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Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat
 - Aperto da V, Mercoledì 20 Lug 2022, 11:54:22
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Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 30)

Topdetops
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Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 30)

Citazione di: Donald112 il Martedì 13 Giu 2023, 21:03:25
Citazione di: Topdetops il Lunedì 12 Giu 2023, 11:21:21
Essendo rimasto indietro con le nuove pubblicazioni, ora che ho un po' di tempo vorrei recuperare alcuni volumi di questa collana...secondo voi, quali sono assolutamente imprescindibili?
Avevo già adocchiato Cafè Zombo che potrebbe essere nelle mie corde, per il resto mi affido a voi.
Considerando anche quello editi da Giunti Io li ho letti tutti tranne Le vacanze di Donald (non mi attirano Cip e Ciop), la Melodia misteriosa, Super Mickey e il segreto di zia Miranda (anche se penso che lo recupererò nei prossimi mesi). Consigliarti è difficile perché a me sono piaciuti tutti e non mi sono pentito dell'acquisto di nessuno di questi volumi.

Comunque se devi iniziare da qualche parte acquista quelli di Camboni caratterizzati da disegni straordinari oltre che da una trama interessante di genere steampuk fantasy.

A livello di trama  merita tanto anche Paperone e il drago di Glasgow (e anche i disegni di Petrossi sono una garanzia).

Mickey attraverso i secoli (disegni di Petrossi) ha una trama più semplice ma è caratterizzato da molte gag con Topolino a spasso nelle varie epoche storiche. E' consigliato se ti piacciono le storie a sfondo storico con i viaggi nel tempo.

La gioventù di Mickey ha disegni più infantili ed è caratterizzato da 5 racconti umoristici . Però è molto interessante perché vi compare un Topolino anziano e politicamente scorretto (cosa che penso non vedremo mai nelle storie che compaiono sul Topolino di oggi).

Mickey all stars è un albo celebrativo che per me è stata una piacevole sorpresa: ogni pagina è disegnata da un disegnatore diverso e contiene una gag autoconclusiva. Anche questo è consigliato a prescindere.

Horrifikland e Terror Island sono due albi legati tra loro.  La trama è molto semplice però hanno il pregio di avere il trio Topolino, Paperino e Pippo protagonista e inoltre sono caratterizzati da disegni stupendi (il primo di genere horror e il secondo sullo stile avventuroso alla Indiana Jones).

Mickey e i 1000 Gambadilegno presenta una trama un pochino più articolata ricca di gag e anche qui i disegni sono carini. Qui dipende molto se ti piace il fantasy medievale alla Tolkien: se è tra i tuoi generi preferiti l'acquisto è d'obbligo.

Mickey le avventure più incredibili e Donald happiest adventures sono anch'essi due albi collegati. Vi è una trama di fondo però ogni tavola termina quasi in modo autoconclusivo con una gag. Tra i pregi un umorismo dissacrante ai limiti del politicamente scorretto che difficilmente si può trovare su altre testate.
Recupero solo ora il tuo commento, comunque ringrazio anche te!
Vedrò il da farsi, dai vostri consigli mi sembra che più o meno tutti i volumi siano validi...sul topic delle pubblicazioni francesi ho notato che è possibile visualizzare alcune tavole dalle anteprime distribuite all'epoca della prima pubblicazione, quindi darò un'occhiata anche lì.
Grazie ancora!

Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 31)

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    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 31) Ultima modifica: Sabato 24 Giu 2023, 12:00:37 di Mr. Verne

    Ho ricevuto Caffè Zombo, stessi contenuti del volume francese.
    Consigliatissimo, specialmente se amate le storie dei primi anni '30 di Gottfredson.

    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 32)

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    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 32)

    Letto, mi è piaciuta molto la storia. I disegni di Loisel rievocano Gottfredson con una vena di underground, bellissimi. Insieme ai due di Camboni e a Bertolucci, trovo questi quattro i più bei volumi della collana, che a parte alcuni troppo sperimentali, trovo splendida. Forse un formato maggiore l'avrebbe resa perfetta.
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    Disney Collection 11 – Caffè Zombo (# 33)

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    Disney Collection 11 – Caffè Zombo (# 33)

    Recensione Disney Collection 11 – Caffè Zombo


     Sin da quando Panini Comics ha ripreso la pubblicazione delle storie Disney realizzate in Francia per l’editore Glenat da autori esterni (sotto il nome di Disney Collection), l’attesa più grande era senz’altro per la ristampa di Caffè Zombo scritto e disegnato da Regis Loisel.

     L’autore francese è sicuramente l’artista di punta del gruppo (non ce ne vogliano gli altri autori, ovviamente). Si tratta infatti di colui che ha reinventato la fiaba di Peter Pan con un incredibile mix di vicende disturbanti e ricche di inquietudine. Inoltre, ha collaborato alla produzione di Mulan e Atlantis.

     Come se non bastasse, Loisel decide di andare alle radici del personaggio di Topolino, ovvero tra il 1928 e i primi anni Trenta. Recupera infatti il formato a strisce di Floyd Gottfredson, e ambienta la trama subito dopo la grande depressione del 1929 (anche se l’anno non viene esplicitato).

     
    Lotta di classe

     Fin da subito veniamo calati nel contesto della crisi lavorativa, con Topolino e Orazio che cercano lavoro insieme ad una marea di altri disoccupati e vengono scartati per motivi del tutto pretestuosi. La storia gira infatti tutt’attorno a complesse dinamiche lavorative, mascherate con intelligenza da situazioni grottesche e decisamente sopra le righe.

     
    Lotta tra poveri

     La prima parte della vicenda viene usata da Loisel per presentare i personaggi e il microcosmo che ha creato per l’occasione, strizzando l’occhio ad alcuni cortometraggi classici. Vediamo Topolino e Orazio andare in una breve vacanza con Minni, Clarabella e Paperino (che vive nella sua barca come in The Wise Little Hen).

     Il tono della scampagnata ricorda The Beach Party (1931) e, soprattutto, Camping Out (1934). E la presenza della roulotte non può non far pensare anche a questo corto. Infine, la sintonia tra i personaggi ricorda quella di The Ransom Plot (1931) di Gottfredson: si tratta della sequenza in cui Loisel realizza parecchie scene slapstick, decisamente ben riuscite.

     La seconda parte ci mostra invece il ritorno dei protagonisti in città e i vari cambiamenti che sono avvenuti in loro assenza: donne e bambini sono andati via, e a rimanere sono solo gli uomini, che lavorano tutto il giorno andando al cantiere marciando e macinando il caffe.

     
    Lotta di genere

     Vediamo quindi le trame di Gambadilegno (perfettamente in parte con il suo arto ligneo) e Lupo (sinistro avvocato, proprio come nella Valle della morte), alle dipendenze del sig. Fuller, un infido costruttore dalle fattezze di un ippopotamo.

     Da questo momento la storia propone svariate scene in un ambiente lavorativo opprimente, in cui la lotta di classe appare, come mai prima nei fumetti disneyani, esplicita. I lavoratori vengono sfruttati e privati di volontà, il costruttore cerca di guadagnare dal loro lavoro convincendoli a rifornirsi alla propria mensa, un capo squadra usa la frusta per essere più convincente. Insomma, le storture del mondo del lavoro degli anni Trenta sono un rimando sottile a quelle contemporanee.

     
    Lotta e basta

     Loisel non si astiene neanche dal rappresentare la lotta di genere, con le donne Minni e Clarabella determinate a far pesare il loro giudizio. In certi passaggi, vengono rappresentate in maniera decisamente sopra le righe, cosi come Pippo, che risulta più svagato e estraneo dalle dinamiche del solito.

     In generale, Loisel mostra Topolino, Orazio e gli altri non come modelli perfetti, ma come esseri umani fallaci e capaci di commettere errori, procedendo per tentativi.

     
    Immagine promozionale che punta molto sul binomio Loisel – Gottfredson

     Anche dal punto di vista grafico non mancano i tratti realistici. Mickey ha muso e orecchie leggermente allungate, che ricordano quasi un ratto. Pippo ha gli occhi staccati rispetto al naso, dandogli un aspetto decisamente più irregolare.

     Pure l’ambiente è maggiormente veritiero, con scenari spogli, fatti di casette di legno malconce, strade con rifiuti e un paesaggio ricco di degrado. A spiccare sono anche i personaggi secondari, come il sig. Fuller e la sua salsiccia usata come sorta di sigaro.

     La scelta di usare la striscia serve a richiamare le storie degli anni Trenta, contemporanee al periodo in cui la storia è ambientata. Ma, ovviamente, l’approccio è diverso: ogni striscia non termina infatti con un colpo di scena, oppure non inizia sempre con un riassunto, come succedeva in Gottfredson. La scelta della striscia è puramente stilistica, e viene giustamente presentata in un cartonato orizzontale di 30,5×19,5 cm.

     Caffè Zombo è un’opera eccezionale e senz’altro unica all’interno della produzione fumettistica disneyana degli ultimi Trent’anni. Loisel omaggia l’antico utilizzando tematiche attuali e rendendo la storia un classico istantaneo, godibile a più livelli e decisamente intelligente.

     Editore: Panini Comics – Autori: Regis Loisel – Uscita: 22 giugno 2023 – Pagine: 76 – Formato: Cartonato 30,5×19,5 – Prezzo: € 16,00 – ISBN 9788828748656



    Voto del recensore: 5/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2023/07/24/disney-collection-11-caffe-zombo/

    Re:Disney Collection 11 – Caffè Zombo (# 34)

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    Re:Disney Collection 11 – Caffè Zombo (# 34)

    Citazione di: V il Lunedì 24 Lug 2023, 16:20:38
    Recensione Disney Collection 11 – Caffè Zombo

    Intervengo brevissimamente solo per consigliarvi l'acquisto di questo volume, specialmente se apprezzate le storie del proto-Gottfredson e le storie che hanno una chiave di lettura non esplicita e (nonostante l'ambientazione) attualissima.

    Una delle cose migliori uscite negli ultimi anni.

    -Paolo

    Re:Disney Collection 11 – Caffè Zombo (# 35)

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    Re:Disney Collection 11 – Caffè Zombo (# 35)

    Citazione di: Paolo il Lunedì 24 Lug 2023, 16:43:17
    Citazione di: V il Lunedì 24 Lug 2023, 16:20:38
    Recensione Disney Collection 11 – Caffè Zombo

    Intervengo brevissimamente solo per consigliarvi l'acquisto di questo volume, specialmente se apprezzate le storie del proto-Gottfredson e le storie che hanno una chiave di lettura non esplicita e (nonostante l'ambientazione) attualissima.

    Una delle cose migliori uscite negli ultimi anni.

    -Paolo
    Davvero, l'attesa per l'uscita italiana è stata tanta ma ne è valsa davvero la pena e ne caldeggio l'acquisto. E' una storia che per temi trattati difficilmente potrebbe essere pubblicata nel Topolino odierno.

    P.S. Povero Pippo  ;D

    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 36)

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    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 36)

    Adoro le storie francesi

    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 37)

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    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 37)

    mi incuriosisce davvero molto ma neanche 80 pagine per 16 euro mi distoglie dall'acquisto...

    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 38)

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    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 38)

    Citazione di: Filo Sganga il Martedì 25 Lug 2023, 11:47:55
    mi incuriosisce davvero molto ma neanche 80 pagine per 16 euro mi distoglie dall'acquisto...
    Capisco i tuoi dubbi, che in parte sono anche i miei, ma al netto di queste perplessità riguardo al rapporto foliazione/prezzo, non posso che consigliarti fortemente l'acquisto. Si tratta infatti di un volume di pregio, con ottima carta e rilegatura, che presenta i contenuti dell'edizione originale francese. Questo, senza inoltrarsi a parlare della storia: basti dire che io considero Cafè Zombi una delle più riuscite storie con Topolino degli ultimi anni, capace di alternare con maestria ironia e suspense nel descrivere una situazione sociale delicata come la Grande Depressione. Uno splendido omaggio al Gottfredson degli anni Trenta , tanto nei testi quanto nei disegni, affascinanti nel loro bilanciamento tra classicità e innovazione.
    Oh! Date un posto al cimitero...Yùuuuuu! Al mio cuore di vaquero...Yùuu! Egli è morto e lascia sola, uèeeee! La sua casa, la cavalla e la pistola, uèeee!

    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 39)

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    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 39)

    Citazione di: Karabandagore il Martedì 25 Lug 2023, 12:59:06
    Citazione di: Filo Sganga il Martedì 25 Lug 2023, 11:47:55
    mi incuriosisce davvero molto ma neanche 80 pagine per 16 euro mi distoglie dall'acquisto...
    Capisco i tuoi dubbi, che in parte sono anche i miei, ma al netto di queste perplessità riguardo al rapporto foliazione/prezzo, non posso che consigliarti fortemente l'acquisto. Si tratta infatti di un volume di pregio, con ottima carta e rilegatura, che presenta i contenuti dell'edizione originale francese. Questo, senza inoltrarsi a parlare della storia: basti dire che io considero Cafè Zombi una delle più riuscite storie con Topolino degli ultimi anni, capace di alternare con maestria ironia e suspense nel descrivere una situazione sociale delicata come la Grande Depressione. Uno splendido omaggio al Gottfredson degli anni Trenta , tanto nei testi quanto nei disegni, affascinanti nel loro bilanciamento tra classicità e innovazione.
    Premetto che non voglio offendere nessuno ma secondo me si sta esagerando nel rapporto prezzo/foliazione. Noi non compriamo fogli di carta bensì contenuti di qualità. Se la storia è di qualità vale un prezzo maggiore e sono disposto a pagarla. Che poi dia fastidio la speculazione che c'è dietro da parte di Panini posso comprenderlo ma non baserei la mia scelta di acquisto o meno su questo punto.

    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 40)

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    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 40)

    vi ricordo che la gioconda è 77 cm x 53 cm

    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 41)

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    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 41)

    Citazione di: Filo Sganga il Martedì 25 Lug 2023, 11:47:55
    mi incuriosisce davvero molto ma neanche 80 pagine per 16 euro mi distoglie dall'acquisto...

    Sono del tuo stesso parere, ed è un peccato anche per me, da quanto apprendo leggendo i commenti. C'è da augurarsi un riavvicinamento alle possibilità del cliente in tal senso da parte di Panini in futuro.

    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 42)

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    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 42)

    Recuperati i Glènat mancanti con lo sconto panini 20% ho letto ieri finalmente super Mickey e al contrario di molti commenti che ho visto a giro e su video a me è piaciuto molto, sia lo stile nostalgico anni 30 che solo i francesi osano riportare sia la storia che ha una vena umoristica non solo infantile ma anche riflessiva sull'approffitarsi di super Pippo e il bellissimo rapporto con topolino sempre presente per Pippo. Adoro l'uso di tanti personaggi e animali, una coralità che manca oggi nel topolino italiano.

    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 43)

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    Re:Disney Collection - Panini pubblica i volumi Glenat (# 43)

    Ciao,
    ho recentemente letto il volume "La gioventù di Mickey" e mi sono accorto che alcune pagine presentavano dei colori più tenui, quasi sbiaditi, rispetto alle pagine che le precedevano, dove i colori erano più brillanti e definiti.
    Ciò mi ha fatto pensare a come quando il toner nella stampante si sta esaurendo.
    Ho quindi provato a scrivere a Panini, per capire se poteva trattarsi di un'anomalia di stampa (inviandogli anche le foto che allego alla fine del post).
    Loro mi hanno prima risposto dicendo che giravano la domanda all'editore, e infine quest'oggi mi hanno scritto che l'editore ha risposto dicendo che non si tratta di anomalia, ma che l'albo è stato stampato proprio così.
    Chi ha acquistato l'albo ha notato questo tipo di situazione?
    A me sembra strano che sia proprio così che l'autore ha creato le pagine, nel senso che se guardo le tavole nel loro complesso, senza focalizzarmi sulle singole vignette, a me sembra evidente che in alcune pagine non ci sia la stessa uniformità nel livello dei colori.
    Le 2 pagine allegate sono la 19 e la 20. Spero che la differenza si colga abbastanza bene, perché ho dovuto abbassare la qualità delle foto per poterle allegare.
    Se guardate il verde con cui sono colorati i piccoli ragni nell'ultima vignetta di pagina 19, non è lo stesso delle prime 2 vignette di pagina 20.
    Anche il marrone utilizzato in tutta pagina 20 è meno intenso di quello presente nella pagina precedente.
    Voi cosa ne pensate?
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    Disney Collection 21 – Mickey e il Re dei Pirati (# 44)

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    Disney Collection 21 – Mickey e il Re dei Pirati (# 44)

    Recensione Disney Collection 21 – Mickey e il Re dei Pirati


     Dopo oltre 90 anni di storie a fumetti Disney, non è affatto facile realizzare vicende inedite, in cui le relazioni tra i personaggi ci raccontano qualcosa di nuovo o dove i meccanismi narrativi regalano emozioni fresche. Mickey e il Re dei Pirati rientra appieno nella categoria, dato che le ben 78 tavole in formato francese (quattro strisce per tavola) sono un’esplosione di sapiente narrazione e di disegno funambolico, grazie anche ad una sinergia totale tra testi e matite.

     La storia ci scaraventa nella Londra di metà Ottocento in medias res, in cui il fumo di aziende dickensiane che vanno a carbone avviluppa tutta la città, fin quasi ad ottenebrare le menti della popolazione. Quelli che vediamo, infatti, sono tutti cittadini mogi e cupi, che procedono per inerzia. Già questa ambientazione risulta realistica e, per certi versi, una potenziale metafora del nostro presente, stretto tra lenta transizione ecologica e peggioramento della salute mentale.

     Ma andiamo oltre. Joris Chamblain, autore anche del Drago di Glasgow oltre ad altre storie Disney, scrive una storia corale, in cui quasi tutto il parco personaggi disneyani, standard characters e personaggi d’animazione (come vedremo dopo), si cala in un’opera in costume, che mischia scenari urbani e ambientazioni marinaresche (un classico disneyano fin dai tempi de L'isola del tesoro del 1950, oltre all’attrazione dei Pirati dei Caraibi, citata esplicitamente in una scena).

     
    Relazioni credibili tra personaggi

     La scelta di posizionare i personaggi in un contesto diverso da quello contemporaneo risulta a volte un escamotage per gestirli con maggior libertà, e anche questa vicenda lo dimostra. Infatti, tra un Mickey giornalista coraggioso ma fino ad un certo punto, un Pippo maggiordomo dei miliardari e un Donald profondamente amareggiato dalla vita e dal suo rapporto con lo zio, oltre a non avere nipotini, abbiamo dei personaggi non diversi ma con qualche caratteristica differente.

     A balzare all’occhio risulta senz’altro il rapporto interno al trio (cui si aggiunge un dinamico Pluto). Se infatti nei cortometraggi classici i tre sono amici da sempre, e lo stesso vale per i fumetti, in questa storia si conoscono di vista e costruiscono la loro intesa nel corso della vicenda, pur avendo obiettivi divergenti.

     
    Tutti insieme appassionatamente

     A legare la trama è la presenza di Paperone, magnate assoluto la cui esistenza controlla tutta Londra, in una relazione quanto mai tossica (e, anche in questo caso, non possiamo non pensare a certi discutibili tycoon contemporanei), dato che da lui dipendono le sorti, lavorative e non, di tutti gli abitanti. A questo si aggiungono la scomparsa della Numero Uno e la minacciosa e pericolosa presenza della nave di fuoco, un mostro di lava interpretato da un temibile, e muto, Macchia Nera.

     Non manca una riflessione sul potere della fantasia e della magia, spirituale e pratica, in totale crisi di identità per colpa di un approccio mercantilistico sempre più diffuso, oltre che per una innovazione sempre più spinta. Il discorso non risulta affatto retorico, e risulta coerente a quanto si vede in questi giorni al cinema con Toy Story 5, oltre a tutta la riflessione, e la paura, che le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, stanno facendo emergere. In tal senso, Amelia assume un profilo decisamente più approfondito e sfaccettato.

     
    La versione originale francese omaggia Claude Marin

     Nella storia il materiale narrativo risulta davvero ricco, per risultare a volte persino un poco affrettato. Inoltre, in alcuni casi, ci sono delle situazioni risolte in maniera un poco estemporanea, con un effetto deus ex machina non sempre credibile. Ma si tratta di sfumature, dato che la vicenda, lunga e arzigogolata, cattura il lettore e lo incuriosisce con una serie di misteri e di enigmi affascinanti e sorprendenti.

     Al talento di Chamblain ai testi, si affianca quello di David Augereau ai disegni. Non nuovo alle storie Disney, l’autore si abbevera alla sua fonte primaria, ovvero all’animazione. Il suo stile risulta morbido, preciso nei dettagli, rigoglioso negli sfondi e nelle ambientazioni, pulito e sempre chiaro nella struttura di ogni vignetta. Il suo layout è regolare, senza particolari sconvolgimenti nella tavola, con la scansione a quattro strisce e otto vignette, in media, per tavola.

     
    L’immagine promozionale cita Dickens e i Pirati dei Caraibi

     Inoltre, l’autore guarda a classici come Robin Hood o Zootropolis, in cui gli animali antropomorfi la fanno da padroni (senza dimenticare la lezione extra Disney di Blacksad). A questo si aggiunge una vera sagra del cameo, che aggiunge una nota di divertimento alla lettura. Infatti, ogni pagina rigurgita di personaggio secondari o di semplici comparse che arrivano tutti dall’animazione disneyana. Dai noti Josè Carioca e Panchito Pistoles ai personaggi one shot come Ben Buzzard e Flaversham, fino ai caratteristi del Disney Afternoon come Don Karnage (con qualche strizzata d’occhio a Ducktales). Non manca anche la presenza dell’amatissimo, per il pubblico francese, Claude Marin, ma purtroppo nella traduzione italiana l’omaggio si perde, dato che il personaggio diventa ‘Claudio, il marinaio’.

     In sintesi, un volume ricco di amore per la cultura disneyana e di rispetto per il lettore. Si tratta di una lettura fresca, viva e che apre un mondo nuovo, in cui avremmo voglia di tornare presto. Visto il finale aperto, speriamo proprio di fare rotta di nuovo verso Tortuga e questa Londra disneyana di metà Ottocento.



    Voto del recensore: 5/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
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