Recensione Topolino 3694
Sia la copertina
regular, a opera di
Ivan Bigarella, che la spettacolare
variant double face, di
Alessandro Pastrovicchio, sono dedicate alla prima puntata della storia di apertura di
Topolino 3694:
Topolino e l’isola delle folgori.
Dopo il divertente prologo della scorsa settimana,
Francesco Artibani e
Alessandro Pastrovicchio tornano su binari narrativi più consueti, abbandonando la narrazione a strisce e spostando l’ambientazione temporale della storia al presente topolinese. Trattandosi di un episodio prevalentemente introduttivo, si ha la sensazione che la
sceneggiatura non abbia ancora scoperto tutte le proprie carte, pur risultando molto intrigante e lasciando una forte curiosità di leggere il prosieguo. In particolare, fa molto piacere rivedere Topolino e Pippo nelle vesti di avventurieri; inoltre, la presenza di Plottigat ad affiancare suo cugino Gambadilegno è una piacevole aggiunta “italiana” a una storia che si propone come ideale seguito del
Mistero dell'Uomo Nuvola.
Le matite di Pastrovicchio jr., coadiuvato dall’ormai consueta (ma sempre efficace) colorazione in stile
vintage di
Irene Fornari, sono molto convincenti, soprattutto nelle tavole più spettacolari (vedi l’illustrazione a tutta pagina 26) e nella resa delle espressioni e del volto di Pippo, fortemente debitori dello stile di Floyd Gottfredson
. Il numero prosegue con
Newton Pitagorico e la procrastibolla tergiversatrice, di
Marco Nucci (al solo soggetto) e
Niccolò Testi per i disegni di
Claudio Sciarrone.
L’imminente ripresa delle scuole fa da cornice all’ennesimo disastro del nipotino di Archimede, che tenta di fermare il tempo avvolgendo la propria casa sull’albero in una bolla, finendo – come prevedibile – per rimanerne intrappolato.

Un meraviglioso Pippo vintage[/i]
Per quanto lo spunto non risulti particolarmente originale, la storia conferma una volta di più l’efficacia di Newton come valida aggiunta all’universo del settimanale; nota di merito anche per i disegni, che rendono la narrazione particolarmente divertente e frizzante. Lo stesso vale anche per le due brevi successive:
Zzz, sempre della coppia
Giovanni Barbieri/
Luca Usai, è una efficace conclusione delle avventure estive di Paperino nelle vesti di Park Ranger;
Poche chiacchiere… grandi risultati, storia di produzione internazionale a opera di
Francesco Vacca e
Gianfranco Florio, pur in sole tre pagine si rivela comunque capace di strappare un sorriso.
Zio Paperone e l’aristocratico Ba-Lord, di
Roberto Gagnor e
Federico Franzò, è invece la nota meno riuscita del numero: si tratta di un’avventura un po’ sconclusionata che vede come coprotagonista, insieme allo Zione, Dinamite Bla, personaggio che personalmente trovo ben poco interessante e probabilmente inadatto a reggere questo ruolo in una storia lunga.
Fra intrighi ben poco credibili, gag malriuscite (eccetto per la citazione a Cuore di tenebra) e bislacche parentele, della storia – purtroppo – si salvano soltanto i bei disegni di Franzò. 
Battista novello Kurtz
Il numero si chiude con
P.d.P. – Scarlet Siren, seconda avventura del ciclo incentrato sulle peripezie del giovane Paperone ai tempi del secondo capitolo della $aga.
Francesco Testi ordisce una trama più appassionante rispetto a quella del primo capitolo, in cui Paperone è molto ben tratteggiato:
il suo entusiasmo e la sua intraprendenza durante una caccia al tesoro piuttosto classica emergono con efficacia e restituiscono un protagonista particolarmente vivace. Nonostante la pomposità di certi dialoghi e alcuni passaggi della storia un poco scontati,
questa può quindi comunque dirsi riuscita, grazie all’ottima caratterizzazione di Paperone e all’introduzione di un nuovo personaggio dotato di grande carisma, il capitano Dominic Rush.
Il punto dolente sono però i disegni di
Nico Picone, mai davvero convincenti né nell’impostazione della tavola né nei primi piani dei personaggi, i cui becchi spesso sono piuttosto malriusciti.
A questo si aggiunge poi un clamoroso errore, in quanto al suo esordio nella narrazione, Rush viene rappresentato con le fattezze di un altro personaggio della vicenda. In definitiva,
Topolino 3694 risulta decisamente migliore del
precedente, attestandosi complessivamente su un buon livello qualitativo.
A una prima puntata molto promettente, infatti, si affiancano delle ottime brevi e una storia conclusiva, in buona parte, convincente. Voto del recensore:
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