Topolino 3686

23 LUG 2026
Voti del fascicolo: Recensore: Medio: (32 voti) Esegui il login per votare!

Topolino 3686

Inizio subito confessando il mio crimine, signor giudice: è un numero che ho affrontato con notevoli pregiudizi! Sarà un limite mio, ma non ho mai amato particolarmente i dialetti. Sono quindi partito prevenuto di fronte al Topolino 3686, circondato dal consueto clamore che accompagna queste fruttuose iniziative… Eppure, più andavo avanti nella lettura delle cinque storie (più le due autoconclusive) contenute nel fascicolo, più mi stupivo della piacevolezza della lettura.

Finalmente! Dopo una serie di numeri che, pur senza essere brutti, mi avevano lasciato piuttosto freddo, questo è esattamente il Topolino che mi piace trovare nella lettura del settimanale. E questo nonostante si tratti quasi esclusivamente di storie brevi, al massimo di trenta pagine, con una netta predominanza dei paperi rispetto ai topi: due caratteristiche che, a scatola chiusa, mi avrebbero fatto storcere il naso. Ed eccomi quindi alla recensione ancora una volta parecchio dubbioso: un altro pregiudizio, insomma!

Il fascicolo si apre con Zio Paperone e la giornata piena, di Augusto Macchetto e Giampaolo Soldati, storia che ho letto nella versione standard in italiano. La vicenda si sviluppa attraverso brevi e simpatiche gag che conducono al finale a sorpresa e, salvo qualche incoerenza – perché, per esempio, i Bassotti vengono messi in fuga da un bombardamento effettuato con pacchi di dollari? – riesce a divertire con efficacia.

Topolino 3686 - Un Pippo decisamente sconvolto

Il motore della storia è attivato dalla reazione di Pippo a dei misteriosi oggetti…

Il vero pezzo forte dell’albo è, secondo me, il primo episodio de L’isola dei volti nascosti, thriller coinvolgente del “solito” Bruno Enna, capace di mettere in moto una serie di eventi complessi e originali che appassionano il lettore. Arrivato all’ultima pagina dell’episodio, avrei voluto averne ancora da leggere: e questo, ritengo, è uno dei migliori giudizi che un autore possa ricevere da un lettore. In particolare, voglio sottolineare il lavoro di Lorenzo Pastrovicchio, che aggiunge al suo stile moderno e dinamico un gradevolissimo tocco retrò.

Altra storia, altra serie a fumetti. In questo numero Giovanni Barbieri avvia una nuova miniserie, Paperino Park Ranger, con l’episodio Parola di Papero! Si tratta dell’episodio iniziale di una serie di storie brevi dal ritmo e dalla struttura simili a quelli di un cortometraggio: vi ritroviamo un Paperino esclusivamente comico, con vignette e trovate che ricordano lo slapstick dell’animazione. I disegni di Carlo Limido mi sono sembrati davvero piacevoli e adatti al tipo di storia. Il direttore, nel suo editoriale, affianca questa serie a Galaxy Quack, ma il primo episodio mi è sembrato decisamente più riuscito del suo predecessore: spero quindi che possa continuare su questa strada.

Topolino 3686 - Archimede con il suo look anni Settanta

Archimede come appena uscito da “Ducks on the road”.

Discorso a parte per Zio Paperone e il maggiordomo ideale, storia che – permettetemi – mi dà un po’ di orgoglio come “paperseratore”. Sia lo sceneggiatore Vito Stabile sia il disegnatore Emmanuele Baccinelli hanno avuto un passato da semplici frequentatori del nostro forum e oggi sono entrambi due punti di riferimento per il settimanale: una storia realizzata da loro mi piace a prescindere (riecco il pregiudizio!), ma questa è davvero piacevole per la trama, la caratterizzazione dei personaggi e i dialoghi.

Soprattutto, però, colpisce l’amore per il dettaglio dimostrato da Vito e Bacci, che va oltre il semplice “lavoro” di autore. È facilmente percepibile la passione che mettono in ciò che fanno, quell’extra che dona alla storia un perimetro più ampio rispetto al semplice svolgimento della trama: Archimede con il look che avevamo visto in Ducks on the Road, che si rivolge a Paperone dandogli del “voi”; i quadri di Barks appesi alle pareti del deposito; la palandrana blu del passato; il postino dalla barba lunga, sempre di ispirazione barksiana… Insomma, davvero un gran bel lavoro!

Giovanni Eccher ci propone, in chiusura di albo, De Paperis Rhetorica – Paperino e l’eredità di Paperagora, originale storia a sfondo didattico in cui scopriamo come l’eloquenza – e la furbizia – di Paperino possano avere la meglio sulla fortuna di Gastone, sull’avidità di Zio Paperone e sull’… originalità di Paperoga. È divertente l’ambientazione satirica nell’antica Roma, le cui architetture sono ben rese dal tratto sottile e pulito di Paolo De Lorenzi, che, di contro, a volte sembra un po’ troppo marcato nella raffigurazione dei personaggi. Anche alcune battute prendono occasionalmente qualche scivolone, come nel caso che vi mostro in vignetta: un neologismo(?) che ho trovato inutile e fastidioso, quasi forzato.

Topolino 3686 - C'era davvero bisogno?

C’era davvero bisogno di questa battuta?

Ultima nota per l’autoconclusiva di Enrico Faccini: spiazzante e lunare come solo il suo Paperoga sa essere!

Se consideriamo anche la numerosità e il livello delle rubriche che completano il numero, il giudizio complessivo è estremamente positivo. Però… ho un credito da riscuotere. In occasione della recensione di Topolino 3678, infatti, assegnai mezzo punto in più all’albo come incoraggiamento. Ora, quindi, fermo il mio giudizio a “sole” quattro stelle e mezzo, come pungolo a fare ancora meglio.

Ma, al di là dei formalismi, l’acquisto e la lettura di questo numero sono assolutamente consigliati!



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Autore dell'articolo: Paolo Castagno

Sono appassionato lettore e collezionista di fumetti Disney sin da quando ho imparato a... guardare le figure. Il Papersera - sia il sito sia l'associazione - sono per me motivo d'orgoglio!