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Topolino 3568

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di Matteo Gumiero

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Il Mondo di Ghiaccio - Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche
Topolino e l'albero della verità
Pianeta Paperino - La vecchia carretta
La grande mitologia papera - Il filo di Paperarianna

Topolino 3568

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    Re:Topolino 3568
    Risposta #15: Lunedì 22 Apr 2024, 13:00:02
    - Seconda parte de "Il mondo di ghiaccio" che continua a portare avanti la narrazione mettendo però ulteriori dubbi e punti di vista differenti al lettore.
    Prosegue bene, vedremo come andrà nelle prossime puntate....
    - Con "Topolino e l'albero della verità" termina (al momento) il grande percorso narrativo e strutturale creato da Artibani per dare nuovamente spessore alla figura di Gambadilegno. Il percorso è stato "tortuoso" ma bellissimo e dal fantasy è sfociato poi nel mistery.
    Il piano architettato dallo sceneggiatore assume ora tutti i suoi connotati e le tante tessere in sospeso hanno preso valore e profondità.
    Le minacce finali di Pietro sembrano aprire un nuovo "futuro" da vero cattivo per lui e si spera che possa restare tale, senza ripensamenti sdolcinati, per molto molto tempo. Altre porte aperte quelle su Miklos e sul futuro utilizzo di Gambaville...
    Pastrovicchio ai disegni offre una bella prova, soprattutto a livello paesaggistico, ma forse (come ricordava Cornelius in un numero precedente) non convince pienamente soprattutto nel volto di Minni...
    - Con "La vecchia carretta" Vito Stabile scava ancora nei rapporti che Paperino intrattiene con i luoghi e gli oggetti che hanno caratterizzato la sua lunga vita editoriale. Bello il rapporto con la 313 e molto rétro lo stile narrativo che si rifà alle ten page americane. Molto buone ed evocative le matite dei Rota.
    - Niente...queste storie ispirate alla mitologia greca non mi piacciono per niente ! "Il filo di PaperArianna" non fa eccezione e ci mostra la storia pari pari a quella vera cambiandone solo i personaggi e aggiungendovi i soliti tormentoni disneyani. Nessuno spunto di originalità, nessuna costruzione particolare per un progetto che si dimentica troppo in fretta.  Nota di merito invece per i disegni di Baccinelli che risultano dinamici, con una bella libertà nel formare la gabbia e dotati di una colorazione vivace e riuscita.
    Numero che si divide a metà nel giudizio sulla qualità ma che riesce ad avere un mezzo punto in più per la bravura di Artibani. Quindi 3 stelle.
    Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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      Re:Topolino 3568
      Risposta #16: Lunedì 22 Apr 2024, 22:01:35
      Belle le streghe vulcaniche.
      Per la storia di Gamba, sarà che sono sempre stato un'idealista  :D, ma ero convinto che fosse diventato veramente buono  :cry: e sono rimasto piuttosto deluso dallo scoprire che era un "normale" piano. Essendo evidente che fosse necessario il ritorno allo "status quo" di Gamba cattivo, avrei preferito un evento particolare che lo riportasse "sulla cattiva strada"...
      Non male Stabile-Rota.
      Personalmente non mi è piaciuta per niente la storia di Paperianna, ho il mito molto fresco avendo letto recentemente anche un romanzo sull'argomento, ed ho trovato degli stravolgimenti eccessivi (probabilmente maggiori che negli altri miti della stessa serie) come la questione dei sacchi, ma ancor più il finale mieloso che fa perdere di significato, a mio giudizio, a larga parte del mito.

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      R7cky
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        Re:Topolino 3568
        Risposta #17: Lunedì 22 Apr 2024, 22:02:33
        Ma anche a voi le pagine arrivano fino a pagina 102 e poi iniziano di nuovo le pagine da 3 a 62?
        Mi è capitata esattamente la stessa cosa con un numero di un paio di mesi fa, ho scritto all'assistenza ed in 30 gg è arrivato il sostitutivo.

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          Re:Topolino 3568
          Risposta #18: Martedì 23 Apr 2024, 19:04:51
          Di questo strano 3568 ho apprezzato la breve di Vito Stabile che ricalca, ma con un occhio moderno, le ten pages. I disegni di Rota sono essenziali; apprezzo anche, nel contesto di uno stile un po' rétro come quello rotiano, vedere comparse in abito maneggiare telefoni e parlare di rete.
          La storia DPW stravolge un mito che già di suo non è tra i più interessanti della civiltà greca, senza aggiungervi niente di interessante o quantomeno originale. Si salvano solo i disegni di Bacci.
          Ho capito poco della vicenda di Gambadilegno perché mi mancano gli episodi precendenti. Non vorrei che Miklos perdesse, come successo a Cuordipietra e in realtà anche a Macchia Nera, quell'aura di eccezionalità che contraddistingue il suo personaggio, venendo usato troppo. In questa storia l'ho trovato un po' piatto. Se si scomoda una figura così terribile (ricordo che mentre leggevo la sua prima apparizione avevo la pelle d'oca), è bene rendere in tutto la sua tridimensionalità di figura da temere e di cui diffidare, subdola e ingannevole in tutto.
          Anche Pastro + Frare mi hanno un po' deluso: a  volte i personaggi non riescono a staccarsi dallo sfondo, emergono poco. Probabilmente i colori contribuiscono: in certe inquadrature ampie, come la prima vignetta di pagina 63 o l'ultima tavola, risentono di una certa piattezza che penalizza molto le grandi porzioni di foglio che il disegnatore lascia vuote.

          -ilFu
          « Ultima modifica: Martedì 23 Apr 2024, 19:08:18 da ilFumettista »

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            Re:Topolino 3568
            Risposta #19: Sabato 4 Mag 2024, 23:37:33
            Lascio un breve commento a questo numero anche se oramai è passato un po' di tempo dall'uscita in edicola..ma volevo lasciare il mio pensiero in primis sulla storia su Gambadilegno.Davvero notevole! Artibani ha un modo di narrare che riesce a farmi distaccare da tutto il resto, quando scrive storie del genere sembra di essere uno spettatore presente che osserva da poco distante i fatti che si susseguono.
            Un per me gradito ritorno è stata Roberta,nelle streghe vulcaniche. Serie che NON mi era piaciuta la volta precedente, ma che sta ingranando meglio in questo secondo episodio.
            Interessante e scorrevole anche la mitologica sul filo di Paperarianna.. ma l'ape..che va a pungere proprio Paperino da dentro un sacco :laugh: mi ha fatto sorridere perché mi ha ricordato tantissimo - e penso sia voluto perché le fattezze sono le medesime- un corto dove l' irascibile Paperino se la vede con una poco accomodante apetta.Insomma modi alternativi per fare scoprire l'intruso se ne potevano trovare altri, ma trovo che questo utilizzato dall'autore sia originale ed evocativo  :inLove:.
            Molto interessanti le rubriche di scuola di disegno tenute dai diversi autori.
            Avendo perso le prime uscite mi piacerebbe se più avanti fossero riproposte in un nuovo volume ,tutte insieme in modo da avere una piccola guida alla scuola di disegno Disney.
            Concludendo,un numero che mi ha soddisfatta appieno  ;D

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              Re:Topolino 3568
              Risposta #20: Sabato 4 Mag 2024, 23:42:51
              Interessante e scorrevole anche la mitologica sul filo di Paperarianna.. ma l'ape..che va a pungere proprio Paperino da dentro un sacco :laugh: mi ha fatto sorridere perché mi ha ricordato tantissimo - e penso sia voluto perché le fattezze sono le medesime- un corto dove l' irascibile Paperino se la vede con una poco accomodante apetta.Insomma modi alternativi per fare scoprire l'intruso se ne potevano trovare altri, ma trovo che questo utilizzato dall'autore sia originale ed evocativo  :inLove:.
              Si, il design dell'ape irascibile che punge Paperino nella storia di Barbieri e Baccinelli è evidentemente ispirata a quella del corto animato che ricordavi.  :)

              Molto interessanti le rubriche di scuola di disegno tenute dai diversi autori.
              Avendo perso le prime uscite mi piacerebbe se più avanti fossero riproposte in un nuovo volume ,tutte insieme in modo da avere una piccola guida alla scuola di disegno Disney.
              Concludendo,un numero che mi ha soddisfatta appieno  ;D
              Non sarebbe affatto male potere usufruire di un compendio che raccolga in un'unica pubblicazione le lezioni della rubrica ''Fumettando", in effetti.
              Chissà che non la propongano davvero in futuro!  ;;D

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                Topolino 3568
                Risposta #21: Martedì 7 Mag 2024, 10:56:17
                Recensione Topolino 3568


                 Già tempo fa si ebbe modo di disquisire sul fatto che grandi autori significa anche grandi storie. Certo, ci sono le dovute eccezioni, che però solitamente confermano le regole. E questo Topolino è un numero di grandi firme, estremamente interessante e pieno di spunti da analizzare. 

                 In particolare, Bruno Enna e Francesco Artibani alzano l’asticella, donando ai lettori due storie che non passano inosservate. 

                 Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche – Il mondo di ghiaccio, a parte il titolo lunghissimo, è un episodio molto interessante. L’avventura entra nel vivo e la corvina fattucchiera napoletana deve cercare di scagionare se stessa e Grilla, strega vulcanica islandese e sua amica, dalle gravi accuse che le sono rivolte. Enna costruisce un mondo stregonesco inedito e ben strutturato dove coesistono le due fazioni “oceaniche” e “vulcaniche”, tra le quali però non sembra scorrere buon sangue. Bravo è lo sceneggiatore sardo nell’incuriosire il lettore dandogli diversi spunti per l’individuazione del reale colpevole e delle sue motivazioni, senza però sbottonarsi troppo, tenendo alta l’attesa per la risoluzione della vicenda. Tuttavia, vista la rigida suddivisione delle streghe in fazioni, ben nota a tutti i personaggi, ci si domanda come mai, nella storia precedente di questo filone, la scoperta che Amelia fosse parte della fazione oceanica avesse fatto tanto scalpore. 

                 
                Ce lo domandiamo tutti, Amelia

                 Fa piacere, comunque, vedere che il personaggio di Amelia venga usato in maniera più tridimensionale e non si appiattisca unicamente alla ricerca della Numero Uno, scopo che col passare degli anni inizia ad apparire ad un lettore esperto noiosamente ripetitivo. E questa considerazione trova facile riscontro anche nel “Che aria tira…?” settimanale di Silvia Ziche, in cui la strega ribadisce scherzosamente che non ha altri scopi nella vita. Qualcuno, tuttavia, potrebbe muovere la critica che la fattucchiera rappresentata da Enna in questa saga si muove in un mondo che si allontana parecchio dalle intenzioni del suo creatore Barks e del suo autoproclamato erede Don Rosa. Ed è vero, la direzione di questa saga sembra essere quella verso uno spin-off “magico” dove Amelia è protagonista e non avversaria.

                 Si tratta d’altronde di una tendenza consolidata, che vede la progressiva scomparsa degli antagonisti nell’intrattenimento. Al di là di ciò, chi scrive queste righe ritiene che l’originalità e la piacevolezza di queste avventure possano essere considerate un aspetto positivo decisamente preponderante, rispetto alle perplessità che sarebbe possibile muovere. Infine, apprezzabile e azzeccato è il ritorno di un personaggio di origine ciminiana che non appariva da qualche anno, il cui inserimento nella trama risulta assolutamente coerente e giustificato.

                 Sul lato grafico, Giuseppe Facciotto costituisce invece la vera novità rispetto alla prima storia del ciclo. I suoi disegni, oltre che belli, rendono merito alla grande varietà di personaggi presenti e riescono a narrare in maniera viva e chiara il susseguirsi delle azioni, senza che il lettore debba farsi venire il mal di testa per cercare di capire cosa sta succedendo.

                 Spostandoci invece a Topolinia, la coppia Artibani – Pastrovicchio sforna una prova convincente con Topolino e l’albero della verità che rappresenta la conclusione (?) di una storyline che affonda le sue radici nella saga di Ducktopia

                 Ricordiamo che in questa serie fantasy, ideata insieme a Licia Troisi e disegnata da Francesco D’Ippolito, Gambadilegno, dopo essersi eroicamente sacrificato rimanendo intrappolato nella dimensione parallela fantasy (e dopo essere sparito letteralmente da ogni storia pubblicata su Topolino per diverse settimane), era ritornato a Topolinia, per decidere di redimersi definitivamente e di diventare una persona onesta. In Topolino e i due volti della vendetta veniva poi sviscerata questa nuova inclinazione di Pietro che, premiato per il suo sacrificio precedente, trovava anche il modo di divenire ricchissimo.

                 Artibani porta avanti una gestione narrativa assolutamente originale e dalle caratteristiche “televisive”, che trova terreno fertile nel libretto della gestione bertaniana: la fine di una storia non coincide per forza di cose con il tirare le somme di una trama. Tutte le premesse disseminate negli albi scorsi vedono così il loro compimento in queste due ulteriori puntate. 

                 L’introduzione nella vicenda di Miklos, antagonista di Topolino tra i più storici e importanti, fornisce un elemento di ulteriore interesse, seppure non sia del tutto condivisibile la scelta di farlo agire per la prima volta in collaborazione con il nostro eroe. A detta degli stessi protagonisti, si tratta comunque di un evento assolutamente eccezionale e, fuori dalla norma, si fa fortunatamente fatica a pensare al topo grigio come ad un avversario comunque cavalleresco su cui fare affidamento contro un nemico comune.

                 
                Pietro, sei fin troppo buono[/size][/i]

                 Per quanto riguarda l’onestà di Gambadilegno, non è certamente una svolta inedita vederlo presentarsi come se avesse imboccato la retta vita: in passato è accaduto già molte volte, il problema è che abbiamo tutti smesso di credergli da tempo. Non Topolino, però, che decide di dargli fiducia: forse memore del sacrificio di qualche mese prima e delle incredibili avventure extradimensionali, forse semplicemente perché in quanto personaggio intrinsecamente buono è sempre disposto a dare a tutti una seconda possibilità, dimenticando le innumerevoli volte in cui questo suo agire si dimostra un boomerang, una trappola o semplicemente l’ennesimo tradimento della fiducia accordata. 

                 Quasi a voler contraddire Bruno Enna poco sopra, Francesco Artibani sembra voler affermare: è vero che gli antagonisti vanno scomparendo, ma è anche vero che certi personaggi sono irredimibili.  

                 Pastrovicchio ai disegni fa come sempre un buon lavoro, pur lasciando una sensazione abbastanza evidente che in alcuni passaggi sia dovuto andare di fretta, portando così qualche vignetta a non apparire bella e aggraziata come invece ci ha abituato a fare.

                 Le rimanenti storie aggiungono poco alla valutazione complessiva del numero.

                 Pianeta Paperino – La vecchia carretta (Stabile/M. e S. Rota) riprende per certi versi i temi della celebre Paperino e il segreto della 313, adattandola ai giorni nostri. E quindi le bizze e i guasti della vettura di Donald diventano virali sui social, ma “la scintilla di vita” presente nella vecchia carretta ancora una volta, nonostante l’umiliazione, si dimostrerà foriera di intervento salvifico per il suo talvolta ingrato proprietario. Rota, al comparto grafico assieme al figlio Stefano, resta il decano tra i disegnatori Disney in attività ma il suo tratto già da tempo subisce le ingiurie degli anni e, nonostante il piacevole tono agèe e la consueta evidente ispirazione barksiana, imprecisioni e incertezza nel tratto non rendono più giustizia all’artista.

                 
                Proprio loro! Mitici!

                 La grande mitologia papera – Il filo di Paperarianna (Barbieri/Baccinelli), è invece una storia che cerca di ripercorrere in maniera ironica il mito di Teseo e del Filo di Arianna, risultando nel complesso né brutta, né memorabile. Il mito viene parodiato in maniera abbastanza fedele all’originale, occultandone però ovviamente tutti gli aspetti “meno disneyani”. Chi ne rimane depotenziato è il personaggio del Minotauro, qui ridotto semplicemente a un automa costruito da Archimede-Dedalo per la difesa del tesoro situato al centro del labirinto. L’aspetto migliore rimangono, quindi, i disegni di Baccinelli.



                Voto del recensore: 4/5
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