Topolino 3685
A cinque anni dall’apparente conclusione delle trame che avevano avuto come antagonista Mister Vertigo (e dopo alcune sporadiche apparizioni avvenute nel frattempo), torna sulle pagine del settimanale il villain che tanto ha fatto penare Topolinia, con Topolino e il nemico che visse due volte.
Questo ritorno viene anticipato già dal pattern a spirale nella copertina di Davide Cesarello, a dire il vero forse un po’ spoglia per un evento di tale rilievo. Il titolo stesso della storia, inoltre, riprende la versione italiana di uno dei film di maggior successo di Alfred Hitchcock, ovvero La donna che visse due volte: libera traduzione, ancorché appropriata, dell’originale Vertigo, per un multiplo gioco di rimandi con il nome del personaggio. In un ulteriore collegamento con il cinema, l’avventura viene pubblicata in due tempi da assaporare uno dopo l’altro, superando la classica breve interruzione centrale.
L’ideale testimone dei casi riguardanti Mister Vertigo passa dunque dal suo creatore Marco Nucci a Pietro Zemelo, che decide di rimescolare le carte in tavola realizzando una storia in cui è Basettoni il fulcro della narrazione. È infatti proprio il commissario a essere colpito dalla maggior parte delle vicende, a causa del confronto con il misterioso profilo chiamato Spiral, che tramite i social annuncia gli eventi criminosi nel mentre che questi avvengono. Questo “individuo”, inizialmente una fonte attendibile per le forze dell’ordine, si rivelerà man mano sempre più ostile e inaffidabile.
Il prevedibile legame fra Spiral e Vertigo si solidifica nel corso della storia, culminando nel finale del secondo episodio che sembra però quasi rimettere in discussione quanto raccontato in precedenza.

Mister Vertigo non dà pace al povero Topolino…
Zemelo riesce a gestire bene la tensione e lo spazio da dare ai vari personaggi, alternando le scene investigative a quelle di vita privata ed elaborando un intreccio che scorre piacevolmente. Cristian Canfailla, dal canto suo, torna dopo mesi di assenza e fornisce una prova convincente, facendo recitare con sapienza ai personaggi l’ampio spettro di emozioni che si trovano a vivere durante la narrazione.
Il numero continua con una storia prettamente estiva, Paperino e l’architettura da spiaggia, che propone un canovaccio abbastanza classico: Paperino si ritrova coinvolto in una gara di castelli di sabbia dei nipotini e inizia a prenderla con eccessiva competitività.
La trama ideata da Niccolò Testi soffre in alcuni passaggi di un ritmo piuttosto blando e sembra prendersi più tempo del necessario, e solo il colpo di scena finale lascia qualcosa in più. Sono però le matite di Nico Picone il vero valore aggiunto, grazie al suo tratto elegante e morbido e alla sua regia dinamica.

Il piccolo Paperone gioca con i suoi soldatini
La terza storia del libretto ci porta nel mondo del sovrannaturale, con Lord Hatequack presenta… L’ora del terrore – All’attacco! di Giulio A. Gualtieri e Roberto Vian. Il racconto inizia con un flashback del giovane Paperone con sua madre, per poi cambiare completamente scenario e mostrare un assalto al Deposito… decisamente inusuale.
Se la minaccia con cui devono avere a che fare lo Zione e Battista non viene volutamente approfondita per mantenere un alone di mistero e inquietudine, non è chiara né dal punto di vista della sceneggiatura né da quello grafico la risoluzione finale ideata dai due, che appare quindi inefficace, pur chiudendo un cerchio con l’incipit. Ciononostante, Vian si conferma una scelta azzeccata per illustrare storie come questa, che fanno delle atmosfere più tenebrose e a tratti disturbanti il loro punto di forza.
Con la quinta puntata di Paperino in: Fifa World Cup, sempre del duo Marco Nucci/Corrado Mastantuono, giunge al termine la saga mondiale che ci ha accompagnato in questa estate, svelando anche il destino della nazionale del Calisota nella competizione. Lo stile adottato dallo sceneggiatore in questi episodi, con una voce narrante utilizzata a mo’ di cronaca realizzata da parte di un giornalista sportivo al seguito della manifestazione, supporta una narrazione rapida, in cui tutti i nodi vengono al pettine nel corso di una finale al fulmicotone. Tra azioni dinamiche, le solite gag reiterate e riconciliazioni familiari e sportive, sarà Paperino il protagonista indiscusso e la sua stizza avrà un ruolo determinante nella partita.

Fra gli spalti ritroviamo un vecchio amico!
La coppia di autori riesce soprattutto a darci una rappresentazione vivida dei personaggi, in ventiquattro tavole molto ricche di particolari. Tra questi, lo scontro con la nazionale brasiliana ci permette di ritrovare fra le pagine del settimanale (in una storia italiana!) José Carioca, con un cameo nelle vesti di tifoso verdeoro, tratteggiato da Mastantuono in maniera molto personale.
Il numero si chiude con una one-page, Sapore d’estate – Gioventù avventurosa, ad opera di Carlo Panaro e Ottavio Panaro, che gioca con leggerezza con il passato dello Zione.
Pur non brillando in ogni sua proposta, Topolino 3685 riesce a convincere grazie soprattutto alla nuova avventura di Mister Vertigo, mentre il resto delle storie oscilla tra prove discrete e altre meno incisive.

