I Grandi Classici Disney 124

I Grandi Classici Disney 124, in uscita ad aprile, si aprono con la riproposizione di Paperino e il “campione dei super-piuma”, scritta da Guido Martina e disegnata da Giorgio Cavazzano. Paperone incarica Paperino di trovare un inquilino per una sua villetta; sorgeranno problemi quando i candidati inquilini si riveleranno essere la famiglia del “campione” del titolo. La storia risulta gradevolissima, arricchita da iperboli comiche e scenate familiari tipiche del Martina dei primi anni Settanta, più temperato ma ancora in gran forma, e condita da disegni dinamici e perfetti per la sceneggiatura. È da segnalare, però, che i testi non sono gli originali: nell’ultima vignetta della quinta tavola si riporta come data passata il 1992, mentre dovrebbe trattarsi di un anno antecedente al 1970 (anno di pubblicazione della storia); inoltre, in altri punti il lettering pare ricalcato.
A seguire, abbiamo un articolo che ripercorre il leitmotiv delle uova nelle storie di Carl Barks, partendo dal corto animato Paperino e le uova d’oro, passando per la celeberrima Paperino e il mistero degli Incas, per arrivare a Zio Paperone e l’arcipelago dei piumati, riproposta più avanti in quest’albo: questo excursus si rivela una lettura interessante anche per il lettore di lungo corso.
Troviamo poi Zio Paperone e la calata dei condor, in cui Paperone viene derubato da uno strano popolo andino, che pare discendere dagli Incas e che si serve di condor ammaestrati per scopi criminali; naturalmente, Paperone e nipoti correranno ai ripari. Rodolfo Cimino scrive una sceneggiatura originale e divertente, sapendo declinare in maniera peculiare i suoi stilemi: il tipicamente ciminiano popolo esotico stavolta non è oggetto di una “solita” caccia al tesoro, bensì è autore di un piano criminoso. Dal canto suo, Giorgio Bordini restituisce le atmosfere con grande effetto. Nonostante in alcuni passaggi la conclusione della vicenda appaia un po’ affrettata, la storia si presenta egregiamente ed è una delle migliori dell’albo, oltre ad essere abbastanza rara, non avendo visto ristampe dal 1998.

Guai in vista
Segue Topolino e la città cavia, scritta da Michele Gazzarri e disegnata da Luciano Bottaro. Topolino torna a casa dopo un viaggio e trova la città schiava di strambe usanze collettive, con i cittadini che acquistano in massa gli stessi prodotti; presto anche Topolino cadrà in questo condizionamento, mentre Pippo sembra l’unico ad esserne immune… La storia, incentrata su temi simil-fantascientifici, risulta interessante, invogliando a scoprire quale mistero si celi dietro alle fisse di massa dei topolinesi; la caratterizzazione di Topolino, isolato nella sua indagine, fa risaltare tutte le qualità del personaggio. I disegni sono semplici, ma puliti e piacevoli.
Pippo e gli orsi trasformisti, scritta da Abramo e Giampaolo Barosso e disegnata da Giovan Battista Carpi, è una breve vicenda che segue le peripezie di Pippo nelle vesti di guardia forestale. Si tratta di una gag story che adempie bene al suo compito di intrattenere e far ridere, nonostante qualche incongruenza narrativa (i criminali, habitué dei gialli di Topolino e Pippo, stranamente non riconoscono quest’ultimo).

Qui papero ci cova
La Sezione Superstar presenta il tema delle uova, centrali in tutte le storie seguenti.
Apre le danze Zio Paperone e l’arcipelago dei piumati, direttamente dall’opera di Carl Barks, che racconta la ricerca delle “oche d’oro” intrapresa da Paperone e famiglia da una parte, e da Amelia e Bassotti dall’altra. La storia è davvero bella e coinvolgente, ed è rappresentativa dell’Amelia “fattucchiera” barksiana, prima della sua evoluzione in “strega” vera e propria. La selezione di questa storia, opera di un Maestro americano, arricchisce il sommario e diversifica i punti di vista narrativi, e la scelta del formato su tre strisce delle prime pubblicazioni italiane agevola la lettura su questa testata. Personalmente, esprimo la speranza che non si tratti di un caso isolato e che vengano pubblicate presto altre grandi storie americane.
Troviamo anche un altro autore completo, Onofrio Bramante, con Topolino e le uova perlifere, una vicenda gialla tutto sommato abbastanza prevedibile e valorizzata soprattutto dai disegni caratteristici dell’autore, oltreché dalla sua discreta rarità (l’ultima di poche ristampe risaliva al 1999). Segnalo però la presenza di due pagine invertite, la 178 e la 179.
Segue Paperino e il lavoro facile, con il soggetto di Abramo Barosso, la sceneggiatura di Osvaldo Pavese e i disegni di Luciano Gatto. Paperino, tentando di schivare lavori faticosi, si cimenta nell’allevamento di galline, non immaginandone gli sforzi dietro agli apparenti guadagni lucrosi. La storia è mediamente interessante e i personaggi non risultano molto approfonditi, specialmente Paperino che viene descritto più che altro come un testardo ozioso. I disegni sono molto piacevoli ed espressivi.

Scene spettacolari
Torna infine Rodolfo Cimino con un’altra avventura di ambientazione sudamericana: Zio Paperone e le uova d’esportazione, con le matite di Romano Scarpa e le chine di Giorgio Cavazzano. Un golpe in una repubblica sudamericana impedisce a Paperone di esportare l’oro delle sue miniere del luogo, e decide di contrabbandarlo dentro alle uova. La storia è divertente, i dialoghi sono serrati e i disegni paiono molto piacevoli, nonostante il formato su quattro strisce.
All’albo nel suo complesso assegno quattro stelle e mezzo, per la coerenza della Sezione Superstar, l’alta qualità media delle storie e l’apertura a storie straniere.
05 MAG 2026
