Topolino 3687

30 LUG 2026
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Topolino 3687

Topolino 3687 immerge i lettori nelle atmosfere estive con una copertina “componibile” disegnata da Andrea Freccero: accostando questo albo ai prossimi due numeri si comporrà una corale scena vacanziera. In questo primo tassello abbiamo in primo piano Paperino, Paperina e Gastone in spiaggia e, sullo sfondo, un apparentemente interdetto Rockerduck che naviga in canotto. Ritroveremo, nelle storie del numero, tutti i quattro personaggi rappresentati nella copertina.

Ciò non accade tuttavia nella prima, secondo atto della narrazione in tre puntate L’isola dei volti nascosti, scritta da Bruno Enna e disegnata da Lorenzo Pastrovicchio, con le chine di Michela Frare. Il secondo episodio sviluppa le premesse della prima puntata senza ancora rivelare i nodi della vicenda: Topolino arriva con Pippo a Mistery Island e, con sorpresa, vi ritrova quasi tutti i suoi amici: Basettoni e Petulia, Orazio e Clarabella e Zapotec e Marlin.

Non è chiaro – e questo lascia intendere che vi sia ben altro, di ancora non detto – come tutti siano arrivati sull’isola: gli ospiti topolinesi dell’esclusiva destinazione, che è in tutto e per tutto manifestazione della poliedrica Miss Terry, non ricordano di aver ricevuto un invito. È invece proprio l’invito, sotto forma di maschera ipnotica casualmente ritirata da Pippo ma recapitata a Topolino, che ha messo quest’ultimo sul “chi vive”, spingendolo a indagare. Non aggiungiamo altro, se non che nel secondo episodio ritroviamo anche il professor Enigm e Minni, i quali nonostante l’impossibilità di comunicare con gli ospiti dell’isola tenteranno di aiutare Topolino e gli altri, forse esposti a un grave pericolo. 

Minni

Minni scopre un indizio?

L’isola dei volti nascosti è un’avventura di ispirazione molto contemporanea, con richiami a nuovi stili e codici di scrittura, prima di tutto mutuati dalle serie delle piattaforme di streaming: l’elemento narrativo della maschera o dell’isola misteriosa, in cui gli ospiti si ritrovano senza sapere bene il perché, evoca atmosfere che ci sono forse familiari. Seguire ogni snodo narrativo non è semplice, ma risulta inevitabile se l’obiettivo è aprirsi allo spirito del tempo e quindi anche ai suoi nuovi stili di racconto.

Sempre restando in tema di rimandi, la successiva storia Zio Paperone e il doblone in più, sceneggiata da Francesco Testi e disegnata da Giampaolo Soldati, con le chine di Simone Paoloni, non solo ci tiene ancora su un’isola – stavolta raggiunta casualmente dallo Zione e Paperino, alla deriva dopo essere stati sbalzati in mare da un’onda anomala durante una crociera di lusso ai Caraibi – ma, sfruttando il classico topos della caccia al tesoro, si sviluppa molto godibilmente in una narrazione che sembra evocare alcune atmosfere del film I Goonies, con la citazione di una scena davvero iconica che non anticipiamo. Ovviamente nel corso della vicenda c’è anche molto di disneyano: il cilindro di Zio Paperone, ad esempio, sarà suo malgrado chiamato in causa…

Ade

Lasciate ogne speranza, voi… acquirenti ch’intrate

Un salto a fine albo, a questo punto, ci porta alla storia conclusiva del numero: Paperorfeo e il temibile viaggio commerciale, scritta da Roberto Gagnor e con disegni e chine di Alessandro Perina. La nuova incursione nella mitologia classica ci restituisce una parodia del mito di Orfeo ed Euridice, interpretati da Paperino e Paperina, originale nella sua rilettura ricca di tanti rimandi (alti e non) alla tradizione classica; forse questi riferimenti sono perfino troppi, ma nel complesso risultano comunque divertenti.

In questa rivisitazione disneyana l’Ade è un terrificante mega centro commerciale degli inferi, nel quale il più famoso aedo pop dell’antica Grecia, Paperorfeo, è costretto ad avventurarsi. Prendendo le mosse dal racconto originale, questi deve liberare il suo nuovo amore, Paperinice, che è stata abbindolata dal semidio Gastoneo e da Cuordipietra Adedoro a sottoscrivere incautamente un contratto capestro. Non diciamo altro, per non togliere il piacere di scoprire se alla fine il protagonista cederà al desiderio di voltarsi a guardare la sua amata prima di aver lasciato gli inferi, contravvenendo all’ordine del signore dell’Ade e perdendola così per sempre.

A chiudere, alcune note sulle altre due storie – più brevi – del numero, a partire da Paperino trionfatore di Spagna, con soggetto e sceneggiatura di Alessandro Ferrari e disegni di Valerio Manisi. La storia usa un pretesto (ovvero la necessità, per Paperino e i nipotini, di recarsi in Spagna per aggiudicarsi cinque medaglie delle Giovani Marmotte) per catapultare i lettori in un breve ma esemplificativo viaggio tra le destinazioni più iconiche, soprattutto dal punto di vista delle bellezze architettoniche, del regno iberico. La vicenda, molto suggestivamente colorata da Debora Grazio, ci allieta con le avventure quasi picaresche di due gruppi (Gastone e due nipotini da una parte e Paperino e il solo Quo dall’altra) che si muovono in parallelo per tutta la Spagna tra feste tradizionali, monumenti e set cinematografici.

neve

Mai aprire le finestre dopo un’abbondante nevicata!

Infine, Paperino Park Ranger torna con una seconda avventura della serie scritta da Giovanni Barbieri e disegnata da Carlo Limido dal titolo onomatopeico: Bromf. Assieme al silenzioso Arch, il cui vocabolario si limita quasi del tutto a un laconico “hrmpf” e al mordace procione Gus, Paperino sarà alle prese con gli scomodi oneri del suo nuovo lavoro, stavolta alle prese con montagne di neve da spalare attorno alla ranger station. Impegno senza dubbio faticoso ma, in fondo, privo di sorprese, no? Non proprio, come scoprirà il povero Paperino: quando la neve è dispettosa e non aspetta altro che investire o seppellire il neo-ranger, se ne vedono e se ne sentono, a ogni nuovo tonfo, delle belle.

In conclusione, grazie a storie varie con diverse ambientazioni, scenari evocativi, misteri accennati ma ancora irrisolti, Topolino 3687 si presenta come un numero decisamente interessante e ciò ci induce ad assegnargli tre stelle.



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Autore dell'articolo: Francesco Di Marco

Leggo fumetti Disney da oltre 40 anni: tutto cominciò con il Super Almanacco Paperino. La fascinazione del grande formato durò un annetto ma poi, complice la più allettante frequenza settimanale, fui conquistato da Topolino. Una delle primissime storie che lessi sul Topolino e che mi è rimasta impressa aveva come protagonista “il diabolico dottor Talos”. Trovo affascinante la possibilità di raccontare, utilizzando paperi e topi, storie che, pur riconducibili in genere a pochi codificati schemi narrativi, riescono sempre a rinnovarsi, grazie a una costellazione di personaggi che hanno spessore e profondità umana e che, in fondo, non si discostano poi molto dalle ‘maschere’ dell’antica commedia dell’arte.