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Otto storie valutate come molto ma molto mediocri su inducks. Solo una constatazione non personale.

Stai parlando del 100 o del prossimo 101?
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Off Topic / Re:Le vostre opere
« Ultimo post da Claudio Fichera il Oggi alle 18:24:57 »
Di solito preferisco il digitale, ma mi cimento anche nell'illustrazione tradizionale con pastelli, posca, acrilici...(tempo permettendo)
I tuoi disegni sono molto belli, Claudio.

Hai un bel tratto ed è un piacere osservare le tue illustrazioni, complimenti!  :)

Grazie Samuele, molto gentile :)
3
---

Mi sono segnato le ultime prenotazioni. Risponderò man mano a tutti.
[/quote]

Attendo fiducioso..... :D
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Testate Speciali / Re:Nuove testate e Anteprime Disney - 2024
« Ultimo post da Skatafascio il Oggi alle 16:17:23 »
Escluderei dal discorso Topolino Gold e De Luxe, che mi sembra abbiano un'identità definita: il primo propone piccole perle del passato, mentre il secondo è specializzato in parodie e storie di PK.

Sugli Special Book, ho una buona considerazione dei primi che han raccolto saghe meritevoli di un bel volume, mentre resto scettico quando vengono utilizzate per i vatt tematici, che non sono a livello dei vecchi Oscar Mondadori e che quindi potrebbero uscire in formato più economico, infine ho un giudizio negativo per quei volumi che ristampano storie recenti con un rapporto pagine/prezzo davvero insoddisfacente: è un compromesso che per il momento ho accettato solo per il Paperone di Celoni, altri volumi come quello che uscirà di Amelia lo avrei quasi sicuramente recuperato in formato Extra, invece sovrapprezzato di 10 euro come Special Book lascio stare.

Piccola considerazione finale, vi ricordate il tanto apprezzato volumetto su Biancaneve a 5-6 euro? Perché non c'è stato seguito a questo tipo di pubblicazione?
5
Indice del nuovo Disney Compilation uscito i primi di Aprile.

https://inducks.org/issue.php?c=it/DHA++38

*Nota a margine, l'albo include una storia di Romano Scarpa autore completo che potrebbe costituire un buon incentivo per acquistare l'albo per coloro che non l'hanno ancora letta.  :)
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Off Topic / Re:Le vostre opere
« Ultimo post da Samu il Oggi alle 15:59:14 »
Di solito preferisco il digitale, ma mi cimento anche nell'illustrazione tradizionale con pastelli, posca, acrilici...(tempo permettendo)
I tuoi disegni sono molto belli, Claudio.

Hai un bel tratto ed è un piacere osservare le tue illustrazioni, complimenti!  :)
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Topolino / Topolino 3565
« Ultimo post da Paper_Butler il Oggi alle 15:25:05 »
Recensione Topolino 3565


 C’era una volta la Banda Bassotti, una (disneyanamente parlando) efferata gang criminale, il cui solo nome bastava a riempire di sgomento Paperon de’ Paperoni. Con il passare degli anni, e tanti indecorosi fallimenti, quelli che erano dei malviventi temuti e rispettati avevano assunto, però, la parvenza di una combriccola sgangherata e priva di credibilità. Ora è tempo di rinnovare gli antichi fasti.

 Nelle due parti di Zio Paperone e la terribile Banda Bassotti, Vito Stabile si diverte a… destabilizzare il suo personaggio preferito, in una sorta di ritorno alle origini. All’inizio vediamo che ormai lo Zione si permette addirittura di salutare i Beagle Boys con aria impertinente mentre, diretto al parco, incede davanti alla loro roulotte. È qui che Nonno Bassotto, ferito nell’orgoglio, ha un’idea diabolica. Nel giro di qualche giorno, lui e i nipoti, assieme a parecchi dei loro cugini, danno reiterato sfoggio di comportamenti virtuosi, molto apprezzati dalla cittadinanza paperopolese e finanche all’interno del Club dei Miliardari.

 Sembrano altre persone, ma sarà davvero così? Paperone non ne è affatto convinto, e i sorrisi inquietanti che i fuorilegge (o ex tali?) gli rivolgono costantemente lo mandano in tilt. Temendo che stiano per sferrare un attacco in grande stile alle sue ricchezze, Scrooge, in preda alla paranoia, si barrica nel deposito, tenendo sempre d’occhio la Collina Ammazzamotori. È attanagliato dall’insonnia e, quando finalmente riesce a vincerla, lo tormentano atroci incubi.

 Il finale rimette logicamente a posto le cose per il grintoso tycoon, ma al contempo non ne sminuisce i rivali, lasciando presagire un imminente rilancio dei Bassotti come antagonisti insidiosi e plausibili, sulla falsariga di quanto avvenuto a Topolinia con Macchia Nera (e, chissà, magari a breve toccherà a Gambadilegno) ma con maggiore attenzione filologica.

 
Lo sguardo di Nonno Bassotto[/size][/i]

 Il lavoro meticoloso dell’autore richiama esplicitamente atmosfere e suggestioni barksiane (una vignetta doppia riproduce una celebre scena de La disfida dei dollari), con una spruzzata martiniana: in tal senso, viene in mente il panico dello Zione, raffigurato da un sontuoso Massimo De Vita, in avvio di Paperinik e la banda dei dodici, quando scopre dal giornale che i banditi sono evasi.

 Stabile delinea una storia atipica, nella quale in sostanza non accade granché, ma il senso di pericolo incombente è tangibile e fa restare incollati alle pagine. Senza la necessità di addentrarsi in introspezioni a buon mercato, lo sceneggiatore ci regala dei personaggi vividi, intriganti e ottimamente caratterizzati. Lo coadiuva un Carlo Limido ispiratissimo, capace di accrescere il pathos con magnifici primi piani che fanno risaltare la vasta gamma di espressioni degli interpreti.

 Ad aprire il numero, introdotta dalla copertina di Davide Cesarello (che ritrae Topolino Tomorrow in mezzo a una variopinta vegetazione, con un enorme occhio minaccioso che lo scruta alle spalle), è Profondo blu, penultimo episodio della serie La ciurma del Sole Nero. Il precedente, Cuore nero, era stato pubblicato quasi un anno e mezzo fa, sul n. 3495 del novembre 2022, e, seppure la prima tavola ci rammenti nomi e volti dei personaggi, manca una pagina riepilogativa degli ultimi accadimenti, sullo stile di quelle curate da Marco Nucci: in questo caso, visto il tempo trascorso, si sarebbe rivelata utile. A ogni modo, l’avventura risulta comprensibile anche a chi non abbia fissato con esattezza nella memoria l’intero background.

 Nel loro peregrinare per il cosmo, il comandante Tomorrow e l’equipaggio del Sole Nero entrano nell’orbita di un pianeta sconosciuto, potenzialmente abitabile dai terrestri. Assieme al capo, scendono per una rapida perlustrazione (hanno cinque ore per rientrare alla base, altrimenti saranno abbandonati lì) Pippo Pillow, Orazio Orbit e Clarabella Claim. L’accoglienza non è delle migliori: inseguiti da un gruppo di enormi lucertoloni, riescono a salvarsi addentrandosi in una caverna. Qui conoscono quattro pippidi alieni, con i quali provano a stringere un’alleanza per contrastare i comuni nemici.

 
Un inatteso autoctono

 Marco Gervasio, nelle vesti di autore completo, amalgama due tra le sue passioni, la fantascienza alla Star Trek e il mondo preistorico alla Jurassic Park, allestendo una storia gradevole e movimentata. Solo le fasi conclusive, a partire dal colpo di scena che ribalta la prospettiva, appaiono leggermente affrettate: per sviluppare la situazione sarebbe stato utile disporre di qualche pagina in più. In ogni caso, questo buon episodio contribuisce ad alimentare l’attesa per il gran finale, che andrà in scena tra due settimane con Rapsodia in verde, epilogo annunciato di una saga valida, la cui fruizione è stata penalizzata dalla cadenza altamente irregolare delle uscite.

 Abbiamo poi La mappa del tesoro, per la nuova serie Paperino Paperotto – Un magico mondo alla fattoria. Qui, portando alle estreme conseguenze uno stile di narrazione ben noto agli estimatori delle vicende di Quack Town, Davide Aicardi incentra tutto il racconto sulle fantasie del giovane Donald, alternandole, con effetto teneramente comico, a cosa sta accadendo nella realtà. L’impressione, però, è che lo spunto non regga il peso di una storia intera e che sia meglio centellinare le fantasticherie, disseminandole con oculatezza nell’ambito di avventure dal respiro più ampio, come spesso ha fatto mirabilmente Bruno Enna.

 In questo caso, il protagonista, affiancato dal fido Louis, s’immedesima in un capitano di vascello cui un malvagio pirata (lo spaventapasseri) ha sottratto una mappa del tesoro e da lì ha inizio una serie di peripezie. I disegni di Giada Perissinotto, da sempre a proprio agio con Paperino Paperotto, sono dinamici e rendono bene l’idea di un’immaginazione a briglia sciolta.

 
Tutti pazzi per il padel…

 Al centro di Paperina, Paperino e il club della racchetta di Giulio Gualtieri e Marco Mazzarello è il padel, disciplina emergente che dalle nostre parti vanta molti estimatori, sulla quale troviamo poi un approfondimento redazionale. Dopo un breve prologo in cui Pico de Paperis ce ne illustra le norme essenziali, scopriamo che più o meno tutta Paperopoli è stata contagiata dalla febbre per il nuovo sport: perfino Paperone, impegnato nel torneo dei miliardari in coppia con Battista.

 La struttura della storia richiama, per certi versi, le promozionali realizzate da Massimo Marconi negli anni Ottanta e Novanta: manca, però, un guizzo in grado di lasciare il segno e tutto scorre in maniera piatta. L’utilizzo dei personaggi ricalca quello divenuto abituale: le classiche rivalità sono sbiadite, tanto che nel finale, anziché beffarsi odiosamente di lui, Gastone mostra un invidiabile fair play nei confronti di Paperino.

 Chiudono Test e Incontri, due one page della serie Battista maggiordomo esistenzialista, con Roberto Gagnor e Simone Tempia ai testi e ancora Carlo Limido alle matite.

 Tra i servizi spicca quello dedicato all’illusionista Harry Houdini, il cui profilo, a centocinquanta anni dalla nascita, è tratteggiato da Massimo Polidoro. Quanto alla rubrica Fumettando, per la prima volta si occupa di un villain, Pietro Gambadilegno: è Francesco D’Ippolito a insegnarci come disegnarne il volto.



Voto del recensore: 3/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2024/04/20/topolino-3565/


Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

8
Topolino / Topolino 3565
« Ultimo post da Paper_Butler il Oggi alle 15:25:00 »
Recensione Topolino 3565


 C’era una volta la Banda Bassotti, una (disneyanamente parlando) efferata gang criminale, il cui solo nome bastava a riempire di sgomento Paperon de’ Paperoni. Con il passare degli anni, e tanti indecorosi fallimenti, quelli che erano dei malviventi temuti e rispettati avevano assunto, però, la parvenza di una combriccola sgangherata e priva di credibilità. Ora è tempo di rinnovare gli antichi fasti.

 Nelle due parti di Zio Paperone e la terribile Banda Bassotti, Vito Stabile si diverte a… destabilizzare il suo personaggio preferito, in una sorta di ritorno alle origini. All’inizio vediamo che ormai lo Zione si permette addirittura di salutare i Beagle Boys con aria impertinente mentre, diretto al parco, incede davanti alla loro roulotte. È qui che Nonno Bassotto, ferito nell’orgoglio, ha un’idea diabolica. Nel giro di qualche giorno, lui e i nipoti, assieme a parecchi dei loro cugini, danno reiterato sfoggio di comportamenti virtuosi, molto apprezzati dalla cittadinanza paperopolese e finanche all’interno del Club dei Miliardari.

 Sembrano altre persone, ma sarà davvero così? Paperone non ne è affatto convinto, e i sorrisi inquietanti che i fuorilegge (o ex tali?) gli rivolgono costantemente lo mandano in tilt. Temendo che stiano per sferrare un attacco in grande stile alle sue ricchezze, Scrooge, in preda alla paranoia, si barrica nel deposito, tenendo sempre d’occhio la Collina Ammazzamotori. È attanagliato dall’insonnia e, quando finalmente riesce a vincerla, lo tormentano atroci incubi.

 Il finale rimette logicamente a posto le cose per il grintoso tycoon, ma al contempo non ne sminuisce i rivali, lasciando presagire un imminente rilancio dei Bassotti come antagonisti insidiosi e plausibili, sulla falsariga di quanto avvenuto a Topolinia con Macchia Nera (e, chissà, magari a breve toccherà a Gambadilegno) ma con maggiore attenzione filologica.

 
Lo sguardo di Nonno Bassotto[/size][/i]

 Il lavoro meticoloso dell’autore richiama esplicitamente atmosfere e suggestioni barksiane (una vignetta doppia riproduce una celebre scena de La disfida dei dollari), con una spruzzata martiniana: in tal senso, viene in mente il panico dello Zione, raffigurato da un sontuoso Massimo De Vita, in avvio di Paperinik e la banda dei dodici, quando scopre dal giornale che i banditi sono evasi.

 Stabile delinea una storia atipica, nella quale in sostanza non accade granché, ma il senso di pericolo incombente è tangibile e fa restare incollati alle pagine. Senza la necessità di addentrarsi in introspezioni a buon mercato, lo sceneggiatore ci regala dei personaggi vividi, intriganti e ottimamente caratterizzati. Lo coadiuva un Carlo Limido ispiratissimo, capace di accrescere il pathos con magnifici primi piani che fanno risaltare la vasta gamma di espressioni degli interpreti.

 Ad aprire il numero, introdotta dalla copertina di Davide Cesarello (che ritrae Topolino Tomorrow in mezzo a una variopinta vegetazione, con un enorme occhio minaccioso che lo scruta alle spalle), è Profondo blu, penultimo episodio della serie La ciurma del Sole Nero. Il precedente, Cuore nero, era stato pubblicato quasi un anno e mezzo fa, sul n. 3495 del novembre 2022, e, seppure la prima tavola ci rammenti nomi e volti dei personaggi, manca una pagina riepilogativa degli ultimi accadimenti, sullo stile di quelle curate da Marco Nucci: in questo caso, visto il tempo trascorso, si sarebbe rivelata utile. A ogni modo, l’avventura risulta comprensibile anche a chi non abbia fissato con esattezza nella memoria l’intero background.

 Nel loro peregrinare per il cosmo, il comandante Tomorrow e l’equipaggio del Sole Nero entrano nell’orbita di un pianeta sconosciuto, potenzialmente abitabile dai terrestri. Assieme al capo, scendono per una rapida perlustrazione (hanno cinque ore per rientrare alla base, altrimenti saranno abbandonati lì) Pippo Pillow, Orazio Orbit e Clarabella Claim. L’accoglienza non è delle migliori: inseguiti da un gruppo di enormi lucertoloni, riescono a salvarsi addentrandosi in una caverna. Qui conoscono quattro pippidi alieni, con i quali provano a stringere un’alleanza per contrastare i comuni nemici.

 
Un inatteso autoctono

 Marco Gervasio, nelle vesti di autore completo, amalgama due tra le sue passioni, la fantascienza alla Star Trek e il mondo preistorico alla Jurassic Park, allestendo una storia gradevole e movimentata. Solo le fasi conclusive, a partire dal colpo di scena che ribalta la prospettiva, appaiono leggermente affrettate: per sviluppare la situazione sarebbe stato utile disporre di qualche pagina in più. In ogni caso, questo buon episodio contribuisce ad alimentare l’attesa per il gran finale, che andrà in scena tra due settimane con Rapsodia in verde, epilogo annunciato di una saga valida, la cui fruizione è stata penalizzata dalla cadenza altamente irregolare delle uscite.

 Abbiamo poi La mappa del tesoro, per la nuova serie Paperino Paperotto – Un magico mondo alla fattoria. Qui, portando alle estreme conseguenze uno stile di narrazione ben noto agli estimatori delle vicende di Quack Town, Davide Aicardi incentra tutto il racconto sulle fantasie del giovane Donald, alternandole, con effetto teneramente comico, a cosa sta accadendo nella realtà. L’impressione, però, è che lo spunto non regga il peso di una storia intera e che sia meglio centellinare le fantasticherie, disseminandole con oculatezza nell’ambito di avventure dal respiro più ampio, come spesso ha fatto mirabilmente Bruno Enna.

 In questo caso, il protagonista, affiancato dal fido Louis, s’immedesima in un capitano di vascello cui un malvagio pirata (lo spaventapasseri) ha sottratto una mappa del tesoro e da lì ha inizio una serie di peripezie. I disegni di Giada Perissinotto, da sempre a proprio agio con Paperino Paperotto, sono dinamici e rendono bene l’idea di un’immaginazione a briglia sciolta.

 
Tutti pazzi per il padel…

 Al centro di Paperina, Paperino e il club della racchetta di Giulio Gualtieri e Marco Mazzarello è il padel, disciplina emergente che dalle nostre parti vanta molti estimatori, sulla quale troviamo poi un approfondimento redazionale. Dopo un breve prologo in cui Pico de Paperis ce ne illustra le norme essenziali, scopriamo che più o meno tutta Paperopoli è stata contagiata dalla febbre per il nuovo sport: perfino Paperone, impegnato nel torneo dei miliardari in coppia con Battista.

 La struttura della storia richiama, per certi versi, le promozionali realizzate da Massimo Marconi negli anni Ottanta e Novanta: manca, però, un guizzo in grado di lasciare il segno e tutto scorre in maniera piatta. L’utilizzo dei personaggi ricalca quello divenuto abituale: le classiche rivalità sono sbiadite, tanto che nel finale, anziché beffarsi odiosamente di lui, Gastone mostra un invidiabile fair play nei confronti di Paperino.

 Chiudono Test e Incontri, due one page della serie Battista maggiordomo esistenzialista, con Roberto Gagnor e Simone Tempia ai testi e ancora Carlo Limido alle matite.

 Tra i servizi spicca quello dedicato all’illusionista Harry Houdini, il cui profilo, a centocinquanta anni dalla nascita, è tratteggiato da Massimo Polidoro. Quanto alla rubrica Fumettando, per la prima volta si occupa di un villain, Pietro Gambadilegno: è Francesco D’Ippolito a insegnarci come disegnarne il volto.



Voto del recensore: 3/5
Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2024/04/20/topolino-3565/


Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

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Sfide e richieste di aiuto / Re:Storia Paperino Archimede nel futuro
« Ultimo post da Paperdano il Oggi alle 14:48:26 »
Salve cerco una storia di Paperino che va nel futuro e incontra un suo discendente e uno di Archimede, non ricordo la trama ma dovrebbe essere una storia non italiana (mi sembra danese o olandese) apparsa su Topolino nel 2010/2015

È forse questa? https://inducks.org/story.php?c=D+2006-187
si esatto grazie mille!
10
Toon Studios & altra animazione / Re:Disney in TV
« Ultimo post da Giona il Oggi alle 13:34:10 »
Sabato 27 aprile alle 20:55 su TV 2000 Una ragazza, un maggiordomo e una lady, con Jodie Foster e David Niven.

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