Le Storie di Topolino 8
Le Isole della Cometa – La 2a serie completa!

Con una copertina sorprendentemente inedita ad opera di Paolo Mottura, che si pone come seguito ideale di quella d’esordio della collana, Le storie di Topolino 8 ospita quello che è il primo grande ritorno di una serie su queste pagine: Le isole della Cometa. In questa seconda stagione, alle matite ritroviamo Nico Picone e ai colori Irene Fornari, mentre ai testi abbiamo il solo Pietro Zemelo, apparentemente senza più contributi accreditati del direttore Alex Bertani. Il volumetto si apre con un riepilogo degli eventi precedenti, a cura di Gaja Arrighini, necessario a riallacciare i fili narrativi dopo oltre un anno dalla prima pubblicazione della prima serie.
La storia riparte dall’arcipelago Rodent, riprendendo da dove si era interrotta: questa prosecuzione si propone di approfondire le motivazioni dei personaggi e chiarire i misteri legati al gruppo delle Comete. Al centro della narrazione si trovano principalmente, ma non solo, i due alter ego di Topolino, ovvero Mick e Babou. Entrambi devono fare i conti con il proprio passato e le implicazioni che questo ha sul loro futuro; ne seguiamo i tormenti attraverso una struttura che alterna flashback e momenti introspettivi.

Il sogno del piccolo Babou
Fin da subito, il percorso che dovrebbe svelarci meglio gli intenti dei protagonisti e i loro segreti (simpatico vedere anche un personaggio come Dippo nascondere un passato misterioso da cui intende fuggire) si lega a doppio filo con i molti misteri rimasti insoluti circa le Comete. L’azione si sviluppa allora introducendo ulteriori nuovi personaggi, attraverso i quali si possa finalmente fare luce sui segreti che Salud, il Professore, e Mick, lo zio di Babou, hanno tenuto celati insieme a mappe e bussole.
Zemelo costruisce una narrazione stratificata, caratterizzata da una tensione costante che non viene mai meno nonostante la complessità dell’intreccio, in cui i diversi punti di vista si sovrappongono. I personaggi si separano per affrontare singolarmente delle missioni, per poi ritrovarsi e dividersi nuovamente, contribuendo a ricostruire il puzzle degli eventi poco alla volta. Sul piano grafico, Picone valorizza al meglio la varietà della narrazione, alternando momenti più intimisti a sequenze dinamiche: particolarmente degne di nota quelle aeree. La libertà compositiva delle tavole si traduce in un uso flessibile della griglia, che spazia dalla struttura tradizionale a soluzioni più libere, fino alle quattro strisce.

Dippo torna a casa
Se c’è un tema che lega le varie vicende dei personaggi principali è quello della famiglia. La precedente stagione indagava la volontà di trovare il proprio posto nel mondo, mentre questa riporta Mick, Babou, ma anche l’antagonista di questi episodi, a confrontarsi con le implicazioni dell’accettazione una determinata eredità e di come questa possa influenzare il nostro presente. Se per Mick e Babou questo appare come un percorso che, seppur non in modo perfettamente lineare, porta ad una conclusione inevitabilmente positiva, il ruolo del villain è quello di rappresentare una declinazione opposta e distorta dello stesso tema.
La trama, ricca e talvolta sovraccarica di elementi, riesce comunque a mantenere vivo l’interesse del lettore, che si trova di fronte ad una mole di informazioni sulle Comete molto superiore a quello che avevamo letto nella prima stagione. Tuttavia, un problema che si può riscontrare è il fatto che alcuni riferimenti e accenni non hanno modo di svilupparsi appieno. Per esempio, quando un certo componente delle Comete e una misteriosa strega (con tanto di assistente alato) fanno capolino sulla scena, il pensiero va ovviamente in una direzione, che rimane però inesplorata. Il primo si rivela essere solo un accenno, mentre la seconda figura non è altro che un depistaggio per il lettore.

Una strega… inattesa
La storia si presterebbe certamente ad un ulteriore sequel o anche a svariati prequel, magari con protagoniste le Comete da giovani nel pieno delle loro avventurose imprese. Se il riscontro della serie, quando suddivisa settimanalmente in puntate, non è stato così dirompente, magari la riproposizione in due albi potrà portare a una riscoperta e rivalutazione dell’opera.
Per quanto riguarda il resto dell’apparato redazionale, si continua con le tradizionali rubriche circa i personaggi (i pochi introdotti in questa seconda serie), i luoghi inediti visitati e i mezzi di trasporto, lasciando momentaneamente da parte gli aerei, per concentrarsi su strumenti di viaggio meno centrali nelle vicende.
In conclusione, la consueta anticipazione del prossimo numero preannuncia la pubblicazione di Operazione Alaska, la storia delle Giovani Marmotte che ne ha decretato il rilancio durante la direzione Bertani. Che sia segno dell’intenzione di portare su questa testata tutto il ciclo delle GM contemporanee? Sarebbe certamente un’iniziativa apprezzabile.
16 LUG 2026
