Topolino contro Robin Hood – Tavole domenicali di Floyd Gottfredson
Disney Classic 22

Magia. Pura magia. Non trovo altro termine per definire questo secondo volume delle tavole domenicali di Floyd Gottfredson pubblicato recentemente da Panini Comics, fedele riproposizione dell’edizione originale americana della Fantagraphics Books, curata da David Gerstein e Gary Groth.
È anche il classico esempio del modo di dire “Non giudicare mai un libro dalla copertina”. In copertina infatti, viene pubblicizzata solo la celebre storia Topolino contro Robin Hood (1936), sicuramente pregevole, certamente deliziosa ma… apriamo il volume e, sorpresa!
Troviamo una ricca antologia delle tavole domenicali della serie Treasury of Classic Tales, a cui Floyd Gottfredson ha collaborato in vario modo. La serie, che sostituì quella delle Silly Simphonies, ebbe inizio ufficialmente il 13 luglio 1952 con la riduzione a fumetti del lungometraggio con attori Robin Hood e i compagni della foresta, pur avendo già avuto una sorta di anticipazione con le tavole domenicali “fuori serie” di Cenerentola e Alice nel paese delle meraviglie, pubblicate rispettivamente nel 1950 e 1951, e terminò definitivamente il 15 febbraio 1987 con l’ultima tavola della storia Tramp’s Cat-astrophe, con i personaggi di Lilli e il Vagabondo.Una serie veramente eccezionale.
Quasi quaranta anni fa, Mondadori pubblicò una selezione di tavole nel volume Le grandi favole a fumetti e molti lettori notarono una dolorosa assenza nella scelta dei soggetti, quella de La bella addormentata nel bosco. Con questo volume, la lacuna è finalmente colmata e le splendide tavole domenicali tratte dal capolavoro di Walt Disney, sceneggiate appunto da Gottfredson per i magnifici disegni di Julius Svendsen (che, nello stesso periodo, realizzò molte illustrazioni per il Giant Golden Book tratto dal film, edito in Italia nella collana Libri d’oro da Mondadori con la preziosa traduzione del Professore Guido Martina), vengono finalmente messe a disposizione degli appassionati italiani. Una riduzione a fumetti eccezionale in cui rivive tutto il fascino del lungometraggio (c’è qualche piccola variazione nella trama che non vi svelo).


Altra preziosa storia che, all’epoca, apparve anche su Topolino ma che da parecchi anni non si vedeva, è The seven dwarfs and the Witch-Queen (1958), intitolata nelle sue pubblicazioni precedenti I Sette Nani e lo stufato magico e I Sette Nani e la Strega Cattiva. Qui, anche su mio suggerimento (ho fatto da consulente per il volume), abbiamo deciso per I sette nani, la strega e lo stufato magico. I disegni di Svendsen sono perfetti (chissà cosa avrebbe combinato con una riduzione a fumetti di Biancaneve e i sette nani, nda), la sceneggiatura di Gottfredson molto spiritosa.
Fra gli altri meravigliosi doni “extra Mickey” del volume, segnaliamo la celebre versione a fumetti del cartoon Lambert the sheepish lion (1952), pubblicata in tavole nell’agosto-settembre del 1956, disegnata da Gottfredson su sceneggiatura di Frank Reilly (in Italia fu pubblicata la prima volta, rimontata in formato verticale, sull’Almanacco Topolino 188 dell’agosto 1972), e le tavole domenicali de La Carica dei 101, di cui ricorre, proprio quest’anno, il 65° anniversario dell’uscita.
Una curiosità: il personaggio di Lambert ha avuto più nomi italiani: nella versione italiana del cortometraggio è Abele l’agnelleone, nei fumetti (sia in questa versione a tavole domenicali che in quella pubblicata su Topolino nel 1952, disegnata da Dick Moores, derivata dal comic book) è Zirlino; nel titolo della versione delle tavole domenicali è però una “pecora leonina”, nel titolo della versione da comic book diventa “leone pecorino”. La versione de La Carica dei 101 è stata pubblicata più volte (la prima fu nella serie I film Disney a fumetti rimontata in verticale, nel 1982) ma è sempre un piacere leggerla. Gottfredson si occupò del layout delle vignette, sceneggiate da Frank Reilly e disegnate da Bill Wright, Chuck Fuson e Manuel Gonzales.


Completano il volume alcune famosissime avventure: Il rivale di Topolino (1936), in cui Mickey deve vedersela con Topesio, corteggiatore di Minni (personaggio chiamato nella prima versione italiana “Princisbello”); la già citata storia con Robin Hood; Topolino ventriloquo (1936); Topolino cercatore d’oro (1937), il cui titolo italiano originale era Oro! Nuove avventure di Topolino nel west, in pubblicazioni famosissime come Il Topolino d’oro e Io Topolino, Topolino e la stazione di servizio (1938); oltre a molte tavole autoconclusive, in cui Topolino è affiancato da Paperino, Pippo e Minni.
Una citazione particolare va fatta poi per le tavole di Topolino Ammazzasette (1938), versione a fumetti del celeberrimo corto omonimo che, in questa versione, ha anche un buffissimo “prologo” in cui si vede Topolino che viene convocato per telefono da Walt agli studi per un nuovo “ruolo”, quello del “sarto ammazzasette” appunto (pubblicheremo prossimamente anche un articolo dedicato ai francobolli dedicati a questo cortometraggio, ndr). In pratica, questa storia anticipa così di 50 anni ciò che verrà svelato in Chi ha incastrato Roger Rabbit, ovvero che i cartoni sono in realtà dei veri e propri attori.


Il volume è completato da alcuni prestigiosi e puntuali redazionali: è sempre un piacere leggere le informatissime e competenti pagine redatte da Marco Travaglini, un vero appassionato ed esperto della cultura e della storia Disney.
In conclusione, si tratta di una pubblicazione imperdibile, che, assieme alla nuova testata Topolino Classic, si rivela utile a confermare ancora una volta, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la statura mitica di un autore come Floyd Gottfredson.
13 GIU 2026
