Recensione Topolino 3671
In
Topolino 3671, primo numero del mese di aprile, ci presenta una selezione di storie che ruota in parte proprio attorno alle ricorrenze del 1° Aprile e alla Pasqua.
In apertura troviamo quella che, con la serie
Gli Allegri mestieri di Paperino, è diventata soprattutto di recente una fra le coppie più rodate del settimanale, formata da
Tito Faraci ed
Enrico Faccini.
Zio Paperone fuori programma ci trasporta in un racconto che gioca sull’assurdo in cui, per partecipare ad un programma tv simile a
Scherzi a parte e per dare una svolta alla propria immagine pubblica,
lo zione si trova a scivolare in una serie di assurdità ed imprevedibili disavventure, col sorriso sul becco. La storia ha alcune gag divertenti e ben illustrate da Faccini, che riesce a rendere bene i contrasti fra le situazioni che si presentano e le reazioni dei personaggi. Interessante il finale a sorpresa, che lascia volutamente nel dubbio.
Ritorna, poi, la serie
Vita da Pluto, che ha celebrato lo scorso anno il
centenario del nostro botolo preferito, con
Come la prima volta, di
Francesco Pelosi e
Mattia Surroz. Con un semplice pretesto gli autori decidono di riportarci negli anni Trenta (con tanto di comparsata di Lupo e Musone, fra gli altri personaggi di sfondo). L’elemento forse più riuscito della breve è dato proprio dai disegni di Surroz, che ripropongono
uno stile classico molto gradevole, corredato dalla colorazione tendente al seppia di Gaetano Gabriele D’Aprile. L’occasione permette anche di inserire qualche citazione proveniente dall’animazione, come nel finale, in cui Pluto e la ricomparsa Fifi ci richiamano alla mente
Lilli e il Vagabondo.

Un affare non poi così allettante
In terza posizione, nelle consuete cornici gialle, troviamo una nuova storia di produzione Egmont, per i testi di
Jaakko Seppälä e i disegni di
Paco Rodriguez,
Paperino e le burle pasquali. Qui saranno la natura burlona di Paperino e la ricorrenza pasquale a farla da padrone. Ci viene presentato un Paperino intento a prendersi gioco dei parenti, fino a che ciò non gli si ritorcerà contro in modi inaspettati. La breve vicenda ha uno sviluppo semplice (anche se forse con un taglio drammatico inconsueto in alcuni punti), ma viene molto nobilitata dal
tratto elegante e preciso di Rodriguez, una delle matite più di qualità nella scuderia Egmont, in grado di restituire con precisione le emozioni sui volti dei personaggi e la dinamicità delle scene.
Dopo un interessante approfondimento della serie
Fumettando su Paperino, ad opera di Francesco Guerrini, che si sofferma sulle espressioni del papero (in parte memore del suo esordio su
Topolino, nel 1990, con una illustrazione delle facce del nostro beniamino), spazio ancora per una ulteriore breve:
Pico, Gastone e la farfalla del quadrifoglio, di
Matteo Venerus e
Blasco Pisapia. La strana coppia si trova alla ricerca di un raro lepidottero per volontà di Pico, il quale vorrebbe sfruttare la fortuna di Gastone per riuscire nell’impresa. Ma
alla fortuna non si comanda… o forse sì? Nelle poche pagine si sviluppa qualche gag, per arrivare ad un finale che intende avere una valenza più o meno poetica. Pisapia si conferma molto bravo ad infondere classicità ai suoi personaggi, con un Pico, in particolare, a metà fra l’animazione e i primi adattamenti di Strobl.

Torniamo negli anni ’30, in mezzo a volti… noti
In chiusura dell’albo troviamo
Topolino e l’arte del mistero – Fumo negli occhi, di
Matteo Venerus e
Carlo Limido: terzo capitolo del ciclo in cui Topolino, sotto le mentite spoglie del collezionista d’arte Michael Ratterton, prosegue le indagini per conto del dipartimento Atena sul fantomatico Mercante, criminale che traffica in opere d’arte. In questa storia,
i nostri si avvicinano ancora di più al Mercante e allo scoprire la sua identità, finendo in una giungla tropicale alla ricerca degli ultimi tasselli mancanti. La narrazione si divide fra il passato e il presente, e fra Topolino e la squadra del dipartimento, confermando questa modalità “frammentata” come cifra stilistica della serie e contribuendo a comunicare il senso di tensione nei diversi passaggi della trama.
I disegni di Limido contribuiscono a dare un taglio dinamico alle scene e tratteggiano
un Topolino più sbarazzino del solito in questa sua identità alias. Continua anche la presentazione dei nuovi comprimari del ciclo, dandoci la possibilità di inquadrare meglio questo mondo e i personaggi con cui il nostro eroe interagisce. Questo episodio sembra rappresentare una vera svolta nella serie e lascia il lettore in attesa di scoprire cosa lo aspetta in futuro, credibilmente fra un paio di settimane.

Indagini, ma anche azione e adrenalina!
Il libretto si chiude, infine, con una
one-page di Faccini,
Re di pasticci –
Il complimento, in cui l’autore ligure decide di concentrarsi sulla satira sociale più che sulla comicità dell’assurdo.
Un indice quello di questo numero con pochi picchi, ma in grado di rivelarsi una lettura comunque solida e in grado di intrattenere il lettore.
Voto del recensore:
3/5Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/04/06/topolino-3671/Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!