Topolino 3692

31 AGO 2026
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Topolino 3692

S’era di agosto e, come oggi, incombeva un caldo equatoriale quando, esattamente quarant’anni fa, usciva nelle sale americane Stand by Me, il terzo lungometraggio diretto dal compianto Rob Reiner. In Italia questo magnifico romanzo di formazione, tratto dal racconto di Stephen King The Body, sarebbe approdato solo nel marzo seguente, con l’aggiunta di un sottotitolo esplicativo, Ricordo di un’estate. E proprio così, non a caso, è denominata la storia in due puntate, facente parte della serie Area 15, che apre Topolino 3692.

Come l’illustre fonte d’ispirazione, il prodotto della fantasia di Francesco Pelosi ha al centro il tema dell’amicizia tra quattro giovanissimi coetanei, che, durante la bella stagione, si lanciano in un’impresa affascinante e temeraria in mezzo alla natura. Non mancano citazioni più o meno dirette: su tutte, quella alla celebre scena del treno, rivisitata in modo coerente e originale.

Ovviamente, essendo nel mondo Disney, lo spunto del viaggio è ben diverso da quello che elaborò il Re del terrore: anziché in cerca del cadavere di un ragazzino travolto da un convoglio mentre raccoglieva mirtilli, i protagonisti, partendo da una mappa rinvenuta nella fattoria di Nonna Papera, vanno a caccia del cosiddetto tesoro dei Coot (e qui siamo più nel territorio dei Goonies…).

È interessante notare che la trama si dipana su vari piani temporali senza peccare in chiarezza. Dal presente, in cui i quattro amici sono Qui, Pennino, Newton e Giggs, impegnati in una ricerca sulla famiglia Coot, ci spostiamo nel passato, trovando le versioni preadolescenti di Paperino, Paperoga, Ciccio e Gastone, per tornare all’oggi e poi compiere un salto all’indietro in un’epoca ancor più remota, dove incontriamo Clinton e i suoi sodali. Si giunge così con curiosità a un epilogo che tocca le corde dei sentimenti, evitando però di scivolare nel melenso.

Il segreto della radura

Il lavoro di Pelosi, caratterizzato anche da diversi ammiccamenti fumettistici e letterari, risulta godibile, restando comunque ai margini della parodia in senso stretto. Molto validi i disegni di un Mattia Surroz sempre a suo agio nel ritrarre i personaggi del club ricreativo paperopolese, oltre che efficace nel restituire visivamente le atmosfere nostalgico-avventurose della sceneggiatura. A tal proposito, è giusto menzionare anche la colorazione di Irene Fornari, che scandisce in modo ottimale le diverse fasi, evitando ogni possibile malinteso cronologico, e contribuisce al suggestivo effetto dei gigli bianchi “invisibili”.

L’avvio sembra promettere abbastanza bene, ma il resto del libretto stenta a mantenere i medesimi standard, andando ad assemblare un numero che si può definire di transizione.

Ceramica a sorpresa!, storia d’esordio della serie Gli hobby di Topolino, è la classica vicenda in cui Minni, disturbata dalle ossessioni indagatorie del fidanzato, cerca invano di deviarne l’attenzione su tematiche a lei più gradite. Un assunto piuttosto abusato che Giovanni Barbieri riprende e cerca in qualche maniera di rinnovare, riuscendo quanto meno a cogliere nel segno con un paio di gag, ben coadiuvato alle matite da un dinamico Carlo Limido.

Non si può eccellere in tutto

Segue Il regno del piccolo popolo, nuovo episodio di Vacanze da strega, in cui Giulia Lomurno, nelle vesti di autrice completa, ci mostra le rilassanti ferie di Amelia in luoghi ameni. Simpatico il contrappunto tra ciò che illustra la voce narrante e quello che vediamo nelle vignette, che richiama alla mente i vecchi corti How to… con Pippo, e appropriato lo spazio di cinque pagine, così da non appesantire la lettura.

L’intento principale di Paperina e il ritorno con classe, scritta da Augusto Macchetto, è sottolineare quanto sia bello tornare a scuola dopo le vacanze. Di per sé il fine educativo potrebbe essere lodevole, ma ci sia permesso di dubitare sul fatto che, nella realtà, la gran parte degli studenti non veda l’ora di rientrare in classe… In ogni caso, le ventiquattro tavole su cui la flebile trama è spalmata appaiono eccessive, tanto che nemmeno il curioso incipit da horror soprannaturale e i disegni di Giovanni Preziosi riescono a stimolare troppo l’attenzione.

In Paperino e l’infallibile Pidgeon, il nostro Paolino si trova di fronte un antagonista inedito, il dotto ma saccente Vincent Pidgeon, che, implacabilmente, gli sottrae l’agognato primo premio in ogni serata quiz. Senza strafare, Niccolò Testi tratteggia un soggetto lineare, che rispetta le peculiarità di ogni personaggio e non annoia: tutto questo grazie anche alle belle matite di Ottavio Panaro, abile nel rappresentare graficamente, con posture ed espressioni ben determinate, il nuovo character, che si rivela più sfaccettato di quanto si possa supporre in un primo momento.

Spocchia e rabbia

Si chiude con il giallo-quiz di Marco Bosco e Valerio Held Furto in vetrina, per la serie Il commissario indaga: la soluzione, da recente consuetudine, è rinviata alla prossima settimana.

Resta da evidenziare come non solo la storia iniziale ma l’intero numero sia dedicato all’amicizia, a partire dalla copertina di Ivan Bigarella, con Topolino e Pluto che festeggiano la Giornata mondiale del cane, proseguendo con il Che aria tira… di Silvia Ziche, incentrato sulle riflessioni di Paperone, includendo poi il contenuto delle altre avventure e di alcuni servizi.

La rubrica Fumettando quasi straborda in tal senso, visto che, inusualmente, sono ben dieci le pagine a disposizione di Luca Usai per insegnarci a raffigurare Topolino e Paperino insieme, in una posa affettuosa e complice. Sono loro, nonostante le tante differenze (o magari anche in virtù di esse), “gli amici ideali”.



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Autore dell'articolo: Fabrizio Fidecaro

A cinque anni cominciai a leggere Topolino, a sette fui travolto dal vento del sud. Da allora il fumetto Disney ha sempre fatto parte della mia vita. Amo lo sport (da spettatore), i libri di John Fante e Simenon, i film di Hitchcock e Wes Anderson. Il Papersera mi ha dato l'opportunità di incontrare grandi autori e nuovi amici.