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Topolino 3479

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Grande Tiranno
Cugino di Alf
PolliceSu   (1)

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PolliceSu   (1)
    Topolino 3479
    Mercoledì 27 Lug 2022, 18:47:04
    Indice:
    Copertina (disegno: Andrea Freccero, colori: Andrea Cagol)
    Che aria tira a... Paperopoli (testi e disegni: Silvia Ziche)
    Paperinik e la torre d'oro - episodio 1 (storia: Alex Bertani e Marco Gervasio, disegni e chine: Emmanuele Baccinelli, colori: Irene Fornari)
    Topolino e l'incubo dell'isola di corallo - episodio 2 (storia: Marco Nucci, disegni: Casty, chine: Michela Frare, colori: Manuel Giarolli)
    Paperino e la bacchetta magica (storia: Francesco Vacca, disegni e chine: Sergio Cabella, colori: Gaetano Gabriele D'Aprile)
    Paperino e il granchio truffaldino (storia: Janet Gilbert, disegni e chine: Francisco Rodriguez Peinado, colori: Egmont)
    Zio Paperone re del Klondike (storia: Marco Gervasio, disegni e chine: Stefano Zanchi, colori: Emanuele Virzì, Gaetano Gabriele D'Aprile)
    Paperi siderali - modelli (storia: Roberto Gagnor, disegni: Federico Franzò) - storia da una pagina



    L'albo ha 164 pagine (compresa copertina, seconda, terza e quarta di copertina.

    Ciao!

    Il Grande Tiranno
    Catturamento Catturamento!

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    Samu
    Diabolico Vendicatore
    PolliceSu   (1)

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    PolliceSu   (1)
      Re:Topolino 3479
      Risposta #1: Mercoledì 27 Lug 2022, 19:30:42
      Per quanto riguarda le tre storie lunghe di questo Topolino, posso dire che si tratta di un numero veramente ben riuscito!
      Prosegue molto bene la vicenda di Topolino, alle prese con il tentativo di evasione da quello che viene descritto come l'inviolabile penitenziario dell'Isola di Corallo, ottimamente orchestrato dal tandem creativo di Marco Nucci e Casty.
      La storia, in questa seconda parte, è chiaramente interlocutoria visto che si tratta dell'episodio di mezzo della vicenda nel suo complesso ma devo dire che la sua narrazione continua ad essere intrigante e ben scritta come si era visto nel primo, promettente, capitolo della scorsa settimana, dando vita ad una lettura appagante e per quanto mi riguarda, almeno finora, pienamente soddisfacente.
      La vicenda ha un ritmo cadenzato e costante che è un vero piacere da seguire, tanto nel racconto di Nucci quanto nei disegni meravigliosi di un Casty che posso solo ringraziare per la bellezza che le sue tavole mi restituiscono dal punto di vista grafico.
      Sublime, a questo proposito, la splash-page di pagina 52: degna di essere ammirata non solo per la sua stupenda arte ma anche e soprattutto per la sua regia grafica che sintetizza in una sola tavola il "cuore pulsante" del racconto e le vicende vissute da Topolino sull'Isola di Corallo.

      Le altre due storie lunghe sono invece a firma dello stesso autore al soggetto e alla sceneggiatura.
      Marco Gervasio cura infatti sia la storia d'apertura di Paperinik che la conclusiva servita ai disegni dall'arte ammaliante di Stefano Zanchi.
      Entrambe le storie mi sono piaciute veramente tanto e si sono rivelate due ottime letture: si tratta di due avventure intriganti e ben scritte, che hanno saputo mantenere viva la mia attenzione con un interesse palpabile dalla prima all'ultima tavola.
      Se però per la storia di Paperinik che segna il ritorno del diabolico vendicatore al Castello delle Tre Torri bisognerà attendere altre due settimane per poterla giudicare appieno, posso invece dire - già da ora - che l'avventura di "Zio Paperone Re del Klondike" è diventata una delle mie preferite dell'anno.
      Una storia intensa che trova nel disegno di Zanchi il suo compagno ideale per fare emergere tutto il carattere lirico e poetico del racconto del sentimento tra Paperone e Doretta nonostante questo rimanga più nel velato che in qualcosa di esplicito, tanto i caratteri dell'uno e dell'altra si dimostrano orgogliosi e poco inclini a palesare l'amore che sotto sotto entrambi sanno di provare l'una verso l'altro.
      Ma la storia offre anche altro oltre alla sua venatura più sentimentale ed un elemento importante che viene sottolineato nel corso della vicenda è proprio calato sul personaggio dello Zione come "re del Klondike", ovverosia nella sua encomiabile intraprendenza che viene fuori specialmente quando qualcuno a lui caro ha bisogno del suo prezioso contributo e che lo rende un personaggio positivo e vincente.
      Mi è piaciuto poi molto il parallelismo tra presente e passato che la storia tocca in alcuni punti, con il ricordo di quanto accadde a Dawson nell'incendio che finì per devastare il locale di Doretta e per mettere a rischio tanto la sua esistenza quanto la vita dello stesso Paperone ed ho apprezzato tanto anche il faccia a faccia tra quest'ultimo ed un'altra sua vecchia conoscenza rimasta fedele a sé stessa nella propria perfidia e nella sua caratteristica antipatia.
      Plaudo tanto a Gervasio quanto a Zanchi dunque, per avermi regalato una lettura talmente bella, vivida e piacevolissima come questa che ha già trovato un suo posto di rilievo nelle storie che ritengo essere le più memorabili del 2022.

      Riguardo alle brevi, posso dire che la storia di Vacca e Cabella l'ho trovata carina anche se il suo ottimo spunto di base penso avrebbe potuto dar vita ad una vicenda più articolata ed interessante al posto di essere sacrificata in sole dieci pagine.
      Dal punto di vista dei disegni, Cabella nel complesso mi è piaciuto al netto di un'Amelia di cui non mi ha convinto la resa grafica perché l'ho trovata ben poco ammaliante e suadente come me la immagino e come vorrei sempre vederla caratterizzata anche nel disegno.
      In merito alla danese, invece, non ho granché da dire data la sua dimenticabilità e visto che la storia si esaurisce nel giro di tre pagine senza che mi abbia regalato chissà quali gags o situazioni divertenti da riderci sopra.
      Buoni però i disegni di Peinado, autore che non conoscevo, e che mi sono piaciuti nel loro essere espressivi e gradevoli a guardarsi, decisamente migliori rispetto a quelli di Van Horn visti nel numero della settimana precedente.
      « Ultima modifica: Mercoledì 27 Lug 2022, 19:36:06 da Samu »

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      Cornelius Coot
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        Re:Topolino 3479
        Risposta #2: Mercoledì 27 Lug 2022, 23:24:11
        Un numero con il Paperinik classico di Gervasio, il Topolino di Nucci e Casty e la Doretta Doremì del Klondike odierno e passato (sempre di Gervasio) non può che esser considerato fra i migliori dell'anno, copertina compresa. E con Freccero sono da elogiare lo stesso Casty, Baccinelli e Zanchi per le numerose tavole che sono un piacere per i nostri occhi. Con situazioni che legano una storia all'altra in una continuity non diretta ma 'circolare' e 'sinergica'. Le brevi lasciano il tempo che trovano, semplici riempitive che danno, a loro modo, un certo 'equilibrio' ad un albo che, altrimenti, sarebbe stato 'troppo'. Si dovranno comunque rivedere certe scelte egmontiane, di una certa qualità sull'Almanacco e piuttosto deludenti negli ultimi numeri del libretto.

        Paperinik e la Torre d'Oro   (episodio 1)
        Partendo da una problematica quotidianità si arriva presto ad un'ambientazione dark e gotica, complice il castello delle Tre Torri e quello Spokius Spectrus che abbiamo potuto vedere alla fine dei Misteri di Fantomius, il Classico extra ancora in edicola (credo). Le sinergie tra i due albi sono legate soprattutto a questo eccentrico miliardario il cui ritratto domina parte della magione che Paperinik ha ereditato ma mai veramente utilizzato come in questa occasione. Il collegamento finale con il Club dei Miliardari e con un annoiato Red Duckan è dovuto proprio ad un'appendice del primo testamento di Spokius. Storia molto interessante, come tutte quelle che Gervasio ricollega al Paperinik di Martina.
        Topolino e l'incubo dell'Isola di Corallo   (episodio 2)
        Un vero thriller, non c'è che dire, quasi cinematografico nella sua evoluzione e nel suo percorso 'sincronizzato'. Per quanto resti perplesso su questa diversa percezione fisica che coinvolge più le persone che circondano i due protagonisti che Topolino e Macchia stessi, le situazioni che smuove sono comunque emozionanti e coinvolgenti. Piace vedere un Casty dal tratto ancor più convincente del solito, comunque coinvolto graficamente in questo periodo professionale in cui sembra stare attento a ciò che accade nel fumetto disneo-paniniano da una posizione 'laterale' ma sempre di primo piano. Credo che i due autori assorbano le rispettive esperienze come spugne, per crescere e migliorarsi entrambi, partorendo dei prodotti di alta qualità. 
        Zio Paperone Re del Klondike
        Gervasio segue la linea barksdonrosiana tralasciando quella scarpiana. D'altronde la prima è più estesa della seconda e da più spunti narrativi. Fra questi una Doretta che non ha lasciato Dawson e la Bolla d'Oro, anzi. Magari vi è tornata, considerando i periodi di Dollar City, di Paperetta e della Casa di Riposo. Fra le cose che lei elenca nel ricordare rabbiosamente (per il suo orgoglio) gli aiuti ricevuti da lui, tralascia queste in particolare. Ma tant'è. Paperone, che dalla celebre Corsa ha comunque fatto ritorno in quei luoghi varie volte per vari motivi, rivede i vecchi posti dove molte cose sono cambiate ma alcune sono rimaste: fra queste la presenza della Doremì ma anche di Soapy Slick i quali, dopo tanti anni e tanti scontri (ma inizialmente anche accordi) si danno stranamente del lei, sebbene per vecchi e attuali rancori. Il passato torna sempre e comunque: nei luoghi, nelle situazioni, negli avvenimenti, nelle persone. Paperone e Doretta si lasciano andare a momenti di tenerezza (lui che mette scherzosamente la sua tuba sulla testa di lei) e, alla fine, raggiungono comunque dei risultati pratici e pragmatici pur nella loro reciproca testardaggine che li condanna all'ennesimo allontanamento. Condito, però, da una piacevole sensazione di appagamento che segue quella dello scontro. Una della cause di ciò è la presenza di un quadro che non so quanti giri avrà fatto e in quante mani sarà passato: è la continuity 'circolare' e 'sinergica' di cui parlavo prima. Un Classico speciale dedicato solo alle peripezie di questa opera d'arte andrà presto fatto, per riannodare le varie situazioni e fare un punto su quella attuale.
        « Ultima modifica: Mercoledì 3 Ago 2022, 09:14:14 da Cornelius Coot »

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        Dippy Dawg
        Dittatore di Saturno
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          Re:Topolino 3479
          Risposta #3: Giovedì 28 Lug 2022, 11:43:42
          Parlando del secondo episodio di Topolino e l'incubo dell'Isola di Corallo come se fosse una storia a sé stante (per un giudizio generale ne riparliamo la settimana prossima!), posso dire che sono rimasto impressionato!
          Veramente una bella storia, quasi tutta "in soggettiva" su Topolino e sui suoi pensieri, dove viviamo con lui il tempo che passa, la stanchezza, la paura di essere scoperto e, soprattutto, la determinazione ad uscire e risolvere il suo problema, da quel gran bel personaggio che è e che dimostra di essere!
          Una di quelle storie che si rileggono in continuazione (e facendo così si trovano anche alcuni difetti... ma me li tengo per me! ;D ), e che rimangono impresse!
          Speriamo che anche la terza puntata sarà all'altezza...

          Un po' troppo citazionistica, per i miei gusti, è invece Zio Paperone Re del Klondike; bello però come viene tratteggiato il rapporto tra i due orgogliosi paperi!
          Certo, quando ho visto per l'ennesima volta
          Spoiler: mostra
          La Bella Addormentata! :-0
          ho avuto un attimo di mancamento! ;D
          Però, almeno quella non è una citazione gratuita, ma anzi spiega effettivamente alcune cose che abbiamo letto negli ultimi tempi riguardo al Gervasioverso!
          Dai, tutto sommato, storia promossa! :-)
          Io son nomato Pippo e son poeta
          Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
          Verso un'oscura e dolorosa meta

          *

          il Tommi
          Evroniano
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            Re:Topolino 3479
            Risposta #4: Giovedì 28 Lug 2022, 18:33:10
            Il finale della storia "Zio Paperone re del Klondike"
            Spoiler: mostra
            è pazzesco, ulteriore prova di un Gervasioverse che si ramifica sempre di più.

              Topolino 3479
              Risposta #5: Venerdì 29 Lug 2022, 17:01:52
              Recensione Topolino 3479


               Con due sole storie lunghe intitolategli, il Buon Vecchio Zio Scrooge sembrava aver dato forfait a questo suo settantacinquesimo anno di vita. Il personaggio, che continuava ad apparire sullo sfondo di altre storie sembrava essere stato un po’ trascurato dai riflettori della rivista per tutta la prima metà dell’anno.

               Megaricchi… Una poltrona per tre ha avuto il compito di riportare gradualmente il focus su uno dei personaggi fondamentali del pantheon disneyano, forse proprio in previsione dell’avvicinarsi dei festeggiamenti, che dovrebbero ipoteticamente raggiungere il proprio apice nel mese di dicembre.

               E mentre Fabio Celoni ci promette faville paperonesche nei prossimi mesi, non possiamo dimenticare che dire “Zio Paperone” significa menzionare tutto il bagaglio narrativo che si porta dietro: da Barks a Don Rosa a Martina, il miliardario per eccellenza fonda gran parte del suo carisma nel suo passato, nel Klondike.

               Ed è da lì che partiamo con Zio Paperone re del Klondike, scritta da Marco Gervasio coi disegni di Stefano Zanchi. La storia è un insieme di riferimenti ad alcune delle storie più importanti di Don Rosa, con qui e lì ammiccamenti anche agli altri due autori succitati. Dall’Argonauta del Fosso dell’Agonia Bianca a Cuori dello Yukon, passando per L’ultima slitta per Dawson, la storia ripercorre tutti i punti salienti della travagliata relazione tra Paperone e Doretta, attraverso sequenze interamente ricostruite dall’arte di Zanchi. Il risultato finale è uno splendido omaggio al passato dello Zione, un racconto che ha il sapore della celebrazione e della passione.

               Passione che innegabilmente alimenta Gervasio anche quando, con un ultimo colpo di mano, compie l’intreccio definitivo, trasformando questo episodio nel culmine di tutta la sua produzione papera dell’ultimo anno e ripescando, ancora una volta, ma forse l’ultima, il dipinto della Bella Addormentata. Dopo averlo seguito per varie storie, finalmente scopriamo il motivo per cui Paperone ne è così ossessionato.

               
              Il trauma di Paperone col caffè di Doretta

               E se parliamo di Paperone e ossessioni, la risposta non può che essere una sola: Doretta Doremì. Il romanticismo di alcune sequenze di questa storia è innegabile stranamente calzante, per un genere che su Topolino vanta pochi esponenti riusciti senza risultare stucchevoli, e riesce a far passare agevolmente in secondo piano le vicende vere e proprie, compreso Soapy Slick, nella sua decadente quanto irritante presenza.

               Doretta dal suo canto assume dei connotati caratteriali che raramente si sono visti nelle storie di produzione italiana, dove la figura è sempre stata subordinata ai cliché del vecchio affarista, e che invece riprendono ancora una volta a piene mani da Rosa. 

               Ma il poliedrico sceneggiatore raddoppia: in apertura del numero Paperinik e la torre d’oro ci riporta a seguire le vicende di Paperinik, come nella sua storia precedente magicamente illustrato da Emmanuele Baccinelli. Con Alex Bertani, il trio di autori sembra formare ormai un team fisso, totalmente focalizzato sul restituire a Paperinik il ruolo di ospite d’onore: le sue storie, anche se frequenti, sono ormai dei piccoli eventi a puntate ed è difficile vederlo coinvolto in beghe da storielle minori.

               
              Cambiano i tempi ma non i brividi

               La storia sembra inserirsi nel filone di Red Duckan, ma non viene ancora rivelato il modo. In realtà non viene rivelato quasi nulla: quasi tutta la narrazione verte sulla presentazione del Castello delle Tre Torri e dei suoi interni in maniera quasi diametralmente opposta alla sua storia di esordio dove ne vedevamo solo l’aspetto esteriore.

               Nell’attesa di godere del seguito, vale la pena soffermarci ancora una volta sui disegni, che restituiscono un nuovo valore al castello. È interessante, infatti, notare come sia cambiata la percezione dai tempi del De Vita del 1972, dove il castello aveva connotati più cartooneschi e semplicistici. Baccinelli d’altro canto ne restituisce una foggia molto più realistica, mantenendo anche fede alle parole che i visitatori qui e lì elargiscono.

               A fare da intervallo tra queste due storie abbiamo due riempitive e una storia a puntate. Paperino e la bacchetta magica (Vacca/Cabella) vede Paperino nel raro ruolo di dispettoso verso Paperoga, richiamando alla memoria la recente Paperino e l’auto smemorata. Dopo una sequela di gag giustificate da un abuso di bacchetta da parte del papero marinaio, il finale vede una fin troppo diplomatica Amelia risolvere il trambusto e punire Paperino con nonchalance.

               Paperino e il granchio truffaldino è il secondo appuntamento con la rubrica “Finestra sul mondo” che, dall’albo precedente, fornisce un piccolo campionario di storie importate, in una sorta di assaggio di quello che bimestralmente vediamo su Almanacco Topolino: stavolta tocca a Janet Gilbert e Francisco Rodriguez Peinado.

               La breve (brevissima, appena tre pagine) storiellina non è altro che l’equivalente di una gag che si prende il proprio tempo. Libera dalle costrizioni dell’essere una tavola autoconclusiva, dà modo ai personaggi di far svolgere le azioni senza centellinarle in poche vignette, con un risultato sicuramente più simpatico del classico Ciak. Particolarmente degni di nota sono i disegni di Peinado, un vero maestro internazionale.

               
              Il culmine artistico e grafico di un Casty in grande spolvero

               Resta, infine, il secondo episodio di Topolino e l’incubo dell’Isola di Corallo, dell’inossidabile coppia Nucci/Casty, alle prese con questa terza storia del ritorno all’inquietudine di Macchia Nera.

               Come prevedibile sin dal primo episodio, le azioni del villain sono temporaneamente messe in pausa per concentrarsi sulle azioni di Topolino, novello Andy Dufresne. Affiancato dal buon diavolo Harvey, il Macchia-Nera-ma-è-Topolino dovrà ingegnarsi nel trovare la strada per fuoriuscire dalla prigione e lo fa in maniera certosina.

               Per un intero episodio siamo infatti portati a dimenticarci di ciò che ha portato Topolino in quella situazione e a dedicare tutte le nostre attenzioni sulle peripezie del momento, dal secondino particolarmente cinico al continuo ripercorrere dei movimenti, ogni passaggio viene illustrato e affrontato, evitando scorciatoie narrative ed imbastendo un piccolo filler dalla trama principale ma che potrebbe funzionare tranquillamente come un thriller a sé, costruendo la tensione del countdown e lasciando particolarmente soddisfatto il lettore che avrà saputo farsi coinvolgere e avrà tirato un tiro di sollievo alla risoluzione dell’enigma finale, in attesa della terza e ultima puntata.

               In conclusione, un numero particolarmente convincente, sulla stessa riga del precedente e che ben conclude questo secondo centinaio di albi della gestione Bertani, che continua a prometterne di belle, a partire da una fantomatica “grande saga estiva” che inizierà dal 3482 e di cui nel frattempo avremo un prequel già la prossima settimana.



              Voto del recensore: 4.5/5
              Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
              https://www.papersera.net/wp/2022/07/29/topolino-3479/


              Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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              Pifferosauro Uranifago
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                Re:Topolino 3479
                Risposta #6: Sabato 30 Lug 2022, 17:43:20
                Mi mancava la 'straniera' e mi chiedo ancora se valga la pensa completare la lettura del topo se pubblicano certe storie. L ho trovata davvero dimenticabilissima

                re del klondike è un altra storia che metto nel dimenticatoio, zanchi è sicuramente un ottimo disegnatore ma davvero non incontra i miei gusti, sicuramente in tema ma trovo i disegni davvero sdolcinati.

                MI son piaciute molto l isola di corallo e la torre d'oro , speriamo finiscano 'a modo' .

                i disegni di casty rimangono una gioia per gli occhi. :D
                Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                *

                Cornelius Coot
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                  Re:Topolino 3479
                  Risposta #7: Sabato 30 Lug 2022, 19:22:21
                  Non ricordo se in precedenti storie si fosse già vista la statua eretta a Dawson in onore di Zio Paperone. Dal link di Paperpedia la si vede immagino tratta da una storia di Don Rosa. Sembra strano vedere una statua raffigurante una persona ancora in vita e mi chiedo se nella realtà esistano statue del genere. Quella di Paperone è quasi in posa 'cootiana', con la pepita d'oro (grande come un uovo d'anatra) tenuta nelle mani come le pannocchie di mais di Cornelius.

                                                                                                 https://disney-comics.fandom.com/it/wiki/Dawson

                  E' anche vero che per una cittadina come Dawson è un onore aver ospitato per anni, all'inizio della sua carriera, Paperon de' Paperoni, il fantastiliardario più ricco e famoso del mondo. Dunque quella di dedicargli una statua quando è ancora in vita mi sembra un bel gesto. Oltretutto lo zione è abituato alle statue che lo raffigurano: da ricordare quelle costruite a Paperopoli durante una appassionante sfida con Rockerduck, risolta all'ultimo... cilindro.
                  « Ultima modifica: Sabato 30 Lug 2022, 19:28:25 da Cornelius Coot »

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                  Karabandagore
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                    Re:Topolino 3479
                    Risposta #8: Sabato 30 Lug 2022, 19:33:17
                    Una bella copertina di Andrea Freccero ci introduce ad un numero di Topolino, il 3379, che io reputo ben al di sopra della media, sicuramente uno dei migliori dell'anno. La storia di apertura, "Paperinik e la torre d'oro", si rivela una robusta vicenda in cui Gervasio, come suo solito, sa intrecciare abilmente i due filoni narrativi a lui più congeniali, ovvero quello del diabolico vendicatore di Martina(in questo caso, ad essere citata è "Paperinik e il castello delle tre torri") e quello di Fantomius, ladro gentiluomo. La vicenda promette bene, pur essendo la prima puntata puramente introduttiva mi sento coinvolto nella narrazione intrigante e calzante. Comunque, attendo i successivi episodi per esprimere un giudizio più approfondito in merito. Posso invece già adesso tessere lodi dei meravigliosi disegni di Baccinelli, che sa coniugare mirabilmente un tratto classico, di stampo vagamente carpiano, ad uno più moderno e dinamico, dimostrandosi inoltre versatile nel saper raggiungere eccellenti risultati sia nell'ambientazione classica dell'antica Roma( trattata recentemente negli "Urbani paperi") sia in scenari più cupi e tenebrosi, raffigurando con maestria gli oscuri interni del castello appartenuto al fu Spokius Spektrus.
                    Proseguio eccellente per "Topolino e l'incubo dell'isola di corallo", percorsa per l'intero arco della puntata da una tensione palpabile, trasudante dalle mura del carcere che costituisce il setting di questo thriller ad alta intensità. Nucci gestisce con bravura le atmosfere ostili e ansiogene che rendono ancor più cupa la vicenda, conferendo al tutto un ritmo incalzante che trascina il lettore fino alla conclusione attraverso sequenze mozzafiato, interpretate graficamente da un Casty al top della forma, che attraverso inquadrature ardite e splash page spettacolari rende la vicenda indimenticabile, sperando che l'attesa non venga delusa dalla puntata terminale.
                    "Paperino e la bacchetta magica" è una classica riempitiva che lascia ben poco a lettura compiuta; se la trama ordita da Francesco Vacca aveva delle buone potenzialità, lo svolgimento affossa il tutto, non certo coadiuvato dai disegni incerti di Sergio Cabella.
                    Non decolla ancora il progetto di presentare delle brevi straniere inedite su Topolino: dopo la delusione con Van Horn nel numero precedente, questa volta ci viene presentata una mediocre storiella di tre pagine, nobilitate almeno dal tratto di un ottimo Francisco Rodriguez Peinado.
                    Giungiamo così alla storia conclusiva del numero. "Zio Paperone re del Klondike" è una vicenda ambiziosa, che si pone infatti l'obiettivo di esplorare nuovamente il controverso rapporto tra Paperone e Doretta Doremì e pertanto si collega ripetutamente, tramite numerosi flashback, alla "Stella del Polo" di Barks e all'intero epos donrosiano sulla giovinezza di Paperone come cercatore d'oro. Se la trama di Gervasio perde inevitabilmente il confronto con il capolavoro del Maestro dell'Oregon e le bellissime "L'argonauta del Fosso dell'Agonia bianca" e "Cuori dello Yukon" dell'artista di Lousville, essa è innegabilmente un'ottima storia, che tratta con rispetto e attenzione la psicologia dei personaggi, senza rinunciare a un autocitazionismo che la collega alle macrotrame di Paperinik e Fantomius gestite dall'autore romano. Unica pecca l'utilizzo gratuito e non particolarmente azzeccato di Soapy Slick, anch'esso tratto dalla barksiana "Zio Paperone a nord dello Yukon. Al comparto grafico, Zanchi compie un lavoro eccezionale, trovando soluzioni alternative e di rottura rispetto alla tradizionale gabbia disneyana e infondendo in ogni singola vignetta una carica di poesia e lirismo mai vista prima.

                    Ciao a tutti!
                    Karabandagore

                    Oh! Date un posto al cimitero...Yùuuuuu! Al mio cuore di vaquero...Yùuu! Egli è morto e lascia sola, uèeeee! La sua casa, la cavalla e la pistola, uèeee!

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                    Karabandagore
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                      Re:Topolino 3479
                      Risposta #9: Sabato 30 Lug 2022, 19:37:09
                      Non ricordo se in precedenti storie si fosse già vista la statua eretta a Dawson in onore di Zio Paperone. Dal link di Paperpedia la si vede immagino tratta da una storia di Don Rosa. Sembra strano vedere una statua raffigurante una persona ancora in vita e mi chiedo se nella realtà esistano statue del genere. Quella di Paperone è quasi in posa 'cootiana', con la pepita d'oro (grande come un uovo d'anatra) tenuta nelle mani come le pannocchie di mais di Cornelius.

                                                                                                     https://disney-comics.fandom.com/it/wiki/Dawson

                      E' anche vero che per una cittadina come Dawson è un onore aver ospitato per anni, all'inizio della sua carriera, Paperon de' Paperoni, il fantastiliardario più ricco e famoso del mondo. Dunque quella di dedicargli una statua quando è ancora in vita mi sembra un bel gesto. Oltretutto lo zione è abituato alle statue che lo raffigurano: da ricordare quelle costruite a Paperopoli durante una appassionante sfida con Rockerduck, risolta all'ultimo... cilindro.
                      Ciao Cornelius, la storia a cui ti riferisci riguardo alla statua del giovane Paperone che regge la pepita uovo d'oca è apparsa per la prima volta nella storia "Zio Paperone-L'ultima slitta per Dawson", del 1988, di Don Rosa.
                      Oh! Date un posto al cimitero...Yùuuuuu! Al mio cuore di vaquero...Yùuu! Egli è morto e lascia sola, uèeeee! La sua casa, la cavalla e la pistola, uèeee!

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                        Re:Topolino 3479
                        Risposta #10: Domenica 31 Lug 2022, 00:37:57
                        Difficile scegliere la storia che su questo prenderà le tre stelle.
                        L'isola del corallo prosegue magistralmente, fra ambientazioni dark, suspence, ansia
                        Spoiler: mostra
                        come il tempo che scorre mentre Topolino cerca di evadere,o quando ha 7 minuti di tempo per fare una buca col cucchiaino
                        ..solo non ho capito come mai l'amico in prigione sappia perfettamente come è strutturato l'edificio e le parti confinanti.Ok,ha dichiarato di esser lì dentro da tempo,ma..ci sarà sotto qualcosa?
                        Intrigante,ben scritta e ben disegnata pure Paperink.
                        Un'ottima storia anche zio Paperone re del Klondike,tanti intrecci e collegamenti,apprezzati e ben spiegati.Per i miei gusti è stata rimarcata eccessivamente la parte romantica.
                        Le due brevi invece non mi son piaciute molto,in Paperino e la bacchetta magica c'è un qualcosa che non mi convince -oltre che nella storia, dimenticabile - nei disegni.Forse son le espressioni,le movenze,.

                        *

                        Cornelius Coot
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                          Re:Topolino 3479
                          Risposta #11: Domenica 31 Lug 2022, 14:02:27
                          Ciao Cornelius, la storia a cui ti riferisci riguardo alla statua del giovane Paperone che regge la pepita uovo d'oca è apparsa per la prima volta nella storia "Zio Paperone-L'ultima slitta per Dawson", del 1988, di Don Rosa.
                          Ciao Kara, dunque la tradizione di una statua di Paperone a Dawson risale addirittura a 44 anni fa. Pur avendo letto quella storia e altre del Klondike by Don Rosa non ricordavo questo che è più di un 'particolare'
                          Difficile scegliere la storia che su questo prenderà le tre stelle.
                          Mi sta venendo un dubbio sulla votazione. Non sapendo anch'io a chi dare 3 stelle (tutte e tre le storie principali le avrebbero meritate) ho messo due stelle ciascuna visto che il totale resta 6. Però il 3-2-1 è obbligatorio o può trasformarsi in un 2-2-2? Una volta inviati i voti non ho visto scritte tipo 'errato' o 'riprova', per cui spero che i miei 6 voti siano validi

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                          Samu
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                            Re:Topolino 3479
                            Risposta #12: Domenica 31 Lug 2022, 14:29:52
                            Ciao Cornelius, la storia a cui ti riferisci riguardo alla statua del giovane Paperone che regge la pepita uovo d'oca è apparsa per la prima volta nella storia "Zio Paperone-L'ultima slitta per Dawson", del 1988, di Don Rosa.
                            Ciao Kara, dunque la tradizione di una statua di Paperone a Dawson risale addirittura a 44 anni fa. Pur avendo letto quella storia e altre del Klondike by Don Rosa non ricordavo questo che è più di un 'particolare'.
                            No, Cornelius dalla storia del Don sono passati "solo" 34 anni. Hai retrodatato l'ultima slitta per Dawson di dieci anni!  ;)

                            Citazione
                            Mi sta venendo un dubbio sulla votazione. Non sapendo anch'io a chi dare 3 stelle (tutte e tre le storie principali le avrebbero meritate) ho messo due stelle ciascuna visto che il totale resta 6. Però il 3-2-1 è obbligatorio o può trasformarsi in un 2-2-2? Una volta inviati i voti non ho visto scritte tipo 'errato' o 'riprova', per cui spero che i miei 6 voti siano validi
                            Certo che il tuo voto è valido. Hai sei punti da assegnare ad un massimo di tre storie e il massimo per la storia preferita è di tre punti.
                            Qualunque altra combinazione con questi presupposti di base è concessa, tra cui ovviamente la tua equa distribuzione di due punti a ciascuna delle storie lunghe che compongono il numero attualmente in edicola.  ;;D

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                              Re:Topolino 3479
                              Risposta #13: Domenica 31 Lug 2022, 14:49:04
                              Citazione
                              Non sapendo anch'io a chi dare 3 stelle (tutte e tre le storie principali le avrebbero meritate) ho messo due stelle ciascuna visto che il totale resta 6.
                              Anche questa è una buona opzione, perché come si può dare un voto solo all'isola di corallo?o al re del Klondike? O alla torre d'oro? Sarebbero tutte da tre stelle!

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                                Re:Topolino 3479
                                Risposta #14: Domenica 31 Lug 2022, 23:13:33
                                Ho trovato sulla pagina fb di TopolinoMagazine questa vignetta che mi aveva incuriosito quando giorni fa ho letto la Torre d'Oro: forse per la prima volta vediamo Paperinik 'risucchiare' il nero della 313 X sotto il quale ci sono i classici colori. Per renderla nera mi pare usasse uno spray nelle prime storie di Martina. Per farla tornare originale usa questo 'risucchiatore' che non capisco se possa essere anche il 'dispensatore' di colore nero, un po' diverso dallo spray che ricordavo.

                                                                                   
                                « Ultima modifica: Lunedì 1 Ago 2022, 14:11:23 da Cornelius Coot »

                                 

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