I Grandi Classici Disney 127

14 AGO 2026
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I Grandi Classici Disney 127, in uscita a luglio, si aprono con Topolino e l’evasione clinica, una delle migliori storie prodotte dal duo Giorgio Pezzin e Giorgio Cavazzano. In questa occasione, vediamo Topolino e Pippo sulle tracce di una banda di delinquenti che organizza evasioni dal carcere per altri detenuti. La sceneggiatura prende avvio da un’idea originale e si sviluppa in maniera ingegnosa, risultando molto scorrevole e ben rodata. Gli ottimi disegni del Maestro veneziano, nella sua irripetibile versione techno anni Settanta, raffigurano alla perfezione le scene d’azione e la caratterizzazione dei vari “ceffi”.

Segue Paperino e la missione intercontinentale, scritta da Gian Giacomo Dalmasso, in cui Paperino gira il mondo con i nipotini per riscuotere soldi da certi debitori di Paperone, con esiti poco felici: Paperino viene di volta in volta truffato, in un meccanismo che viene ripetuto quattro volte; un elemento che, unito alla brusca accelerazione che porta alla conclusione della vicenda, rende la lettura poco accattivante. Il formato su quattro strisce, con vignette minuscole e lettering piccolo, appesantisce ulteriormente la fruizione della storia, riproposta se non altro con l’originale alternanza di tavole a colori ed in bianco e nero. I disegni di Massimo De Vita sono ancora acerbi; a tal proposito, è dibattuto se questa sia la prima storia disegnata da Massimo senza la collaborazione del padre Pier Lorenzo: così viene riferito nel redazionale d’apertura del numero, ma risultano accreditate in precedenza a De Vita figlio anche altre storie già realizzate in solitaria.

Una meravigliosa sequenza movimentata

Troviamo poi Paperoga conquistador oceanico, per i testi di Dick Kinney ed i disegni di Al Hubbard. La vicenda, che vede Paperoga come novello capitano di una nave, è molto breve e le gag sono troppo poco coinvolgenti per lasciare soddisfatto il lettore. Segnalo però che è appena alla sua terza ristampa,;l’ultima risaliva al 2006. Ben più interessante è l’articolo che la segue: un approfondimento riguardante la nascita e lo sviluppo dello Studio Program, il progetto di produzione di storie d’esportazione.

Pluto e la corsa a “ostacoli”, scritta da Pier Carpi e disegnata da Pier Lorenzo De Vita, è una riempitiva media dal finale un po’ prevedibile, in cui l’elemento d’interesse è rappresentato dal singolare protagonista, Ottoperotto, che su ordine dei suoi padroni Bassotti tenta di sabotare una gara di corsa per cani; per l’occasione si incontrano insieme personaggi di Paperopoli e Topolinia. L’ultima pubblicazione della presente risaliva al 1999, quindi può magari risultare appetibile per coloro che non l’abbiano in collezione.

Zio Paperone e la concessione in ballo vede Paperone in competizione con un tal Pedro Peseta per l’ottenimento di una concessione petrolifera in una sperduta isoletta nell’Oceano Indiano. La sceneggiatura di Rodolfo Cimino intrattiene e scorre piacevolmente, senza picchi particolari, ma con qualche gag divertente. I disegni di Giorgio Bordini sono puliti e molto gradevoli.

Aria di casa

La Sezione Superstar presenta quattro storie di ambientazione “esotica” rispetto al Calisota: due di queste storie sono molto riuscite, mentre le altre risultano un po’ deboli.

In Paperino e gli anelli dei Dogi Carlo Chendi spedisce Paperone e Paperino a Venezia a setacciare la Laguna in cerca degli anelli che i Dogi gettavano in acqua in occasione dello Sposalizio del mare. La storia è assai divertente, arricchita da gag spassose e dinamiche e da un intreccio ben congegnatoRomano Scarpa alle matite e Giorgio Cavazzano alle chine hanno l’occasione di rappresentare la “loro” Venezia, con scorci molto piacevoli ed una perfetta realizzazione grafica delle gag.

Le due storie successive rappresentano l’anello debole della Sezione. Topolino e la grande battaglia, che vede Abramo e Giampaolo Barosso alla sceneggiatura e Sergio Asteriti alla parte grafica, vede Topolino e Pippo protagonisti di una vicenda un poco sconclusionata in un Paese arabo, tra pirati dotati di singolari armamentariTopolino e il colpo a Madera, dove ritroviamo Gian Giacomo Dalmasso ai testi e ancora Sergio Asteriti ai disegni, risulta più piacevole, per quanto rimanga un giallo nella media; nota di merito però l’offrire scorci quasi “veristi” di Madeira, tra cui il Santuario di Nossa Senhora do Monte a Funchal. 

Le follie di Pippo

Chiude l’albo una storia molto divertentePippo e l’India in agguato, scritta da Carlo Chendi per le matite di Luciano Bottaro e le chine di Guido Scala1, in cui il protagonista per errore finisce in India e si rende protagonista di un crescendo di equivoci e situazioni paradossali. Pippo presenta logiche tutte sue ed è fondamentalmente il motore per una serie di scene comiche, ma non è sciocco o tonto, ed esce caratterizzato bene da questa avventura. Com’è tipico nelle storie del duo Chendi-Bottaro dell’epoca, non viene persa l’occasione di fare satira, specie riguardo ai costumi degli occidentali in India. 

Tirando le somme, il numero è consigliato soprattutto a chi ancora non abbia letto la storia d’apertura e le due eccellenti Superstar di Chendi. Tenendo quindi conto della qualità complessiva, assegno quattro stelle.

  1. NDR: Per ulteriori informazioni consultare questa pagina. ↩︎

Autore dell'articolo: Claudia C.

Ho imparato a leggere con "Topolino" e non l'ho mai abbandonato, cercando di esplorare sempre territori nuovi, dai Maestri stranieri alla scuola italiana classica, dagli esperimenti più recenti agli universi più particolari come PKNA. Classicista nelle varie accezioni del termine, le altre mie passioni sono i fumetti anche extra-Disney (ma i Disney rimangono i miei prediletti), il cinema, la musica, l'enigmistica, la cucina e la letteratura. Mi piace guardare, leggere o ascoltare le opere anche nelle loro lingue originali, nella speranza di imparare quante più lingue straniere possibili, ma nella consapevolezza del mio immenso amore per la lingua italiana, un amore che ha basi assolutamente riconducibili a "Topolino".