La conclusione del ciclo su Macchia Nera di Nucci e Casty mi suscita idee diverse a seconda del punto di vista da cui la guardo.
Sul piano dell'atmosfera, è una storia che non esito a definire
perfetta: inquietante e cupa come poche altre, con un
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Topolino perseguitato da un Macchia Nera "fantasma"
che mi ha riportato alla mente
Il mistero di Macchia Nera di Gottfredson e De Maris.
Sul piano narrativo, il meccanismo funziona senz'altro, anche se può spiazzare la scelta di lasciare a margine
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i due Macchia Nera, presente e passato: sappiamo che il primo agisce nel passato e che il secondo è in carcere e poi torna al suo tempo, ma tutto sommato di loro ci viene mostrato poco.
Non lo considero per forza un difetto, dato che l'impressione a caldo è stata molto positiva e questa è solo una riflessione sopravvenuta dopo, a freddo.
Tirando le somme, non succede molto di sostanziale, ma il lavoro attorno alle forme dell'incubo, all'atmosfera ed alla persecuzione contro Topolino (la frase di Macchia che continua a risuonare nella sua mente, per esempio) è di grande effetto.
Per quanto riguarda i disegni, Casty ha fatto un lavoro stupendo, e la sinergia tra il suo tratto ed i testi di Nucci ha creato una gemma di atmosfera.
Citazione di: Paperogo il Venerdì 18 Set 2026, 19:38:46Faccio fatica a condividere il vostro entusiasmo per la storia di Macchia Nera. I disegni sono più che buoni e apprezzo la voglia di riportare lo stile a quello degli anni 30/40/50 e di Gottfredson, ma né i disegni né la storia mi sembrano all'altezza dei più grandi autori disney italiani del passato. Avevo letto o udito più di un lettore porre Casty in cima a una graduatoria di tutti i tempi di Topolino; ecco, dopo questa prima e per ora unica lettura di una sua storia non riesco a trovarmi trovo d'accordo. La storia crea suspence, è vero, e può rimanere impressa nella fantasia di un bambino; è una storia più che buona sia per originalità sia per i disegni, anche il mio giudizio è sicuramente positivo, però non riesco a percepirla come quel capolavoro che dalle vostre parole mi aspettavo.
Due noterelle: mi ha colpito un po' leggere la parola "ruffiano", che è sinonimo di "lenone"; quando ero un bambino un mio compagno di classe appellò in buona fede con quella parola un altro compagno pensando fosse innocua e si prese uno sberlone dalla maestra (avevamo una maestra che distribuiva sberle, insulti e talvolta pure calci)
Non sono d'accordo nel definire questa una storia che "può rimanere impressa nella fantasia di un bambino": mi ha colpita molto, e ho 19 anni. Il lavoro di atmosfera è notevole e può impressionare a qualsiasi età. Forse la differenza rispetto alle "storie di una volta" è proprio questa: una storia come
Il mistero di Macchia Nera aveva un'atmosfera incredibile, sorretta però anche da una trama poliziesca; qua si è scelto di dare precedenza alle atmosfere, ma il risultato mi pare ottimamente riuscito comunque.
Il fatto che a te non sia "arrivata" come le storie "di una volta" può essere legato al fattore nostalgia, ma obiettivamente la qualità c'è, idem la cura nei dettagli; sarebbe ingiusto non definirla almeno al livello delle storie buone di una volta (non dico i capolavori, ma sicuramente siamo nella fascia alta). Come ti hanno già fatto notare, qua Casty ha curato solo i disegni, quindi non può essere considerata una storia sua come
La marea dei secoli, giusto per citarne una. Inoltre, probabilmente chi giudica (me compresa) Casty un autore così bravo ha presente buona parte delle sue storie, che ti consiglio di recuperare per formarti un'idea più approfondita.
Per quanto riguarda il termine
ruffiano, il significato originario e letterale è
lenone, ma è correntemente adoperato con il significato di
adulatore; spesso lo sento anche nella vita quotidiana, non vedo alcunché di strano a leggerlo su
Topolino.