceneggiatore, che dichiara sulla sua pagina Facebook come sia stata la Disney a determinare l’assegnazione del Leone Codardo a Figaro e non a Topolino, ndr. ↩︎

