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Topolino 3242 - Recensione di Chen Dai-Lem

Continuano i compleanni importanti e così, dopo gli 89 anni di Topolino (a cui è mancata una vera e propria celebrazione) e i 70 anni di Zio Paperone, questa settimana il libretto festeggia il settantesimo compleanno anche di Gastone. A questo evento sono dedicati la bella copertina di Giorgio Cavazzano, un Topotest per valutare il nostro livello di fortuna e la storia di apertura del numero: Un giorno da Gastone (Gagnor/Mazzarello). Gagnor si riscatta subito dalla prova poco convincente della settimana scorsa, proponendo un compleanno alternativo a Gastone il quale, grazie a un congegno inventato da Archimede, potrà calarsi nei panni dei vari membri della sua famiglia, vivendone una giornata tipo. La storia è bella proprio perché tocca i valori principali dei vari personaggi: il duro lavoro per Paperone, l’amicizia e l’affetto tra cugini nel caso di Paperino e Paperoga, l’amore e la famiglia per Paperino. Inizialmente Gastone non rimane particolarmente colpito dall'esperimento e continua a preferire la sua vita, priva di problemi e piena di fortuna, ma capirà poi che gli manca qualcosa e si impegnerà ad aiutare la sua famiglia, portando un pizzico di buona sorte nelle loro vite. Anche Mazzarello ai disegni fa un buon lavoro, risultando particolarmente piacevole proprio nella realizzazione delle scene familiari.
Curiosamente la direttora non si occupa di questa ricorrenza nel suo editoriale, ma si concentra invece sul lancio dell’album di figurine Panini, il prodotto principale della casa editrice. Al calcio è dedicata anche un’interessante intervista all'arbitro più giovane d’Italia, Damiano di 12 anni, che ci racconta come è nata questa sua passione e come sta muovendo i primi passi per realizzare il sogno di diventare arbitro di serie A.
Un'altra buona storia è Superpippo e la minaccia del Guastafeste (Stabile/De Vita). Topolino e Pippo, di ritorno da una serata al bowling, si trovano a fronteggiare il "Guastafeste", un cattivo che, con l’aiuto di robot chiamati "Guastabot", irrompe in ristoranti e librerie per rovinare i momenti importanti delle persone; chi è e perché lo fa è il problema che Topolino si troverà ad affrontare, ma il risolutore del mistero, nonché vero protagonista dell'avventura, sarà un Superpippo in gran forma.
Zio Paperone e i Bassotti recalcitranti (Venerus/Picone), invece, è una storia basata su un doppio equivoco: Zio Paperone vuole farsi rapinare dai Bassotti almeno una volta, per non perdere gli incentivi di un’assicurazione che rimborsa, almeno in parte, le ingenti spese per i suoi sistemi di sicurezza, mentre i Bassotti, dopo innumerevoli tentativi di furti al deposito non andati a buon fine, puntano a battere il record di fallimenti del loro bisavolo... come finirà? La trama è molto scorrevole, ma risente un po’ dei disegni, perché Picone in questo caso non riesce a rendere al meglio i personaggi e in particolare, in alcune vignette, sembra di vedere attraverso uno specchio deformante.
Una nota di merito va, bisogna dirlo, alle Duck Tales. Finalmente, dopo una serie di episodi poco riusciti, questa avventura risulta gradevole, ha un buon ritmo e lascia al lettore la sensazione di aver letto una storia e non una serie di pagine utili solo per pubblicizzare la serie TV.
Prosegue invece come le puntate precedenti Donald Quest (Ambrosio-Aicardi/D'Ippolito). Il lettore adulto continua a far fatica nella lettura, perdendosi tra le pagine. I disegni, in questo caso affidati a Francesco d’Ippolito, sono l’unica nota positiva della storia.
Segnaliamo, infine, l’intervista a Cristina D’Avena che ci presenta il suo nuovo disco Duets, realizzato in collaborazione con alcuni big della canzone italiana e volato subito ai vertici delle classifiche; la cantante spiega come sono state scelte e arrangiate le canzoni e racconta la passione che i vari artisti hanno messo nella realizzazione dell’album e l’affetto che i vari fan le dimostrano a tutti i concerti.
Dopo il numero precedente, che si era dimostrato particolarmente sottotono, questo Topolino risale un po' la corrente. Grazie ad alcune storie buone, pur se senza particolari picchi, nel complesso il numero merita una sufficienza piena.

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Topolino 3242

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Paolodan3
Visir di Papatoa
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    Topolino 3242
    Mercoledì 10 Gen 2018, 15:28:27
    Cover di Giorgio Cavazzano, colore di Andrea Cagol

    INDICE

    Un giorno da Gastone
    Soggetto e sceneggiatura di Roberto Gagnor
    Disegni di Marco Mazzarello

    Donald Quest Ep. 3 - Il mare di mais
    Soggetto di Stefano Ambrosio - Sceneggiatura di Davide Aicardi
    Disegni di Francesco D'Ippolito

    DuckTales - Quell'imbroglione di Nostrodannus
    Cover layout, matite e chine di Marco Ghiglione - Colori di Marco Calabria
    Soggetto e sceneggiatura di Joey Cavalieri
    Layout, matite e chine di Luca Usai - Colori di Giuseppe Fontana

    Zio Paperone e i Bassotti recalcitranti
    Soggetto e sceneggiatura di Matteo Venerus
    Disegni di Nico Picone

    SuperPippo e la minaccia del guastafeste
    Soggetto e sceneggiatura di Vito Stabile
    Disegni di Massimo De Vita

    Topogulp
    Avventure in montagna - La scorciatoia di Alessio coppola

    In allegato in omaggio l'album dei calciatori Panini 2017-18 e una bustina di figurine
    « Ultima modifica: Mercoledì 10 Gen 2018, 15:31:28 da Paolodan3 »

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    Bramo
    Dittatore di Saturno
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      Re:Topolino 3242
      Risposta #1: Mercoledì 10 Gen 2018, 23:38:22
      Il numero 3242 si apre e si chiude molto bene!
      Su quello che c'è nel mezzo c'è invece ben poco da dire... a parte Donald Quest, che non sto seguendo, c'è un nuovo racconto dalle DuckTales (vagamente simpatico ma nulla più) e una storia dai presupposti insensati e dallo svolgimento che coerentemente si assesta sulla stessa falsariga: seriously, sono davvero diventati così poco credibili questi personaggi? Davvero può risultare interessante trattare così l'eterna sfida dei Bassotti all'assalto del Deposito?

      Un giorno da Gastone, a dispetto dei presupposti che mi facevano temere il peggio, è una storia godibile, simpatica e scorrevole. I presupposti a cui alludo sono quelli del "gioco delle parti", idea che di solito non partorisce niente di che. Roberto Gagnor però sa il fatto suo e scrive una sceneggiatura che rispecchia la sua sensibilità verso i personaggi. Quando immagina Gastone nei panni di Zio Paperone, Ciccio, Paperoga e gli altri non lo fa come scorciatoia per "portare a casa" la storia, e nemmeno perché non prende sul serio questi personaggi. Al contrario, si diverte a mettere a confronto con se stesso, più che con gli altri, uno dei membri più ostici da trattare nella famiglia dei paperi in modo tridimensionale, facendolo riflettere almeno per un poco sulla sua natura egoista. La conclusione pecca in tal senso di un "eccesso di bontà & lieto fine", ma in una storia celebrativa lo accetto serenamente.
      Marco Mazzarello ai disegni non si discosta molto dalla sua media, ma plaudo ai "mix estetici" che partorisce fondendo le caratteristiche grafiche di Gastone con quelle dei parenti :)

      Tra le tante qualità di Vito Stabile come sceneggiatore c'è il fatto che prova di tutto: agli inizi poteva sembrare focalizzarsi su Zio Paperone e Paperino, ma ha presto variato concentrandosi su Paperetta, creando due buonissime storie a bivi e arrivando a trattare bene anche Topolino e Pippo. Ora si cimenta in una nuova "cosa nuova" per lui, cioè una storia di Superpippo... e supera ancora una volta la prova.
      Superpippo e la minaccia di Guastafeste non è certo una storia da 10 e lode o memorabile, ma ha una sceneggiatura che funziona, una trama di fondo piuttosto semplice ma arricchita da uno sviluppo intrigante e ricco di sottigliezze che contribuiscono a dimostrare che l'autore ama sempre metterci quel qualcosina in più nella ricetta. La vignetta out of te blue con Paperino, Pippo che guarda i cartoni animati e soprattutto un'atmosfera credibile e realistica per quanto riguarda i rapporti tra i personaggi. Topolino e Pippo vanno al bowling, passano i sabati sera insieme, Topolino accompagna Minni a un festival musicale... sembra poco, ma finalmente si respira, per la miseria, si respira un'aria un po' più concreta e attuale rispetto a certe dinamiche stantie che ancora affollano invece le storie odierne, retaggio di un passato dal quale si trattengono anche elementi vetusti e fuori tempo.
      Tornando alla trama, lo sviluppo riesce addirittura a riservare un piccolo colpo di scena, Superpippo è a mio avviso reso molto bene come caratterizzazione e la presenza come complice di
      Spoiler: mostra
      Plottigat
      denota ancora una volta una buona conoscenza del cast disneyano, che permette a Stabile di non dover creare un comprimario ex novo avendo già a disposizione un personaggio adatto.
      Massimo De Vita illustra bene la storia: in alcuni punti il suo stile non mi convince più al 100% (il volto di Minni, alcune espressioni di altri personaggi...), ma resta un gran bel vedere per quanto riguarda il protagonista, certi sfondi e anche il suo Mickey.

      *

      Lucandrea
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        Re:Topolino 3242
        Risposta #2: Mercoledì 10 Gen 2018, 23:54:20
        Il mio commento:
        Un giorno da Gastone voto 8
        Si può essere "perfetti" ma tristi e senza amore dagli altri? Ecco il messaggio che ci propone Gagnor nella storia incentrata su Gastone. Buon lavoro anche di Mazzarello
        Donald Quest Ep. 3 - Il mare di mais senza voto
        Al di là delle bellezze grafiche, finora la storia non mi prende
        DuckTales - Quell'imbroglione di Nostrodannus voto 5,5
        C'è qualche buona gag, ma nulla più
        Zio Paperone e i Bassotti recalcitranti voto 5,5
        Una storia che alla fine lascia un pò di amaro in bocca. Picone migliorabile
        SuperPippo e la minaccia del guastafeste voto 7,5
        Senza creare grandi aspettative, questa storia fa il suo lavoro e abbiamo un Super Pippo in buona forma. Stabile condisce il tutto con un pò di giallo e humour e con una chicca "papera". De Vita buono, anche se alcuni topi difettano di proporzioni

        *

        Vincenzo
        Cugino di Alf

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          Re:Topolino 3242
          Risposta #3: Giovedì 11 Gen 2018, 17:33:31
          Come dice Bramo, il numero merita soprattutto per apertura e chiusura.
          Il terzo episodio di Donald Quest l'ho apprezzato meno del secondo, non tanto per i disegni di D'Ippolito che non si discostano da quelli precedenti, ma per uno sviluppo un po' troppo banale.
          La storia di Ducktales non mi è dispiaciuta, anche se il canovaccio ora che è stata introdotta Della sembra sempre lo stesso. Anche la breve di Venerus fa il suo lavoro, anche se lascia la sensazione che avrebbe potuto essere curata meglio.
          Ma sicuramente le prove di Gagnor e Stabile hanno un altro passo: nella prima l'autore piemontese conferma la sua abilità di costruire un ritratto psicologico convincente dei personaggi, inquadrando perfettamente la mentalità del protagonista e le differenze con i suoi parenti.
          Nella seconda Vito crea un intreccio solido in cui sia Superpippo che Topolino fanno il loro senza "pestarsi i piedi" a vicenda, supportato da un grande Massimo De Vita che è sempre un piacere per gli occhi.
          If you can dream it, you can do it.

          *

          Cornelius Coot
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            Re:Topolino 3242
            Risposta #4: Giovedì 11 Gen 2018, 19:42:07
            UN GIORNO DA GASTONE
            Nel giorno del suo compleanno troviamo un Gastone 'umanizzato', come spesso accaduto negli ultimi tempi. In questo caso l'immedesimatore effemerico di Archimede gioca un ruolo decisivo, soprattutto quando il fortunato 'entra' nella vita di Paperino, da dove ne esce stizzito, al punto da abbandonare tutto il parentado in fattoria e tornarsene a Paperopoli. Perché se nelle vite degli altri non ha trovato granché da 'invidiare', in quella del cugino ha visto e sentito cose che lo hanno turbato, tanto da farlo riflettere sul senso della sua vita. Ottima prova di Gagnor coadiuvato alle matite da un Mazzarello in crescendo. Unica pecca, l'assenza al tavolo della Nonna di Pico, un tempo assiduo frequentatore di queste riunioni familiari mentre da un po' non lo si vede più.

            DONALD QUEST - IL MARE DI MAIS
            Questo fantasy lo seguo per le belle tavole dei vari disegnatori e per l'alternarsi di molti personaggi che, con DQ, hanno l'occasione di farsi rivedere (Spennacchiotto in questa terza parte mentre la giovane papera bionda non credo sia Paperetta). Nonostante il Capitolo 2 sia titolato quasi come il mio 'testo personale', il tutto non mi dice granché.

            DUCKTALES - QUELL'IMBROGLIONE DI NOSTRODANNUS
            Terzo capitolo delle 'audaci avventure di Paperone, Paperino e Della', serie parallela a quella con i nipotini e che non credo vedrà mai una congiunzione. Il 'compromesso' di presentare madre e figli nelle stesse DuckTales senza farli mai incontrare è già qualcosa rispetto alla precedente 'negazione' del personaggio, qui e negli altri fumetti. Lo zione riconosce la bionda nipote più simile a lui rispetto a Donald che infatti fa la figura del tremebondo terzo viaggiatore che affianca i due spericolati avventurieri. La stessa decisione e intransigenza con le quali Della dice al fratello di fare questo e quello o di spostarsi di là e di qua, la vedo in quella lettera che tempo fa gli scrisse circa i suoi figlioletti: pensaci tu che io ho da fare!

            ZIO PAPERONE E I BASSOTTI RECALCITRANTI
            Un nuovo gioco delle parti e degli equivoci sfuma alla fine come niente fosse: sarebbe stato comunque non facile farlo terminare in altro modo. Breve non banale di Venerus con matite di Picone adatte a questa lunghezza di storie.

            SUPER PIPPO E LA MINACCIA DEL GUASTAFESTE
            Alter ego di Pippo nobilitato dalla coppia autoriale Stabile/DeVita che sembra voler riprendere le vecchie storie dell'Almanacco Topolino, dove il personaggio aveva maggiori spazi per essere approfondito (nel libretto dell'epoca mi pare ci fossero solo le sue brevi americane). Il risultato finale è apprezzabile, considerando che una storia di trenta tavole non è il bacino tradizionale di questo character.
            « Ultima modifica: Venerdì 12 Gen 2018, 00:39:30 da Cornelius Coot »

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            Sir Top de Tops
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              Re:Topolino 3242
              Risposta #5: Domenica 14 Gen 2018, 10:19:22
              La storia di SuperPippo ci dà la possibilità di vedere De Vita cimentarsi con i paperi anche se solo per una vignetta
              possiamo dire che non si è dimenticato come si disegnano :)

              OT:
              Settimana curiosa questa ho ricevuto 3 topolini per posta, quello della settimana scorsa, quello di questa settimana e il numero 3233 che mi avevano rubato  :D

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              Zironi
              Gran Mogol
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                Re:Topolino 3242
                Risposta #6: Giovedì 18 Gen 2018, 10:46:01
                De Vita buono, anche se alcuni topi difettano di proporzioni

                Portatelo via.

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                  Re:Topolino 3242
                  Risposta #7: Giovedì 18 Gen 2018, 15:53:25
                  No dai, povero il nostro bot preferito..
                  "Anche io una volta ero curioso..."

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                    Re:Topolino 3242
                    Risposta #8: Sabato 20 Gen 2018, 12:24:22
                    No dai, povero il nostro bot preferito..
                    Buono Ordinario del Tesoro?  ???

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                      Re:Topolino 3242
                      Risposta #9: Sabato 20 Gen 2018, 18:47:44
                      Non sono un esperto... ma potrebbe!
                      "Anche io una volta ero curioso..."

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                        Re:Topolino 3242
                        Risposta #10: Domenica 21 Gen 2018, 09:48:15
                        Premesso che Massimo De Vita è una dei miei autori preferiti,  :)
                        lo vorrei avere ogni settimana sul Topo.....ma questo so benissimo che è impossibile.
                        E' però pure vero che tre storie disegnate da lui che appaiono in  tre topolino nell'arco di un mese mi dà da pensare...
                        O in direzione avevano delle storie di De Vita in arretrato da pubblicare oppure non sanno gestire al meglio le uscite di uno dei maggiori Maestri Disney tutt'ora in attività.
                        Se non ricordo male De Vita ha un contratto per un tot di storie all'anno. Quindi in teoria ogni bimestre o trimestre dovrebbe uscire una sua storia sul topo. Non vorrei che adesso per un bel po' non venissero publlicate altre sue storie....
                        Non credo che sia mai successo di avere tre storie (differenti) di De Vita o di Cavazzano pubblicate cosi ravvicinate, voi vi ricordate qualcosa di simile?

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                          Re:Topolino 3242
                          Risposta #11: Lunedì 22 Gen 2018, 18:27:08
                          Più che gestire il ritmo di pubblicazione (onestamente non mi fa più di tanto effetto, vi dirò) sarei per gestire l'assegnazione dei testi. Queste recenti non le ho lette, ma ultimamente gli sono state assegnate anche delle sceneggiature per le quali gridare allo SPRECO! era il minimo, con rispetto parlando.

                          Su Cavazzano meno, però parlerei di spreco riguardo al fargli fare così tante copertine. Fatelo disegnare le storie, altro che! :D In più le sue copertine ultimamente non mi sembrano, mi si perdoni, davvero eccelse. Come disegno, insormontabili, ma il concept lo trovo sempre un po' troppo "muciano", e quasi da messa in posa per la fotografia. Cosa che, si badi bene, potrebbe non essere neppure colpa sua; nel qual caso vale ancor più l'invito: non sprecatelo! ;)

                          Come copertinista, con la mente anche al TopoOscar, vedo invece in continua ascesa Paolo Mottura. Quello sì che non è sprecato: un impegno e dei risultati con pochi eguali, anche dal punto di vista del "pensare l'illustrazione", anche nei casi più apparentemente banali (pensate al bel Paperone nello spazio di qualche mese fa).

                          *

                          Cornelius Coot
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                            Re:Topolino 3242
                            Risposta #12: Martedì 23 Gen 2018, 12:55:01
                            Come disegno, insormontabili, ma il concept lo trovo sempre un po' troppo "muciano", e quasi da messa in posa per la fotografia. Cosa che, si badi bene, potrebbe non essere neppure colpa sua; nel qual caso vale ancor più l'invito: non sprecatelo! ;)

                            E' la "Vendetta di Claretta" a cui accenno nel n. 3243  8)

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                              Re:Topolino 3242
                              Risposta #13: Venerdì 26 Gen 2018, 19:06:06
                              Confucio, importante faro per i molti "viandanti smarriti" che animano il nostro globo, s’impose con forza ai suoi tempi riguardo il concetto di fortuna. In quanto fattore imprevisto, qualsiasi forma allusiva a un concetto benevolo era sempre e soltanto voluta da un’entità ben estranea a questa Terra, eppure così influente, in ogni caso troppo straordinaria (nel senso letterale del termine) per essere paragonata a una condotta di routine. Il personaggio di Gastone ricopre in tal senso la miglior personificazione nel campo dei fumetti capace di smontare quest’ideologia, risultando del tutto incline allo stereotipo di fannullone nell'odierno rapporto prosperità fortunosa = noia. Non è stato con quest’impeto però che Barks s’è apprestato al suo inserimento nell'ecosistema papero, già 70 anni fa: ciò che più doveva animarlo rispecchiava più un sentimento di crudeltà e spacconeria, oggi diremmo martiniana per puro spirito nazionalista. Ma il buonismo intellettuale che l’editoria italiana sta vivendo ormai da parecchi decenni ha finito col cancellargli questa connotazione sì atipica per un character disneyano, ma terribilmente affascinante. E chi ne ha risentito di più è stato proprio il papero riccioluto, protagonista assoluto del Topo di questa settimana.

                              Settant'anni sono veramente tanti, soprattutto se trascorsi in un’atmosfera plumbea come nel nostro caso. È in circostanze come le attuali che i personaggi dimenticati necessitano di una scossa per ritornare alla vita, pulsando nei cuori degli appassionati. La storia di Roberto Gagnor assume dunque un importante ruolo sotto numerosi aspetti. Primo, perché s’impone l’anticonformista obiettivo di ridonare allo strafortunato un po’ di quella sua versatilità affidatagli dai più famosi Martina e Scarpa perlopiù in chiave parodica, un sentimento quindi estremamente elaborato, frutto vivido di un accorta elaborazione cognitiva. Secondo, per identificare ancor meglio il suo rapporto con il nucleo famigliare che lo stesso zio Carl aveva soltanto accennato e terzo, forse il più importante, riabilitare il concetto confuciano di fortuna. Con sincerità e sconforto bisogna ammettere come proprio nella mancata realizzazione di quest’ultimo intento risieda l’anello debole dell’intera vicenda. Se la prima parte incarna una possibile antitesi, verosimilmente confutabile nel finale, la seconda sprofonda infatti in un’eccessiva dose di sopracitato buonismo interiore che fa male, perché troppo esposto, troppo palese, (paradossalmente) troppo poco edificante. Malgrado questo, Un giorno da Gastone rimane un’operetta tranquilla, trasognata come molte delle celebrative viste fino ad oggi sul libretto, ma che sa affidare al festeggiato di turno una luce nuova, diversa dal solito, molto più universale di quanto non fosse prima. E ciò emerge soprattutto dall’immedesimazione ultima, quella che tutti noi ci aspettavamo da tempo ma che ancora esitava a formularsi (volontà della Redazione o altro?). Salviamo dunque questo utopico ideale, la buona sorte sconfitta non si ammira tutti i giorni, forse perché essenzialmente inesistente, ma ciò non è stato comunicato al meglio. Ecco perché leggerne la conclusione fa così male.

                              Già al termine della storia d’apertura l’intero numero rivela le sue reali fattezze: un albo sufficiente, sicuramente sopra l’attuale media ma che poteva e doveva dire di più a livello emozionale, vuoi per l’occasione particolare vuoi per il periodo dell’anno in cui viviamo. Rattrista pensare, infatti, all'assenza di racconti o redazionali in tema con l’inizio dell’anno nuovo, da sempre punto cardine del magazine forte della multi etnicità che lo accompagna. Non sorprende invece imbattersi in una DuckTales Story insipida, ancora una volta priva di brio e poco incisiva nei panni di "manifesto pubblicitario" della serie animata. Con l’avvento di Della poi il fratello ha subito pesanti scivoloni a livello di prestanza, ma anche in quest’ottica la situazione potrebbe risultare più che normale nei confronti di un potenziale consumatore, il solito bambino settenne schiavo del suo tempo. E in fondo l’obiettivo della casa editrice è proprio questo: investire sulla massa, metodo che può avere un senso se rispecchiato nella riempitiva Zio Paperone e i Bassotti recalcitranti per la quale ammirare un ragazzino che, incuriosito, ricerchi l’astruso termine in prima pagina nella sua "scatola magica" è diventata pura utopia sociale.

                              E i Topi? Si difendono, grazie soprattutto a Vito Stabile che conferma la sua poliedricità nel trattare i personaggi Disney, stavolta autore di un gradevolissimo e marvelliano conflitto supereroico con protagonista Super Pippo, ottimizzato complice il sapiente utilizzo di un bel villain predominante e un rivitalizzato favoreggiatore. Storia che non avrebbe avuto lo stesso sapore se interpretata dai paperi ma che presenta al tempo stesso alcune caratteristiche in comune fra i due microcosmi, a noi evidenti fin dalla preistoria, ma qui evidenziati con ilarità fuori dal normale. La nota lieta di un numero, come detto, nella media ideale.

                              Portatelo via.

                              Quotone! ;D
                              « Ultima modifica: Venerdì 26 Gen 2018, 19:23:35 da Topolino08 »

                               

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