Recensione Topolino 3681

È tradizione di lungo corso per Topolino pubblicare lunghe avventure in concomitanza con i più importanti eventi sportivi e ad essi dedicate. Quest’usanza, foriera in passato di vari capolavori, negli ultimi anni è tuttavia andata scemando, anche a causa di sempre più pressanti problemi di copyright che impediscono di utilizzare liberamente marchi registrati quali ad esempio il nome “Olimpiadi”, come abbiamo potuto constatare solo pochi mesi fa in occasione dei Giochi Olimpici Invernali svoltisi in Italia.
Risulta dunque una gradita sorpresa registrare come nella prima parte della lunga saga estiva di quest’anno, realizzata per i Mondiali di calcio che si stanno tenendo fra Canada, Messico e Stati Uniti, dal titolo Paperino in: Fifa World Cup, venga utilizzata senza problemi addirittura la sigla della Federazione Internazionale, probabilmente grazie ad accordi commerciali che hanno permesso anche al branding ufficiale di apparire nella copertina di Andrea Freccero.
La citata saga è stata affidata per la trama a Marco Nucci, ormai veterano di storie calcistiche, mentre ai disegni troviamo Corrado Mastantuono, completamente a suo agio con i toni umoristici della vicenda. La storia sembra rifarsi in realtà solo vagamente alla competizione reale, non diventandone quindi una pubblicità smaccata e lasciando fortunatamente maggior spazio alle trovate comiche di un Nucci in buona forma. Talvolta soffre di un certo effetto deja-vu, considerando quante volte abbiamo visto nel fumetto Disney situazioni simili a quella presentata, ma fra le sue solite ripetizioni, le situazioni al limite dell’inverosimile e qualche lieve accenno di continuity (qualcuno ha detto Meyrink?), lo sceneggiatore orchestra comunque un episodio introduttivo gradevole, per una vicenda che promette tra l’altro di mettere, finalmente, Paperino al centro della scena.
A seguire, è la volta di Superpippo e la noncurante cura zelante, dell’ormai collaudatissimo duo Andrea Malgeri/Andrea Maccarini, nuovo capitolo dell’operazione di rilancio del supereroe di Topolinia. La storia non si discosta di molto dalle due che l’hanno preceduta, nel suo essere totalmente fuori dalle righe. Il mondo che viene presentato è infatti, senza alcuna giustificazione narrativa, popolato da pressoché infiniti individui dotati dei superpoteri più disparati.

Una delle onomatopee più d’impatto
Pur richiedendo una certa dose di sospensione dell’incredulità, l’esperimento può dirsi per la terza volta riuscito: è un’avventura che non si prende molto sul serio, diventando a tratti quasi una parodia degli stilemi di certo fumetto di genere, e che proprio per questo riesce a essere divertente e fresca, grazie anche al tratto dinamico e guizzante di Maccarini. Sempre a proposito dei disegni, mi preme sottolineare l’ottimo lavoro svolto sulle onomatopee, rese con grande ricercatezza ed evidente ispirazione al fumetto supereroistico americano.
La storia successiva, Minni e l’argomento no, vede ai testi Augusto Macchetto, al ritorno sul settimanale dopo più di un anno. Si tratta di una commedia gialla dall’atmosfera estiva, accompagnata dalle sempre valide matite di Alessandro Perina, che vede come protagonista proprio la fidanzata di Topolino, portata alla ribalta da una buona sceneggiatura.

Ma la Numero Uno non era una moneta legata con lo spago?
Con P.d.P. Maxima, in chiusura, Francesco Testi e Nico Picone riprendono la $aga di Paperon de’ Paperoni, realizzandone idealmente un nuovo “capitolo bis”: un midquel collocabile tra le pieghe del secondo episodio della monumentale epopea dell’artista del Kentucky. Peccato però che di donrosiano, a parte l’ambientazione e i numerosi riferimenti diretti, ci sia poco o niente, e l’avventura non risulti credibilmente contestualizzata all’interno della $aga stessa. In generale, le vicende raccontate sono prive di un valido motivo d’interesse: la narrazione si trascina stanca per le sue trentadue pagine, con un tono eccessivamente serioso. Avrebbero probabilmente giovato alla storia la verve e le gag che permeavano invece così profondamente l’opera di Don Rosa, alleggerendone con grande efficacia anche i passaggi più cupi e tristi.
Anche il comparto grafico lascia a desiderare: Picone tenta una regia cinematografica non sempre efficace, che sommata alla resa traballante dei volti dei protagonisti (soprattutto sui becchi) e alla Numero Uno disegnata inspiegabilmente come se fosse un medaglione contribuisce alla scarsa riuscita della storia. Sembriamo dunque trovarci di fronte ad un nuovo segnale di un calante appeal delle avventure ambientate durante la giovinezza di Paperone. Che questo filone debba ormai essere considerato prossimo all’esaurimento?
In conclusione, Topolino 3681 si rivela una lettura tutto sommato piacevole, pur non presentando storie che verranno ricordate negli anni a venire, rientrando però in quella che potrebbe auspicabilmente essere una sua buona media qualitativa.
Voto del recensore: 3.5/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/06/16/topolino-3681/
Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

È tradizione di lungo corso per Topolino pubblicare lunghe avventure in concomitanza con i più importanti eventi sportivi e ad essi dedicate. Quest’usanza, foriera in passato di vari capolavori, negli ultimi anni è tuttavia andata scemando, anche a causa di sempre più pressanti problemi di copyright che impediscono di utilizzare liberamente marchi registrati quali ad esempio il nome “Olimpiadi”, come abbiamo potuto constatare solo pochi mesi fa in occasione dei Giochi Olimpici Invernali svoltisi in Italia.
Risulta dunque una gradita sorpresa registrare come nella prima parte della lunga saga estiva di quest’anno, realizzata per i Mondiali di calcio che si stanno tenendo fra Canada, Messico e Stati Uniti, dal titolo Paperino in: Fifa World Cup, venga utilizzata senza problemi addirittura la sigla della Federazione Internazionale, probabilmente grazie ad accordi commerciali che hanno permesso anche al branding ufficiale di apparire nella copertina di Andrea Freccero.
La citata saga è stata affidata per la trama a Marco Nucci, ormai veterano di storie calcistiche, mentre ai disegni troviamo Corrado Mastantuono, completamente a suo agio con i toni umoristici della vicenda. La storia sembra rifarsi in realtà solo vagamente alla competizione reale, non diventandone quindi una pubblicità smaccata e lasciando fortunatamente maggior spazio alle trovate comiche di un Nucci in buona forma. Talvolta soffre di un certo effetto deja-vu, considerando quante volte abbiamo visto nel fumetto Disney situazioni simili a quella presentata, ma fra le sue solite ripetizioni, le situazioni al limite dell’inverosimile e qualche lieve accenno di continuity (qualcuno ha detto Meyrink?), lo sceneggiatore orchestra comunque un episodio introduttivo gradevole, per una vicenda che promette tra l’altro di mettere, finalmente, Paperino al centro della scena.
A seguire, è la volta di Superpippo e la noncurante cura zelante, dell’ormai collaudatissimo duo Andrea Malgeri/Andrea Maccarini, nuovo capitolo dell’operazione di rilancio del supereroe di Topolinia. La storia non si discosta di molto dalle due che l’hanno preceduta, nel suo essere totalmente fuori dalle righe. Il mondo che viene presentato è infatti, senza alcuna giustificazione narrativa, popolato da pressoché infiniti individui dotati dei superpoteri più disparati.

Una delle onomatopee più d’impatto
Pur richiedendo una certa dose di sospensione dell’incredulità, l’esperimento può dirsi per la terza volta riuscito: è un’avventura che non si prende molto sul serio, diventando a tratti quasi una parodia degli stilemi di certo fumetto di genere, e che proprio per questo riesce a essere divertente e fresca, grazie anche al tratto dinamico e guizzante di Maccarini. Sempre a proposito dei disegni, mi preme sottolineare l’ottimo lavoro svolto sulle onomatopee, rese con grande ricercatezza ed evidente ispirazione al fumetto supereroistico americano.
La storia successiva, Minni e l’argomento no, vede ai testi Augusto Macchetto, al ritorno sul settimanale dopo più di un anno. Si tratta di una commedia gialla dall’atmosfera estiva, accompagnata dalle sempre valide matite di Alessandro Perina, che vede come protagonista proprio la fidanzata di Topolino, portata alla ribalta da una buona sceneggiatura.

Ma la Numero Uno non era una moneta legata con lo spago?
Con P.d.P. Maxima, in chiusura, Francesco Testi e Nico Picone riprendono la $aga di Paperon de’ Paperoni, realizzandone idealmente un nuovo “capitolo bis”: un midquel collocabile tra le pieghe del secondo episodio della monumentale epopea dell’artista del Kentucky. Peccato però che di donrosiano, a parte l’ambientazione e i numerosi riferimenti diretti, ci sia poco o niente, e l’avventura non risulti credibilmente contestualizzata all’interno della $aga stessa. In generale, le vicende raccontate sono prive di un valido motivo d’interesse: la narrazione si trascina stanca per le sue trentadue pagine, con un tono eccessivamente serioso. Avrebbero probabilmente giovato alla storia la verve e le gag che permeavano invece così profondamente l’opera di Don Rosa, alleggerendone con grande efficacia anche i passaggi più cupi e tristi.
Anche il comparto grafico lascia a desiderare: Picone tenta una regia cinematografica non sempre efficace, che sommata alla resa traballante dei volti dei protagonisti (soprattutto sui becchi) e alla Numero Uno disegnata inspiegabilmente come se fosse un medaglione contribuisce alla scarsa riuscita della storia. Sembriamo dunque trovarci di fronte ad un nuovo segnale di un calante appeal delle avventure ambientate durante la giovinezza di Paperone. Che questo filone debba ormai essere considerato prossimo all’esaurimento?
In conclusione, Topolino 3681 si rivela una lettura tutto sommato piacevole, pur non presentando storie che verranno ricordate negli anni a venire, rientrando però in quella che potrebbe auspicabilmente essere una sua buona media qualitativa.
Voto del recensore: 3.5/5
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