Viaggio a New York: tracce Disney fra albi d’epoca e avvistamenti pop

19 LUG 2026

Prosegue il diario di un giornalista a caccia di paperi e topi oltreoceano

Action Comics

New York non è solo la città che non dorme mai, è la giungla d’asfalto dove i sogni di carta diventano realtà. Sono sbarcato nella Grande Mela lasciandomi alle spalle scadenze e routine, armato solo di una macchina fotografica e di una mappa delle fumetterie di Williamsburg. Ufficialmente è un viaggio di lavoro, ma la verità è che ho spento il radar da reporter per accendere quello del collezionista, lanciandomi in una caccia al tesoro senza freni tra i profumatissimi albi della Golden Age Disney. Da Manhattan a Brooklyn, la mia è una missione di pura felicità pop.

Il mio viaggio è iniziato nel cuore hipster di Brooklyn, a Williamsburg, dove tra un caffè d’importazione e un negozio di vinili mi sono fiondato nelle fumetterie della zona, come la celebre Desert Island (che abbiamo già incontrato, ndr), Action City Comics o Hey Kids Comics dove, tra l’odore di carta d’epoca e caffè, è iniziata la vera caccia all’oro tra i leggendari albi della Dell Publishing e della Gold Key degli anni Quaranta e Cinquanta.

Le ceste di fumetti

Trovare un Walt Disney’s Comics and Stories dell’epoca, magari con una splendida copertina del nostro amato cast o una storia interna dell'”Uomo dei Paperi” in persona, Carl Barks, fa fare i salti di gioia anche a un giornalista scafato come me, specialmente notando come i fumetti qui siano un animale completamente diverso rispetto al nostro iconico libretto italiano.

Niente formato tascabile a cui siamo abituati noi in Italia dai tempi del dopoguerra, ma comic book americani grandi, sottili, spillati e stampati su una carta che un tempo era poverissima e oggi profuma di storia; inoltre, mentre il nostro Topolino è un settimanale antologico monumentale che raccoglie tantissime storie insieme, gli albi USA storici erano mensili o bimestrali dedicati a un singolo personaggio con una storia principale lunga, distribuiti oggi quasi esclusivamente nelle fumetterie specializzate con gli albi protetti da bustine trasparenti e catalogati secondo i rigidi voti del sistema CGC.

Un ricco bottino di acquisti

Nelle ceste di legno di quelle fumetterie d’oltreoceano, il tempo sembra essersi fermato, regalando emozioni stampate su carta d’altri tempi. Tra i pezzi forti della mia caccia al tesoro spiccano senza dubbio gli albi di Uncle $crooge, la testata ammiraglia della Gold Key e della Dell dove il leggendario Carl Barks ha dato vita alle più grandi cacce al tesoro del mondo, piene di mappe antiche, dollari sonanti e quell’inconfondibile spirito d’avventura che qui in America ha un sapore quasi mitologico.

Poco più in là, con le loro copertine dai colori saturi e accattivanti, ho scovato i numeri dedicati ai Beagle Boys: vedere i Bassotti stampati in formato comic book, con le loro mascherine nere e le sgangherate uniformi carcerarie stampate sulla ruvida newsprint, fa un effetto incredibile. Sono fumetti che sprizzano dinamismo da ogni tavola, perfetti per il pubblico statunitense dell’epoca.

Desert Island

Non potevano mancare le avventure urbane e romantiche di Donald and Daisy, dove i bisticci e i corteggiamenti tra Paperino e Paperina riflettono perfettamente i cliché della commedia americana classica. Infine, una vera chicca per nostalgici: le scatenate avventure dei nipotini, che qui firmano la loro testata personalizzata come Huey, Dewey and Louie. Trovare questi albi d’epoca, sfogliarli e ammirare la griglia geometrica delle vignette americane così diversa dal nostro classico libretto, è come fare un viaggio a ritroso nel DNA di Paperopoli. Cinque o sei pezzi unici sono già finiti dritti nella mia borsa, pronti a volare oltreoceano.

Dopo aver alleggerito il portafoglio a Brooklyn, ho deciso di spegnere il radar del collezionista e accendere l’obiettivo della macchina fotografica, iniziando a vagare senza meta per i quartieri, da Manhattan a Queens, con gli occhi spalancati come un bambino per catturare ogni singolo dettaglio che mi ricordasse Paperopoli. Mentre camminavo tra i vicoli industriali di Bushwick e le strade di Lower Manhattan, mi sono imbattuto in un enorme pezzo di street art, un murales gigante di Topolino in chiave moderna che sbucava tra i mattoni rossi di un palazzo, creando un contrasto pazzesco tra la New York sotterranea e l’icona pop per eccellenza.

Desert Island

Poco dopo, fuori da un vecchio e polveroso grocery store di un quartiere residenziale, ho visto una di quelle giostrine meccaniche per bambini che funzionano ancora con una monetina da 50 centesimi, dove sopra c’era proprio un Mickey Mouse un po’ sbiadito dal sole all’interno del quale ho inserito il proverbiale quarto di dollaro solo per sentirlo suonare.

Impossibile poi non fare un salto nel frastuono di Times Square, dove le luci dei cartelloni illuminano a giorno anche la notte e si trova il monumentale Disney Store, un tempio a due piani dove sono stato accolto da una quantità di merchandise che farebbe girare la testa persino a Zio Paperone, prima di essere assalito sul marciapiede dai famosi figuranti travestiti da peluche Disney che popolano la piazza con i loro costumi un po’ bizzarri e vissuti, come quel Pippo dallo sguardo decisamente stanco con cui non ho resistito a farmi un selfie.

Desert Island

Alla fine, mentre il sole tramontava dietro gli skyline di Manhattan colorando l’Hudson di un arancione caldissimo, mi sono seduto su una panchina con la mia borsa piena di albi della Dell Publishing, un hot dog nell’altra mano e la macchina fotografica al collo, sentendomi semplicemente felice come quando da piccoli si aspettava il giorno d’uscita del settimanale in edicola.

Perché non importa quanti chilometri fai o in quale metropoli del mondo ti trovi, quando stringi tra le mani un pezzo di storia Disney ti senti sempre nel posto giusto, a casa! E adesso vi saluto affettuosamente, perché c’è un’altra fumetteria a Manhattan che sta per chiudere…


Autore dell'articolo: Mauro Pigozzo

Giornalista professionista, ha iniziato ad amare i fumetti della Disney da bambino. Soprattutto Topolino, ma poi si è abbonato anche a I Classici di Walt Disney, Paperino Mese e Zio Paperone. Oggi adora le storie della Disney anni '50 e '60 e ha un sogno: riuscire prima o poi a concludere la sua collezione di Topolino. Ma sa che non finirà mai, c'è sempre un numero da sostituire...