Topolino 3684

06 LUG 2026
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Topolino 3684

Nel trentennale di PK, ovunque celebrato, sul libretto c’è spazio anche per la versione classica, ma in chiave moderna, del diabolico vendicatore. La storia d’apertura di Topolino 3684, introdotta dalla grintosa copertina di Francesco D’Ippolito (con i colori caldi di Andrea Cagol), oltre che dallo stagionale Che aria tira… di Silvia Ziche, è Paperinik e il ritorno di Frida, che vede il papero mascherato all’opera in una veste meno tecnologica e più tradizionale.

Ma chi è questa Frida, di cui si annuncia fin dal titolo la ricomparsa? Si tratta di Frida Dangerman, temibile villain alla terza apparizione, dopo l’esordio del 2022 in Megaricchi… una poltrona per tre e il bis, l’anno scorso, in Paperinik e la maschera di Frida, in tutti i casi con Bruno Enna ai testi e Alessandro Perina ai disegni, come stavolta. Una rivale degna del protagonista, con il quale dà vita a un duello stuzzicante, fatto di mosse e contromosse tutt’altro che scontate.

Al culmine di vicissitudini che ne mettono a serio rischio l’identità segreta (nonché l’incolumità dei nipotini), Paperinik è costretto a dare fondo alle proprie energie per trovare il bandolo dell’intricata matassa. Vi riesce soltanto nel finale, che lascia intendere come la sfida con l’eclettica e audace malvivente sia destinata a rinnovarsi in futuro.

Violato il rifugio segreto!

Dopo i fasti del numero precedente con il magnifico Pippo Holmes, Enna si assesta su binari più collaudati, regalandoci comunque una storia in due parti solida e ben strutturata, ricca d’azione e pathos ma capace anche di intrattenere a livello più cerebrale. Lo sceneggiatore sardo, inoltre, si aggancia con abile levità alla continuity del cosiddetto Gervasioverso, inserendo così il frutto della propria fantasia all’interno di un progetto più ampio. Dal canto suo, lo stile di Perina si conferma adatto a questo genere di avventure: i suoi disegni ne rendono bene le atmosfere dinamiche, grazie anche ai colori vivi di Irene Fornari.

In Paperino e la (s)fortuna che viene dall’est, scritta per il mercato internazionale da Alessandro Ferrari, troviamo un Gastone improvvisamente scalognato che, accompagnato da un fin troppo magnanimo Paperino, va alla ricerca di potenti amuleti portafortuna in un rocambolesco giro simil-turistico nell’Europa orientale. Il cuginastro viene tratteggiato per come l’abbiamo sempre conosciuto, senza le melense note introspettive e pseudo-drammatiche troppo spesso emerse negli ultimi anni, che da insopportabile antagonista hanno cercato di trasformarlo in un personaggio quasi da compatire.

Le mille luci di Cracovia

L’unico scopo della storia, invero, sembra quello di esporre una serie di nozioni su usi, costumi e leggende dei luoghi visitati: un intento sulla carta lodevole ma che sarebbe stato preferibile integrare meglio con il racconto vero e proprio. Così, invece, le informazioni appaiono talmente ridondanti e tirate dentro a forza da non smuovere grande interesse per delle tematiche che, se presentate in maniera più accattivante, meriterebbero maggiore attenzione (come dimostra l’articolo di Antonella Murolo a seguire). Se il soggetto stenta a decollare, il comparto grafico è però di prim’ordine, con le curatissime riproduzioni di architetture e paesaggi urbani realizzate da un ispirato Valerio Manisi, valorizzate dalla particolare colorazione di Debora Grazio.

Simpatica la successiva Frankepipp e lo scacchista… mostruoso, che non può non richiamare alla mente Frankenstein Junior, capolavoro d’ironia diretto più di mezzo secolo fa dal fresco centenario Mel Brooks. Qui Rudy Salvagnini immagina una sorta di crossover disneyano tra alcuni romanzi gotici, elaborando una breve (ma in fondo neanche troppo: sedici tavole) capace di strappare diversi sorrisi, specie a ridosso del riuscito epilogo. Ottime le matite del mai troppo apprezzato Valerio Held, che è impegnato anche nella rubrica Fumettando, in cui ci insegna come raffigurare il pestifero Anacleto Mitraglia.

L’inconfondibile zazzera del ‘Diez’

Giungiamo poi alla saga pallonara, ormai in dirittura d’arrivo. Va detto che, per sostenere il ritmo infernale della quarta parte di Paperino in: FIFA World Cup, è necessario aver assunto una dose ben adeguata di vitamine e sali minerali, alla stregua di un vero sportivo professionista. Avevamo lasciato, infatti, il Calisota Team alla vigilia dell’ottavo di finale con la Germania e al termine dell’episodio, archiviato anche il quarto con l’Inghilterra, ci ritroviamo già nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo della semifinale con l’Argentina: due partite e mezza, con relativi frenetici highlights e qualche scena dietro le quinte, nel giro di appena venti pagine. A Marco Nucci, insomma, tutto si può imputare fuorché di voler allungare il brodo…

Nonostante il fiatone, gli scarsi approfondimenti e alcune gag un po’ ripetitive, la storia continua a intrattenere in modo abbastanza piacevole, suscitando innegabile curiosità in vista dell’imminente finale. Certo, i non appassionati di calcio potrebbero trovare gravosa la lettura in determinati punti, ma l’umorismo sapido e le matite dinamiche di Corrado Mastantuono alleviano ogni fatica.

A chiudere un numero che, tutto sommato, non si discosta dalla media, è Poco spazio, per la serie Sapore d’estate, scritta da Carlo Panaro e disegnata da Ottavio Panaro, dissetante one page con Nonna Papera e Ciccio.

La prossima settimana, come da anteprima di Jacopo Iovannitti, torna Mister Vertigo, un personaggio lanciato in pompa magna qualche anno fa, che, però, nel primo lungo stint, non si è rivelato all’altezza delle aspettative create. Chissà che, con i dovuti aggiustamenti e un nuovo team d’autori, il criminale di matrice hitchcockiana non possa finalmente trovare una sua dimensione.



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Autore dell'articolo: Fabrizio Fidecaro

A cinque anni cominciai a leggere Topolino, a sette fui travolto dal vento del sud. Da allora il fumetto Disney ha sempre fatto parte della mia vita. Amo lo sport (da spettatore), i libri di John Fante e Simenon, i film di Hitchcock e Wes Anderson. Il Papersera mi ha dato l'opportunità di incontrare grandi autori e nuovi amici.